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LUCIANO
BELLET Pordenone
1963 Esposizioni principali:
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Via Biacche, 29 33080 Zoppola (PN) Italia tel. +39/434/574352 Referenze: Galleria Artesegno - UDINE E-mail: arte@artesegno.it http://www.artesegno.it/artists/bellet.html |
Hanno scritto dell'artista: Enzo
Santese, Mario de Candia, Leonardo Bonanni, Paolo Zorat,
Enzo di Grazia, Stefano Aloisi, Bernardo Palomo. In Luciano Bellet l'entita' molecolare del suo progetto comunicante e' la segmentazione della tegola (che cessa di essere metafora di un'idea di protezione, una sorta di soglia tra il definito della casa e l'illimitato del cielo), un materiale di per se' "caldo" che si cristallizza nella connessione concettuale vita-morte. La dislocazione perpendicolare ricompone una parvenza di corporeitā che ha abbandonato del tutto il concetto di pieno per inarcare nelle sue fluttuanti convessita' (le costole) il suggerimento dell'involucro, una dimensione reinventata dalle coordinate temporali. Il nero ingloba lo spazio e, nella mobilita' delle opere, lo fa vibrare di un'energia di slancio "oltre la vita". Enzo Santese |
The molecular entity of Luciano
Bellet's communicating project is the segmentation of the
tile. The tili is no longer a symbol of protection, a sort of threshold between the definite and the unlimited sky. The tile is a "warm" material which crystallizes in the conceptual connection life-death. The perpendicular dislocation gives to the work an appearance of corporeity which has completely given up the concept of "full" in order to absorb a dimension which was reinvented by the temporal co-ordinates in its floating convexities (the ribs). The black colour incorporates the space and makes it vibrate through an energy that goes "beyond life". |