ESSERE
DI DESTRA
Che cosa vuol dire essere di destra? Questa dovrebbe essere
una delle domande che i giovani più frequentemente si dovrebbero
fare quando vengono posti davanti a persone che si proclamano di questo
orientamento politico. Una delle caratteristiche più importanti
della Destra è il modo di affrontare il tema dell'eguaglianza.
La Destra condanna l'eguaglianza sociale come omologazione spregiudicata
in nome di una diseguaglianza naturale in base alla quale nasciamo con
diverse capacità e attitudini per le quali dobbiamo essere considerati,
in modo diverso. Tutti nasciamo diversi ma dobbiamo avere le stesse possibilità
economiche e culturali di poter spiccare all'interno della società.
Pertanto la Destra crede in una giustizia sociale attraverso la quale ogni
persona meritevole va premiata. Prendendo questo come punto di partenza
per rispondere alla nostra domanda sull'essenza della Destra, ci troviamo
già di fronte ad alcuni dei valori che ci contraddistinguono.
Il merito è, per noi, il principale metro per giudicare le persone
e attraverso ciò giungiamo alla più vasta concezione di meritocrazia.
Non possiamo essere d'accordo con chi dice "siamo tutti uguali", con chi
schiavo del conformismo, ci vuol portare al "livellamento" degli uomini
cancellando così la valorizzazione delle capacità di ogni
singolo uomo. E' proprio tale valorizzazione delle qualità che ci
contraddistingue. Insomma, chi merita deve essere premiato perché
è giusto e serve da stimolo all'uomo per farlo impegnare nel miglioramento
della società. Elemento importante della Destra è la concezione
dell'uomo e della famiglia. L'uomo è l'entità prima della
nostra società. A partire dal singolo si arriva di conseguenza a
parlare della famiglia come di una società naturale, di una società
più piccola. Il rispetto alla famiglia è dovuto quindi non
solo perché dettato dal buon senso, ma anche perché il nucleo
familiare è il punto di partenza di ogni giovane per entrare a far
parte della società. Ovviamente l'educazione dettata dalla famiglia
risulta essere così di fondamentale rilievo. Dalla singola persona,
dalla famiglia, si passa al rispetto della società in cui viviamo
e al rispetto quindi delle istituzioni in generale. Rispetto però
non vuol dire per noi accettazione passiva; la nostra è una presenza
attiva, uno strumento di stimolo , di continuo miglioramento del paese
in cui viviamo. Essere di destra vuol dire affrontare una perenne battaglia
con se stessi alla ricerca di un qualcosa che sottolinei il valore dello
spirito in contrapposizione al materialismo imperante. Essere di destra
vuol dire difendere le proprie idee basandosi su valori eterni preservandoli
anche in una società che li calpesta. Essere di destra vuol
dire avere una coscienza sociale che spinga verso la realizzazione di un
mondo più vivibile, di un mondo con un nuovo ordinamento, di un
mondo dove valori, civiltà e tradizione si incontrino. La destra
per cui ogni giorno lottiamo è una destra nuova, moderna, impegnata
nel sociale per risolvere i problemi delle persone comuni, una destra che
vive a contatto con la gente, una destra che crede nella libertà
d'impresa ma non nelle concentrazioni di capitale o nei monopoli, una destra
che garantisce rigore economico ed equità.
Questa è la risposta alla domanda d'inizio articolo.
Essere di destra vuol dire tutto questo.
Vito Andrea Vinci