Jean (ZPM)
Il 25 aprile all'alba, cominciava a Berlino dell'Europa l'ultimo respiro.
Un migliaio di giovani attorno a un bunker, da tutta Europa venuti a morire con te,
con te Jean, venuto dalla Francia, con i tuoi vent'anni e la speranza di poter forgiare l'Europa della libertà, con la certezza di morire per la civiltà
Un anello di fuoco ti stringeva d'assedio, un anello d'oro stretto al tuo dito,
pegno di un amore che già tu sai, amore, amore che non rivedrai mai.
Una croce di ferro sul petto, il mitra stretto, due rune d'argento sopra l'elmetto, era l'Europa che moriva con te.
E mentre solo tra l'odore del sangue guardavi, rossa, in faccia la morte,
la tua voce tranquilla, parlava così: "Camerata tu non sai com'è bella l'estate là in Francia,
mentre scivola lenta la Senna. Passeggiare lungo gli Champs Elisée, tra i colori e il profumo dei fiori.
Il sorriso di lei t'accompagna, incorniciato da quelle labbra, dipinte d'arancia.
Camerata tu non sai com'è bella l'estate là in Francia...". Una croce di ferro sul petto, il mitra stretto,
due rune d'argento sopra l'elmetto, era l'Europa che moriva con te.
Sei morto a vent'anni, tu Jean, la notte del 30 d'aprile a Berlino
con l'aquila e i gigli della Charle Magne, ma era l'Europa che moriva con te.
 
Primavera '68 (ZPM)
Se per caso una mattina ti svegliassi e trovassi per le strade i carri armati, e per la tua rabbia non avessi che dei sassi: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
Se per caso ti trovassi solo, solo davanti ai rossi cingolati e vedessi la tua casa rasa al suolo: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
Se sentissi il pianto di tua madre, se sentissi l'odore di illusioni bruciate, se sentissi una voce che ti chiama dalle barricate: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
Se ti accorgessi che tutto è stato inutile, se ti accorgessi che tutto è stato vano, e che ornai più nessuno verrà a darti una mano: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
E se ti accorgessi che ormai non c'è più speranza, se ti accorgessi che era solo un'illusione, e che d'ora in poi la tua vita sarebbe stata la prigione: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
E se capissi che è proprio la viltà, la sporca paura di perder la tranquillità, ciò che li aiuta a rubare la tua libertà: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
Se vedessi il sole illuminare il cielo rosso, se vedessi la tua gente vagare per le città, e capissi che proprio quella è la fine della libertà: ragazzo dimmi, dimmi tu cosa faresti.
"Anch'io fuggii, anch'io ebbi paura vedendo i carri armati e la mia gente alla sventura. Tornai a casa camminando tra le macerie delle strade, scrissi quattro righe agli uomini e a mia madre:
"Domani me ne andrò a morire per la strada, morirò perché il mondo si ricordi di Praga". Tornai in quella piazza il giorno dopo e senza parlare donai il mio corpo al fuoco".
Non so se fu coraggio o se fu paura, non so se fu pazzia o se fu viltà, ma credimi ragazzo una cosa è sicura: non avrei potuto vivere senza libertà. No, no non si può vivere senza libertà.
 
Dialogo impossibile (ZPM)
Enrico non andare, resta qui con me, ma non fissarmi, mi vergogno un po', lo so che son cambiati i tempi, cosa posso fare, se tu fossi presente, mi aiuteresti un po'.

