Il domani appartiene a noi (Compagnia dell’Anello)
RE RE4 RE RE RE4 RE
Ascolta il ruscello che sgorga lassù ed umile a valle scompar;
LA RE SOL RE LA RE
e guarda l’argento del fiume che sereno e sicuro va.
Osserva dell’alba il primo baglior che annuncia la fiamma del sol:
ciò che nasce puro più grande vivrà e vince l’oscurità.
La tenebra fugge i raggi del sol, Iddio da gioia e calor.
Nei cuor la speranza non morirà:
RE LA RE LA RE LA RE
il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi
Ascolta il mio canto che sale nel ciel verso l’immensità
unisci il tuo grido di libertà comincia l’uomo a lottar.
MI MI4 MI MI4 MI
Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar se uniti noi marcerem.
SI MI LA
L’usura ed il pugno noi vincerem:
MI SI MI SI MI SI MI
il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi.
RE
La terra dei padri, la fede immortal nessuno potrà cancellar.
Il sangue, il lavoro, la civiltà: cantiam la tradizion.
La terra dei padri la fede immortal nessuno potrà cancellar.
Il popolo vinca dell’oro il Signor:
il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi. (2 volte)
LA- MI- FA SOL LA-
LA- MI- FA SOL LA- LA- MI- FA SOL LA-
L’aria pura ti mordeva il viso, ma la corda ti tagliò il sorriso.
LA- FA SOL LA- FA SOL LA-
E poi cadi sempre più giù, e poi cadi sempre più giù.
Tito, Tito: maresciallo assassino!
Quanti fratelli hai infoibato! Quanti innocenti hai assassinato!
I tuoi gendarmi hanno massacrato.
Italiano era nato! Italiano era nato!
E dopo tanti anni chi più ti ricorda, le tue ossa nude spolpate da una melma sorda.
Fratello non temere: noi siamo qui!
Siamo qui a lottare e non per dimenticare
i volti di donne massacrate, il filo spinato e la mitragliatrice.
Hanno spento un fiore ma subito un altro è sbocciato.
La gioventù europea il rosso brucerà la gioventù europea il rosso....
La ballata del nero (Compagnia dell’Anello)
LA- DO6 (6 volte)
LA- DO6 SOL (MI-) LA-
E signor giudice tu hai la toga ma non ti sembra una brutta roba
DO6 SOL LA- DO6 LA- DO6
una brutta roba di incastrare chi ha solo il torto di pensare
E tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà.
Libertà, libertà in quanto che comandate voi;
democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
E pure tu signor commissario: che ti fanno fare per un magro salario?
Ti fanno tradire, ti fanno tradire gli ideali che hai giurato di servire.
E tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà.
Libertà, libertà in quanto che comandate voi;
democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
Signor brigadiere mi sono difeso, erano in quattro e mi hanno offeso,
signor brigadiere mi sono difeso erano in quattro e mi hanno offeso,
signor brigadiere mi sono difeso: ero da solo, ma uno l’ho steso.
E tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà.
Libertà, libertà in quanto che comandate voi;
democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
Signor ministro, signor deputato, d’esser vostro nemico io sono onorato
sono onorato perchè alla mattina mi devo specchiare, mi devo sbarbare.
Mi devo specchiare mi devo sbarbare: la faccia mia devo guardare.....
Io di facce ne ho una sola, non sarà bella, ma è sempre quella:
voi di facce ne avete tante, una per ogni ora del giorno.
E vi ammantate di democrazia e poi cianciate di libertà,
e vi ammantate di democrazia e poi cianciate di libertà.
Libertà, libertà in quanto che comandate voi;
democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
Ma questa storia deve finire, la gioventù si ribellerà;
ma questa storia deve finire, la gioventù si ribellerà;
la resa, la resa, la resa dei conti, la resa dei conti, la resa verrà.
Ma questa storia deve finire, la gioventù si ribellerà;
la resa, la resa, la resa dei conti, la resa dei conti verrà.
RE LA SOL RE
La dolcezza del frutto maturo e l’asprezza del vento gelato
e pane e sale si offre all’ospite sacro.
