Il rumore del silenzio
Foibe ed esodo dei 350.000 italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia
"GLI STORICI VI DIRANNO CHE [...] MA A SCRIVERE LA STORIA SONO GLI STESSI CHE HANNO AMMAZZATO DEGLI EROI" (William Wallace) |
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Dalla prefazione -
Un filo rosso che lega idealmente i fatti che vogliamo raccontare
in queste pagine, con i giorni in cui il nostro lavoro è andato
in stampa. Un filo rosso che unisce la storia di questi
cinquant'anni, nel silenzio che l'ha accompagnata, nell'ignoranza
che l'ha contraddistinta, nella subdola politica degli autori
dello stermiio etnico, dei giudici conniventi e di chi ha sempre
saputo ma ha preferito non parlare [...].
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I "Desaparecidos" di Fiume -
Una pagina di eroismo e di amore di Patria ancora poco nota è
quella degli italiani di Fiume che preferirono la morte alla
stella rossa dei comunisti jugoslavi. Dal 3 maggio 1945, per tre
giorni e tre notti, le truppe del maresciallo Tito, avide di
sangue, si scatenarono, con inaudita violenza, contro coloro che,
da sempre, avevano dimostrato sentimenti di italianità. [...]
Centinaia di uomini e donne, d'ogni ceto e d'ogni età, svanirono
semplicemente nel nulla. Per sempre. Furono i
"desaparecidos".
[...] Oltre 500 fiumani furono impiccati, fucilati, strangolati,
affogati. Altri incarcerati. Dei deportati non si seppe più
nulla. Cercarono subito gli ex legionari dannunziani, gli
irredentisti della prima guerra mondiale, i mutilati, gli
ufficiali, i decorati e gli ex combattenti. Adofo Landriani era
il custode del giardino di piazza Verdi: non era fiumano, ma era
venuto a Fiume con gli Arditi e per la sua piccola statura tutti
lo chiamavano "maresciallino". Lo chiusero in una cella
e gli saltarono addosso in quattro o cinque, imponendogli di
gridare con loro: "Viva la Jugoslavia!". Lui, pur così
piccolo, si drizzò sulla punta dei piedi, sollevò la testa in
quel mucchio di belve, e urlò con tutto il fiato che aveva in
corpo: "Viva l'Italia!".
Lo sollevarono, come un bambolotto di pezza, lo sbatterono contro
il soffitto più volte, con selvaggia violenza e lui ogni volta:
"Viva l'Italia! Viva l'Italia!" sempre più fioco,
sempre più spento, finchè il grido non divenne un bisbiglio,
finchè la bocca colma di sangue, non gli si chiuse per sempre.
tratto da
"Il rumore del Silenzio" dicembre '97 da "comitato
tuttaun'altrastoria" Movimento per l'identità nazionale.