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La storia de "La Lanterna"

 

 

                La nostra storia è più lunga di quella dell'Associazione La Lanterna, la cui creazione ufficiale data dal 1996. Sono già cinque anni che formiamo un gruppo di giovani del quartiere Affori, che si trova nella periferia Nord di Milano (Italia). Abbiamo incominciato con l'incontrarci tutte le settimane allo scopo di dare una risposta concreta ad una situazione di disagio giovanile che si diffondeva sempre più nel quartiere e che comportava degli episodi di microcriminalità. Molto spesso, a queste situazioni di disagio,le istituzioni pubbliche rispondevano unicamente secondo una logica repressiva.

img_corsa.jpg (45765 bytes)             Eravamo convinti che fosse molto difficile cercare di intervenire nel momento stesso in cui il disagio si manifesta in maniera violenta e nei confronti di persone che, da anni, vivono una realtà di abbandono e di delinquenza.

                Abbiamo capito che bisognava proporre un programma di prevenzione, intervenendo prima che il disagio si trasformasse in marginalizzazione sociale cronica.

                Per questo motivo, abbiamo per prima cosa pensato ai bambini della scuola elementare del nostro quartiere. Un doposcuola particolare è stato creato dopo la scuola del mattino. Là, i compiti sono sostituiti da giochi e da molte altre attività ludiche e sportive. Il recupero scolastico, considerato tuttavia come fondamentale, diventa un pretesto per poter entrare in contatto con le famiglie e con i bambini che si trovano in situazioni economiche e sociali gravi. A questi bambini, abbiamo offerto l'occasione di costruire rapporti positivi e durevoli con i volontari della nostra associazione, che sono diventati dei punti di riferimento educativi.

Questi bambini sanno che hanno a loro disposizione uno spazio interamente loro e che là possono studiare, divertirsi e parlare a qualcuno che è completamente disposto ad ascoltarli. Anche i genitori possono trovare un sostegno importante nei nostri volontari e nei responsabili pedagogici con i quali hanno dei colloqui periodici per parlare non soltanto dei loro bambini, ma anche delle loro storie personali, spesso molto difficili (foto Unicef).

                Ben presto, la scuola del quartiere è diventata uno degli interlocutori più attivi della nostra associazione e, da qualche anno, un rapporto di fruttuosa collaborazione si è stabilito con alcuni insegnanti.

                Nel 1993, visto il successo ottenuto con i bambini della scuola elementare, abbiamo esteso la nostra attività ai giovani della scuola media. Il numero dei volontari è nel frattempo raddoppiato e La Lanterna è diventata sempre più una realtà conosciuta e radicata nel quartiere.

                Nel 1996, La Lanterna si costituisce formalmente in associazione di volontariato e fa i passi necessari per iscriversi nel Registro regionale di Volontariato della Regione Lombardia allo scopo di diventare sempre più solida e duratura. Attualmente la nostra associazione è finanziata dai contributi volontari dei nostri associati. Benché le difficoltà siano numerose, l'entusiasmo e l'amore per i giovani ci incoraggiano a continuare, anche se i risultati sembrano ancora lontani e il nostro lavoro appare talvolta inefficace.

                Siamo convinti che ogni persona, anche quella che si comporta violentemente, conservi in se stessa un lato positivo, pronto a rivelarsi quando incontra qualcuno disposto ad accettarla e ad amarla. Don Gino Rigoldi, cappellano della prigione per minorenni di Milano, afferma che la qualità della vita consiste nei rapporti d'amore che ciascuno vive con gli altri. Ecco la visione della vita che anima la nostra associazione. Stabilire dei rapporti d'amore verso i più piccoli e i più sprovveduti. Se nel corso di cento anni, i volontari della Lanterna non riuscissero a convincere che un solo bambino, con il quale hanno condiviso il loro tempo, che egli è accettato e amato, la nostra associazione avrebbe raggiunto il suo scopo (i volontari della Lanterna).

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