RE LA DO SOL RE/RE4
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
RE LA RE LA
Canto d’Europa la pace romana, pace d’aratro e di spada,
RE LA
canto del sangue offerto in suo onore,
RE SOL
da stirpi di ghiaccio e di sole.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Canto la gloria di Roma, del Reno lo scettro imperiale,
i duchi, i guerrieri e i loro cantori errare sereni
in cerca d’onore.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Canto i fratelli che sempre han difeso
dal lupo crudele la frontiera dell’est.
Canto l’Europa dei giorni che vengono,
canto i suoi giovani cader nelle strade.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Mi chiedono se conviene cantare quest’Europa:
so solo che è giusto, il resto non importa.
Canto un’Europa di sangue, le catene che ci stanno chiudendo
canto il mio canto e nel vento...
A nord, ad est, a sud, ad ovest...
A nord, ad est, a sud, ad ovest...
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Jan Palach (Compagnia dell’Anello)
RE- RE4 RE- RE4 FA DO RE- RE4 RE- RE4
RE- RE4 RE- RE4
Fame, morte, schiavitù: il coraggio nasce a volte così
FA DO RE- RE4 RE- RE4
bandiere rosse su una città e in occidente c’è solo viltà.
Primavera di libertà, carri armati nelle strade:
FA DO RE- RE4
il sangue a Praga è sparso al vento, quanto orrore in quel momento.
RE- RE4 DO RE- RE4 DO
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
RE- RE4 RE- RE4 FA/DO/RE- RE4 RE- RE4
quante lacrime avete versato per Praga.
Volti grigi senza nome, soldati russi e terrore:
giù le mani dal mio paese, il mio sangue lavi le offese.
Una piazza, strade vuote, solo un uomo e un altare;
sacrificio per l’onore, sul rogo un giovane muore.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
RE- RE4 RE- RE4 FA DO RE- RE4 RE- RE4
E’ morto sotto i carri armati il futuro che avete sognato,
nella gola vi hanno cacciato le grida di un corpo straziato.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
FA/DO/RE-/RE4 FA/DO/RE-/RE4 FA/DO/RE-/RE4
quante lacrime avete versato: Jan Palach, Jan Palach, Jan Palach.........(ad libitum sfumando)
Alain Escoffier (Compagnia dell’Anello)
Introduzione arpeggiata: DO MI7 LA- SOL
DO MI7
Champs Elisees, un grido smorzato,
LA- SOL
in piena Parigi un giovane è bruciato.
Champs Elisees, senti la Senna,
canta in silenzio ma non è vena.
Cuore d’Europa hai battuto un secondo
là in quella strada, Champs Elisees.
Cuore d’Europa, Champs Elisees,
rispondono in coro Roma e Bruxelles
"No, non è morto" dice la Senna,
il Reno risponde "Lo porto con me".
Cantan le Alpi "E’ insieme a noi",
gridano i fiordi "E’ dentro di noi!".
I boschi dei monti la foresta nera
sussurrano piano c’è ancora chi spera.
A Praga muto nella piazza c’è Jan,
sorride sereno "E’ vivo è con me".
Un nome e un cognome nell’Europa perchè
ora vive un eroe anche in Champs Elisees.
DO MI7 LA- DO MI7 LA-
Alain Escoffier, Alain Escoffier.
Cuore d’Europa hai battuto un secondo
là in quella strada, Champs Elisees.
Cuore d’Europa, Champs Elisees,
rispondono in coro Roma e Bruxelles
"No, non è morto" dice la Senna,
il Reno risponde "Lo porto con me".
Cantan le Alpi "E’ insieme a noi",
gridano i fiordi "E’ dentro di noi!".
I boschi dei monti la foresta nera
sussurrano piano c’è ancora chi spera.
A Praga muto nella piazza c’è Jan,
sorride sereno "E’ vivo è con me".
Un nome e un cognome nell’Europa perchè
ora vive un eroe anche in Champs Elisees.
DO MI7 LA- DO MI7 LA-
Alain Escoffier, Alain Escoffier…………
Forchette Nazionali (Amici del Vento)
RE SOL RE
E’ nato un costume in vero appassionante
SOL RE LA RE
in questa Italia strana e democraticizzante:
SOL LA RE
per fare soldoni, lirette e dollaroni,
SOL RE LA RE
per vincere il gran premio dell’arraffa-milioni.
