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25 gennaio 2000
Incredibile. Il Cagliari replica la vittoria della partita di andata, e con un doppio 1-0 elimina la Roma dalla Coppa Italia e si qualifica per le semifinali.
Incredibile, a leggere la classifica (sardegnoli ultimi, lanciatissimi verso la serie B).
Incredibile, a "pesare" il valore delle due squadre.
Ma se facciamo alcune semplici considerazioni, allora riusciamo a spiegare questa clamorosa eliminazione.
1) La Roma ha affrontato la Coppa Italia con sufficienza. E questa, badate bene, non è e non deve essere una giustificazione. Però, tant'è. Già negli ottavi la Roma ha provato a regalare la qualificazione al Piacenza, elargendo un fin troppo facile 0-1 all'andata. Poi, al ritorno, prevalse la dignità e l'orgoglio, e la Roma andò a prendersi la qualificazione in terra padana, così come il suo rango le imponeva (ricordate? 3-0, e piacentini a casa).
2) Nei quarti, contro il Cagliari, il "giochetto" non è riuscito. Dopo aver perso la prima partita 0-1 (anche con un briciolo di sfortuna, a dire il vero), la Roma è andata in Sardegna per provare a rovesciare il risultato. Ma per provarci "quanto"? Totti in panchina; Aldair-Cafu-Mangone-Montella-Delvecchio "al minimo", quasi svogliati e deconcentrati; Gurenko e Bartelt addirittura ridicoli, loro che dovrebbero andare "a mille" nelle (rare) occasioni che gli si presentano, e invece non l'hanno strusciata mai; perfino Tommasi e Di Francesco poco dinamici; i soli che hanno provato a combinare qualcosa sono stati Nakata (in crescita) e Candela (in uno stato di forma eccellente, e infatti puntualmente mancherà a Milano con l'Inter perchè squalificato: gli ordini di Moratti sono stati eseguiti...). Antonioli e Totti "senza voto".
3) Il Cagliari, comunque, ha anche avuto un gran culo. Passatemi l'espressione colorita, ma "quanno ce vo', ce vo'". I sardegnoli sono riusciti a fare due reti, tra andata e ritorno, con mezzo tiro in porta. Il goal di O'Neill è stato emblematico: l'uruguagio (scorrettissimo e fallosissimo, nella migliore tradizione uruguaiana) ha attraversato mezzo campo indisturbato, e poi ha sbagliato il tiro al volo (l'ha presa con la caviglia), dando così un effetto decisivo al pallone che è andato ad insaccarsi nell'angolino alla sinistra di un incolpevole Antonioli. Per la gioia dell'indisponente Ulivieri e delle pecore (nel senso dello sponsor rossoblu, il pecorino).
4) E non dimentichiamo che all'andata ci furono il rigore fallito da Totti e la traversa di Candela a portiere battuto, e che stasera ci sono state un paio di situazioni "molto dubbie" in area cagliaritana.
Comunque, quest'eliminazione non dà lustro. E non è giustificabile, l'ho premesso e lo ripeto. E' ovvio che gli obiettivi principali della Roma sono ben altri: la Coppa Uefa, la qualificazione alla Champions League...e non aggiungiamo altro, per adesso.
Ma la Coppa Italia rappresenta pur sempre un trofeo nazionale; per una Società che non vince dal '91, ed un Presidente che non ha ancora vinto niente, la Coppa Italia avrebbe meritato un'attenzione maggiore. Non un'eliminazione poco decorosa da parte di una provinciale.
Chiudiamola qui con la Coppa Italia '99/'00, ormai è andata, da domani ci si concentri sul campionato e sulla Coppa Uefa.
Facciamo al Cagliari gli auguri di proseguire brillantemente in semifinale, di approdare in finale e di vincere il portaombrelli (meglio loro che l'Inter o il Milan, no?). Però andiamo a vincere in campionato al Sant'Elia: in questa stagione, finora, in tre partite contro i sardegnoli abbiamo registrato due sconfitte ed un pareggio: un pò poco!
Finalino dedicato a Poggi: l'Udinese non vuole "schiodare" dalla richiesta di 5 miliardi per la comproprietà, la Roma insiste per 3 miliardi più Quadrini in prestito; probabilmente l'affare si chiuderà intorno ai 4 miliardi più il prestito di Quadrini, poichè Poggi, che si è già accordato con la Roma e scalpita per venire alla corte di Capello, sta "spingendo" la dirigenza friulana a trovare un accordo con la Roma.