VERTENZA
INTEGRATIVA : LE RAGIONI DI UN NO
La conclusione della vertenza integrativa ci porta a
dare un giudizio complessivo di carattere negativo.
Vediamo, di seguito, di argomentare e giustificare
la nostra posizione.
I punti che sono stati giudicati come risultati
concreti per i giovani vanno a sanare situazioni di arbitri da parte della
Fincantieri come nel caso del riconoscimento dei giorni di malattia per i
lavoratori in contratto di formazione lavoro mentre per quello che riguarda le
prove in mare si è recuperata una situazione di discriminazione tra lavoratori
che il sindacato stesso aveva reso possibile firmando precedenti accordi con
l’Azienda.
Nel caso invece dei lavori gravosi o meglio di
quelle attività svolte da saldo-carpentieri in ambienti particolari, il
riconoscimento di una quota salariale viene considerata anzitutto in
controtendenza rispetto al fatto che è stato sempre affermato che la salute non
si paga e oltretutto ha disatteso la richiesta che prevedeva riposi
compensativi e minore esposizione nel tempo.
Tra l’altro, si mette in moto un meccanismo per cui
sarà particolarmente difficile coordinare e gestire il problema precisando che
il riconoscimento avverrà solo se l’attività prestata avrà avuto una durata
temporale non inferiore a 15 gg.
Per quello che riguarda il Premio di Risultato
(composto da tre voci: produttività,programma e redditività) il fatto di
modificare il peso delle componenti lasciando inalterato il meccanismo di
calcolo non cambia il nostro giudizio critico.
Rimarrà purtroppo non gestibile, non verificabile e
non trasparente.
Il caso specifico della produttività dell’ultimo
trimestre riguardo la cedolazione del troncone di Sestri ne è un esempio
lampante.
Il calcolo che ci siamo permessi di fare relativo
all’anno 1999 ha dimostrato come in media sia stato raggiunto un premio globale
di risultato pari al 50% circa di quello teoricamente raggiungibile.
Questo ci fa affermare come sia assolutamente
necessario pensare ad un nuovo sistema di calcolo per poter dare ai lavoratori
maggiore sicurezza sulla fruizione del salario.
Assolutamente inaccettabile l’armonizzazione per il
contratto privato sulla questione del mancato riconoscimento dello
straordinario per gli impiegati che saranno inquadrati nella 6° categoria
Federmeccanica.
Quello che è stato firmato crea più punti
interrogativi che altro oltre che generare sperequazioni tra lavoratori ed il
rischio di arrivare ad una contrattazione personale con l’Azienda è
effetivamente dietro l’angolo.
Sicuramente questo problema nell’ambito della
discussione alle trattative non hagoduto del tempo necessario per un serio
approfondimento anche con il coinvolgimento dei lavoratori interessati.
Ultimo argomento ma non certo per il peso politico è
il problema relativo ad appalti e sicurezza.
La realtà produttiva specialmente nei grandi
stabilimentie quella in prospettiva del prossimo anno per il nostro
stabilimento è sotto gli occhi di tutti.
La gestione delle Ditte appaltatrici nella quasi
totalità dei casi nasconde un fenomeno grave che è legato alla evasione
previdenziale e contributiva.
Il fatto che l’Azienda abbia posto un veto e
minacciato la sospensione della trattativa se questo problema fosse stato
considerato prioritario, ci fa pensare ad un grave corresponsabilità.
Maggiore sicurezza nell’ambiente di lavoro e la
verifica degli orari prestati sono correlati a quello fin d’ora esposto.
Sicuramente siamo convinti che se l’Azienda avesse
trovato un fronte sindacale di peso differente i risultati sarebbero stati più
proficui.
Per concludere, il S.A.L.F.A. invita i lavoratori a votare NO al referendum.