Vedi Marco, non è per vantarmi, ma sai che voglio dire, fascista anni '70 non sempre era tornare tranquillo in quella casa dove adesso siamo qui a parlare, ed infatti eccomi qua.
Io non ti chiedo di essere un eroe, io non ti chiedo di affrontare il tempo, ma una cosa sola ti domando, ricordati di me.
Mio caro Enrico, cosa stai dicendo, non ho capito, forse stai scherzando, boia chi molla, questo ti rispondo, ed io non mollerò.
E adesso dimmi cosa fare, per affrontare la realtà, sapessi come ci si sente tra la gente indifferente, vorrei vivere d'incanto in un mondo un po' migliore dove c'è onore e fedeltà;.
Vedi Marco io ti capisco, è difficile, lo so, a volte esser coerenti non basta, però se tu combatti sempre il tuo orgoglio troverà onore e fedeltà.
Io non ti chiedo di essere un eroe, io non ti chiedo di affrontare il tempo, ma una cosa sola ti domando, ricordati di me.
Mio caro Enrico, cosa stai dicendo, non ho capito, forse stai scherzando, boia chi molla, questo ti rispondo, ed io non mollerò.
 

 

Sergio Ramelli (ZPM)

Primavera a marzo era entrata,
era entrata a Milano,
ne avvertivi il tepore
e tra il fumo e il cielo lontano
ne avvertivi la gioia
nella ragazza che tu
tenevi per mano.
Finalmente l’ultima campana,
è finita la scuola
anche per oggi potrai tornare
a casa tua a riposare
ma sotto casa,
davanti al portone,
ti attendeva la morte,
non ne immaginavi l’assurda ragione.
Un colpo, due colpi e altri colpi sul capo,
finché non furon certi di averti finito
i loro volti eran coperti dal rosso
come il tuo volto dal sangue
che avevi già addosso.
La morte di un tempo aveva la falce
la morte di oggi ha pure il martello,
lasciò la sua firma su quel muro di calce,
proprio di fronte al tuo cancello.
Per quarantasette giorni una madre
ha sperato e pregato accanto al letto del figlio morente
fino a quando una notte il suo cuore ha ceduto
ma alla gente non importò niente.
Era morto un "Fascista",
non valeva la pena
guastarsi l’appetito
o rovinarsi la cena.
Era morto un "Fascista"
andava in fretta sepolto
avevan paura anche,
anche di un morto.
Andava sepolto e dimenticato
perché così vuole
la giustizia del proletariato.
Era morto un "Fascista"
e andava in fretta sepolto,
avevan paura
anche di un morto. 
MI COSTITUISCO (ZPM)

Porto sulle spalle il peso di vent’anni,

persi nelle mani di tanti, troppi amori.

Chiudo dentro al cuore la mia rivoluzione

che ho visto crocefissa in ogni tribunale.

Ma dove sono andati tutti i miei amici?

Molti si sono arresi e molti incarcerati,

molti sono difesi da nobili avvocati

che sanno domandare clemenza alle corti.

Chissà che fine ha fatto la vecchia delle carte,

che mi sussurrava nobili parole?

L’ho lasciata sola assieme alle mie amanti

e assieme alle speranze di facili vittorie.

Hanno stroncato un uomo, io non ho più energia,

non posso più lottare, mi cercano dappertutto.

Ormai ho deciso, mi costituisco gli regalo un corpo,

a loro questo basta per me no, non è niente.

Mi costituisco, ma quello che non sanno

è che tra quelle sbarre non chiuderanno niente,

perché la mia idea si libera come un fiore

ed è forte come il mare, vivrà anche senza di me.

Lascio il mio passato, la mia rivoluzione,

la vecchia delle carte, i miei tanti, troppi amori,

lascio tutto questo lì dietro a quella porta,

sì, mi costituisco ma non mi avranno mai.

CANZONE (ZPM)
(liberamente tratta da una poesia di Robert Brasillach)

La vita mi sfugge fra le dita,

non è una visione fantastica;

la vita mi sfugge fra le dita,

sento l’acqua che sfugge tra le mie mani.

Potrei fare sul muro

il conto preciso dei miei giorni,

potrei rappresentare sul muro

la mia vita disegnandola velocemente.

 Quante cose sono racchiuse

nel breve giro di due settimane...

Tante cose sono racchiuse,

la gioia insieme al dolore.

In alcuni giorni brevi e strani

più ricchi di quelli passati,

in alcuni giorni brevi e strani

è concentrata tutta una vita.

