TUTTA LA VERITA' SUL CASO ALICICCO

27 aprile 2000


 

 

Innanzi tutto mi scuso con il Dr. Alicicco se ho utilizzato il suo nome in un titolo "ad effetto". L'intenzione non è assolutamente quella di fare dello scandalismo spicciolo, bensì quella di INFORMARE i lettori di queste pagine web su di una situazione che si è venuta a creare nella Roma.

Quanto leggerete di seguito è VERO. Mi è stato confidato da una fonte sicura ed attendibile, che per ovvii motivi di correttezza e di riservatezza non posso citare.

L'antefatto.

Giugno 1999. Il Presidente Sensi, ancora indeciso tra rispettare l'accordo appena rinnovato con Zeman oppure dare il benservito al boemo ed ingaggiare Capello, decide che, comunque sia, è necessario cambiare qualcosa nello staff tecnico. Ed allora ingaggia Pincolini come preparatore atletico (relegando il bravo Scala al ruolo di "secondo") e Negrisolo come preparatore dei portieri.

In seguito arriva Capello, che si porta il suo "secondo" (Galbiati). Lo staff tecnico è così bell'e fatto: Capello, Galbiati, Sella, Negrisolo, Pincolini, Scala.

Capello si dice poi pienamente d'accordo sullo staff sanitario, affidato ancora al Dr. Alicicco.

Il fatto.

Pincolini e Negrisolo sono legati ad ambienti medico-sportivi bolognesi. Sui quali sicuramente non vi è nulla da eccepire, come, però, non vi è nulla da eccepire neanche sul Dr. Alicicco, serio e stimato professionista, da tempo nell'ambiente del calcio e medico della Roma.

Il Dr. Alicicco, e qui apro una piccola parentesi, interpreta in una maniera letterale (e, a mio modesto parere, eccezionale) il suo ruolo di medico di una squadra di calcio. Segue i calciatori dentro e fuori dal campo, è sempre disponibile a parlare con loro, li chiama e li va a trovare a casa per controllare come sta andando il recupero da quella contrattura o da quella contusione. Il tutto per un contratto a cifre molto, ma molto, ma molto più basse di quelle percepite da un calciatore di serie B. Ma il Dr. Alicicco non ne fa una questione economica, il suo impegno è dettato e motivato dalla passione che ha per la sua professione, per il calcio (in gioventù fu un discreto portiere), per la Roma (per chi ancora non lo sapesse, lui è un tifoso "vero").

Torniamo ai fatti. Dunque, si diceva, Pincolini e Negrisolo "sponsorizzano" medici bolognesi, vorrebbero che lo staff sanitario fosse affidato a loro. E premono in tal senso con Capello e con Sensi. Ma con il Presidente non c'è niente da fare, è troppo solida la sua fiducia nel Dr. Alicicco (ricordiamo che fu Sensi a far tornare Alicicco nella Roma dopo la gestione-Ciarrapico). Capello, invece, pur stimando Alicicco, non è contrario ad un rinnovamento dello staff.

Ed ecco le note indisponibilità di Assuncao, Zago e Zanetti ad innescare una situazione tesa nei rapporti tra lo staff tecnico e quello sanitario. Situazione che culmina in una "vivace" discussione che avviene negli spogliatoi di Cagliari tra Capello (spalleggiato da Pincolini e Negrisolo) ed Alicicco.

Cosa succederà adesso ?

E' escluso che i due staff rimarranno invariati la prossima stagione. La soluzione che si va delineando è quella di "un colpo al cerchio ed uno alla botte".

Pincolini e Negrisolo hanno già comunicato al Presidente la loro intenzione di rescindere il contratto. Tant'è vero che la Società si sta già muovendo per trovare il sostituto di Negrisolo (circola con insistenza il nome di Nuciari), mentre per rimpiazzare Pincolini l'orientamento è quello di riportare Scala al ruolo di preparatore "in prima", magari affiancandogli lo spagnolo che Capello ebbe nel suo anno al Real Madrid.

Al tempo stesso, per venire incontro alle pressioni di Capello che, contrariato da come sono state gestite alcune situazioni (ovvero Assuncao, Zago e Zanetti), chiede comunque un rinnovamento anche dello staff sanitario, sarà ingaggiato un nuovo medico per la prima squadra (suggerito da Capello?).

Al Dr. Alicicco sarà proposto il ruolo di Direttore Responsabile del Settore Sanitario. Un ruolo comunque prestigioso. Anche se gli mancheranno (e ci mancheranno) le sue proverbiali corse per il campo (in giacca e cravatta sempre, con qualsiasi clima ed a qualsiasi latitudine), con i tifosi pronti ad applaudirlo come fosse un calciatore.


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