Rubacchia a diritta, rubacchia a mancina
ed ai contribuenti svuoti anche la cantina:
ma non ti preoccupare, non devi aver paura
se sei un socialista non ti tocca la Questura.
SOL RE
Partito, Partito, Partito Socialista:
SOL RE LA RE
la meglio garanzia del mondo antifascista.
Forchette, forchette, forchette nazionali
per guadagnar miliardi senza pene fiscali.
Se poi vuoi restare ancora più protetto
il mestiere tu impara in modo assai perfetto
e fatti insegnare dal prode Giacomino
come da un appalto si ricava un miliardino.
Inoltre Mancini ci potrà insegnare
che in Italia a iosa tu puoi arraffare:
se fai lo Stato fesso e l’elettore pure
anziché una poltrona te ne daranno due.
Solleva i vessilli coi ladri nazionali
e lascia ai fascisti le pene fiscali,
prosegui sereno il tuo cammino
che presto l’occasione ti passerà vicino.
Avrai anche tu una (calarabbiana)
per farci un grosso buco per l’acqua piovana,
dirai d’impiantare un siderurgico centro
e lì di miliardi ne farai più di cento.
E quando i soldoni avrai accumulato
dirai che la lezione avrai imparato
e col gran maestro e tutti i suoi compagni
potrai consumare i tuoi lauti guadagni.
Finché, stai attento, potrà capitare
che l’Italia si scocci del tuo arraffare
e allora a calci sarai preso, meschino,
e volerai in terra col maestro Giacomino.
LA RE
Partito....
LA MI FA#- RE LA
Come potrei non so normalmente dire a te
MI FA#- RE
come un altro direbbe
LA
che anche quando non sembra vorrei stare insieme a te
ma qualcosa mi chiama
io per spiegarmi con te posso dirti solo che
io ti sento vicina
più di ogni altra che possa dir qualcosa alla mia mente
io ti vedo con me
LA MI FA#- LA
C’è per me c’è qualcosa che non c’è
RE LA MI MI7
dentro gli altri ma che trovo in te
sai per me c’è qualcosa che non c’è
dentro gli altri ma che trovo in te
So che a vedermi così sicurezza non ti do
come a te a nessun altro
Ma vorrei proprio che tu mi vedessi come se
fossi un po’ più vicino
sarò lontano però so volere bene anch’io
forse in modo un po’ strano
C’è per me.....
SOL RE
Su svegliatevi, riscuotetevi
MI- DO
vedo in cielo come una bandiera:
come un’aquila, fra le nuvole
che riaffiora dalla memoria.
Forse è un inno o solo un sogno
o il ricordo di una canzone,
che ora sale sai come il ritmo
di una marcia dentro al mio cuore.
Han ballato sui loro corpi, han sputato sui loro nomi,
han nascosto le loro tombe,
ma non li possono cancellare:
puoi vederli sai, sono tutti qui,
con le braccia levate al sole,
sono tutti qui, io li vedo,
piovon fiori su piazzale Loreto.
E’ una piazza piena di sogni,
un’armata di cari amici:
mille anime di caduti,
ma nel ricordo non li hanno uccisi.
Sono i giovani di Acca Larentia
e i ragazzi in camicia nera,
i fratelli di prima valle
ed i martiri dell’Emilia.
E ora sono qui, son per sempre qui,
son tornati a marciare ancora;
dalle carceri, dalle foibe,
dagli scrigni della memoria.
Mille innanzi a me, mille dietro,
e altri mille per ogni lato:
è difficile, ma ci credo,
piovon fiori su piazzale Loreto.
SOL RE MI- DO
E io ho il cuore nero
e tanta gente mi vorrebbe al cimitero.
Ma io ho il cuore nero
e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero.......
DO SOL RE- LA-
Lui parlava di rivoluzione con le parole più belle
e noi eravamo stupiti nel sentirlo parlare
DO LA- DO SOL DO
con le parole più belle, con le parole migliori;
SOL RE- LA-
i sentimenti che tutti noi sentivamo.
Lui parlava di verdi colline e di labbra melograno
e parlava di guerra come di fare l’amore:
quasi fosse lo stesso, come fosse migliore
e ci diceva di ammazzare i potenti.
