Integrazione alla mozione alternativa "Per un progetto comunista" nel capitolo "Per una coerente rifondazione sindacale" presentato al Congresso del Circolo di Camerano-Numana-Sirolo dai compagni:
Francesco Burattini
Orlando Micucci
Carlo Magnante
Fabio Falcioni
Emilio Lucioni
Cinzia Martinelli
Giuseppe Giacomelli
Bruna Mori
Mario Lucioni
Da inserire tra il paragrafo "L'asse generale che il IV Congresso avanza...", e quello successivo "Con questa indicazione i comunisti si rivolgono...".
Ciò significa che quando si presenterà l'opportunità favorevole (movimenti di massa in aperto contrasto con le burocrazie sindacali o in lotta su questioni previdenziali od economiche) una rottura verticale della CGIL diventerà irrinunciabile.
Tale ipotesi può apparire contraddittoria con la tradizionale posizione dei comunisti, che hanno sempre indicato la necessità della lotta per restare anche controcorrente nei sindacati di massa riformisti (o anche reazionari), lottando in essi contro la burocrazia filopadronale per strapparli al suo controllo. Ma una nuova e diversa impostazione si giustifica con le particolari novità della fase che viviamo.
Ci troviamo cioè di fronte ad una situazione in cui esiste una sempre più netta divaricazione tra la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici e le organizzazioni sindacali burocratiche, che non è più solo una tradizionale contraddizione tra base e vertice, ma si è trasformata in una vera e propria mancanza di rappresentanza di questa maggioranza reale del mondo del lavoro.
E' in questo quadro che la prospettiva di una rifondazione sindacale acquista legittimità storica per i comunisti e può diventare prospettiva per la loro azione.
Non perseguire questo obbiettivo significa logorare ancora di più la partecipazione e l'impegno di tanti militanti e rinviare alle calende greche una "costituente sindacale di classe" che in Italia altro non può essere che l'unione dei quadri sindacalizzati su posizioni di classe della CGIL e della sinistra extraconfederale.