Il domani appartiene a noi
(Compagnia dell'Anello)
Ascolta il ruscello che sgorga lassù ed umile a valle scompar e guarda l'argento del fiume che sereno e sicuro va.

Osserva dell'alba il primo baglior, che annuncia la fiamma del sol. Ciò che nasce puro più grande vivrà e vince l'oscurità.
La tenebra fugge i raggi del sol, Iddio da gioia e calor, nei cuor la speranza non morirà:
Il domani appartiene a noi.
Ascolta il mio canto che sale nel ciel verso l'immensità, unisci il tuo grido di libertà, comincia l'uomo a lottar.
Chi sfrutta nell'ombra sapremo stanar, se uniti noi marcerem. L'usura ed il pungo noi vincerem:
Il domani appartiene a noi.
La terra dei padri, la fede immortal, nessuno potrà cancellar. Il sangue, il lavoro, la civiltà, cantiamo la tradizion.
La terra dei padri, la fede immortal, nessuno potrà cancellar. Il popolo vinca dell'oro il signor.
Il domani appartiene a noi.
A Piero (Compagnia dell'Anello)
La sua sola colpa gridare sono stufo,
non si può andare avanti
a Montini e Berlinguer
e cosi è cominciata l'ennesima pazzia,
manette, inchiostro nero e la fotografia
di fronte, poi di lato, davanti e poi dietro,
cosi hanno immortalato il criminale tetro.
E poi come sappiamo vanno a finir le cose,
in carcere sbattuto,
le ossa rotte pose
ad aspettare un anno,
ad aspettare invano;
parvenza di giustizia, tipo democristiano.
Confessa brutto scemo

diceva il magistrato,
i tuoi camerati hanno già parlato
e firma quel verbale
e conferma tutto,
di che sei fascista nero come il lutto.
No signor togato,
io non firmo niente,
fu la sua risposta al tono prepotente,
decine di fratelli mi hanno preceduto,
io mi chiamo Piero per il resto sono muto.
Tre anni di condanna

per ricostituzione con aggiunta
l'aggravante della direzione,
questa la risposta al tono impertinente:
il regime si difenda diceva il presidente .
e dopo la condanna della confederazione,
del vescovo, del sindaco, della televisione
ancora sorrideva il bieco sanguinario
e chiese di parlare scendeva già il sipario.
Ringrazio lor signori per gli anni ricevuti,
ma prima di finire lasciate che saluti
chi mi ha condannato proprio non lo ha capito,
il carcere non basta perché io sia finito.
Tre anni passan presto

