

| |
COPPA ITALIA 1998/99
Casalecchio, 31 gennaio '99
Grandi emozioni a Casalecchio con la Kinder Bologna che vince la sua sesta Coppa
Italia, trofeo Bison, battendo in finale i Roosters Varese 65-63 (37-35). Gara in
equilibrio per i 40', ma Varese sciupa la grande occasione. In vantaggio 63-57 a
4'22" dalla fine, i lombardi perdono palloni pesanti mentre la Kinder ha il suo
match-winner nel solito Rigaudeau (a 14" dalla fine, punteggio 62-63, azione da tre
punti con canestro più fallo e libero supplementare). Varese poi si gioca malissimo
l'azione dell'eventuale pareggio o sorpasso (tiraccio di Meneghin sul ferro).
Kinder: Crippa Ne, Abbio 19 (5/7, 0/2), Nesterovic 11 (4/4), Panichi, Sconochini 7
(2/6, 1/1), Binelli, Frosini 11 (4/8), O'sullivan Ne, Rigaudeau 9 (2/6, 1/6), Edwards 8
(1/6, 1/3).
Varese: Pozzecco 12 (4/6, 1/3), Mrsic 19 (5/9, 1/4), Vescovi 2 (1/2, 0/1), De Pol 8
(2/3, 0/2), Galanda 6 (3/5, 0/3), Meneghin 5 (1/5, 0/4), Giadini Ne, Zanus Fortes 2 (1/2),
Santiago 9 (4/6), Bianchi Ne.
Arbitri: Zancanella di Este e Facchini di Massalombarda.
Tiri liberi: Kinder 20/25, Varese 15/19.
Uscito per 5 falli: nessuno
Tiri da tre punti: Kinder 3/12, Varese 2/17.
Rimbalzi: Kinder 39, Varese 27.
Spettatori: 8.000.

LA REPUBBLICA 1/2/1999
Spietata Kinder, Varese si era illusa
Coppa Italia ai bolognesi che parevano battuti: a 15" dalla fine
decide Rigaudeau
di WALTER FUOCHI

BOLOGNA - Chi vince la Coppa Italia, non mangia più. Si dice vada così, nel basket,
anche se la Milano di Tanjevic nel '96 fece doppietta: Coppa Italia e scudetto. La Kinder
sfiderà le cabale, volendo ben altro che questo primo striscione stagionale: intanto, ha
mozzato l'urlo di gioia nella gola di Varese e del suo inedito stormo di tifosi, quasi
tremila, famelici, vent'anni dopo l'ultimo scudetto e 26 dopo l'ultima Coppa Italia.
Varese rivestiva proprio ieri sera, per l'occasione, quella maglia gialla che colorò
un'epopea. Aveva la Coppa in mano, contro una Kinder confusa, e gliel'ha regalata: segnato
con Mrsic, a 4'23", il massimo vantaggio, un 63-57 che pareva scolpire i destini, non
ha più trovato un solo punto, combinando solo pasticci. La Kinder, chiusa nella zona,
ultima trincea, s'è rialzata: 5 punti di Abbio, in percussione, l'hanno riaccostata
all'impresa possibile: 62-63 a 1' dalla fine. Lì ha sbagliato De Pol. Lì Rigaudeau, a
lungo flebile, ha azzeccato la giocata da re, entrata con fallo a 15" dal gong, per i
tre punti del sorpasso (65-63). E lì Meneghin, soffocato da una difesa splendida, ha
buttato sul ferro l'ultima sbilenca tripla. Così ha vinto Bologna, e a Varese non restava
che piangere: di più, Pozzecco, il suo inutile e magnifico condottiero, ha scagliato via
la coppa del secondo posto, con un gesto sgradevole, di cui poi avrebbe chiesto scusa.
Sotto gli occhi di Gianni Petrucci, che ha scelto i vecchi amici del basket per la prima
uscita da presidente del Coni, la Kinder ha confermato, anche senza Danilovic, le sue
virtù di killer spietata e silenziosa. Non era riuscita a far molto per vincere, ma ha
fatto egualmente molto per non perdere, coprendosi in difesa quando il canestro nemico era
una toppa. Abbio (19 punti) è stato il più incisivo: cresceva mentre gli altri
sparivano. Frosini il più continuo: 11 punti e 12 rimbalzi, alla fine il premio come
miglior giocatore del torneo. Nesterovic (11) a tratti devastante, e a tratti ingabbiato.
Una mano l'ha data Edwards, ultimo arrivato: fermo da sei mesi, i 47' del doppio
supplementare di semifinale li ha pagati ieri, però gestendosi (8 punti e 4 assist).
Rigaudeau, che girava nelle ultime 6 gare a 27 di media, s'è fermato a 9: eppure ha
firmato il successo con l'ultima veronica.
Varese è stata a lungo più bella e robusta: le invenzioni di Pozzecco (12 punti e 4
assist) sono finite su un quarto fallo prematuro (al 31'). Alla squadra è rimasto
l'ottimo Mrsic (19), non le prove pallide, almeno in attacco, di Meneghin (5 punti con 1
su 9) e De Pol (8 con 2/5).