E io proprio non ci credevo quando lo vidi in teatro
agitare quell’arma gridare alla platea:
"è dovere degli uomini liberi, uccidere i tiranni"
tu non ci crederai, ma lo fece davvero.
E sorrideva davvero quando venne schiacciato
dalle guardie del corpo, da quei cani da guardia,
sotto il calcio dei mitra, sotto i loro scarponi,
per vendicare il loro vecchio padrone.
E gli spezzarono tutte le dita perché non scrivesse canzoni,
e gli spezzarono i denti, perché non potesse cantare,
ma restavano gli occhi, li potevamo vedere:
lui li guardava e li lasciava stupiti.
Quando arrivò il capitano si svuotò la platea
e io solo rimasi a fissarlo atterrito
lui freddamente gli sparò nella nuca
e per strada gridarono tutti hanno ammazzato il poeta...
hanno ammazzato...hanno ammazzato il poeta.
RE-
Portavi al collo quel talismano d’oro
FA
avuto dal saggio un lontano mattino
DO
quando eri ancora tra boschi di quercia
RE- DO RE- FA DO RE-
soltanto un guerriero bambino, soltanto un guerriero bambino.
FA DO RE- FA DO RE-
la la la
Ricordi tuo padre cacciare con l’arco,
il primo cervo un premio già ambito,
pescare nei fiordi e poi nel torrente
salvare quell’orso ferito, salvare quell’orso ferito.
la la la
La casa al ritorno era calda e pulita,
tua madre una donna di bianco vestita,
le sue trecce d’oro amavi baciare
per sempre sentirla cantare, per sempre sentirla cantare.
la la la
Finiti son poi quegli anni più dolci
in cui ogni cosa ti sembrava pura,
adesso sei uomo e devi andare
RE- DO RE-
la spada e l’ascia dovrai tu portare.
Il grande lago hai poi attraversato,
il vecchio saggio ancora incontrato
e lui ti ha detto con voce velata:
RE- DO RE-
"Fai presto la guerra è già cominciata".
In una pianura dal sole baciata
la gente del Nord è tutta schierata:
biondi guerrieri con elmi d’argento,
RE- DO RE-
il cerchio e la croce garriscono al vento.
FA DO RE- FA DO RE-
la la la
Adesso che il sangue tu hai conosciuto,
adesso che il fuoco tu hai attraversato
la pace sul campo ancora è tornata,
RE- DO RE-
la luna ti bacia la gola squarciata.
Osservi per poco il tuo corpo stupito
poi voci imperiose ti chiamano in coro:
è tempo di andare ti cambi il vestito,
RE- DO RE-
ti copri di bianco e di foglie d’oro.
La nave ti porta di là dal mare,
un’isola verde ti sembra aspettare:
adesso lo sai che tu per sempre
RE- DO RE-
il cervo e la lontra potrai qui cacciare
DO
adesso lo sai che tu per sempre
RE- DO RE-
il cervo e la lontra potrai qui cacciare
FA DO RE- FA DO RE-
Piccolo Attila (traduzione di Gabriele Marconi)
RE- DO RE- SIb DO RE-
Iniziava l’estate di un anno fa e tranquilli eravamo noi
RE- DO RE- SIb DO RE-
quando entrammo ridendo in un prato che di strana gente brulicava già.
RE- DO RE- SIb DO RE-
Ci mettemmo seduti e dietro noi solo l’erba si stendeva
RE- DO RE- SIb DO RE-
ma strisciavano cento a cento gli sciacalli nell’oscurità.
FA DO RE- SIb
Mille stelle in cielo splendevano alti alberi tutto intorno a noi
RE- DO RE- SIb DO RE-
dolci canti antichi suonacvano Piccolo Attila parlava a noi
FA DO RE- SIb
e diceva di prati verdi che di rugiada brillavano nel sol
RE- DO RE- SIb DO RE-
e guerrieri a cavallo intonavano le canzoni degli antichi eroi
RE- DO RE- SIb DO RE-
Tutti in piedi ci alzammo e davanti a noi gli sciacalli già fremevano:
RE- DO RE- SIb DO RE-
avanzaron ghignando sicuri già di inseguire schiene nude.
FA DO RE- SIb
Ma la mano di Piccolo Attila contro il cielo stellato si levò
RE- DO RE- SIb DO RE-
seminando il terrore calava giù, l’orda buia non rideva più.
