Porto sulle spalle il peso di vent’anni,
persi nelle mani di tanti, troppi amori.
Chiudo dentro al cuore la mia rivoluzione
che ho visto crocefissa in ogni tribunale.
Ma dove sono andati tutti i miei amici?
Molti si sono arresi e molti incarcerati,
molti sono difesi da nobili avvocati
che sanno domandare clemenza alle corti.
Chissà che fine ha fatto la vecchia delle carte,
che mi sussurrava nobili parole?
L’ho lasciata sola assieme alle mie amanti
e assieme alle speranze di facili vittorie.
Hanno stroncato un uomo, io non ho più energia,
non posso più lottare, mi cercano dappertutto.
Ormai ho deciso, mi costituisco gli regalo un corpo,
a loro questo basta per me no, non è niente.
Mi costituisco, ma quello che non sanno
è che tra quelle sbarre non chiuderanno niente,
perché la mia idea si libera come un fiore
ed è forte come il mare, vivrà anche senza di me.
Lascio il mio passato, la mia rivoluzione,
la vecchia delle carte, i miei tanti, troppi amori,
lascio tutto questo lì dietro a quella porta,
sì, mi costituisco ma non mi avranno mai.
La vita mi sfugge fra le dita,
non è una visione fantastica;
la vita mi sfugge fra le dita,
sento l’acqua che sfugge tra le mie mani.
Potrei fare sul muro
il conto preciso dei miei giorni,
potrei rappresentare sul muro
la mia vita disegnandola velocemente.
Quante cose sono racchiuse
nel breve giro di due settimane...
Tante cose sono racchiuse,
la gioia insieme al dolore.
In alcuni giorni brevi e strani
più ricchi di quelli passati,
in alcuni giorni brevi e strani
è concentrata tutta una vita.
Come un po’ d’acqua pura alla sorgente,
tutta la vita per l’assettato
è là come presa alla sorgente,
ma bisognava sopra ogni cosa conservare l’onore.
Radio televisione, cartelloni, manifesti,
giornali, scritte, slogans: più tu hai più tu vorresti.
Bibite, saponi dentifrici, scatolette
aperitivi, digestivi, calze, deodoranti, sigarette.
Se vuoi essere più bella, se vuoi essere alla moda,
se vuoi essere qualcuno compra subito ‘sta roba.
Scegli questo, scegli quello, scegli questa qualità,
costa meno, costa poco è una vera novità.
Se vuoi essere felice, se vuoi essere contento
tira fuori il portafogli ed effettua il pagamento.
Ma che cos’è questa società?
E’ tutta una finzione,
è tutta un’illusione,
è tutta una pubblicità.
Oggi è tutto perfezione,
oggi è tutto programmato,
è questa ormai la situazione:
il mondo è tutto un gran mercato.
Ma il sistema non può cambiare,
adoriamo il "dio progresso",
la gente non ti deve guardare male
se vuoi raggiungere il successo.
Ed è per questo che bene o male
anche tu ti sei adeguato
per non essere asociale
al pensare ai rinunciato.
La sveglia squilla alla mattina
e tu di corsa via nel bagno,
la colazione è pronta in cucina
ma nel cuore hai già l’affanno.
Poi al volo prendi il tram
che ti porterà in ufficio,
gli occhi fissi su una réclame
per mezz’ora un dentifricio.
Poi la sera dopo il lavoro
arrivi a casa al televisore
come fosse il vello d’oro
che hai raggiunto tu Giasone.
E a destra tutto il male
e a sinistra tutto il bene,
te lo dice ogni canale,
te lo ripete tutte le sere.
E a destra tutto il male
e a sinistra tutto il bene,
te lo dice ogni canale,
te lo ripete tutte le sere.
E se la tua unica passione
è il vademecum della felicità,
anche se la tua attenzione
è sol per la pubblicità.
Ma sul video una sera
apparve scritto "eccezionale",
non si capiva che cos’era
ma sembrava niente male.
Era una macchina eccezionale,
in ogni cosa ti sostituiva,
a lavorare, a soffrire,
a ridere, ad amare,
a pensare, a sognare,
a correre, a dormire.
Era proprio una macchina perfetta,
per l’eternità era garantita
così tu la comprasti e non ti accorgesti
nella fretta
che le avevi regalato tutta la vita.
Così sei morto caro fratello
e fra gli idioti ti abbiamo seppellito
in una bella bara ultimo modello,
l’etichetta diceva "paradiso garantito".
Ma che cos’è questa società?
E’ tutta una finzione,
è tutta un’illusione,
è tutta una pubblicità.
Oggi è tutto perfezione,
oggi è tutto programmato,
è questa ormai la situazione:
il mondo è un gran mercato.
Ma il sistema può cambiare
se tu non adori il "dio progresso",
se tu hai un tuo ideale
per incominciare a vivere da adesso.
Tu, che sai di essere uomo,
che sai di essere grande
e non cedi mai sicuro di te
e ogni giorno deciso affronti la sorte.
Sì tu, che sai di essere uomo,
che sai rifiutare il destino
e combatti un mondo che non ti va,
non ti sa offrire
alcuna via d’uscita
e la gioventù
ti brucia dentro il cuore
quel desiderio d’amare,
sempre vivo dentro te,
tu non l’hai
mai potuto esplicare,
però ci credi.
la gioventù
ti rende incosciente
perché tu credi in qualcosa di grande,
anche se per gli altri non vale niente,
tu credi in chi lotta,
tu guardi chi spera.
