LUCIANO BELLET

Pordenone 1963
Formazione: Pittore e scultore, approda da autodidatta alle "arti visive" negli anni '80 Soggetti: Simbologie tridimensionali Tecniche: terracotta - legno - ferro - colori

Esposizioni principali:

Mese e anno Galleria Citta'
aprile 1985 Al Fogher Pordenone
giugno 1989 Modiliani internazionale Milano
luglio 1994 La Roggia Pordenone
settembre 1995 Les Fontaines Parigi
marzo 1996 Spazi Oltre Roma
Via Biacche, 29
33080 Zoppola (PN) Italia
tel. +39/434/574352


Referenze: Galleria Artesegno - UDINE
E-mail: arte@artesegno.it
http://www.artesegno.it/artists/bellet.html
Hanno scritto dell'artista: Enzo Santese, Mario de Candia, Leonardo Bonanni, Paolo Zorat, Enzo di Grazia, Stefano Aloisi, Bernardo Palomo.
In Luciano Bellet l'entita' molecolare del suo progetto comunicante e' la segmentazione della tegola (che cessa di essere metafora di un'idea di protezione, una sorta di soglia tra il definito della casa e l'illimitato del cielo), un materiale di per se' "caldo" che si cristallizza nella connessione concettuale vita-morte.
La dislocazione perpendicolare ricompone una parvenza di corporeitā che ha abbandonato del tutto il concetto di pieno per inarcare nelle sue fluttuanti convessita' (le costole) il suggerimento dell'involucro, una dimensione reinventata dalle coordinate temporali.
Il nero ingloba lo spazio e, nella mobilita' delle opere, lo fa vibrare di un'energia di slancio "oltre la vita".

Enzo Santese


The molecular entity of Luciano Bellet's communicating project is the segmentation of the tile.
The tili is no longer a symbol of protection, a sort of threshold between the definite and the unlimited sky.
The tile is a "warm" material which crystallizes in the conceptual connection life-death.
The perpendicular dislocation gives to the work an appearance of corporeity which has completely given up the concept of "full" in order to absorb a dimension which was reinvented by the temporal co-ordinates in its floating convexities (the ribs).
The black colour incorporates the space and makes it vibrate through an energy that goes "beyond life".
"Il pasto e' ancora nudo"
tecnica mista
"Cadenza vertebrale"
tecnica mista (dimensioni cm 30x16x65).

 
Enormi insetti preistorici o casse toraciche o creature della fantascienza?
Il coppo come descrizione dell'evoluzione della specie, il coppo come metafora, il coppo come scavo crittico.
Un materiale grezzo, archeologico di un'eta' futura nel contempo, essenziale, privo di aureole estetizzanti.
Le pitto-sculture ideate e realizzate da Luciano Bellet sono simboliche ma viscerali, sono ricerca sperimentale ma narrazione concreta, indagano l'inconscio ma s'imperniano su una radicale razionalita'.
La dialettica pieno-vuoto, suggerita da queste originali re-invenzioni di scheletri (solcati da vortici pulsanti di plasma ed innervati su superfici affrescate da soluzioni psichedeliche), e' un insistente richiamo alla contraddizione fra conformismo sociale e solitudine etica, antropologica; la condizione umana evocata č quella del coraggioso esistere privo del conforto di certezze, teologiche o laiche che siano, un atto di liberta' contro presunte predestinazioni, disincantato ed ironico.
Il coppo scarno, nudita' incorruttibile, fuga e resistenza, e' composizione emblematica di una totale autonomia di giudizio.

Paolo Zorat

 

senza titolo
"Cadenza vertebrale 2"
tecnica mista


 
 
"Cadenza cosmica" 1993
coppi su lamiera (dimensioni cm 90x15x90).
 
 

 

 

 

 

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