LA GAZZETTA DELLO SPORT 1/2/1999
COPPA ITALIA / La Kinder batte Varese in finale e si aggiudica il trofeo per la 6ª
volta
Decide Rigaudeau, è sempre Virtus
Il francese, dopo una partita opaca, trova a 14" dalla fine il canestro
decisivo
Gara bellissima, vinta da una squadra crudele e spietata, come solo le grandi sanno essere
- I varesini sono perfetti per 35', arrivano anche a +6, poi si bloccano e Abbio segna 5
punti consecutivi prima dell'azione finale
- Luca Chiabotti,
DAL NOSTRO INVIATO
BOLOGNA - Perfida e crudele come solo le grandi squadre sanno essere, magica come i suoi
campioni che illudono gli avversari di avercela fatta e li battono, a 14" dalla fine,
con un gioco da tre punti di Antoine Rigaudeau, tenuto fino a quel momento, dopo 4 partite
a quota 30, a soli 6 punti. E' la Kinder Bologna di Ettore Messina che vince il terzo
trofeo consecutivo della sua era (la Supercoppa non conta, è uno show) dando vita con
Varese a una bellissima partita che conferma che il miglior basket dell'anno si vede
sempre in coppa Italia, quando la pressione non ti ammazza e la stagione offre altri
traguardi.
Varese si veste della sua voglia di vincere rispolverando la maglia gialloblù della
grande Ignis ed è perfetta come la mitica progenitrice per 35', quando Veljko Mrsic
conclude con un trepunti un parziale di 11-2 che la porta a +6. Improvvisamente la
consapevolezza di avercela fatta riempie di veleno la mente dei giocatori che lottano,
difendono, riescono a stare in testa fino a 14" dalla sirena anche se negli ultimi
4'23" della partita non riescono più a fare un canestro e il loro vantaggio viene
eroso da Abbio, il solito killer quando si gioca per vincere qualcosa. Segna 5 punti
consecutivi e quando De Pol sbaglia a -38" il quinto attacco in fila della sua
squadra, lascia a Rigaudeau il pallone del sorpasso.
Il francese era stato marcato in modo miracoloso da Andrea Meneghin per buona parte
della partita, la sua stanchezza e la frustrazione di essere sempre braccato s'era
concretizzata in un 2/11 al tiro con 6 palle perse. Ma arrivano momenti in cui tutto
quello che è accaduto non ha più valore: Rigaudeau trova il varco giusto, segna, subisce
fallo realizzando anche il tiro libero del 65-63, ultimo punto di un 8-0 di una Kinder
spietata. La Varese che si ritrova in panchina per il timeout e 14" ancora per
sperare ha la faccia della sconfitta: l'ultima azione viene gestita da Meneghin come se si
giocasse nel buio pesto.
Finisce così una partita bellissima, illuminata per lunghi tratti da un Gianmarco
Pozzecco in serata di grazia. Il Poz non riesce a star fermo, mentre i suoi compagni sono
già in campo a scaldarsi è una dinamo che gira per Casalecchio, saluta tutti, scherza,
cerca un modo per scaricare la tensione. Sono quelle situazioni in cui uno o gioca una
gara memorabile o fa schifo: lui è bravissimo, con 6 punti e due assist miracolosi dà il
primo vantaggio a Varese (16-11) che mette in difficoltà la Virtus avendo 5 difensori che
possono indistintamente cambiare marcatura sui blocchi. Sarebbe facile dare la palla a
Rigaudeau quando porta il play varesino vicino a canestro, ma Bologna non lo guarda e deve
aspettare il 13', contro la zona, per andare in vantaggio con Edwards. Anche l'americano
è in difficoltà contro avversari con i quali non può far valere l'atipicità, si rifà
con gli assist mentre Abbio e Nesterovic risolvono molti problemi di Messina e i rimbalzi
di un Frosini rigenerato danno alla Kinder palloni in più da giocare.
Inizio ripresa: 7 giorni prima, la Virtus aveva piazzato il 16-1 decisivo, stavolta
Pozzecco è inarrestabile e costruisce in uno contro uno il 7-0 che riporta davanti
Varese. Meneghin difende alla grande, Galanda e Santiago fanno giocate importanti e la
grande esperienza di Mrsic si impone mentre Bologna sembra troppo stanca e priva di
sbocchi senza una grande prova del suo magico francese.
Il grande vantaggio arriva con Pozzecco in panchina con 4 falli, quando la razionalità
prende il posto della fantasia. Poi la gara gira: sembra casuale, la classica botta di
fortuna. Perché ogni pallone vagante e ogni rimbalzo finiscono in mano alla Kinder
arroccata a zona. E' solo il segnale che la Virtus gioca per vincere. Pozzecco prova a
essere razionale, la squadra sembra lavorare con giudizio, difende alla morte ma, di
fatto, non attacca più. E lì, ritrovato Frosini, diventa quasi facile per l'esperta
Kinder sfruttare ogni errore degli avversari. Abbio sgretola il sogno che Varese cova da
19 anni, Rigaudeau lo seppellisce. La grandezza di questo successo è che è stato
conquistato senza Danilovic, il migliore in Europa. Varese deve ripassare un'altra volta,
speriamo non molli, il basket ci perderebbe in bellezza.
