DARIO FO
Nel 1907 Rudyard Kipling, nel 1929 Thomas Mann, nel 1953 Winston Churchill, nel 1954 Ernest Hemingway, nel 1997 Dario Fo. Questo opaco mondo di fine millennio, nella fattispecie rappresentato dalla Accademia Svedese delle Scienze, è riuscito a regalare a noi italiani, già oppressi da tasse e da “dolorose” crisi di governo, una notizia , dapprima attesa con grande trepidazione infine accolta con ancora maggiore gioia : il conferimento del Premio Nobel per la letteratura  1997 al signor Dario Fo. Ebbene, di regola il prestigioso riconoscimento viene assegnato a coloro che hanno reso i maggiori servizi all’umanità nel campo della fisica, chimica, medicina, fisiologia, letteratura o che si siano particolarmente distinti per favorire le relazioni amichevoli fra i popoli. Non sento, voi che ne dite, riecheggiare nell’aria gli applausi di ringraziamento dell’umanità intera nei confronti del signor Dario Fo ; posso inoltre affermare con certezza che il suo breve nome stride al confronto del lungo cavalcare letterario degli illustri personaggi nominati all’inizio dell’articolo.
Rimasi scioccato, alcuni anni orsono, quando un certo Yasser Arafat fu insignito del Premio Nobel per la pace, un premio rispetto al quale il signore in questione non aveva il diritto di essere affiancato. Ma come spesso si dice, al peggio, seppur in settori e momenti diversi, non c’è mai fine. Personalmente ritengo alquanto mediocre l’attività teatrale di Dario Fo, sicuramente non degna di essere premiata e glorificata con un premio così prestigioso. Il signor Fo è riuscito, nel corso degli anni, a far parlare di sé  più per le sue discutibili prese di posizione ideologiche che per i suoi lavori “artistici” ed inoltre, a livello di letteratura drammatica, l’apporto dello stesso è risultato abbastanza modesto. E’ dunque lecito chiedersi che cosa abbia mai dato quest’uomo alla letteratura italiana e mondiale. A questo proposito sono interessanti alcuni pareri, riportati dai quotidiani, da parte di alcuni rappresentanti del mondo politico e culturale. Marcello Veneziani, noto intellettuale vicino alla destra, ha così commentato : “Se Fo è il Nobel ed Ernst Jünger no, allora dico che questo premio ha perso la sua residua credibilità”. Rita Levi Montalcini, Nobel per la medicina 1986 : “Non conosco Dario Fo, non so proprio chi sia”. Anche L’Osservatore Romano, l’organo di stampa della Santa Sede è stato molto critico : “Dopo Montale (1975), quest’anno il premio è andato ad un giullare”.
E’ opinione comune che, a volte, i premi e i riconoscimenti diano alla testa ; ebbene, il signor Fo, per non smentire questa convinzione, ha pensato bene , in un momento di caritatevole bontà, di essere pronto a mettere a disposizione della possibile revisione del processo all’illustre Adriano Sofri (ex leader di Lotta Continua), tutta la sostanziosa cifra  o, una parte della cifra stessa, che è stata allegata al fatidico premio. Come volevasi dimostrare, al peggio non c’è mai fine !
Felice
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