Settimo Sigillo

LA LEGGENDA DELLA CITTA' DI IS
(Settimo Sigillo)

Vento dell'Ovest

Mare agitato 

La città di Is

Scompare tra i flutti

Mentre Re Grallon

Assiste impotente

Al crollo di un mondo incantato

Perla d'Armor

Città misteriosa

Da gnomi e maghi

Protetta e difesa

Ma la bella Dahut

Principessa crudele

Fu causa di quella rovina.

Eri tu un re

Dei Celti lontani

L'acqua e la terra

Ed il fuoco servivi

Ma adesso hai scoperto

Una grande forza

Che potrà salvar la tua vita.

E San Corentin

Un santo eremita

Ti invita a gustare

Con fede ed amore

Un cibo di vita

Che potrà saziare

Per sempre il tuo popolo stanco.

A Quimper

Sarà la tua guida

Ed il Vangelo

Ai Celti è portato

La Croce cristiana

È unita al Cerchio

In un simbolo mai tramontato.

La città di Is

La perla d'Armor

A Dio preferisce

Piaceri e magie

E Dahut principessa

Servendo il Maligno

Decreta la propria rovina.

Il mare sommerge

La città di Is

Ma San Corentin

Dice a re Grallon:

" Abbandona tua figlia

rinnega il peccato"

e solo il re fu salvato.

E tu pescatore

Della Cornovaglia

Che solchi quel mare

Ricorda la storia

Di un mondo lontano

Che per il suo orgoglio

Non volle accettare la Croce.

Vento dell'Ovest

Mare agitato

La città di Is

Scompare tra i flutti

Mentre Re Grallon

Assiste impotente

Al crollo di un mondo incantato.


IL RITORNO DEL RE
questa canzone è stata scritta ispirandosi alla più famosa "Tramonti"
Rosso il tramonto si staglia nel cielo
Gondor risplende nel silenzio incantato
Fredda la sera distende il suo velo
Sul manto verde di un prato
Ed i fuochi di mille guerrieri
Si distinguono all'ombra che scende
Mentre i canti salutano il sole laggiù ad occidente.
Scende lo spirito cupo che rende
Il cuore dell'uomo triste e pauroso
Ma non ti scuote il grido del Nazgul
Nel tuo meditar pensieroso
Mentre pensi a Barbalbero il saggio
Nella grande foresta di Fangorn
E la notte ti avvolge in un cupo e nero mantello
Senti di orchetti il cupo gridare
E dei cavalli al galoppo il nitrito
E gli olifanti attaccare con il nemico.
Squilli di tromba annunciano il giorno
Si alzano al vento i vessilli sul mare 
Spade e stendardi dilagano nella pianura.
Tutto comincia in un'epoca buia
Quando un anello viene forgiato
E per riavere un antico tesoro
Un hobbit viene chiamato
Poi l'avvento di tristi presagi
Quando l'Unico viene trovato
Ed un'ombra si erge a Mordor a coprir l'orizzonte.
Errar nella Terra di Mezzo senza sapere
Domani che cosa ti aspetta
E preparare il ritorno
Un altro regno, un'altra vendetta.
Quest'alba che tinge di rosa
Il mattino di fresca rugiada
Ha forgiato di sole e d'acciaio un'altra spada.
Suonano i corni dal campo maestro
Si alzano in coro lanciando l'assalto
Contro il nero cancello che osserva dall'alto.
Calda è la terra bagnata dal sangue
Sul terminare del giorno
E si confonde col rosso di un altro tramonto.
Cogliere il senso del ferro vibrare
Dentro la mischia si avverte un confronto
L'eterna lotta del bene e del male
Sopra i destini del mondo.
A Mordor tra pericoli e agguati
Ormai sulla fornace del Fato
La missione di Frodo è compiuta: l'anello è caduto.
Luci diradano ombre mentre del corno
Risuona un'eco dal piano
Aquile brune si levano in volo
Salutano il nuovo sovrano.
Gemma Elfica riprende il trono
E si piangono gli eroi caduti
Mentre torna la pace e la gioia di giorni perduti.
E fino a quando gli elfi immortali
Sovrasteranno l'altura
Il nuovo re regnerà su questa pianura.
E fino a quando le aquile brune
Domineranno quei monti
Si canteranno leggende
Si narreranno i racconti
Dei nove compagni in cammino nei boschi e sui monti.

La Vandeana (Settimo Sigillo -Versione Originale-)
Ride la piazza ed urla al sangue che colora il collo dei soldati fedeli alla Corona

che sopra i ceppi hanno baciato il giglio dell'onore e col sorriso hanno gettato di sfida il guanto ancora
Siamo del Re ladri e cavalieri, nella notte noi andiamo, il vento freddo del Terrore non ci potrà fermare
l'oro che noi rubiamo con onore dentro i nostri cuori splende come il bel simbolo d'amore che al trono ci legò.
Spade della Vandea, falci della boscaglia, baroni e contadini siam pronti alla battaglia
per giustiziare chi tagliò il giglio sopra la ghigliottina, per riabbracciare il sole di Francia sulle nostre colline.
Siamo del Re ladri e cavalieri nella notte noi andiamo, il vento freddo del Terrore non ci potrà fermare
Se un rosso fiore nasce in petto a noi è sangue di chi crede ancora di chi combatte la rivoluzione, di uomini d'onor.
Nei cieli devastati da giudici plebei, dall'odio degli uomini, dal pianto degli eroi
Nasce un bel fiore che i cavalieri portano sui mantelli è il bianco giglio che ha profumato il campo dei ribelli.
Sanguina Sacro Cuore sulla nostra bandiera e nella notte inizia l'ultima mia preghiera: "Vergine Santa salva la Francia dalla maledizione rinasca il fiore della vittoria Controrivoluzione"
Siamo del Re ladri e cavalieri nella notte noi andiamo, il vento freddo del Terrore non ci potrà fermare.
L'oro che noi rubiamo con onore dentro i nostri cuori splende come il bel simbolo d'amore che al trono ci legò.
 