Sì tu, che alzi la tua bandiera
sulla noia dell’indifferenza
di questa gente senza coscienza
e non chiedi perdono,
meglio stare da solo,
tu combatti da sempre per la libertà,
ma sai che la libertà
è una donna che sorride a chi muore,
così hai donato sangue e sudore alla gente
che ti ascolta,
ma poi se ne frega.
La libertà
ti viene negata
e tu ti accorgi che viene donata
soltanto a chi la può pagare e tutto ciò
in cui credi
per un attimo sembra cadere,
spinto dal loro vento
in questo putrido fango,
però tu sai
che non è vero perché sai
che in quella melma
tu non ci cadrai mai,
proprio mai,
oh no mai,
proprio mai,
oh no mai
proprio mai.
Azzurri gli occhi tuoi, neri i tuoi capelli,
quando tu mi parli sorridi.
stretto tra le tue mani è il mio capo stanco,
riccioli scomposti, ti manco.
Soli nella tua stanza ci siamo amati tanto
ci siam promessi tutto quanto,
ricordi quella sera, era l’ultima era vera
quanto amore, amore, amore.
Amore, amore, amore,
amore, amore, amore,
amore, amore, amore, amore.
Amore, amore, amore,
amore, amore, amore,
amore, amore, amore, amore.
Sono già quattro estati che non ti vedo più,
il sole a scacchi è la mia virtù.
Qui di certo è meglio che vivere nel fango,
nella menzogna di questa realtà.
Il nostro ideale non è una chimera
chi lo conosce sa ch’è cosa vera.
Tu con la tuta blu guarda il mio viso,
dimmi se ti posso odiare io.
Amore, amore, amore,
amore, amore, amore,
amore, amore, amore, amore.
Amore, amore, amore,
amore, amore, amore,
amore, amore, amore, amore.
Io mi trovo qui perché ho rifiutato
di servire il rosso nel mio stato.
Dolce mio fiorellino non devi disperare,
ricordati quei giorni belli al mare.
Amore, amore, amore,
amore, amore, amore,
amore, amore, amore, amore.
Azzurri gli occhi tuoi, neri i tuoi capelli,
quando tu mi parli sorridi.
Stretto tra le tue mani è il mio capo stanco,
riccioli scomposti, ti manco.
Dolce mio fiorellino non devi disperare,
ricordati quei giorni belli al mare.
Amore, amore, amore,
amore, amore, amore,
amore, amore, amore, amore.
E’ un ricordo di tre anni fa.
Una scuola, tanta gente, gente che se ne frega,
che non capisce niente: tanti borghesi lì ammassati.
Lotta di classe per sembrare un po’ impegnati,
tanti bei vestiti per coprire lo squallore
di ragazzi che vivevano la loro vita,
senza porsi il problema di guardarsi un poco dentro.
Io venivo guardato come un fesso da tre soldi,
io venivo ossequiato quando alzavo un po’ la voce.
Lei fra quella gente mi sembrava un po’ diversa,
io me n’ero accorto spiegandole il mio disprezzo.
Lei sembrava squadrarli come chi non condivide,
lei rideva divertita quando li prendevo in giro.
E nell’assemblea, mentre parlavo a quegli orecchi troppo chiusi,
dalla terza fila mi ascoltava con orgoglio.
"Senti, ci vediamo?" Siamo usciti qualche volta insieme,
poi sempre più spesso, era bello provocare la sua rabbia.
Quasi non volevo, ma ci siamo messi insieme,
quasi non ci credevo, ma io con lei ero qualcuno.
Anch’io come tutti m’ero illuso non dovesse mai finire,
lunghi mesi di gioia, forse troppa la tensione del mio amore.
Niente di nuovo, una storia come tante:
lei se n’è andata e come tutti anch’io credevo di scoppiare.
Sì, una storia comune, ma la fine è un po’ diversa:
niente scenette, niente sfoghi, niente pianti,
solo tanta rabbia ma tenuta tutta dentro,
tanta voglia di lei, ma nascosta dietro le risate.
Non ho usato il dolore per avere un’aria interessante,
non ho usato il suo nome per scusare i molti errori miei.
Quando un uomo è uomo soffre dentro e fuori ride forte.
Sono rimasto un uomo anche senza lei.
Sono rimasto un uomo anche senza lei.
Sarebbe bello amore
Lasciare tutto e scappare via
Lasciare qui i problemi
La nostra lotta e i nostri affanni
Scappare via lontano
Non ha importanza dove
Dimenticare tutto
E scappar via da questa terra
E arrivare in un luogo
Baciato dal sole
Bagnato dal mare
Sfiorato dal vento
Noi due in quel dove
Baciati dal sole
Bagnati dal mare
Sfiorati dal vento
Noi due a costruire
Un nuovo domani
Nessuna battaglia
Nessun ideale
Sarebbe bello amore
Sarebbe bello
Amore mio ma non posso
Chiudo gli occhi
Per fuggire la realtà
No non voglio
Rinunciare alla mia lotta,
dentro al cuore sento un urlo
un qualcosa che mi sprona
sento un coro nella mente:
BOIA CHI MOLLA
Si BOIA CHI MOLLA
No amore
Tu non puoi voler ch'io ceda
No amore
Tu conosci il mio destino si lo so
Che potrei finire male
All'ospedale o sotto terra
In tribunale o in prigione
Ma cosa importa ascolta l'urlo
BOIA CHI MOLLA
Si BOIA CHI MOLLA
tu amore
devi aiutarmi e darmi forza se ho paura
devi darmi il tuo coraggio e se cedo
fammi vedere il tuo disprezzo
ricorda sempre questa frase
se occorre gridamela in faccia
che questa frase è una bandiera
BOIA CHI MOLLA
BOIA CHI MOLLA