FA DO RE- SIb
E con la forza di un fiume in piena poi caricammo e la terra sotto noi
RE- DO RE- SIb DO RE-
rimbombando tremava e gli alberi ondeggiavano nel vento.
FA DO RE- SIb
E mai più mai più quel prato rivedrà una sera come un anno fa:
RE- DO RE- SIb DO RE-
non si scioglierà mai la Compagnia ma c’è chi non è più sulla via.
FA DO RE- SIb
Come un’aquila ora vola lui sorridendo alle stelle e ancor più su
RE- DO RE- SIb DO RE-
e il suo flauto suonando ci guiderà verso l’alba che sicura è già.
RE- DO RE- SIb DO RE-
RE- DO RE- SIb DO RE-
FA DO RE- SIb
RE- DO RE- SIb DO RE-
RE- DO RE- SIb DO RE-
Iniziava l’estate di un anno fa e felici eravamo noi
RE- DO RE- SIb DO RE-
quando uscimmo ridendo da un prato che due occhi a mandorla non scorderà.
MI SI LA MI SI LA MI
Caro ragazzo del tempo che viene com’è difficile affrontare il domani!
LA SI MI LA SI MI
Senza bandiere, senza frontiere, senza una ragione per la quale morire!
MI SI LA MI SI LA MI
Prenditi un popolo a cui appartenere, non solo una curva dalla quale gridare:
LA SI MI LA SI MI
una divisa, una croce, un’idea: il futuro è più grande di un campionato.
MI SI LA MI SI LA MI
Prenditi un sogno con rabbia e poesia, che non sia sballo da discoteca;
LA SI MI LA SI MI
insegui il brivido senza pazzia, che non sia una curva a duecento all’ora.
SI LA MI
Ma non ti buttare via, non ti buttare via....
Non ti buttare via, non ti buttare via....
Prenditi un ideale ma con lealtà, con coraggio, orgoglio e fedeltà:
poche parole di cui essere fiero ed un esempio per il tuo pensiero.
Prenditi un mito su cui costruire ed un amico con il quale parlare:
un padre o un maestro che t’insegni una via, una sfida in salita su cui camminare.
Trova un nemico contro cui lottare: basta coi sorrisi pieni di rancore!
Bisogna combattere senza odiare per dimostrare quanto vale il cuore.
E non ti buttare via, non ti buttare via....
Non ti buttare via, non ti buttare via....
Prenditi un futuro in cui sperare, senza pensioni da ripagare;
trova un lavoro per il tuo domani da costruire con le tue mani.
E tieni la rotta verso l’avventura, non farti vincere dalla paura:
fai i tuoi sbagli quando sei sicuro, ma mantieni sempre il tuo cuore puro.
E tieni in alto la tua gioventù, che compromessi non ne vuole più.
E stendi al sole la tua bandiera che abbia il segno di un’idea vera.
E non ti buttare via, non ti buttare via....
Non ti buttare via, non ti buttare via....
RE LA SI- FA#-
Sul mio destriero, fra terre lontane,
SOL LA RE LA
Amore nel cuore con me resterà.
RE LA SI- FA#-
Di cielo il tuo sguardo, di ciliegio il tuo labbro,
SOL LA RE
o mia sposa fedel ti sarò.
SI- FA#- SI- FA#-
La spada al mio fianco, sull’elsa il tuo nastro,
SOL LA RE LA
la notte straniera più dolce sarà.
SI- FA#- SI- FA#-
Per tetto le stelle, per giaciglio le foglie,
SOL LA SI+
per sogno le grazie di te.
E nel mio vagare, fuori dal mio reame
un senso alla vita guerriera darò.
Per fede brandire di morte la lama
più gloria al suo nome verrà.
E noi cavalieri, fedeli d’amore
per il re e per Iddio sapremo pugnar.
Il sorriso sul volto, la pace nel cuore
battaglia con Nostro Signor.
Nel salvifico errare il sacro desio
lucente nell’armi accrescer dovrò.
E per nostra ebbrezza, per antico decreto
il nettar segreto berrò.
SI- FA#- SI- FA#-
E tu acerba sposa, anzitempo solinga
SOL LA RE LA
attendi serena che torni il tuo re.
