ALBANO CORNELI

01.03.1890 – 22.09.1965

 

Nasce il 1° marzo del 1890 a Camerano, dove compie gli studi medi. In seguito si diploma all'Istituto Tecnico "Benincasa" ad Ancona; si iscrive all'Università a Bologna nella facoltà di Scienze Naturali. E' molto interessato alla politica e alle lotte sociali, di conseguenza alla lettura di testi soreliani si avvicina ad un gruppo di sindacalisti della Camera del Lavoro di Bologna ed inizia a collaborare con "L'Azione Sindacale". Si laurea nel gennaio del 1916. Tornato a Camerano organizza uno sciopero delle bustaie; nel frattempo si avvicina al PSI ed inizia così un percorso politico che lo vedrà protagonista della costruzione del Partito Comunista d'Italia nelle Marche. Fonda l'organo di stampa "Bandiera Rossa" e partecipa nel 1920 alle lotte operaie in Ancona cercando di assumerne la direzione. Nel contempo lo scontro nel PSI si accentua e Corneli ha un ruolo centrale nell'organizzazione dei comunisti e del futuro partito rivoluzionario.
Partecipa al convegno nazionale della frazione comunista ad Imola il 28 novembre del 1920.

E' a Livorno con Gramsci e Bordiga nel gennaio del 1921 e fonda il Partito Comunista d'Italia, sezione italiana della Terza Internazionale. Nelle elezioni del 15 maggio 1921 Albano Corneli viene eletto deputato alla Camera. Lascia la direzione del settimanale "Bandiera Rossa" che passa al pesarese Barbaresi.

Data la crescente ondata di violenze fasciste, Albano Corneli è con Gramsci nel sostegno al movimento degli Arditi del Popolo in un quadro di ricerca delle più ampie alleanze su un terreno di classe antifascista.

Durante l'estate del 1922 i fascisti sconvolsero profondamente le Marche ed anche Albano Corneli ne rimase vittima, subendo la devastazione e l'incendio a più riprese, della sua abitazione in Ancona. In questa fase, in un momento di profondo smarrimento rinuncia alla lotta e abbandona l'Italia per l'Argentina. Verrà espulso dal Partito Comunista d'Italia e non sarà più riammesso.
Dal paese latino-americano continuerà comunque la lotta per rafforzare gli organismi dell'associazionismo antifascista. E' per merito di Albano Corneli che la casa di Garibaldi a Montevideo verrà trasformata in museo nazionale.

Il 30 maggio del '43 viene fondata "l'Azione Italiana Garibaldina" che raccoglierà nel suo seno la maggior parte degli antifascisti italiani in Argentina.
Nel 1954 rientra per un breve periodo in Italia e fa ritorno a Camerano, suo paese natìo. Incontra alcuni dirigenti del Partito comunista ad Ancona ma a causa del suo "abbandono" viene trattato con profondo distacco. Rientra in Argentina e non farà più ritorno in Italia.

Muore il 22 settembre del 1965 e verrà sepolto nel cimitero "Libertad".
La figura di Albano Corneli va oggi rivalutata soprattutto in relazione al grande contributo dato per la nascita del Partito Comunista d'Italia nella nostra regione e per la sua determinazione nella lotta contro il riformismo di allora. L'espatrio in Argentina segnerà una nuova fase della sua vita in un quadro di grande impegno politico antifascista.

 

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