LA STAMPA 1/2/1999
La Kinder non muore mai
I lombardi sciupano 6 punti di vantaggio negli ultimi 5 minuti
Varese s'illude: Coppa Italia alla Virtus
BOLOGNA. L'anno scorso la Kinder aveva mancato il grande slam vincendo lo scudetto
e l'Eurolega ma non riuscendo a conquistare la Coppa Italia. Quest'anno la squadra di
Ettore Messina ha iniziato con il passo giusto, inserendo già nella sua bacheca questo
secondo trofeo nazionale, vinto al termine di una finale emozionante ma bruttina contro
Varese (65-63).
A lungo i Roosters di Recalcati hanno accarezzato il sogno di rinverdire i fasti degli
Anni 60-70, quando la grande "valanga gialla" dell'Ignis mieteva successi. Ma
ieri la squadra varesina, che per l'occasione sfoggiava una scaramantica divisa proprio di
colore giallo, ha perso la battaglia dei nervi sbagliando gli ultimi quattro tiri partita
e facendosi rimontare dalla Virtus sorniona, capace di colpire al cuore con Rigaudeau a
14'' dalla sirena. La paura di vincere, poi, ha fatto sbagliare a Varese anche l'ultimo
tiro con Andrea Meneghin.
Messina, che si presentava a questa finale senza l'infortunato Danilovic (tornerà a fine
febbraio), non ha avuto molto dal nuovo americano Edwards, capace di segnare soltanto due
canestri su nove tentativi, ma ha avuto una partita molto sostanziosa da Abbio (19 punti,
5 su 9 al tiro, 9 su 10 ai liberi) e Frosini (11 punti e 12 rimbalzi). Il francese
Rigaudeau, impeccabile nella semifinale vinta contro la Benetton, è stato a lungo
inguardabile, ma come tanti campioni ha trovato il canestro decisivo nel finale. Varese ha
perso nettamente la battaglia dei rimbalzi (39-27 per la Kinder) e ha avuto soltanto
sprazzi da Pozzecco, il suo regista tascabile che ha segnato 12 punti (5 su 9) ma si è
reso protagonista di un gesto antipatico in premiazione, gettando via la coppa della
squadra seconda classificata.
La storia di questa finale ha visto un primo tempo molto equilibrato, con le due squadre
impegnate nel vano tentativo di accumulare vantaggi consistenti. All'inizio Varese era
andata sul +6 (10-16) con due graffi di Pozzecco, ma prima dell'intervallo la Virtus si
era portata sul 34-28, vantaggio annullato da due iniziative di Mrsic che scuoteva la sua
squadra, troppo imprecisa nel tiro da tre (1 su 8). Nella ripresa l'equilibrio regnava
sovrano, anche se Varese rimaneva sempre al comando (43-44 al 25', 51-52 al 31', 57-58 al
35'). Pozzecco era l'anima di Varese in questa fase, Nesterovic sopperiva alla serataccia
di Rigaudeau. Gli ultimi minuti erano emozionanti: Varese prendeva un buon vantaggio
(57-63), ma la Virtus, più esperta di questi fotofinish, non perdeva la calma: Abbio
segnava 5 punti di fila, Rigaudeau trovava un gioco da 3 decisivo (65-63), mentre l'ultimo
disperato tiro da tre di Meneghin, pressato dalla difesa a zona di Bologna, moriva sul
ferro lasciando ammutoliti i tifosi varesini.
Già prima del match, intanto, nel parterre si erano diffuse notizie di mercato. La Virtus
ha rinnovato per altri due anni il suo contratto con lo sponsor Kinder a fronte di
un'entrata di oltre 5 miliardi. Per il club bolognese un'ottima notizia, visto che in
questi giorni il suo presidente Cazzola si sta muovendo sul mercato per costruire la
squadra del 2000. Primo nome nella sua lista è l'ala greca Ekonoumou, contattato la
scorsa settimana. Inoltre nella prossima stagione dovrebbe arrivare alla Virtus anche
Zeljko Rebraca, pivot della Benetton Treviso, sempre che non preferisca la Nba. I
"cugini" della Teamsystem, dopo l'acquisto di Basile, a loro volta proveranno
nei prossimi giorni il pivot tedesco Welp. A Bologna è sempre derby.
Leonardo Iannacci
Kinder Bo (tl 20/25): Abbio 19, Mesterovic 11, Sconochini 7, Frosini 11, Panichi,
Binelli, Rigaudeau 9, Edwards 8.
Varese (tl 15/19): Pozzecco 12, Mrsic 19, Vescovi 2, De Pol 8, Galanda 6, Meneghin
5, Zanus Forte 2, Santiago 9.
|