Sulle scogliere di marmo
il sole riflette i diamanti
E il mare scandisce ritmi gioiosi
Sulle scogliere di marmo
Un pescatore non parla
Tra sue rughe
un sorriso alla vita
Ma nella foresta scura
Si insediò il forestar
Tramando contro il regno dei saggi
Tramando contro il regno dei saggi
Sulle scogliere di marmo
La stirpe guerriera discende
Dalla virtù di fieri antenati
Di notte la luna assiste ridendo
Ai baci fuggevoli
Di amanti soli nella brughiera
Ma il male si insinuò
E l'odio si diffuse
Dividendo gli uomini in lotte civili
Dividendo gli uomini in lotte civili
Ma nei momenti di grande paura
Tra sguardi confusi
Sempre risplende l'amore e il coraggio
E i pochi uomini di grande valore
E virtù si ghermirono
Per liberare le scogliere di marmo
Ma le scogliere brillarono
Di rosso fuoco e di odio
Sotto le tenebre nere ed atroci
Sotto le tenebre nere ed atroci
E tra i latrati dei cani
Tra scheletri appesi agli alberi
Il forestaro divenne il padrone
Il forestaro divenne il padrone.
Io vi ho visto pianger di rabbia
Per gli amici traditi
Per la causa sconfitta
Per le mani che strisero sabbia
Amici miei della fredda sconfitta
Io vi ho visto gettare sui sassi
Un corpo stanco
E cieca l'aurora
Della morte inseguire i passi
Anche per questo vi amo ancora
E vi ho visto scavarvi la fossa
Con una pistola o una sciocca pastiglia
Scambiare la luna per l'alba rossa
Accarezzarvi piano le ciglia
Io vi ho visto vagare nel vuoto
Strozzare col canto il crudo dolore
Nell'utopia gettarvi a nuoto
Anche per questo vi amo ancora
E vi ho visto far testamento
A vent'anni senza rancore
Con le guance spezzate dal vento
E la fronte senza sudore
Le ferite gli scontri di piazza
Le risate le storie d'amore
Gli occhi azzurri di una ragazza
Anche per questo vi amo ancora
E vi ho visto bere tante volte
Al calice amaro goccia per goccia
Con la barba lunga ed incolta
Ed i pugni chiusi in saccoccia
Tutto il pane che abbiamo diviso
Le nostre volate in un'ora
Le nostre facce senza sorriso
Anche per questo vi amo ancora
E' il bagliore di un nuovo giorno
Che mi spinge a pensare
Sulla scia dei ricordi
Consumati dal tempo
Dimenticati nel silenzio
È un'altra vita non è questa
Che io forse mi aspettavo
Scavare nella mia memoria
Ritrovare una nuova luce
Sollevare i miei eroi
Ma l'ombra del tempo non si è fermato
Ed io continuo
Ad amare e a lottare
E riempio così il mio diario
Di mille storie
da rivivere da ripetere
e tu non piangere se ti lascio
se vado via e non mi volto
le spiagge luminose non esistono
ricordami lo sai
dimenticami se vuoi
io sono una divinità d'argilla
che guarda il sole
ma a novembre
son nato fango e muoio fango
anche se la vita
non mi vuole
come i secondi son passati
ma l'ombra del tempo
non si è fermata ed io continuo
ad amare e a lottare
e riempio così il mio diario
di mille storie
da rivivere
da ripetere
Oggi tutte le torri
Suonan campane a morto
Della classe borghese
Si fa il trasporto
La meretrice
Oggi è morta ammazzata
Suo figlio comunismo
L'assassinata
Addio vecchia bagascia
Nel tuo immenso corteo
Che dietro alla tua bara
Fa il piagnisteo
Tuo padre '89 piange la sua bambina
Piange anche tua madre
La ghigliottina
Che t'allattò col sangue
Di Re e di feudatari
Di preti e contadini
Reazionari
Con le mani ancora lorde
Di sangue parigino
Ti piange il sanculotto
Tuo padrino
Compari s'è in cordoglio
La turba viene poi
Di ebrei e di usurai
Gli amanti tuoi
Ombre grigie nel tempo
Che la mano adesso è stanca
Incominciò il meglio
A scannar la panca
Chi di canaglia nasce
Poi di canaglia muore
Potremo seppellirti
Senza dolore
Se la tua degna fine
Non fosse pur la sorte
Di quanti tu coinvolgi nella tua morte
E che non ebber mai né colpa né peccato
Di tutti quanti i guai che tu hai provocato.