Ma chi rappresenta l'Italia "normale"?
(On. Alfredo Mantovano)

Finalmente.

Non se ne poteva piu' di una Destra rispettata da tutti, alleati e avversari, socialmente presentabile, capace di offrire contenuti e valutazioni prima inimmaginabili, coccolata dai mass media, apprezzata in ambienti apparentemente lontani...

E' bastata la mezza frase di Fini sul maestro omosessuale perche' tutti coloro che avevano represso le loro voglie ipercritiche riprendessero, con moto liberatorio, a metterci il cappello di asino in testa, a reimpacchettarci e a spedirci in dogana, a retrocederci, "iniuria iniuriae", rispetto al mostro Le Pen.

Verona e Fiuggi cancellate, patenti di democraticita' ritirate, asse -presunto o reale - col Pds irreparabilmente rotto... e deve andarci bene se ci lasciano la fiammella tricolore in mano invece di attaccarci l'adesivo col fascio littorio.

Viene da chiedersi se si attendeva l'occasione giusta per sbattere la porta o se veramente il livello morale della nostra Nazione, o per lo meno dei sedicenti intellettuali e di buona parte della classe politica che la rappresenta, e' cosi' basso da legittimare una reazione assolutamente spropositata, da dipingere An come una forza

politica che, se andasse al governo, si eserciterebbe, fra l'altro, nella saponificazione dei gay, e da allontanare il merito della discussione: che non riguarda evidentemente soltanto la pedagogicita' della omosessualita' ostentata, ma, piu' in generale, il grado di ipocrisia che connota il nostro vivere quotidiano.

In un contesto culturale che si vanta di aver messo l'ideologia alle spalle - e' significativa la dichiarazione di ignoranza del marxismo-leninismo resa in terra cinese dall'on. D'Alema - esistono dogmi laicisti che esprimono una connotazione ideologica apparentemente indelebile:

a) giusto vent'anni or sono l'ideologia femminista faceva partorire - si per dire - la legge peggiore mai approvata in Italia: quella sull'interruzione volontaria della gravidanza (ivg). Dal 1978 fino ad oggi, ogni qual volta qualcuno ha osato porre in

dubbio l'opportunita' di quella scelta, anche solo per chiedere l'aiuto effettivo alla gestante in difficolta', e' stato brutalmente tacitato: meglio l'ipocrisia di affermare che la donna ha liberta' di scelta piuttosto che riflettere sulla realta' di solitudine e di abbandono nella quale si trovano tante madri, lasciate a se stesse dall'egoismo

di chi le spinge ad abortire (che tanto c'e' la legge), e delle quali e' sufficiente firmare un modulo prestampato, senza tentare alcun intervento di sostegno.

b) sempre nel 1978 si ritenne, in virtu' di un analogo assioma ideologico, che il modo migliore per eliminare la pazzia fosse quello di chiudere i manicomi. Chi puo' dire oggi, a fronte alta, che coloro che hanno problemi mentali, e le rispettive famiglie, hanno risolto i loro problemi? E tuttavia, porre quest'interrogativo fa iscrivere immediatamente nelle liste dei nostalgici di certi recinti...

c) che dire poi del modo politically correct di approccio alla droga? Guai a sostenere che la questione non puo' risolversi nell'aggiungere il metadone all'eroina, e neanche nella sterilita' degli aghi, ma che urge un serio richiamo alla responsabilita': si passa per pubblici persecutori di tossicodipendenti. Per lo meno ci siano risparmiate le meraviglie di fronte agli alberi scambiati per depositi di siringhe usate e agli incidenti stradali all'uscita delle discoteche, frutto di ecstasy senza limiti.

d) ma l'ipocrisia piu' insopportabile e' quella che riguarda il mondo dell'infanzia: ci si scaglia contro la pedofilia, ma si difende a spada tratta quella pornografia che alimenta le fantasie perverse; ci si impietosisce per le immagini di bambini che soffrono provenienti dal Kossovo o dall'Iraq o dalla Cambogia, e magari si promuovono anche raccolte di fondi, ma si mascherano le quotidiane e plurime esecuzioni capitali di migliaia di bambini in reparti asetticamente qualificati

"ivg". L'atteggiamento nei confronti del figlio e' profondamente mutato (ma

anche questo e' un assioma non soggetto a discussione): il figlio e' un intruso se viene al mondo prima che i genitori lo abbiano stabilito (se cio' accade, l'ivg e' li' pronta a rimediare all'errore); se pero' non arriva quando e' desiderato, deve comunque arrivare, attraverso i meccanismi della procreazione assistita.

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Se il prezzo dell'avanzare perplessita' su queste aberrazioni e' essere considerati barbari, sono pronto a indossare la pelle, purche' - almeno quella - non rechi il marchio "United Colors of Benetton". In fondo lo aveva descritto nel 1932, con non poca lungimiranza, Aldous Huxley: nel suo "Mondo nuovo", al cui interno si puo' nascere soltanto a seguito di inseminazione artificiale - e anzi, a seconda del posto da occupare nella societa', vi e' una articolata miscelazione di gameti - esiste un luogo, lontano dalla "civilta'", una sorta di riserva, nella quale i "selvaggi" continuano a procreare per via naturale, unendosi fra uomo e donna.

Non so davvero, dopo le ultime dichiarazioni del segretario dei Democratici di sinistra, se il simbolo falce e martello verra' sostituito da arcigay e spinello.

E non so neanche quanti secondi impiegheranno i Popolari per intrupparsi felici al seguito (al piu', i porblemi saranno estetici: l'orecchino non lo mette la Bindi, figurarsi Gerardo Bianco).

So per certo che, con pacatezza ed equilibrio, e' la Destra, e non l'Ulivo, a volere per l'Italia un futuro di normalita'.

[Articolo apparso su Il Secolo d'Italia del 12-4-98.L'On. Alfredo Mantovano e' Responsabile nazionale di Alleanza Nazionale per i problemi dello Stato] 1