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Prima di tutto i bambini

 

                Quella che segue è una sintesi di due video-cassette, "Il diario dei bambini" e "Prima di tutto i bambini: proteggere l'ambiente", acquistate presso l'UNICEF, sede di Parigi (3, rue Dugay-Trouin. 75282 Paris).

                La prima cassetta racconta la storia dei Paesi che hanno aderito alla Convenzione ONU sui diritti dei bambini e illustra tre esempi significativi. Nel 1989, l'ONU ha approvato la Convenzione dei Diritti dei bambini. Ottantadue Paesi l'hanno ratificata, tra i quali la Bolivia. Questo Paese presenta una mortalità infantile molto elevata. Un bambino su sette muore nelle zone rurali a causa dell'acqua inquinata, che provoca la diarrea. La terra povera e la miseria contribuiscono ad aumentare la mortalità in queste zone. Quasi la metà dei bambini, di età inferiore ai cinque anni, muore a causa della mancanza di misure sanitarie in grado di prevenire la febbre e la diarrea.

                All'indomani della ratifica dei Diritti dei Bambini, la Bolivia ha cercato di dare una svolta a questa situazione. Ha iniziato con un programma di vaccinazioni dei bambini contro il tetano e la tubercolosi. Inoltre, questo Paese ha imposto una serie di controlli sui bambini per prevenire eventuali malattie (si controlla il peso e la statura dei bambini al fine di evitare che crescano con carenze ponderali).

                In collaborazione con l'UNICEF, si è costruita una rete idraulica che serve più di 400 villaggi (prima, le donne dovevano camminare 3 o 4 ore per poter riempire le loro brocche di acqua inquinata). Siamo persuasi che l'acqua debba essere considerata un diritto per l'uomo e quindi, a maggior ragione, per i bambini.

                Nel piano per il futuro del Governo boliviano, rientra l'educazione considerata come un investimento per trasformare la Bolivia in un Paese migliore. Per la Bolivia, la ricchezza principale è rappresntata dai bambini. Prima di tutto i bambini!

                Tra il 1991 e il 1992, quarantacinque nuovi Paesi hanno ratificato la Convenzione, compresa la Norvegia. Pur avendo un sistema efficace di protezione dei minorenni, che comporta eccellenti strutture educative, i bambini devono affrontare problemi gravi. Per esempio: due matrimoni su tre finiscono in un divorzio. Spesso, i bambini non sono capaci di reagire davanti a questo problema. Con quale dei due genitori continuare a vivere? Come comportarsi? Talvolta questi bambini arrivano a rinunciare a vivere. La Norvegia è, infatti, il Paese con la percentuale più alta di suicidi. In questo Paese, la famiglia non rappresenta più la base sulla quale si può costruire il proprio futuro.

                Dopo queste riflessioni, un gruppo di persone ha creato l'Associazione "Il Mediatore" per permettere ai bambini e ai giovani di parlare dei loro problemi. Attraverso questa Associazione, i giovani possono perfino rivolgersi alle autorità governative. Il mezzo di comunicazione per questa attività è la radio. "Il Mediatore" si occupa anche di bambini che non sono nati in Norvegia. I diritti ratificati dalla Convenzione affermano che i bambini sono tutti uguali, indipendentemente dalla loro appartenenza a un Paese. Per la Norvegia, il problema è di garantire la serenità ai bambini. Prima di tutto i bambini!

                Verso la metà del 1994, centosessantasei nuovi Paesi hanno ratificato la Convenzione, tra i quali la Tailandia. Il problema principale di questo Paese è rappresentato dal fatto che la maggior parte delle bambine, di età inferiore ai tredici anni, finisce nel traffico della prostituzione. Nelle zone del Nord-Est, il problema si aggrava a causa della miseria nella quale la popolazione è obbligata a vivere. Il 90% delle bambine finisce nei bordelli.

                Il turismo sessuale è un grosso affare. Il mercato orientale attira soprattutto i turisti occidentali. Questi "personaggi" preferiscono avere rapporti sessuali con bambine nella convinzione che esse non possono trasmettere l'AIDS.

                Il Governo tailandese ha approvato le leggi che condannano il turismo sessuale. Sollecita la collaborazione dei Paesi occidentali per poter giungere a punire i colpevoli anche nei loro Paesi di origine. Anche per la Tailandia, il futuro appartiene ai bambini.

                La seconda cassetta riguarda la conferenza sulla salvaguardia dell'ambiente.

                Nel 1992, Rio de Janiero è stata la sede di una conferenza sull'ambiente. I bambini che hanno partecipato a questa conferenza hanno avuto l'occasione di esprimere le loro paure riguardo al mondo industrializzato. Aria inquinata, acque malsane, gas di scarico, rifiuti chimici delle industrie, sempre meno alberi. E' indispensabile avere una migliore educazione civica per portar rimedio a questi problemi.

                Esaminando questa video-cassetta, possiamo capire quanto i bambini abbiano a cuore il tema della protezione dell'ambiente. Nel corso del video, si vedono, per esempio, i bambini di una classe giapponese che si danno da fare per pulire le acque di un torrente inquinato.

                Il nostro futuro e quello del pianeta in cui viviamo è nelle mani dei bambini. "Vogliamo un pianeta meno inquinato, con più pace e meno guerra." Con queste parole, una bambina colombiana conclude il suo discorso a questa conferenza e con queste parole noi vorremmo concludere la nostra sintesi (Dimitri Buzio - Gianluca Sannipoli).

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