SI- FA#- SI- FA#-
Con gloria ed onore, con febbre d’amore
SOL LA RE LA
con tunica leggera ormai
SI- FA#- SI- FA#-
Con gloria ed onore, con febbre d’amore
SOL LA SI+
LA- RE- LA-
La sua sola colpa gridare: "Sono stufo!
RE- LA-
Non si può andare avanti a Montini e Berlinguer!"
DO MI LA-
E così è incominciata l’ennesima pazzia
DO MI LA-
manette, inchiostro nero e la fotografia:
DO MI LA-
di fronte, poi di lato, davanti e poi di dietro,
RE- LA- MI LA-
così hanno immortalato il criminale tetro,
RE- LA- MI LA- DO MI LA- DO MI LA-
così hanno immortalato il criminale tetro.
LA- RE- LA-
E poi come sappiamo vanno a finir le cose
RE- LA-
in carcere sbattuto le ossa rotte pose
DO MI LA-
ad aspettare un anno, ad aspettare invano
RE- LA- MI LA-
parvenza di giustizia tipo democristiano
RE- LA- MI LA- DO MI LA- DO MI LA-
parvenza di giustizia tipo democristiano.
"Confessa brutto scemo" diceva il magistrato
"i tuoi camerati hanno già parlato.
E firma quel verbale e conferma tutto:
dì che sei fascista, nero come il lutto
e dì che sei fascista, nero come il lutto".
"No signor togato io non firmo niente!"
fu la sua risposta al tono prepotente
"Decine di fratelli mi hanno preceduto:
io mi chiamo Piero, per il resto sono muto
io mi chiamo Piero, per il resto sono muto".
Tre anni di condanna per ricostituzione
con aggiunta l’aggravante della direzione:
fu questa la risposta al tono impertinente
"Il Regime si difenda!" diceva il Presidente
"Il Regime si difenda!" diceva il Presidente.
E dopo la condanna della Confederazione,
del Vescovo, del Sindaco, della televisione
ancora sorrideva il bieco sanguinario
e chiese di parlare, scendeva già il sipario
lui chiese di parlare, scendeva già il sipario.
"Ringrazio lor signori per gli anni ricevuti,
ma prima di finire lasciate che saluti.
Chi mi ha condannato proprio no non l’ha capito:
il carcere non basta perché io sia finito
il carcere non basta perché io sia finito.
Tre anni passan presto per chi deve giudicare,
per chi deve comprendere, per chi deve vendicare:
migliaia di ragazzi in tutte le città
già battono le mani per la mia libertà,
ATTENZIONE!!!: NIENTE GIRO DO MI LA-
già battono le mani per la mia libertà!
E presto presto presto vedrete sventolare
migliaia di bandiere a ricoprir le bare
di chi è rimasto ucciso dalla vostra polizia,
di chi ha osato opporsi alla democrazia
di chi ha osato opporsi alla democrazia
MI- RE DO SI7
Centomila lire per favore me le date per comprarmi mezzo grammo di felicità:
MI- RE DO SI7
si, sono drogato forse un poco spaventato, il Sistema m’ha donato questa mia viltà.
SOL RE DO SI7
Ma vi sono grato dei bellissimi ideali che mi avete regalato: "Siamo tutti uguali
DO RE MI- DO RE MI-
discendiamo dai maiali, viva la comunità!"
RE DO SI7 MI-
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
RE DO SI7 MI- MI
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
LA- RE SOL SI7 MI-
Sono vostro figlio pacifista, comunista: nella stanza gli adesivi da Guevara all’Atom Kraft.
LA- RE SOL SI7 MI-
Sono vostro figlio, diplomato antifascista e mi sono laureato a pieni voti in delusioni.
RE DO SI7 MI-
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
RE DO SI7 MI-
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
MI- RE DO SI7
Sono un po’ frustrato, anche il sesso m’ha piantato penso d’essere fregato:
MI- RE DO SI7
voci senza senso ma in fondo son contento non ricordo neanche la mia età.
SOL RE DO SI7
Mi fa solo un po’ rabbia quando son rincoglionito mi trattate come un cucciolo smarrito:
DO RE MI- DO RE MI-
costa nulla la pietà e vi salvate per l’eternità.