Come un po’ d’acqua pura alla sorgente,

tutta la vita per l’assettato

è là come presa alla sorgente,

ma bisognava sopra ogni cosa conservare l’onore.

 
E’ TUTTA UNA PUBBLICITA’ (ZPM)

 Radio televisione, cartelloni, manifesti,

giornali, scritte, slogans: più tu hai più tu vorresti.

Bibite, saponi dentifrici, scatolette

aperitivi, digestivi, calze, deodoranti, sigarette.

Se vuoi essere più bella, se vuoi essere alla moda,

se vuoi essere qualcuno compra subito ‘sta roba.

Scegli questo, scegli quello, scegli questa qualità,

costa meno, costa poco è una vera novità.

Se vuoi essere felice, se vuoi essere contento

tira fuori il portafogli ed effettua il pagamento.

Ma che cos’è questa società?

E’ tutta una finzione,

è tutta un’illusione,

è tutta una pubblicità.

Oggi è tutto perfezione,

oggi è tutto programmato,

è questa ormai la situazione:

il mondo è tutto un gran mercato.

Ma il sistema non può cambiare,

adoriamo il "dio progresso",

la gente non ti deve guardare male

se vuoi raggiungere il successo.

Ed è per questo che bene o male

anche tu ti sei adeguato

per non essere asociale

al pensare ai rinunciato.

La sveglia squilla alla mattina

e tu di corsa via nel bagno,

la colazione è pronta in cucina

ma nel cuore hai già l’affanno.

Poi al volo prendi il tram

che ti porterà in ufficio,

gli occhi fissi su una réclame

per mezz’ora un dentifricio.

Poi la sera dopo il lavoro

arrivi a casa al televisore

come fosse il vello d’oro

che hai raggiunto tu Giasone.

E a destra tutto il male

e a sinistra tutto il bene,

te lo dice ogni canale,

te lo ripete tutte le sere.

E a destra tutto il male

e a sinistra tutto il bene,

te lo dice ogni canale,

te lo ripete tutte le sere.

E se la tua unica passione

è il vademecum della felicità,

anche se la tua attenzione

è sol per la pubblicità.

Ma sul video una sera

apparve scritto "eccezionale",

non si capiva che cos’era

ma sembrava niente male.

Era una macchina eccezionale,

in ogni cosa ti sostituiva,

a lavorare, a soffrire,

a ridere, ad amare,

a pensare, a sognare,

a correre, a dormire.

Era proprio una macchina perfetta,

per l’eternità era garantita

così tu la comprasti e non ti accorgesti

nella fretta

che le avevi regalato tutta la vita.

Così sei morto caro fratello

e fra gli idioti ti abbiamo seppellito

in una bella bara ultimo modello,

l’etichetta diceva "paradiso garantito".

Ma che cos’è questa società?

E’ tutta una finzione,

è tutta un’illusione,

è tutta una pubblicità.

Oggi è tutto perfezione,

oggi è tutto programmato,

è questa ormai la situazione:

il mondo è un gran mercato.

Ma il sistema può cambiare

se tu non adori il "dio progresso",

se tu hai un tuo ideale

per incominciare a vivere da adesso.

GIOVENTU’ E LIBERTA’ (ZPM)

Tu, che sai di essere uomo,

che sai di essere grande

e non cedi mai sicuro di te

e ogni giorno deciso affronti la sorte.

Sì tu, che sai di essere uomo,

che sai rifiutare il destino

e combatti un mondo che non ti va,

non ti sa offrire

alcuna via d’uscita

e la gioventù

ti brucia dentro il cuore

quel desiderio d’amare,

sempre vivo dentro te,

tu non l’hai

mai potuto esplicare,

però ci credi.

la gioventù

ti rende incosciente

perché tu credi in qualcosa di grande,

anche se per gli altri non vale niente,

tu credi in chi lotta,

tu guardi chi spera.

Sì tu, che alzi la tua bandiera

sulla noia dell’indifferenza

di questa gente senza coscienza

e non chiedi perdono,

meglio stare da solo,

tu combatti da sempre per la libertà,

ma sai che la libertà

è una donna che sorride a chi muore,

così hai donato sangue e sudore alla gente

che ti ascolta,

ma poi se ne frega.

