Cristiano
Vergani
Responsabile R & D
Deparia Engineering S.r.l.
La Sindrome dell'Edificio Malato
Come si riconosce, come si affronta,
come si elimina
Introduzione
Il termine SBS "Sick Building Syndrome"
(SBS) o Sindrome dell'Edificio Malato, viene usato per descrivere situazioni
in cui gli occupanti di un edificio possano lamentare generici disturbi
di salute, non riconducibili ad una malattia specifica o ad una causa ben
precisa, avvertibili solo ed esclusivamente durante la permanenza all'interno.
I malesseri possono essere localizzati solo a determinate stanze o settori,
oppure generalizzati nell'intero edificio. Diversamente, la sigla BRI (Building
Related Illness) ovvero Malattia Correlata all'Edificio, sta ad indicare
una malattia particolare ben identificata, causata dalla presenza di determinati
inquinanti in sospensione nell'aria di un ambiente chiuso.
Segni indicatori di SBS
Gli occupanti lamentano sintomi riconducibili
a sensazioni di disagio acuto, come ad esempio cefalea, irritazione di
occhi, naso, gola; tosse secca; pelle disidratata; vertigini o nausea;
difficoltà di concentrazione; affaticamento; particolare sensibilità
agli odori. La causa dei sintomi è ignota. La maggior parte dei
sintomi svanisce o si attenua fortemente allontanandosi dall'edificio.
Segni indicatori di BRI
Gli occupanti lamentano sintomi come tosse;
costrizione al petto; febbre; brividi; dolori muscolari. I sintomi possono
essere clinicamente definiti e dipendono da cause chiaramente identificabili.
I malesseri possono richiedere tempi molto lunghi per risolversi, anche
allontanandosi dall'edificio. È importante notare che i disturbi
possono derivare da altre cause: ad esempio una malattia contratta fuori
dall'edificio, stress correlato al lavoro, insoddisfazione, predisposizione
alle allergie, nonché altri fattori di tipo psicologico o sociale.
Tuttavia, anche in questi casi, una cattiva qualità dell'aria può
contribuire a peggiorare i sintomi, o agire da fattore scatenante.
Le cause della Sindrome dell'Edificio
Malato
I fattori riconosciuti come causa di questa
sindrome sono i seguenti:
-
Ventilazione insufficiente: negli anni '50,
il volume d'aria esterna di ricambio raccomandato per persona era pari
a circa 15 m3/h, principalmente al fine di diluire gli odori
corporali al di sotto della soglia di sensibilità. Nella prima metà
degli anni '70, a causa del noto embargo petrolifero, per contenere i consumi
energetici tale livello scese fino a 5 m3/h. Nella maggioranza
dei casi, un livello così basso di aria esterna è del tutto
insufficiente a mantenere la salute ed il comfort degli occupanti. Una
ventilazione inadeguata, che può derivare anche da una cattiva distribuzione
da parte dell'impianto di condizionamento, è una delle cause più
importanti di questa sindrome. Nel tentativo di conciliare benessere e
risparmio energetico, lo standard ASHRAE 62-1989 prescrive nei locali ad
uso ufficio 20 m3/h pro capite come flusso di ricambio adeguato.
Questo valore può salire fino a 60 m3/h per alcuni locali
particolari (sala fumatori).
-
Contaminanti chimici da fonti interne: la
maggior parte degli inquinanti proviene da fonti interne all'edificio:
adesivi, moquette, rivestimenti, mobili, macchine fotocopiatrici, insetticidi,
detergenti, possono emettere numerose sostanze organiche volatili (SOV),
come ad esempio la formaldeide. Il fumo di tabacco contribuisce con una
elevata quantità di sostanze organiche volatili, più numerose
altre sostanze tossiche e particolato respirabile. Numerosi lavori di ricerca
hanno dimostrato che le sostanze organiche volatili possono causare malesseri
acuti e cronici. Alcune sono classificate come sicuramente cancerogene
nell'uomo. In generale queste sostanze mantengono la loro pericolosità
anche a concentrazioni medio-basse. Prodotti di combustione come il monossido
di carbonio e gli ossidi di azoto, nonchè particolato respirabile,
possono essere prodotti da stufe a gas o kerosene, specialmente se in debito
di ossigeno per scarsa ventilazione.
