Documento sulla situazione politica padovana e gli interlocutori privilegiati di Legambiente |
a cura di Lucio Passi Legambiente che proprio di questo si occupa, e che per prima ha denunciato e combattuto le politiche sbagliate dell'Amministrazione, per esempio quelle riguardanti il traffico e l'inquinamento ad esso collegato, si riconosce in quest'analisi. E' vero: in questa città molti sono preoccupati per il peggioramento dello stato complessivo dell'ambiente. Infatti non è soltanto il benzene o il benzo (a) pirene, con il rischio cancro a cui la popolazione è esposta, o i disturbi prodotti dall'inquinamento acustico che preoccupano. Padova è una città messa alla prova da molti altri fattori di rischio per la salute. Dal traffico che intasa tutta la città, dalle periferie alle piazze storiche, e dal suo carico di inquinamento, per iniziare. E poi le scuole ed i luoghi di lavoro non ancora bonificati dall'amianto, il proliferare incontrollato delle antenne per la telefonia mobile, la presenza di vari elettrodotti di grande potenza sopra case, uffici e scuole, il rischio permanente rappresentato dall'aeroporto Allegri così interno all'area urbanizzata. E ancora il rischio industriale, materializzatosi due volte in un anno con gli incendi all'impianto RFX del CNR, e alle Acciaierie Banzato. Insomma cresce il rischio ambientale in città: infatti singole contingenze risolvibili con politiche adeguate, lasciate a sé stesse e non governate, si sono ingigantite ed aggrovigliate in una crisi sempre più pericolosa per la salute di tutti. E la gente lo percepisce. Percezione del rischio che in sempre più casi dà vita a nuove forme di partecipazione politica, ma senza appartenenza partitica. Non c'è più solo Legambiente in campo: si pensi alla miriade di comitati e associazioni che, con noi, a fine marzo hanno dato vita ad una grande manifestazione di piazza contro traffico, smog ed elettrosmog, partecipata come non accadeva da decenni per una manifestazione non convocata da Partiti o Sindacati. Allora, se l'intreccio sviluppo-ambiente-salute è ormai un tema che a Padova influenza i risultati elettorali, la Politica farebbe bene ad occuparsene seriamente. Invece, fin qui, le risposte offerte dalla Politica sono sconsolanti. Il Centro Destra, al comando della città, il problema ambientale proprio non se l'è posto: se ne infischia dell'inquinamento al punto da collocarsi nell'illegalità, omettendo i prescritti interventi che l'inquinamento fuorilegge da benzo (a) pirene e rumore impone agli amministratori; ignora le proteste degli abitanti di S. Lazzaro decidendo l'insediamento dell'Ikea, glissa sull'elettrosmog elaborando un regolamento che è un colabrodo; rifiuta le richieste di pedonalizzazione liberalizzando ancor più gli accessi al centro storico; affossa il trasporto pubblico liquidando il Tram e probabilmente perdendo decine di miliardi di finanziamento; si accinge ad aumentare il traffico dalla città, progettando autosilos in centro, noti attrattori di auto, ribadendo la scelta anche dopo i danni provocati da quello in costruzione in via IV Novembre Quest'ottusità ha fatto imbestialire migliaia di persone, ed a peggiorare la situazione ha contribuito anche l'atteggiamento degli Amministratori. Certo,
la storia del rapporto tra Politica e società civile organizzata
è, da sempre, la storia del manovratore che non vuol essere disturbato.