La libertà

ti viene negata

e tu ti accorgi che viene donata

soltanto a chi la può pagare e tutto ciò

in cui credi

per un attimo sembra cadere,

spinto dal loro vento

in questo putrido fango,

però tu sai

che non è vero perché sai

che in quella melma

tu non ci cadrai mai,

proprio mai,

oh no mai,

proprio mai,

oh no mai

proprio mai.

CANTO D’ESTATE (zpm)

Azzurri gli occhi tuoi, neri i tuoi capelli,

quando tu mi parli sorridi.

stretto tra le tue mani è il mio capo stanco,

riccioli scomposti, ti manco.

Soli nella tua stanza ci siamo amati tanto

ci siam promessi tutto quanto,

ricordi quella sera, era l’ultima era vera

quanto amore, amore, amore.

Amore, amore, amore,

amore, amore, amore,

amore, amore, amore, amore.

Amore, amore, amore,

amore, amore, amore,

amore, amore, amore, amore.

Sono già quattro estati che non ti vedo più,

il sole a scacchi è la mia virtù.

Qui di certo è meglio che vivere nel fango,

nella menzogna di questa realtà.

Il nostro ideale non è una chimera

chi lo conosce sa ch’è cosa vera.

Tu con la tuta blu guarda il mio viso,

dimmi se ti posso odiare io.

Amore, amore, amore,

amore, amore, amore,

amore, amore, amore, amore.

Amore, amore, amore,

amore, amore, amore,

amore, amore, amore, amore.

Io mi trovo qui perché ho rifiutato

di servire il rosso nel mio stato.

Dolce mio fiorellino non devi disperare,

ricordati quei giorni belli al mare.

Amore, amore, amore,

amore, amore, amore,

amore, amore, amore, amore.

Azzurri gli occhi tuoi, neri i tuoi capelli,

quando tu mi parli sorridi.

Stretto tra le tue mani è il mio capo stanco,

riccioli scomposti, ti manco.

Dolce mio fiorellino non devi disperare,

ricordati quei giorni belli al mare.

Amore, amore, amore,

amore, amore, amore,

amore, amore, amore, amore.

ISABELLA (ZPM)

E’ un ricordo di tre anni fa.

Una scuola, tanta gente, gente che se ne frega,

che non capisce niente: tanti borghesi lì ammassati.

Lotta di classe per sembrare un po’ impegnati,

tanti bei vestiti per coprire lo squallore

di ragazzi che vivevano la loro vita,

senza porsi il problema di guardarsi un poco dentro.

Io venivo guardato come un fesso da tre soldi,

io venivo ossequiato quando alzavo un po’ la voce.

Lei fra quella gente mi sembrava un po’ diversa,

io me n’ero accorto spiegandole il mio disprezzo.

Lei sembrava squadrarli come chi non condivide,

lei rideva divertita quando li prendevo in giro.

E nell’assemblea, mentre parlavo a quegli orecchi troppo chiusi,

dalla terza fila mi ascoltava con orgoglio.

"Senti, ci vediamo?" Siamo usciti qualche volta insieme,

poi sempre più spesso, era bello provocare la sua rabbia.

Quasi non volevo, ma ci siamo messi insieme,

quasi non ci credevo, ma io con lei ero qualcuno.

Anch’io come tutti m’ero illuso non dovesse mai finire,

lunghi mesi di gioia, forse troppa la tensione del mio amore.

Niente di nuovo, una storia come tante:

lei se n’è andata e come tutti anch’io credevo di scoppiare.

Sì, una storia comune, ma la fine è un po’ diversa:

niente scenette, niente sfoghi, niente pianti,

solo tanta rabbia ma tenuta tutta dentro,

tanta voglia di lei, ma nascosta dietro le risate.

Non ho usato il dolore per avere un’aria interessante,

non ho usato il suo nome per scusare i molti errori miei.