-
Contaminanti chimici da fonti interne: l'aria
esterna immessa all'interno dell'edificio può trascinare con sè
gli inquinanti esterni, come i gas di scarico delle auto, oppure può
accadere di raccogliere l'aria viziata espulsa da altri impianti. Inquinanti
esterni possono facilmente infiltrarsi all'interno dell'edificio attraverso
griglie, fessure e prese d'aria in genere disposte in modo improprio.
-
Contaminanti biologici: batteri, muffe, pollini
e virus sono contaminanti di origine biologica. Questo genere di contaminanti
può facilmente attecchire nell'acqua stagnante che si può
formare nei condotti, negli umidificatori, nei raccoglitori di condensa.
A volte insetti e piccoli animali possono essere fonte di contaminazione.
I sintomi associati alla presenza di inquinanti biologici sono rappresentati
da tosse, costrizione toracica, febbre, brividi, dolori muscolari e fenomeni
allergici come l'irritazione delle mucose e la congestione del primo tratto
dell'apparato respiratorio. Il più noto dei contaminanti biologici
è il batterio Legionella, all'origine della Malattia del Legionario
e della Febbre di Pontiac.
Questi elementi possono agire combinati tra
loro o con altri fattori (come un difettoso controllo di temperatura, umidità,
illuminazione e rumorosità ambientale) determinando una diminuzione
del comfort ambientale ed un rischio non trascurabile per la salute. Ad
ogni modo, le cause specifiche dei malesseri possono sfuggire anche ad
accurati controlli sull'edificio e sugli impianti di climatizzazione.
Come procedere all'esame dell'edificio
Scopo dell'investigazione è quello
di identificare e risolvere gli inconvenienti legati alla qualità
dell'aria in modo da risolverli ed evitare che si ripresentino. La corretta
procedura da seguire comprende una fase di raccolta di informazioni, una
formulazione di ipotesi ed una fase di verifica. Generalmente, il primo
passo è rappresentato da un sopralluogo dell'edificio interessato
dal problema, al fine di raccogliere le informazioni essenziali sui
quattro fattori principali che influenzano
l'Indoor Air Quality:
-
gli occupanti;
-
l'impianto di condizionamento;
-
possibili vie d'accesso per gli inquinanti;
-
possibili fonti di inquinanti.
La preparazione del sopralluogo deve includere
la ricerca di tutte le possibili informazioni sull'edificio e sulla sua
storia; occorre innanzi tutto localizzare le zone soggette ai problemi
e le diramazioni dell'impianto di trattamento aria (se esiste ...). I responsabili
dell'edificio dovranno essere informati per tempo della visita, in modo
che possano raccogliere i materiali informativi necessari (piantine, manuali
d'impianto, dati storici ecc.).
La visita stessa implicherà una
ispezione visiva delle aree interessate e la consultazione degli occupanti
e dei responsabili.
Il sopralluogo iniziale deve permettere
di elaborare delle ipotesi in relazione alle lamentale raccolte. Nei casi
più semplici a questo punto è già possibile pianificare
degli interventi e passare alla fase di verifica dei risultati. A volte
non è però possibile identificare con sicurezza le cause
del problema: occorrerà quindi ricorrere a dei mezzi di indagine
più sofisticati.
A dispetto del fatto che l'analisi dell'aria
sembri il passo più logico da compiere, raramente questa potrà
fornire risultati significativi: salvo casi eccezionali, le concentrazioni
degli inquinanti risulteranno al di sotto dei livelli contemplati negli
standards. Possibili eccezioni sono i rilevamenti a carico dell'anidride
carbonica e del monossido di carbonio, realizzabili anche con piccoli apparecchi
portatili. Molto utile è la verifica del quadro igro-termico dell'ambiente
e dei percorsi di movimentazione dell'aria (la sovrapposizione della "mappa
delle lamentele" e della "mappa dei rilevamenti" può offrire dei
suggerimenti illuminanti). In pratica non è conveniente ricorrere
al campionamento e all'analisi chimica dell'aria alla ricerca dei singoli
inquinanti, se prima non è stato fatto un attento lavoro di raccolta
e di valutazione dei dati fisici ambientali. È facile verificare,
ad esempio, che se esistono i presupposti di temperatura, umidità
e di substrato specifico, saranno sicuramente presenti
quantità altamente significative
di inquinanti biologici come le muffe, con elevate concentrazioni dei loro
metaboliti tossici (sostanze organiche volatili) e allergenici (spore).
