DEDICATO AL PRINCIPE * DEDICATO AL PRINCIPE * DEDICATO AL PRINCIPE *

17 maggio 2000


 

 

Caro Beppe,

hai indossato i colori della Magica per quindici anni, durante i quali sei stato per tanto tempo il Capitano della tua Squadra, della Squadra per cui da sempre fai il tifo.

Per te non si è potuto mai dire "nemo propheta in patria"; te, e come te pochi altri (Amedeo Amadei, Agostino Di Bartolomei, Bruno Conti, Francesco Totti) sei riuscito ad essere un Leader, un Campione, nella Squadra della tua Città.

La tua storia con questa Società non è mai stata monotona; una storia avara di vittorie, purtroppo, ma fin troppo generosa di vicissitudini.

L'esordio: Roma-Cesena, un pallone toccato male che diventa un assist per un carneade (Genzano), che s'invola verso la porta e segna il goal del clamoroso vantaggio cesenate. Ed il saggio Barone Liedholm che ti rispedisce in Primavera, è presto per la Serie A, o forse no, non sarebbe stato presto senza quell'errore. A volte il calcio è così, si sa.

Quell'Ottavio Bianchi, padano purosangue che ti detestava, che soffriva la tua Romanità, il tuo carisma, l'affetto della Sud verso di te. E così ti ritrovasti senza la fascia di Capitano, relegato in panchina, ma non per scelta tecnica (non sarebbe mai potuta essere una scelta tecnica lasciar fuori te in un centrocampo popolato da Bonacina e Piacentini).

Quel rigore sbagliato nel derby, il pari fallito ad una manciata di minuti dal termine. Allora in tanti, anche io, lì per lì ti rimproverammo, ti avremmo "preso a mozzichi" se fossi stato a portata di mano. Ma finita la partita no, avevamo perso ma eri e rimanevi il Capitano, quello che sentiva il derby come noi Tifosi, e che aveva comunque avuto le palle di andare sul dischetto. Sensi invece fece ciò che un presidente non dovrebbe mai fare, disse davanti ai giornalisti che <<chi sbaglia un rigore così non è degno della fascia di Capitano>>.

E poi Carlos Bianchi, che non voleva i Romani in squadra, e che oltre a te voleva vendere anche Totti. E allora l'Austria, così lontana, con quel calcio ovattato, così diverso...un anno a Graz è anche troppo, c'è Mazzone che ti vuole al Napoli, poi c'è il Lecce, il maledetto Lecce che ci costò uno scudetto nell'86, il Lecce da riportare in A, e da professionista ci pensi tu, e adesso ti vogliono bene anche laggiù.

Appendi le scarpe al chiodo, ma i dispetti con Sensi continuano: stringi rapporti di lavoro con Morabito, inviso a Sensi, ed allora il Presidente non partecipa alla tua festa di oggi.

Già, la festa, rovinata da quegli imbecilli, che ti hanno impedito di giocare il secondo tempo, quello con la Maglia Giallorossa, quello con Totti al fianco... ma non hanno potuto impedire che i Tifosi intonassero con te l'Inno di Antonello, che scandissero il tuo nome, che ti lanciassero decine di sciarpe... che ti facessero vedere e sentire che sei sempre "il Capitano".

Il Capitano di tante battaglie, il Capitano che segnò tre rigori in una finale di Coppa Italia, il Capitano che buttò dentro a Foggia il pallone che allontanò la minaccia della bassa classifica, il Capitano che battè la Lazio tre a zero, il Capitano che vinse l'ultima Coppa finora conquistata dalla Roma, il Capitano che ha risolto tante partite.

Il Capitano della Sud.


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