per chi deve giudicare,
per chi deve comprendere,
per chi deve vendicare
migliaia di ragazzi
in tutte le città già battono le mani
per la mia libertà.
E presto, presto, presto
vedrete sventolare migliaia di bandiere
a ricoprir le bare di chi è rimasto ucciso
dalla vostra polizia,
di chi ha osato opporsi alla democrazia.
Alain Escoffieur (Compagnia dell'Anello)
Champs-Elysées, un grido smorzato, in piena Parigi un giovane è bruciato
Champs-Elysées, senti la Senna canta in silenzio ma non è pena
cuore d'Europa hai battuto un secondo là in quella strada Champs-Elysées
cuore d'Europa Champs-Elysées rispondono in coro Roma e Bruxelles
no non è morto dice la Senna, il Reno, risponde, lo porto con me
cantan le Alpi è insieme a noi gridano i fiordi è dentro di noi
I boschi dei monti, la Foresta Nera sussurrano piano c'è ancora chi spera;
a Praga muto nella piazza c'è Jean, sorride sereno è vivo è con me .
un nome, un cognome, per l'Europa perché ora vive un'eroe anche in Champs-Elysée
Alain Escoffier, Alain Escoffier.
Dedicato all'Europa (Compagnia dell'Anello)
La dolcezza del frutto maturo e l'asprezza del vento gelato, e pane e sale s'offron all'ospite sacro
a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa.
Canto l'Europa, la Pace Romana, pace di aratro e di spada, canto del sangue offerto in suo onore, da stirpi di ghiaccio e di sole
a nord, a est, a sud, ad ovest, in Europa.
Canto la gloria di Roma e del Reno lo scettro imperiale, i duchi guerrieri e i loro cantori errare sereni in cerca d'onore
a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa.
Canto i fratelli che sempre han difeso dal Lupo crudele la frontiera dell'Est
Contro l'Europa dei giorni che vengono, canto i suoi giovani cadere nelle strade
a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa.
Mi chiedono se conviene cantare questa Europa, so solo che è giusto, il resto non mi importa.
Canto un'Europa di sangue, le catene che ci stanno chiudendo, canto e il mio canto è nel vento
a Nord, a Sud, a Est, ad Ovest, in Europa.
La ballata del Nero (Compagnia dell'Anello)
E signor giudice tu hai la toga,
ma non ti sembra una brutta roba,
una brutta roba di incastrare
chi ha il solo torto di pensare.
E tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
libertà, libertà
in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
E pure tu signor commissario
che ti fanno fare per un magro salario?
Ti fanno tradire, ti fanno tradire
gli ideali che hai giurato di servire.
E tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
libertà, libertà in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
Signor brigadiere mi sono difeso,
erano in quattro e mi hanno offeso,
signor brigadiere mi sono difeso,
erano in quattro e mi hanno offeso,
signor brigadiere mi sono difeso,
ero da solo ma uno l'ho steso.
E tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
libertà, libertà
in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
Signor ministro, signor deputato
di esser vostro nemico io sono onorato,
sono onorato perché alla mattina
mi devo specchiare, mi devo sbarbare,
mi devo specchiare, mi devo sbarbare,
la faccia mia devo guardare.
Io di facce ne ho una sola,
non sarà bella ma è sempre quella;
voi di facce ne avete tante,
una per ogni ora del giorno.
E vi ammantate di democrazia
e poi cianciate di libertà,
e vi ammantate di democrazia
e poi cianciate di libertà,
libertà, libertà
in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
Ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
la resa, la resa, la resa dei conti,
la resa dei conti, la resa verrà.
Ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
la resa, la resa, la resa dei conti,
la resa dei conti, la resa verrà.
Padova 17 giugno 1974 (Compagnia dell'Anello)
Cittadino fermati guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
Quella che stavolta si macchia di sangue, quando col silenzio ogni sogno infrange
E tu borghese guardati ecco cosa sei, guardati e vergognati anche tu lo sai.
La vigliaccheria ti taglia le gambe e la morte mia non è per te importante.
Cittadino fermati ora stai zitto, è il silenzio complice di chi è sconfitto
è il silenzio ipocrita di chi spesso mente, di chi per interesse o paura si vende.
Ed anche tu vigliacco brigatista rosso, anche se il tuo nome dire più non posso
anche se il tuo nome resterà sconosciuto, anche se mi hai ucciso io non sono muto
Resto qui a cantare questa mia canzone, per chi come me ha una opinione
una santa idea abbastanza grande, l'anima mia vive, questo è l'importante.
Cittadino fermati, guardami in faccia, riesco a capire che non ti piaccia
quei buchi che ti fanno abbassare la vista sono i colpi esplosi dall'odio comunista.
cittadino fermati, guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
è la tua città
Terra di Thule (Compagnia dell'Anello)
Portavi al collo quel talismano d'oro avuto dal saggio un lontano mattino, quando eri ancora, tra boschi di querce, soltanto un guerriero bambino, soltanto un guerriero bambino.
Ricordi tuo padre cacciare con l'arco il primo cervo, un premio già ambito, pescare nei fiordi e poi in un torrente, salvare quell'orso ferito, salvare quell'orso ferito.
La casa al ritorno era calda e pulita, tua madre una donna di bianco vestita, le sue trecce d'oro amavi baciare, per sempre sentirla cantare, per sempre sentirla cantare.
Finiti son poi quegli anni più dolci in cui ogni cosa ti sembrava pura, adesso sei uomo e devi andare, la spada e l'ascia dovrai tu portare.
Il grande lago hai poi attraversato, il vecchio saggio hai ancora incontrato e lui t'ha detto con voce velata: fai presto la guerra è già cominciata.
In una pianura dal sole baciata, la gente del Nord è tutta schierata, biondi guerrieri con elmi d'argento, il cerchio e la croce garriscono al vento.
Il cuore ti batte sempre più forte quando è il momento di dare la morte, allora stringi il tuo talismano, le rune incise in un tempo lontano.
Adesso che il sangue tu hai conosciuto, adesso che il fuoco tu hai attraversato, la pace sul campo di nuovo è tornata, la luna ti bacia la gola squarciata
Osservi per poco il tuo corpo stupito, poi voci imperiose ti chiamano in coro, è tempo d'andare, ti cambi il vestito, ti copri di bianco e di foglie d'oro.
La nave ti porta via dal mare, l'isola verde ti sembra aspettare, adesso lo sai e tu per sempre il cervo e la lontra potrai qui cacciare, adesso lo sai e tu per sempre il cervo e la lontra potrai qui cacciare.