RE DO SI7 MI-
Lucidità, un altro buco e si ritroverà…
RE DO SI7 MI- MI
Lucidità, un altro buco e si ritroverà…
LA- RE SOL SI7
E adesso cari amici moralisti e spacciatori vi saluto e me ne vado.
LA- RE SOL SI7
Forse questa volta l’eroina l’ho corretta con un po’ d’ilarità!!!
SOL RE DO SI7
Ed alla faccia vostra torno nella mia stanzetta e riprovo il funerale che mi si farà:
SOL RE DO SI7 MI-
ed alla faccia vostra torno nella mia stanzetta e riprovo il funerale che mi si farà!!!
RE DO SI7 MI-
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
RE DO SI7 MI-
Lucidità, un altro buco e si ritroverà…
RE DO SI7 MI-
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
MI DO#- LA MI
Tra i marciapiedi grigi che vengono lenti incontro a me si snoda questa gran città;
DO#- LA MI
sacchetti con su scritto "UPIM" son sottotitoli di un film intitolato "Civiltà".
LA7 MI
Son residuati – ma che fa? – di qualche strana società.
DO#- LA MI
Voti, congressi e conferenze ci hanno imbottito di scemenze per costruir la società.
DO#- LA MI
L’Europa vale un tanto al chilo, l’Italia è un nome senza senso e l’Occidente dove sta?
LA7 MI
Nascosto nella sua viltà, di un mondo senza dignità.
DO#- LA MI SI7
Ma il napalm brucia le città!!! Ma cosa importa: non è mica qua.
DO#- LA MI SI7
Laggiù si muore anche per te!!! Ma cosa vuoi che importi a me?
MI DO#- LA MI
Partita, radio, qualunquismo, vacanze, Marx e il perbenismo: è questa la felicità.
DO#- LA MI
E’ meglio avere e poco dare, è giusto il prossimo fregare: tanto ce la si caverà.
LA7 MI
E la morale è questa qua: stai sempre con chi vincerà.
DO#- LA MI SI7
Ma il napalm brucia le città!!! Ma cosa importa: non è mica qua.
DO#- LA MI SI7
Laggiù si muore anche per te!!! Ma cosa vuoi che importi a me?
MI DO#- LA MI
Che se la sbrighino da soli coi sassi contro ai carri armati: vedremo come finirà!
DO#- LA MI
E poi non son buoni cristiani, sono un po’ troppo musulmani: è meglio lasciarli stare là.
LA7 MI
E la morale già si sa: stai sempre con chi vincerà!
LA7 MI
Io non so perché ma democrazia fa sempre rima con vigliaccheria….
DO#- LA MI
La dignità l’abbiam perduta per una croce sulla scheda e non ritorna certo più.
DO#- LA MI
L’onore lo si vende a spicchi al mercatino dei vigliacchi e poi di moda non è più.
LA7 MI
Caro Occidente eccoti qua: a ben vedere fai pietà.
LA7 MI
Caro Occidente insieme a te finisce una civiltà.
DO#- LA MI
La dignità l’abbiam perduta per una croce sulla scheda e non ritorna certo più.
DO#- LA MI
L’onore lo si vende a spicchi al mercatino dei vigliacchi e poi di moda non è più.
LA7 MI
Caro Occidente eccoti qua: a ben vedere fai pietà.
LA7 MI
Caro Occidente insieme a te finisce una civiltà.
RE LA MI- RE LA
Berlino, Berlino il muro è crollato, il mondo è cambiato, il rosso è passato.
RE LA MI- LA RE- RE4 RE- RE4
Berlino, Berlino un soffio nel tempo: una storia che finisce così.
RE- SOL- LA7 RE-
Cos’è che è cambiato in un mondo impazzito, con Stalin scappato e Lenin sparito:
SOL- LA7 RE-
ma i figli rimasti, le statue di gesso son lindi e puliti, ma nemici lo stesso.
FA RE- SOL- DO
E non han più le barbe e i capelli arruffati, in giacca e cravatta: progressisti patinati.
FA RE- SOL- RE- LA7 RE-
Non piangon più per Vietnam, per Cina ed Angola ma di morti e di profughi non li insegnano a scuola.
Berlino, Berlino…..
Se il paradiso socialista se n’è andato alla malora, riscrivon la storia arroganti come allora.
La falce e il martello son del mondo che c’era: anche il rosso è più rosa sul far della sera.
