Notte di settembre che
gli hai fatto al mio cuore
alle mie gambe di vent'anni
così sicure dove andare
Otto di settembre che
mi hai spento la luce
c'hai frugato nei sogni
ci hai spezzato la croce
Dieci soldati armati ci
fecero fermare
ci indicarono coi fucili
il percorso da fare
e la guerra come un'onda
ci soffiava sulla schiena
una fiamma di metallo
ci faceva da corona
voltando pagine alla storia
come un libro scritto male
ci lasciava la memoria
e un Repubblica Sociale
dieci generali stanchi
già puntavano sul petto
medaglie di stoffa tra
il nostro cuore e il colletto
e l'Italia era una barca
e se ne andava alla deriva
e il futuro era in catene
al legno marcio della stiva
ci ridarono i nostri morti
e i nostri pezzi di bandiera
stivali di cuoio duro
ed una camicia nera
notte di settembre che
gli hai fatto al mio cuore
alle mie gambe di vent'anni
che non sanno più scappare
otto di settembre in quelle
canne di moschetto
ci hai infilato la morte
che ci arriva sul petto
dieci briganti sporchi
che si credevano soldati
premono il grilletto sui
nostri sorrisi sudati
Bandiere e ghiaccio
mi han nascosto l'amore
lacci di metallo
mi han fermato il cammino
il silenzio del
bosco mi ha insegnato a ascoltare
ed un cane lontano
mi è venuto vicino
Una fila di frontiere
mi ha cacciato dal mondo
una freccia ed
un arco mi han levato la fame
un fischio nel
bosco mi ha insegnato il comando
mi ha nascosto
la sete dentro un bricco di rame
Due braccia di
donna mi han legato ai ricordi
e un filo di
mare mi ha spiegato i tramonti
tonfi di tamburo
che risuonano sordi
e ci chiamano
alla guerra e noi siamo pronti
e conosciuto
la spiaggia quella ai confini del mare
ed ho lasciato
l'Italia stretta intorno al mio cuore
e ho conosciuto
le notti che non ci fanno dormire
ed ho lasciato
l'Italia chiusa sotto al rumore
chiusa dentro
a quei gesti di mano
che ci vogliamo
spiegare
frecce di occhi
mi han spiegato l'inganno
strette di mano
che ti spezzano il pane
ed il vento,
i ricordi e le stagioni dell'anno
non esiste un
inizio non esiste una fine
Oh notte del
cielo perchè mi hai dato la fame
e perché
nel mio cuore ci hai nascosto la guerra
e perché
nel selciato tra le foglie e il catrame
ci trovano i
sogni che ci lasciano a terra
e una fila di
frontiere ci ha nascosto nel mondo
il cerchio e
la croce mi ha insegnato il cammino
il vento, la
storia e le stagioni dell'anno
vanno intorno
alla terra costruiscono l'uomo
e ho conosicuto
la pioggia quella ai confini del sole
ed ho cacciato
via il gelo fuori dal mio tepore
ed ho sorpreso
i tuoi occhi stretti intorno al mio cuore
ed ho lasciato
l'Italia curva sotto al dolore
chiusa dentro
a quei pezzi di storia
che io continuo
a cercare
Racconta pure del momento
in cui lo hai saputo
delle volte che lo hai voluto
e del pericolo sventato
E della fame della fame che
gli hai risparmiato
e della bocca che non si
è sporcato con il cono di un gelato
e quel dolore senza dolore:
mani di velluto
racconta pure di quella voglia
di tornare indietro
Di quelle reti da pescatore
che lasciavano nel mare
la tua mano stretta forte,
la tua trappola in discesa
Il tuo angelo di morte suggerisce
la tua resa
a guardarti dentro agli occhi
sembri un sogno quasi fatto male
Ma la mano che ti sveglia
questa notte non è mano d'amore
è solo un ago che
t'entra a stimolarti il dolore
Ma all'angolo della strada
appoggiato al futuro
non ci sarà nessuno
che chiede un giro in bicicletta
o a soffrire come un bambino
e alla vita, alla morte,
alla strada lui non ci penserebbe ancora
a quanto è grande
la tua casa e a quanto guadagni l'ora
A quanto è studpido il sorriso della gente che ora ti consola
Io ti racconto del mondo che
non ho conosciuto
della vita che non ho vissuto
e delle cose che non ho saputo
Di quelle navi, di quelle
storie da marinai
di quelle strade e di quei
via vai
di quei "buongiorno" e di
quei "come stai?"
Di questo buio senza colore di questi occhi miei
Del mio rischio che mi tiene
in fallo: "sbagliare o rifarlo ancora?"
di soffrire quando ci si
innamora
e di tremare quando c'ho
paura
E della fame, della fame che
non ci spaventa
e della musica che c'addormenta
e del freddo che ci ammala
E del rifugio che ci accoglie la notte sotto le lenzuola
Questa scelta che ti arma
la mano
e che ti accende la luce:
ti fa donna moderna, ti fa
donna che piace
Ma all'angolo della sera stanotte
c'è un gatto sopra il tetto
lui ne ha vista di gente
e di strade passare sotto
e della vita e la morte e
del vento lui non si chiede niente
guarda il cielo e verso le
stelle che si sono spente
Guarda il mondo e cerca la musica ma non la sente!
I miei amici hanno tutti occhi
neri
e hanno capelli che non conoscono
il vento
hanno sogni che sono di ieri
e ci sognano da sopra il
cemento
E i miei amici hanno tutti
una storia
e ci vanno ogni notte a dormire
i miei amici hanno tutti
un ora d'aria
si coprono bene prima di
uscire
E i miei amici hanno tutti
paura
di una storia cominciata
per strada
e finita dentro una galera
I miei amici hanno facce fresche
occhi puliti e puntati nel
sole
hanno le mani dentro alle
tasche
non hanno il fango sotto
le suole
I miei amici non hanno futuro
ma ci stanno quasi sempre
a pensare
e disegnano sopra il muro
le vele gonfie di una nave
E i miei amici parlano poco
di una storia cominciata
per strada
e finita quasi per gioco
E i miei amici hanno tutti
occhi neri
ed un sorriso per ogni giorno
che passa
qualche volta sono anche
sinceri
a volte la noia li ingrassa
E i miei amici non hanno futuro
ma ci stanno quasi sempre
a pensare
e si segnano sopra il muro
ogni giorno in meno da fare
E i miei amici non hanno paura
di una storia cominciata
per strada
e finita dentro a una galera
E i miei amici parlano poco
di una storia cominciata
per strada
e finita quasi per gioco
Una sirena dietro al vento
taglia il cielo di Madrid
Scende la pioggia
ad aiutare il traffico
Gente che sale
e scende dai taxi
E un generale di ottant'anni
con un passo forestiero
Niente medaglie appese al
petto
solo una croce tutta d'oro
E qualcuno ha bussato alla
porta
è il passato che lo
viene a cercare
È una storia che è
morta e sepolta
dal mare
È una storia da ricordare
come il Natale passato in
casa
E una guerra persa per sempre
come una curva pericolosa
E la candela riflette la luce
sopra un foglio fitto di
righe
Un leone attraversa la storia
e la penna che scrive
Generale la tua spada è
nel vento
e ha la lama che punta nel
sole
E la notte da dietro al tramonto
che sale
E il vapore del caffè
che fischia
come un amico che ti vuole
Come una nave che gonfia
le vele
E i giornali sono già
usciti
Come volpi affacciate alla
tana
E le macchine rimesse in moto
e il profumo del caffè
in cucina