 
IL CONTADINO, IL MONACO, IL CAVALIERE
(Compagnia dell'Anello)

Mani sapienti, crine arruffato

Pelle dura corpo squadrato

Uomo di terra dimmi chi sei

E al tuo Signore cosa donerai

Sono fratello alla terra bruna

Curo i miei campi seguendo la luna

Del mio padrone so il fiero volto

Per la sua grandezza invio il mio raccolto

Per la mia terra ed il suo colore

Il mio sudore in pegno darò

Barba canuta, occhi incavati

Mani sottili, gesti pacati

Uomo di Dio dimmi chi sei

E al tuo Signore cosa donerai?

Sono vassallo, ma solo di Dio,

anche se nulla posseggo di mio

curo i miei fratelli, lavoro in silenzio

siamo i custodi di antica sapienza

so che il mio seme mai darà frutto

questo è il tributo che in pegno darò,

Biondi capelli occhi splendenti

Alta statura spada lucente

Uomo di guerra dimmi chi sei

E al tuo Signore cosa donerai?

Nobile chi osa fra il bosco ed il fiume

Guerriero chi non attende la fine

Mai le mie chiome saranno bianche

Mai le mie membra cadranno stanche

Amo il coraggio la forza e la vita

Ed il mio sangue in pegno darò

Amo il coraggio la forza e la vita

Ed il mio sangue in pegno darò.

IN ROTTA PER BISANZIO
(Compagnia dell'Anello)

Schiuma fende l'onda

La prua della galera

Un ramo di ciliegio portato dalle onde

E luccica la pelle di schiavi rematori

Il ritmo del tamburo scandisce la fatica

Tibi Pax Marce Evangelista meus

Tibi Pax Marce Evangelista meus

Terra di Bisanzio

Terra d'ambra e d'oro

Trema sotto il passo di eserciti latini

E brillano le spade dei principi templari

La danza delle ombre ancora si ripete

Tibi Pax Marce Evangelista meus

Tibi Pax Marce Evangelista meus

Donne dalle labbra

color di melograno

offrono all'amore

astanti cavalier

e notti di Bisanzio

il desco profumo

la spada di Venezia

la terra ritrovata

Tibi Pax Marce Evangelista meus

Tibi Pax Marce Evangelista meus

GHAEL (Compagnia dell'Anello)

Chiome

Chiome di Gahel

Onde perdute del mio cuor

Dolci e timidi sorrisi

Si nettare di gioia

Al tuo re Signore

Che la vela aspetta e vuole

Mura ripide

D'amiche di Gahel

Verdi di muschi e di

Torri bianche di scogliera verso il sud

Torri di sangue verso est

E io non sono più tra voi

Più non caccerò

Figli amici miei

No piu' non canterò

Solo il mare grande

Davanti a me

Calde notti restate con Gahel

Labbra di miele sul mio viso

Lieve e tenero il tuo volto

Si confonde con la luna

Chiara e grande luna

Che mi guardi

Adesso solo

Ma o Dio io ritornerò

Ai miei verdi prati

Ai compagni miei

E poi ancora canterò

La mia solitudine di ieri.

