![]() |
Riflessioni sulla
Convenzione dei diritti dei bambini
(foto: Unicef) |
Nato l11 Dicembre 1946, il Fondo delle Nazioni Unite per linfanzia, è stato costituito come strumento dintervento concreto ed immediato per aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale, per portare aiuti materiali e ricostruire, nei paesi devastati dalla guerra, i servizi essenziali per garantire un futuro ai bambini: ospedali, scuole, centrali del latte.
LUNICEF doveva aiutare linfanzia seguendo un unico criterio: stare sempre
dalla parte dei bambini senza distinzioni religiose, razziali, politiche o daltro
genere.
Nel corso degli anni ad unimpostazione incentrata sui bisogni essenziali dei bambini si è unita la convinzione che essi abbiano dei diritti, esattamente come gli adulti: diritti politici, civili, sociali, culturali ed economici. Tale convinzione ha portato allelaborazione, protrattasi per 10 anni, ed alla stesura della Convenzione sui diritti dellinfanzia, entrata a far parte della legislazione internazionale il 20 Settembre 1990, nove mesi dopo essere stata adottata dallAssemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 Novembre 1989.Da allora la Convenzione è stata ratificata da tutti i paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Somalia (foto Unicef).
Il caso degli Stati Uniti è rappresentativo: non hanno potuto recepirla direttamente per la presenza della pena di morte, che avrebbe potuto provocare distorsioni nella Convenzione stessa, a danno dei bambini.
Il processo dattuazione sta compiendo ancora i primi passi, ma il trattato internazionale ha già raggiunto alcuni risultati. Su oltre 40 Paesi, 14 hanno incluso i principi della Convenzione nella propria Costituzione e 35 hanno approvato nuove leggi per conformarsi ad essa; 13 di questi hanno inserito la Convenzione in corsi o programmi di studio per educare linfanzia sui propri diritti. Daltronde anche per gli USA è vicina la ricezione.
Le Nazioni Unite, nel 1989, approvando questa vera e propria "legge" internazionale a difesa dei bambini, hanno affidato allUNICEF il compito di garantirne e promuoverne leffettiva applicazione negli stati che lhanno ratificata, con un mandato esplicito contenuto nellart. 45.Per verificarne lapplicazione è stato istituito un " Comitato sui Diritti dellInfanzia" che ha il compito di controllare il processo di cambiamento. I Governi sono obbligati a presentare un rapporto al comitato entro due anni dalla ratifica e, in seguito, ogni cinque anni, specificando i provvedimenti presi per modificare le leggi nazionali, per formulare politiche adeguate ad attuarle.
Il Comitato, composto da 10 esperti, raccoglie i rapporti dei Governi, documentazioni presentate dalle Organizzazioni Non Governative (ONG) ed intergovernative, che possono presentare rapporti alternativi a quelli dei Governi. Tuttavia, come hanno riconosciuto i redattori stessi, si produrrà una trasformazione reale nella vita dei bambini solo quando cambieranno gli atteggiamenti sociali ed etici e quando gli stessi bambini, come protagonisti del processo, conosceranno i loro diritti tanto da reclamarne il rispetto.
La Convenzione ha unimportanza storica per laffermazione dei diritti dei bambini ed umani perché non è il frutto della sola mentalità occidentale, ma vi è una pluralità dimpostazioni culturali e giuridiche. Il risultato è quindi un trattato che può davvero aspirare ad essere "universale", difendendo le singole identità culturali (Maurizia Di Ciommo).
Torna indietro
mail to:
webmaster
This page hosted by Get your own Free Homepage