UN CIELO DI RICORDI (Dario Bressan)

In questo cielo infinito la mia mente vola memoria di tempi passati
odo dei passi non riesco a capire odo delle voci rumori di carri

ed ora vanno... vanno lontano erano... erano in agguato
là dove comincia il bosco accanto a quelle roccie macchiate di sangue:

il ricordo è vivo ascolto là al vento tra cespugli e ramoscelli
e li odo avanzare di spada e pugnale

erano armati là dove sorge il ruscello tra rocce e cascate
accanto a quel fuoco ancora caldo di vendetta

Ti ricordo più che mai e mai ti scorderò ed ora io spererò
di vederti volare come un'aquila imperiale
che osserva dall'alto, e tornare a sognare

e di vederti volare come un'aquila imperiale
che osserva dall'alto, e tornare a sognare

e di vederti volare come un'aquila imperiale
che osserva dall'alto, e tornare a sognare
e tornare a sognare


ISOLA BIANCA (Dario Bressan)

Un'isola dispersa in mezzo al mare impossibile da trovare
solo il mio spirito ci può arrivare

e volerò come fanno gli uccelli col vento che mi soffia contro
una distesa blu e cercherò quella luce stupenda
che mi indicherà la strada e mi farà sognare e lascierò i miei dolori alle spalle
cancellerò tutto e andrò via

e troverò quell'isola bianca e il mio cuore impazzirà

e troverò quell'isola bianca e il mio cuore impazzirà

e toccherò le sacre sponde, un mare ricco di pesci,
e la terra di cari frutti e sentirò il corno suonare,
richiamare le navi le vele vedrò

e osserverò quel sole incantato che non brucia ma splende in cielo
e non avrò confini, e splenderanno poi le stelle in cielo
i fuochi in riva al mare

e parlerò con chi è andato lontano e il mio bicchiere sarà sempre pieno
e parlerò con chi è andato lontano e il mio bicchiere sarà sempre pieno
e scoprirò i misteri del mare il giorno non avrà confini

e parlerò con chi ha sconfitto la morte con coraggio e l'onore
e giocherò a carte con Odino mi ubriacherò di vino
e mangerò cinghiale

e la notte andrò a dormire con impresso nella mente
le avventure narratimi e non avrò più paura di quello che
non conoscevo, e guarderò in faccia alla morte senza più temere il suo viso
e guarderò in faccia alla morte senza più temere il suo viso


I SOGNI DI UN BAMBINO (Dario Bressan)

E scorre il tempo scorre scorre via in un presepe ricco di fantasia
mi sveglio e non capisco più se il cielo è nero o è ancora blu
e facce strane sulle TV e i giornali e visi falsi ma in fin dei conti uguali

in questo mondo vedo solo voi dove sono andati i miei eroi

Mago Merlino... che mago un po' incazzato della sua saggezza è stato derubato,
e dove son finiti i draghi da affrontare il nemico ora si nasconde non si fa trovare,
e i Cavalieri, le spade ed il Sovrano hanno nascosto il Regno e venduto il trono,

Avete rubato i sogni di un bambino avete rubato i sogni ed il destino
Avete rubato i sogni di un bambino avete rubato i sogni ed il destino

ma non mi perdo d'animo e continuo a viaggiare
ma avete rubato anche tutto quanto il mare,
e con lui le storie di mozzi e marinai i viaggi, i pericoli e la donna che amai,

e non riesco a trovare nemmeno Re Artù si dice stia barattando Excalibur,

in questo mondo vedo solo voi dove sono andati i miei eroi,

Ed ecco arrivare sorridente Lancillotto ha venduto Ginevra e comprato un bel giubbotto,
non vedo combattere più con onore ti pugnalano alle spalle e ti rubano anche il cuore,
che incubo infernale forse stavo sognando

comunque molti miei fratelli combattono questo mondo,

Avete ucciso sì i sogni di un bambino ma non cambierete il nostro destino,
Avete ucciso sì i sogni di un bambino ma non cambierete il nostro destino,

 


VIVI (Dario Bressan)

Sogna, in questo mondo, e canta le tue canzoni,

e sorridi alla vita che viene combatti per le tue idee

difendi le tue tradizioni e soffri per il tuo cuore

e brinda al tuo domani e corri ma non scappare

e scompari tra le luci del cielo e giungi oltre con il tuo pensiero

e ammira chi non indietreggia rispetta chi lotta con onore

e vivi senza rimpianti e muori per un amico

e vivi col vento che ti spinge avanti e muori per rivivere ancora

e vivi senza rimpianti e muori per un amico
e vivi col vento che ti spinge avanti e muori per rivivere ancora
e muori per rivivere ancora e muori per rivivere ancora

 

S. LORENZO (Dario Bressan)

Una città una piazza, Il portone di una scuola
Una birra e il nostro parco di amici e il tempo vola

C'è scritto S. Lorenzo su quel cartello di latta
E sull'asfalto e tra i mattoni
E si respira aria di lotta

E ancora il ricordo di poche persone
e pugni chiusi bandiere rosse…

Noi noi in contro-manifestazione
E devo ancora vedere le sirene lampeggiare

E centinaia di braccia tese no!
Non ci potete fermare

E tutti i poliziotti
Controllano la piazza nera

Denuncie minacce perquisizioni
E MA CHI CAZZO SE NE FREGA!

E S. Lorenzo: vernice e sangue e colla
E uno slogan scolpito a fuoco:
BOIA CHI MOLLA!

E S. Lorenzo: vernice e sangue e colla
E uno slogan scolpito a fuoco:
BOIA CHI MOLLA!

E S. Lorenzo mille metri quadri
E noi contro il sistema no
E non si gioca a guardia e ladri

È chiaro lo sappiamo abbiamo contro la città
E sale l'eccitazione e scompare la viltà

Compagni coraggiosi solo se è certa la viltà
E polizia, potere e vi difende anche il clero.

Noi giovani di destra e non ci nascondiamo
Sappiamo anche morire per quello in cui crediamo

E qui non entra il comunismo e qui non entrano le droghe
È per questo che abbiamo contro divise e toghe

Ma tutta questa melma scompare quando penso
Ai vecchi e nuovi camerati in piazza S. Lorenzo

Ma tutta questa melma scompare quando penso
Ai vecchi e nuovi camerati In piazza S. Lorenzo

E S. Lorenzo, vernice sangue e colla
E uno slogan scolpito a fuoco:
BOIA CHI MOLLA!!!

E S. Lorenzo, vernice sangue e colla
E uno slogan scolpito a fuoco:
BOIA CHI MOLLA!!!


 

 
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