 
ANNI DI PORFIDO (Compagnia dell'Anello)

Gli anni son passati

Son passate le stagioni

Ricordi le corse pazze

La tua vespa le riunioni

Le prime sigarette

Fumate dentro i bagni

Il gusto di bruciare

Per sempre le illusioni

E noi reietti e pazzi

Che spaccavamo il mondo

E poi senza badarci

Ne incollavamo i pezzi

Gli anni son passati

Son passate le stagioni

Le feste a luci basse

A campana i pantaloni

Tu che parlavi allora

Di poi e di Baglioni

Io intanto riprovavo

Per te nuove canzoni

Tu sola mi ascoltavi

E mi sembrava strano

Tu sempre compassata

Io con la rabbia in mano

E sogni perduti

Quanta voglia di leggere tutto

Era bello cavalcare un pony

Con Bilbo e Frodo Baggins

Al puledro impennato

E bere una birra in pace

Mentre Gandalf raccontava

Fumando l'erba pipa

E in faccia a un mondo scemo

La nostra ribellione

Pareva avesse il fregio

Di una nuova trasgressione

Per gli altri ogni diritto

Per noi la repressione

Quegli anni dentro al ghetto

Tentavamo l'evasione

Ma il cartismo d'altro segno

S'è mangiato con scioltezza

Illusioni e barricate

Innalzate con purezza

Ma io credo che sia giusto

Rimanere e continuare

L'avventura cominciata

Perché vivere è lottare.

SULLA STRADA (Compagnia dell'Anello)
 
Strade d'Europa stanchi sporchi ma felici
Prendi dalla vita ciò che vuoi
Porta il tuo canto fino in Romania
 
Bacia il grano di Budapest

Cerca tra le rocce grigie di Stonehenge

Braci nella notte bevi il te

Parla con i venti che vanno verso nord

Canta con il Lama di Rikon

Antichi boschi e strade dell'Armor

Magici villaggi dei Bretons

Nuvole che corrono nel cielo sopra te

Sogna tra le pietre di Carnac

Prati e scogliere dell'Irlanda lassù a nord

Gente come roccia di Belfast

E la croce d'oro di una fede che vivrà

Cornamuse e mitra son per Sands

Fiori e sorrisi sulla strada verso il sud

Indica il leone Tibi Pax

Danza nel castello sulla rocca di Cison

Poeti e cavalieri insieme a te

Sfiora le pietre del picco Montsegur

Si dice ci sia ancora un trovatore

Con un liuto ed un sorriso ancor le antiche gestes

Piangendo forse piano canterà

Strade d'Europa stanchi sporchi ma felici

Prendi dalla vita ciò che puoi

Porta il tuo canto fino in Romania

Bacia il grano di Budapest

Strade d'Europa nello zaino libertà

Forse un giorno l'ombra fuggirà

Le sue mani sporche dal sole leverà

Un aquila è nel cielo

Un aquila è nel cielo

Un aquila è nel cielo sopra te.



 
Jan Palach (Compagnia dell'Anello)
Fame, morte schiavitù, il coraggio nasce a volte così, bandiere rosse sulla città in Occidente c'è solo viltà.

Primavera di libertà, carri armati per le strade. Il sangue a Praga è sparso al vento quanto orrore in quel momento.
Quanti fiori sul selciato quante lacrime avete versato, quante lacrime avete versato per Praga.
Una piazza strade vuote solo un uomo e un altare, sacrificio per l'onore sul rogo un giovane muore.
Volti grigi senza nome soldati russi e terrore giù le mani dal mio paese il mio sangue lavi le offese.
Quanti fiori sul selciato quante lacrime avete versato quante lacrime avete versato per Praga.
É morto sotto i carri armati il futuro che avete sognato. Nella gola ti hanno cacciato le grida di un corpo straziato.
Quanti fiori sul selciato quante lacrime avete versato. Quante lacrime avete versato per Jan Palach.
 

Canto del Cavaliere errante
(Compagnia dell'anello)

Sul mio destriero, tra terre lontane, amore, nel cuore con me resterà; di cielo il tuo sguardo, di ciliegio il tuo labbro, o mia sposa fedel ti sarò.