Soluzioni possibili
Difficilmente si potrà avere una
sola soluzione risolutiva: più realisticamente, occorrerà
una combinazione delle seguenti misure:
-
L'eliminazione o la riduzione delle fonti
rappresenta una soluzione efficace quando gli inquinanti sono ben identificati
ed il loro controllo è tecnicamente fattibile. Tipici esempi sono
rappresentati dalla pulizia dei condotti dell'aria condizionata e dalla
sostituzione dei filtri; dalla rimozione di moquette e drappeggi; dalla
evacuazione forzata all'esterno di fonti localizzate, come i ripostigli
di sostanze chimiche o la stanza delle fotocopie. Quando possibile, è
buona norma non occupare immediatamente locali nuovi o ristrutturati, ma
effettuare un periodo di ventilazione per evacuare le esalazioni dei materiali
impiegati.
-
L'aumento della quantità di aria esterna
di ricambio ed il miglioramento della sua distribuzione è frequentemente
il mezzo che presenta il miglior rapporto costo/beneficio per abbassare
drasticamente la concentrazione degli inquinanti. Gli impianti di condizionamento
devono essere dimensionati per fornire almeno la quantità di aria
esterna prevista dallo standard ASHRAE 62-1989 in base alla tipologia dei
locali. Se, come spesso avviene, ci si trova nell'impossibilità
di ottenere dall'impianto esistente le prestazioni necessarie, si deve
intervenire con estrazioni localizzate negli ambienti più critici.
-
la depurazione dell'aria può rappresentare
un ausilio efficace al controllo delle fonti ed alla ventilazione, con
qualche avvertenza: i depuratori devono essere dotati di filtri ad alta
efficienza, in grado di trattenere sia il particolato respirabile (filtri
media HEPA o elettrostatici) che le sostanze gassose o sotto forma di vapore
(letti adsorbenti in carbone attivo). I depuratori di questo tipo possono
essere molto efficaci, per contro richiedono un certo investimento iniziale
ed una assidua manutenzione (pulizia o ricambio periodico dei filtri).
In presenza di fumatori, sono indicati i depuratori automatici attivati
da sonde, che entrano in funzione solo quando necessario. Alcuni modelli
sono in grado anche di incrementare l'immissione di aria esterna in presenza
di picchi di inquinante.
-
L'informazione e la comunicazione sono elementi
importanti sia per gli interventi correttivi che per la prevenzione. Quando
gli occupanti, i responsabili e il personale tecnico sono informati almeno
dei termini generali della questione Indoor Air Quality, diventa più
facile affrontare e risolvere in modo efficace i problemi indotti dagli
inquinanti degli ambienti confinati.
Un accenno
a Radon ed Amianto ...
La Sindrome dell'Edificio Malato
e la Malattia Correlata all'Edificio sono associate a conseguenze acute
ed immediate sull'organismo: alcune sostanze, come il radon e l'amianto
causano invece effetti dannosi a lungo e a lunghissimo termine, dopo anni
di esposizione. Per questo non sono considerate tra le cause dell'insalubrità
dell'edificio propriamente detta, ma costituiscono un capitolo a sè,
anche per la grande pericolosità che possiedono e per i complessi
problemi che occorre affrontare per la loro eliminazione. Ambedue questi
inquinanti devono comunque essere sempre inclusi in qualunque valutazione
esaustiva di Indoor Air Quality: misure specifiche contro radon ed amianto
devono essere comunque predisposte da professionisti di provata esperienza
e con disponibilità di mezzi adeguati. |
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