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11 ottobre 2000
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Quanto leggerete di seguito è VERO.
Mi è stato confidato da una fonte attendibilissima, la stessa che mi ha fornito le informazioni sulle quali mi sono basato per scrivere gli articoli sul Dr.Alicicco e su Toldo e Cannavaro pubblicati in questo sito. Chi ha avuto modo di leggere tali articoli ha potuto verificare che quanto in essi riportato si è rivelato "VERO", e lo sottolineo non certo per futile vanità, ma solamente per ribadire l'estrema attendibilità della fonte.
Veniamo al dunque.
C'è una situazione "difficile" nello spogliatoio della Roma.
Nel senso che "non c'è molto accordo", per usare un eufemismo, tra il Mister Fabio Capello ed i giocatori. Praticamente TUTTI i giocatori.
Non si tratta di un ostracismo totale, questo no: ma certamente in questo momento TUTTI i giocatori sono compatti nel non ..."stravedere" per il Mister (per usare un altro eufemismo).
In pratica vi è stata da parte della squadra una progressiva condivisione e presa di posizione a favore di quelle situazioni "particolari" che (sia nella stagione passata che in questa da poco iniziata) hanno coinvolto, e tuttora coinvolgono, alcuni giocatori.
Quali siano le succitate situazioni "particolari" è facile intuirlo, riepiloghiamole insieme.
Antonioli : ricorderete che l'anno scorso Antonioli, durante le trattative per il suo passaggio in Giallorosso, ebbe più volte a dichiarare che prima di accettare il trasferimento voleva avere un <<chiarimento>> con Capello, cioè voleva essere sicuro che fossero state superate le perplessità che proprio Capello nutriva nei confronti di quel portiere che aveva avuto alle sue dipendenze nel Milan, e che aveva accantonato dopo un famoso e clamoroso errore in un derby. Evidentemente tali perplessità Capello non deve averle superate, visto che alcune volte ha preferito schierare Lupatelli, e che ha chiesto al Presidente di tentare l'acquisto di Toldo. Tutto ciò, è chiaro, non collabora a rendere idilliaci i rapporti tra Antonioli e Capello.
Zago : lo scorso campionato Zago ha dato più volte dimostrazione di grande professionalità ed attaccamento alla Maglia, scendendo in campo in condizioni difficilissime ed esponendosi anche al rischio di brutte figure. Ha perciò interpretato come una mancanza di rispetto la richiesta di Capello di cederlo in Grecia, per prendere poi Panucci. E c'è rimasto male quando, preso atto della volontà da parte della Società di cederlo, dopo essersi accordato con il Milan ha avuto il veto assoluto di Capello alla sua cessione in rossonero. Adesso sembra che Capello l'abbia di nuovo in considerazione, ma certamente i rapporti tra i due non sono dei più cordiali. E, dato il grande affiatamento che contraddistingue il gruppo dei brasiliani, non è difficile intuire che Aldair & C. in questa vicenda abbiano "parteggiato" per il loro connazionale.
Nakata : la grande professionalità del giapponese, unitamente ad una filosofia tipicamente orientale, impediscono ad Hidetoshi di prendere una posizione polemica. Ma sappiamo che non è certo contento di andare in tribuna e di giocare pochissimo, inoltre non ha gradito la "bocciatura" nel ruolo di centrocampista, una posizione che gli consentirebbe di avere un posto in squadra.
Balbo : Capello gli avrebbe preferito Weah, ma c'era una promessa di Sensi ad Abel da rispettare. Nei primi allenamenti s'è visto Capello rimproverare più volte l'argentino, spronarlo ad un maggiore impegno. Adesso pare che tra i due i rapporti siano migliorati, ma per Capello Balbo è comunque un giocatore scelto dal Presidente...
Montella : è sicuramente il "caso" più eclatante, non c'è molto da aggiungere a quanto si sa già, e cioè che "Top Gun" non fa polemica, anch'egli dimostra grande serietà e professionalità nell'accettare le scelte dell'allenatore, ma sbuffa, morde il freno. Vorrebbe giocare molto di più, ma Capello predilige i centravanti "di peso" e quando deve scegliere un attaccante da tener fuori, o da sostituire durante la partita, nove volte su dieci sceglie Montella. Che sbuffa...
Aggiungiamo alle vicende sopraelencate le interviste che proprio in questi giorni abbiamo letto: quella di Batistuta a Rosso&Giallo, nella quale dichiara testualmente che <<Non ho mai pensato che per vincere qualcosa bisogna essere tutti amici. Il segreto è l'obiettivo comune, una volta che hai raggiunto la tua vittoria puoi anche non parlarti. E poi io con gli allenatori ho una linea di condotta precisa: non voglio diventare loro amico>>; oppure quella di Totti al Corriere dello Sport, nella quale fa chiaramente capire che a lui piace lavorare con allenatori pronti alla battuta, vivaci, estroversi; cioè non proprio il prototipo di allenatore che risulta essere Capello.
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Insomma, non si tratta di creare un clima da "caccia alle streghe", la situazione non è proprio critica (tipo Lippi, per intendersi), ma non è nemmeno idilliaca.
E' un po' tesa, questo sì.
Probabilmente l'unica maniera per superare quest'"impasse" è quella di vincere qualche partita, di fare risultato, a cominciare già dall'impegnativa trasferta di Lecce di domenica prossima.
Sono convinto che Fabio Capello sia un ottimo allenatore ed una persona seria ed onesta. Inoltre è ambizioso e tenace, e vuole fare il massimo per vincere la sua sfida, quella di vincere a Roma, con la Roma, in una Città e con una Squadra che finora ha sicuramente vinto meno di quanto si sia vinto a Milano ed a Madrid, nel Milan e nel Real.
Anche i giocatori (... prestazioni tipo-Bergamo a parte!) sono sicuramente seri professionisti che vogliono vincere.
Chi ha giocato al calcio, a qualsiasi livello, sa che in una squadra è importante lo spogliatoio, ma è ancora più importante raggiungere i risultati.
Quando una squadra vince vuol dire che, armonia dello spogliatoio o no, comunque si raggiunge un obiettivo. E questo aiuta a "passare sopra" ai disaccordi interni ed alle polemiche.
Auspichiamo quindi che la Roma cominci a vincere, poichè l'allenatore ed i giocatori hanno senz'altro le potenzialità per raggiungere dei risultati importanti.