La spada al mio fianco, sull'elsa il tuo nastro, la notte, straniera, più dolce sarà, per tetto le stelle, per giaciglio le foglie, per sogno le grazie di te.

E nel mio vagare fuor dal mio reame, un senso alla vita guerriera darò, per fede brandire di morte la lama, più gloria al suo nome verrà.

E noi cavalieri fedeli d'amore per il Re e per Iddio sapremo pugnar il sorriso sul volto, la pace nel cuore, battaglia con nostro Signor.

Nel salvifico errare il sacro desio, lucente nell'armi accrescer dovrò e per nostra ebbrezza, per antico decreto, il nettar segreto berrò.

E tu acerba sposa, anzitempo solinga, attendi serena che torni il tuo re, con gloria ed onore, con febbre d'amore, con tunica leggera ormai, con gloria ed onore con febbre d'amore, ormai più ch'io torni da te.



 
Sunglasses Policemen Blues (Compagnia dell'Anello)
Passa veloce sulla strada principale, passa un'auto della polizia, passa veloce è tutta un lampeggiare, arriva e si ferma daventi aI tribunale.

Ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Cosa fanno gli agenti davanti aI tribunale, fanno tutti da scorta al signor procuratore, hanno fregi dorati, manette americane, han le mani sui mitra, sono pronti a sparare
Ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Son passati all'azione, (che han fatto) hanno preso di peso daI letto la mia vecchia vicina di casa, ma per quale motivo la vicina di casa. Scatta il congegno, scatta il meccanismo, molti i fermati e molti gli arrestati, hanno arrestato il nostro farmacista per non parlare deI nonno del droghiere, ma chi vuoi (ma chi vuoi) che sia stato se non gli agenti in occhiali. Scende la notte ma qui nessuno dorme perché hanno paura degli agenti con gli occhiali, ormai nessuno può restare tranquillo, hanno arrestato anche il noto banchiere
Ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Stamattina all'uscita di scuola, io volevo comprare un gelato, ma non c'era nemmeno il carretto, perché l'hanno arrestato, il carretto, hanno arrestato anche Gino il salumiere, il nostro portinaio e tutti gli spazzini, stanno facendo anche un giro di retate alle stazioni e davanti agIi asili.
Ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Da un pò sto aspettando che arrivi il mio turno, da quando hanno preso anche il mio confessore, il parroco, le suore e anche il cappellano, che aspettano, son pronto, sono stanco di aspettare oramai l'ho capito perché hanno sempre gli occhiali.
Sono occhiali speciali davvero, son di vetro temprato scurito per vedere le piste più nere, per vedere le piste più nere , per vedere i colpi di stato, gli squadristi, teppisti fascisti, è tutta una festa. Generali golpisti, fascisti, formaggini, ombrellai nazisti; bersaglieri ciclisti, fascisti. E' tutta una festa
 


LA RIVOLTA DEGLI ATENEI (Compagnia dell'Anello)
Ciao da quanto tempo non ci si trova più? Giro lavoro studio dimmi cosa fai tu
Tanto un lavoro vero non ce l'avremo mai Qui solo tira avanti chi pensa ai cazzi suoi
Sapessi quanta voglia di spaccare tutto ho Gli anni che ho studiato per cosa non lo so
C'hanno preso in giro con tutte quelle balle La laurea è garantita: ce ne sbattiam le palle
La coda per mangiare, per la segreteria La fila per studiare e poi un calcio e via
Basta con le aule piene non stiamo qui a guardare Siam già disoccupati... ma chi ce lo fa fare??
Figli democristiani, compagni fanfaroni Le vostre belle frasi c'han rotto li coglioni
Adesso lo scoprite cos'è la selezione Ma ora tocca a noi la rivoluzione
Negli atenei distrutti dalla demagogia La nostra giovinezza l'abbiam buttata via
Non mettere la testa ancora sotto sabbia Credimi è giunta l'ora grida la nostra rabbia
Dimmi che cosa aspetti non senti che già sale Dagli atenei stravolti quello che forse vale
La rivolta la rivolta di una generazione La rivolta la rivolta della disperazione
 



 
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