Quando un uomo è uomo soffre dentro e fuori ride forte.

Sono rimasto un uomo anche senza lei.

Sono rimasto un uomo anche senza lei.

BOIA CHI MOLLA (zpm)

Sarebbe bello amore

Lasciare tutto e scappare via

Lasciare qui i problemi

La nostra lotta e i nostri affanni

Scappare via lontano

Non ha importanza dove

Dimenticare tutto

E scappar via da questa terra

E arrivare in un luogo

Baciato dal sole

Bagnato dal mare

Sfiorato dal vento

Noi due in quel dove

Baciati dal sole

Bagnati dal mare

Sfiorati dal vento

Noi due a costruire

Un nuovo domani

Nessuna battaglia

Nessun ideale

Sarebbe bello amore

 

Sarebbe bello

Amore mio ma non posso

Chiudo gli occhi

Per fuggire la realtà

No non voglio

Rinunciare alla mia lotta,

dentro al cuore sento un urlo

un qualcosa che mi sprona

sento un coro nella mente:

BOIA CHI MOLLA

Si BOIA CHI MOLLA

No amore

Tu non puoi voler ch'io ceda

No amore

Tu conosci il mio destino si lo so

Che potrei finire male

All'ospedale o sotto terra

In tribunale o in prigione

Ma cosa importa ascolta l'urlo

BOIA CHI MOLLA

Si BOIA CHI MOLLA

tu amore

devi aiutarmi e darmi forza se ho paura

devi darmi il tuo coraggio e se cedo

fammi vedere il tuo disprezzo

ricorda sempre questa frase

se occorre gridamela in faccia

che questa frase è una bandiera

BOIA CHI MOLLA

BOIA CHI MOLLA


Me ne vado (ZPM)
Figlio mio dove vai? Non resti mai un poco casa, c'è tuo padre che s'ammazza di lavoro

s'alza presto la mattina poi rincasa tardi quando è sera quasi non ti vede mai il libro è sempre aperto sulla scrivania ma non ti vedo mai studiare. Ma cosa farai tutte quelle ore in quella sede di partito
avrai un giorno una famiglia quello non ti darà certo da mangiare
al mondo sai ti devi arrangiare, pensa alla tua educazione, pensa a farti una posizione, la politica la devi lasciar stare, se no vedrai finirai col metterti nei guai
e senza salutarla io me ne andai.
Ma come avrei potuto spiegarle questa lotta, ma come sarei riuscito a dirle "me ne vado", ma come poter spiegarle una cosa che sento solo mia, come farle capire che questo è un qualcosa che io mi porto dentro, ma come poterle dire poi che per me tutto questo
è come una poesia, un dipinto, un credo, una scultura, è come una sinfonia, come avrei potuto spiegarle che questa lotta fa parte ormai di me, della stessa vita mia.
Mentre qualcosa nella mente mi spinge a continuare
Mentre qualcosa continuamente mi grida "devi andare"
e allora ho deciso si io me ne vado.
Ma come posso abbandonarti lasciare tutto, rimanere solo, senza soldi, senza amore, senza te, senza amici, senza casa senza niente.
Mio Dio ho paura adesso, Amore mio dammi la forza, Amore mio dammi il coraggio di girare le spalle a questo mondo e andarmene a combattere lontano
Oh di rivoluzione come è facile parlare
Oh alla rivoluzione come è facile giocare
bastasse una canzone per poter tutto cambiare, bastasse poi dormire e mettersi a sognare, ma ho proprio deciso si io me ne vado.
Ma nulla ti regala, nulla ti perdona, devi conquistare con la lotta la tua strada, cosi prega il tuo Dio pregalo d'ora, e grida, grida forte, grida già d'adesso per avere più coraggio per essere te stesso, perché poi all'ombra di un cipresso tra i vermi del mio corpo possa nascere anche un fiore e un altra gioventù possa poi ricominciare, nella mia vita possa trovare un motivo una ragione per continuare a lottare, per la giustizia la libertà l'onore.
 
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