E se dirigon la Borsa, le aziende e i giornali son compagni d’assalto ma con bei capitali:
il potere, il denaro, la menzogna, la viltà sono i figli partoriti dalla loro civiltà.
Berlino, Berlino…..
Io non so se nel mondo si farà mai giustizia della rossa menzogna, della vera sporcizia:
il muro è crollato, il Kremlino inghiottito ma il compagno riciclato non è certo sparito.
E attenti, ragazzi del mondo che viene, difendete la coscienza da quel branco di iene
che cambiano d’abito e cambian colore ma per simbolo han sempre un uomo che muore.
Amici del Vento (Amici del Vento)
MI- DO RE SOL DO SOL RE MI-
Se mille son le storie che il vento porta via, questa è la nostra storia generazione mia:
venuti dall’inferno col fuoco nelle vene, innalzeremo al cielo le nostre catene.
DO SOL RE MI- DO SOL RE MI-
E torneremo Europa, lo promettiamo a te. Europa torneremo uniti per te.
Svegliatevi fratelli, su non dormite più: giocatevi oggi stesso la vostra gioventù.
Se la maledizione ce la portiamo addosso la bruceremo insieme al primo straccio rosso.
Se scioglieranno il nodo che oggi ci tiene uniti, andremo in altri posti a costruirci i nidi:
ci bruceran le case ma che importanza ha, in casa dei fratelli del posto ci sarà.
E torneremo Europa….
Han fatto leggi e inganni per chiuderci la bocca, dei nostri nomi il muro del carcere ribocca.
Ma mille volte mille il canto si udirà di chi stasera canta la sua libertà.
E torneremo Europa….
E mille braccia alzate il mondo rivedrà, dentro alla mia bandiera una croce brucerà.
E tremeranno ancora i farisei di sempre e i loro soldi allora non serviranno a niente.
E torneremo Europa….
E chi oggi fa il padrone domani striscerà, lo troveremo allora a chiederci pietà;
e chi oggi ci disprezza domani tornerà, vigliacco come sempre da noi con umiltà.
E torneremo Europa….
Su questa nostra terra un vento soffierà e noi semineremo la nostra libertà:
lontano spazzerà i figli del tradimento, ma noi saremo in piedi siamo Amici del Vento.
Lontano spazzerà i figli del tradimento, ma noi saremo in piedi siamo Amici del Vento.
DO FA SOL MI-
Vecchio quadro abbandonato con più muffa che colore,
LA7 RE- SOL DO
piume al vento e tricolori, quadro di cent’anni fa.
SOL FA DO
Occhi pieni di emozione quando passa la bandiera,
FA RE7 SOL
occhi basse di ragazze alla loro prima sera-
DO FA SOL MI-
Certo un po’ d’ipocrisia infarciva la morale
LA7 RE- SOL DO
ma la gioventù restava una speranza e un ideale.
MI LA- SOL DO
E l’Italia era così e la Patria era anche lì,
MI LA- SOL DO
e l’Italia era così e la Patria era anche lì.
Santi, eroi, navigatori in soffitta son finiti:
dalla cenere ritorna questa Italia dei partiti.
Nata già da un grosso imbroglio, dallo sconcio di una piazza
dove crebbe l’erba voglio per i vigliacchi di ogni razza.
Negli sguardi della gente a cui non gliene frega niente,
nello stupido ideale di un ritorno all’animale.
Se l’Italia è questa qua come Patria non mi va,
se l’Italia è questa qua come Patria non mi va.
Nelle assurde processioni per le liste di assunzione,
nell’inutile realtà della mia Università.
Come unico solvente per la tua disperazione
il Sistema ti regala l’eroina col limone.
E ti metton le stellette per giurare a dei buffoni
che han finito per fregare anche la tua fedeltà.
Se l’Italia è questa qua come Patria non mi va,
se l’Italia è questa qua come Patria non mi va.
SOL FA DO
La mia Patria è mille voci che si uniscono alla mia:
SOL FA SOL DO
la mia Patria è un’idea, non è più una geografia.
SOL FA DO
La mia Patria è mille voci che si uniscono alla mia:
SOL FA SOL DO SOL FA SOL FA DO
la mia Patria è un’idea, non è più una geografia.