Tuttavia quest'ultima Amministrazione ha raggiunto vertici impensabili
nel produrre inutili attese in anticamera, promesse al vento, false
rassicurazioni. Premio, secondo me, non meritato perché le forze dell'attuale Centro Sinistra, come prima l'Amministrazione Zanonato, sono, loro pure, incapaci di concepire il rapporto con la società civile organizzata al di là dell'occasionale ricerca di consenso (salvo qualche rara, ma ininfluente eccezione). Al più il Centro Sinistra concede che l'Ambientalismo possa rappresentare il sintomo di un cattivo sviluppo, ma non certo la sua cura. Cura che rivendica per sé, ma in realtà in questi due anni di opposizione alla Destro ben poche volte si è occupato veramente e con energia dei temi messi sul tappeto da Associazioni e Comitati. Comunque, al di là di queste considerazioni mi pare che il messaggio che tutta la Politica Padovana dovrebbe capire è che la questione della vivibilità ambientale della città sta a cuore ad una considerevole fascia di cittadini, molti dei quali organizzati in Associazioni, come Legambiente, ed in Comitati. Un rapporto serio con queste organizzazioni, non strumentale, onesto ed impegnativo, finalizzato a condividere i problemi ma anche le decisioni, dovrebbe essere il punto di partenza del mondo politico per riconquistare la fiducia di questi cittadini. Di tutto il mondo politico: del Centro Destra se vuol governare per risolvere i problemi, del Centro Sinistra se vuole riconquistare il Comune.
Autorferenzialità che pervade i DS come la Margherita. Questultima, facendosi colonizzare da Ivo Rossi, a Padova ha perso quel poco di appeal che credibilità che inizialmente sembrava avere. Pericolosa, e per noi dannosa, è inoltre, la confusione di ruoli e di immagine che si è creata, non per nostra volontà, tra Legambiente e nuovi Verdi, a cui riconosciamo il lodevole tentativo di aver sottratto all'autorferenzialità dell'epoca Rossi quel partito, ma con i quali dobbiamo respingere con forza ogni identificazione. La nostra capacità di rappresentanza trasversale è molto superiore a quel 2% che i Verdi hanno ottenuto alle elezioni. Ciò significa che in questa fase Legambiente, tra gli schieramenti e le forze politiche, pur sapendo che le nostre sensibilità si incrociano più facilmente a sinistra, non ha interlocutori privilegiati. Detto questo appare evidente che attualmente manca in città un soggetto politico capace di rappresentare quella consistente quota di società civile, organizzata e non, interessata ai temi della partecipazione, dell'ambiente, della solidarietà, dei diritti, della cultura orizzontale. Non spetta a Legambiente promuovere questo soggetto, ma sicuramente Legambiente né sente la mancanza e non credo sarebbe sbagliato dare a una mano se emergesse qualcuno che autorevolmente e credibilmente volesse tentare di riempire questo vuoto, riconoscendo e rispettando al contempo il valore dell'autonomia della nostra Associazione. Vanno invece ampliati e coltivati i rapporti sociali costruiti in questi anni. Col Sindacato, dove, è in atto un passaggio di chiarificazione che almeno con CGIL sembra produrre una nuova stagione di intese a di azione comune. Coi Comitati, pur con i limiti segnalati da Andrea Nicolello nel suo documento. Con alcune Associazioni non "Nimby" come l'APPLE per quanto riguarda l'elettrosmog. Con il "Comitato per non trattenere il respiro", a patto che risolva le ambiguità di sovrapposizione di ruoli e di immagine con i Verdi. Con il Mondo che si è mobilitato per Genova, intensificando i rapporti lodevolmente tenuti da Yuri e da Hermann. Ma soprattutto rafforzando i nostri rapporti diretti con la società reale, grazie alle nostre autonome e originali iniziative come il volontariato permanente di Salvalarte, Centostrade, Puliamo il Mondo, le "vie dello Smog", Banda del Cigno, Quattro Zampe, per le quali rimando agli altri documenti. Conclusioni E' una fase di resistenza utile ed apprezzata, facciamola bene, ma cerchiamo sempre di guardare oltre, ai processi che possono rimettere al centro, anche della società padovana, l'ambiente come fattore di modernizzazione e superiore qualità della vita per tutti. L'autonomia dai partiti, ma al contempo l'azione per riformare la politica e rinnovare il ceto politico, è ancora una ancora una strada che Legambiente deve continuare a percorrere. Ricordiamoci però che Legambiente avrà e continuerà ad avere "diritto di parola" se contemporaneamente continuerà a fare bene il suo mestiere di Associazione: con il volontariato, il conflitto, l'analisi e la proposta, la stimolo alla partecipazione dei cittadini. In una parola continuando ad essere, sempre di più una "cosa" utile per la società ed i cittadini.
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