Canto di Bretagna (Settimo Sigillo)

E' la luna il tuo pallido sole mentre avanzi nella boscaglia, ripensando al lavoro dei campi nella tua fattoria di Bretagna.

Ti ricordi tua moglie e i bambini che giocavano sempre sull'aia e al tramonto con il cielo arrossato, ti ricordi del tempo passato.

Non è più quel tempo oramai che la Loira cantava di pace, ora scorre arrossata di sangue ora scorre arrossata di sangue.

Ora dormi tra i rovi e i ginepri col rosario che ti adorna il collo mentre qui è ancora bella la mattina a Parigi ghigna già la ghigliottina.

Non è più la voce dei tuoi galli che ti sveglia appena prima dell'aurora, ora è il canto delle civette che nel bosco tu stai ad ascoltare.

Scoppiata è la rivoluzione di uguaglianza e fraternità che la Francia distrugge, che la Francia distrugge.

Soffia il vento dell'inverno mentre brucia la campagna più nessuno ormai ti aspetta là nei campi di Bretagna.

La chiesetta è stata chiusa ed il prete incarcerato e anche tu non puoi volere che la fede sia reato.

Non è più quel tempo oramai che la Loira cantava il Signore, ora scorre arrossata di sangue, ora scorre arrossata di sangue.


Il profumo e la spada (Settimo Sigillo)

Senti nell'aria che profumo 
di cedri del Libano, 
sono i più alti ed i più forti, 
la schiena non piegano
Sembrano santi in marcia sulla via
solcata da Sciarbel Maclouf
se chiudi gli occhi il cielo vedrai
al chiaro di luna piange lui
Se San Sciarbel era il profumo
lui era la spada
Bashir signore feudale
e roccia del Libano
il vile vive nelle tenebre
ed alle spalle colpirà
guardalo bene era un giovane
uccidilo ancora e non morrà.
Gli fai l'appello lui è presente
combatte davanti
la croce impugno agli altri martiri
nei cieli del Libano.
Copriti il capo pellegrino che
in terra santa te ne vai
guardali i cedri del Libano
che il capo non piegheranno mai.


Luce (Settimo Sigillo)

Luce chiede il viandante per seguire il cammino

Luce chiede la donna per gli occhi del suo bambino.

Luce chiede il pastore per guidare il suo gregge.

Luce chiede il mugnaio per far girare il mulino.

Luce chiede anche il sole per poter splendere in cielo

Luce chiede la luna, luce ammantata da un velo

Le notti non hanno più stelle in queste serate d'inverno

Ormai sono spente anche quelle e il fuoco c'è solo all'inferno

Adesso che il buio è più vero e vera è la nostra paura

Noi stiamo cercando un sentiero sul monte chiamato avventura

La nostra avventura è la storia di chi mai fermarsi potrà

Iddio ci ha promesso la gloria e l'alba alla fine sarà..


IL VECCHIO ALLA TAVERNA (Settimo Sigillo)

Inverni sopra inverni nel buio della notte

Inverni sopra inverni l'alba non sorgerà

Il vento che qui soffia è il freddo della morte

Aiutaci straniero che l'alba non sorgerà

Il vecchio alla taverna attaccato alla bottiglia

Narrava di leggende, sussurrava di libertà

E con gli occhi bagnati di rabbia e di dolore

Parlava della guerra che gli ha spezzato il cuore

Ma infine al suo racconto quel vecchio alla taverna

Guardava i nostri occhi, gridava libertà.

E poi ricominciava la sua storia di sempre

La storia della bestia con la bandiera rossa

Un orso distruttore che corre per il mondo

Le sue prede ferite schiacciate da un artiglio

Canta dell'Asia rossa, del sangue dei ribelli

Vietnam, Cambogia, Afghanistan, non muoiono fratelli

Ricorda dell'Europa il muro di vergogna

La fede calpestata di popoli fedeli

E infine il suo racconto quel vecchio alla taverna

Guardava i nostri occhi gridava libertà.

Risvegliati fratello, risvegliati straniero

La tua preghiera è sacra, la lotta è già vittoria.


BAMBINO SENZA NOME (SETTIMO SIGILLO)

Ciao mamma sono io, il tuo bambino senza nome; Ciao mamma sono io, il tuo bambino senza amore.

Mi sarebbe piaciuto poterti parlare ma sai anche tu che non lo potrò fare allora ti scrivo mia dolce mammina, ti scrivo perchè non mi sei più vicina.

Voglio dirti grazie di avermi generato, di avermi custodito nel tuo corpo innamorato perchè ho vissuto due mesi di speranza anche se di me ne avevi già abbastanza.

Ciao mamma sono io, il tuo bambino senza nome; Ciao mamma sono io, il tuo bambino senza amore.

Grazie cara mamma io ti volevo dire, grazie dell'amore che mi hai fatto provare in quei lunghi due mesi in cui ti ho amato tanto, in quei lunghi due mesi che son finiti in pianto.

Ricordo quel signore col camice bianco, ricordo quel mattino in cui ho sofferto tanto, dimmi mamma mia perchè mi hai fatto male, perchè mi hai ucciso tu in quel letto d'ospedale.

Ciao mamma sono io, il tuo bambino senza nome; ciao mamma sono io, il tuo bambino senza amore.

Non piangere mammina non ti disperare lo sai ti amo ancora e ti voglio consolare perchè in un bel posto sono volato io adesso sono in cielo insieme col buon Dio.




 
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