RIPRESA DEL LAVORO

IL NOSTRO IMPEGNO CONTINUA

Dopo il rientro dalle ferie abbiamo ritenuto opportuno portare a conoscenza quelli che sono stati e saranno gli impegni e gli sviluppi che la questione del sindacato SALFA ha determinato nel nostro stabilimento dal 15 luglio 1999 (giorno in cui si è deciso di organizzarci in un sindacato autonomo). Le adesioni stanno raggiungendo la quota dei 100 iscritti. Entro il mese di settembre regolarizzeremo, in termini di legge, il nostro sodalizio, consegnando alle autorità competenti l’atto di costituzione con il relativo statuto, depositando in sostanza, la nostra responsabilità civile e penale. Subito dopo eleggeremo al nostro interno le varie cariche statutarie.

Pur facendo tutto questo sappiamo benissimo che non saremo riconosciuti come forza sindacale all’interno dello stabilimento e non potremo usufruire di nessun permesso, nessuna assemblea, ecc.

Ma noi lavoreremo lo stesso per poter essere in grado, quando ci sarà il rinnovo delle RSU, di presentarci con una nostra lista di candidati e di poter essere eletti. Questo è uno dei nostro obbiettivi primari.

Ci sono dei lavoratori che chiedendo l'iscrizione al nostro sindacato, avanzano degli interrogativi e delle preoccupazioni riguardo alle pratiche che di solito venivano affidate ai patronati Cgil-Cisl-Uil.

A questo proposito noi possiamo dire che ci stiamo attrezzando con dei nostri legali per qualsiasi cosa possa interessare i nostri iscritti.

Fatta questa parentesi tecnico-organizzativa, veniamo alla questione della sicurezza per la lavorazione dell'acciaio inox duplex. Durante il periodo delle ferie (venerdì 20 agosto) abbiamo spedito alla USL n° 7 (Dipartimento prevenzione e sicurezza) un documento di tre pagine in cui abbiamo fatto presente, in modo molto dettagliato le attuali misure di sicurezza adottate dall'azienda per le varie lavorazioni in corso e chiedendo se tutto ciò sia in sintonia con il documento di valutazione del rischio elaborato dalla Fincantieri di Ancona. Ovviamente siamo in attesa di una risposta che se non avverrà entro tempi compatibili con lo svolgersi delle lavorazioni, lo stesso documento di denuncia lo presenteremo ad altre autorità competenti in materia. All'indomani della nostra nascita ne abbiamo viste e sentite di belle e di brutte. Fino ad ora l'atteggiamento degli iscritti al SALFA è stato di grande maturità e senso di responsabilità. Abbiamo agito ed agiremo sempre nel rispetto di chi ci stà davanti; una capacità questa che ne le RSU e ne i dirigenti aziendali fino ad ora hanno dimostrato; è questo probabilmente il frutto di anni e anni di "concertazione" e in definitiva di svendita del ruolo sindacale di Cgil-Cisl-Uil a danno dei lavoratori.

Dopo un rinnovo dei contratti di lavoro con aumenti salariali che non coprono nemmeno il potere d'acquisto eroso; dopo aver brindato per la precarietà e la flessibilità del lavoro non potevano pretendere tanto di più. Ma questo non autorizza nessuno a dimenticare il confronto, il rispetto e la tolleranza verso chi ha idee diverse dalle proprie. Non a caso stiamo assistendo ad un comportamento di esponenti di Cgil-Cisl-Uil frutto di un certo nervosismo tipico di coloro che cercano di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai fuggiti. Lettere di richiamo con tanto di scuse, ripensamenti, epurazioni per salvare il salvabile. Noi di fronte a questi atteggiamenti risponderemo in modo chiaro e forte. Il SALFA non ha nessuna intenzione di "togliere il disturbo", di abbandonarsi alla demoralizzazione o alla resa. Ci siamo organizzati per affrontare i problemi dei lavoratori con i lavoratori e non con coloro che in altre sedi decidono per noi, frutto di intese tra la politica padronale e le burocrazie confederali; questo non è sindacato, è abuso di potere e svendita degli ineterssi di classe. Noi vogliamo che chi rappresenta i lavoratori non possa farlo come mestiere, diventando attraverso normative e regolamenti meschini, un inamovibile ed un imboscato. Nel sindacato confederale Cgil-Cisl-Uil la democrazia è stata distrutta. Il mandato dei lavoratori se lo sono dimenticato ed è su questo terreno che noi lanciamo la nostra sfida. Siamo sicuri di farcela e ai tanti giovani che si sono iscritti al SALFA cercheremo di far capire che si può fare sindacalismo in modo diverso.

La nostra prospettiva è quella di conquistare più consensi possibili a questa impostazione legando il nostro intervento quotidiano agli obbiettivi più generali della classe.

Il movimento sindacale del nostro paese può e deve andare in un'altra direzione.

SALFA (Sindacato Autonomo Lavoratori Fincantieri Ancona)

07.09.99

 

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