AMICI
DEL VENTO
Amore
Militante
Amore, che strano che è cantare questo suono
è come un sapore sconosciuto
tra canzoni di coraggio e di battaglia
nelle lotte tra le note
che han formato il mio esser uomo
nella scelta di cantare senza mai seguire il coro
nella voglia di cambiare
questo mondo che non va
ma se voglio continuare a cantar rivoluzioni
io non posso fare a meno della forza che ho da te.
Amore, ma quanto hai dovuto sopportare
Lo so che non è facile capire
la mia voglia di coerenza
Che vorrebbe rifiutare compromessi e convenienza
La mia guerra dichiarata
contro i falsi della storia,
la politica corrotta,
il cervello omologato,
ma nasconde il tuo sorriso,
con un po' di compiacenza,
il rispetto e l'amore e la stima per la lotta che è con me.
Ed i tuoi capelli scuri sono scritte sopra i muri
Le tue labbra di corallo, son bandiere tese al vento.
Amore, a volte è difficile da dire
a volte io non so come spiegare
Ma vorrei poter cantare questo amore
con le musiche più rare,
le parole più sicure
ma mi sembra di cadere,
un po' retorico e banale, nei romanzi d'appendice,
nei racconti a puntate
ma ti voglio regalare
come pegno del mio amore
questa vita consumata a cercare una ragione ed un perché.
Per questo, anche se non è facile da dire
io voglio dedicare una canzone
a questo amore tra battaglie e delusioni,
contro falsi e corruzioni,
contro i guasti del potere,
un amore militante
in una guerra senza spade,
nell'impegno tra canzoni costruite in una vita
ed i sogni e le illusioni sono musica per te.
Ed i tuoi capelli scuri sono scritte sopra i muri
le tue labbra di corallo, son bandiere tese al vento.
-

-
N.A.R
(Amici del Vento)
Dedicata dagli autori
ai camerati Mambro e Fioravanti
[specialmente
in questo momento in cui vengono graziati i compagni assassini ma, come
vent'anni fa, nulla si concede a chi commise gli stessi atti (sic!) ma
da uno schieramento 'scomodo']
Sole dietro le sbarre, atmosfere contratte un futuro
negato fu uno sbaglio passato
Mani sporche di sangue molte vite spezzate da quell'odio
cercato chi ci avrà guadagnato?
E fu una rabbia diventata violenza ma con troppa
coerenza
Chi semina piombo raccoglie dolore, fu troppo furore
O troppa lealtà
È stato uno sbaglio e si pagherà ma
un cuore pulito non si cambierà
Come posso elogiare? Io non so giudicare quali sono
gli errori, è soltanto sparare?
Fu un amore deviato, un coraggio sbagliato e per
quell'innocente che è stato ammazzato?
Ma la vostra rabbia è uguale alla mia in
questa democrazia
se vedo le facce degli uomini illustri provo solo
disgusti
e nessuna pietà
e sono impotente in questa realtà, un mondo
sbagliato chi lo cambierà?
Ma cosa è giusto cosa è sbagliato
quando il diritto è calpestato
Se non giustifico la violenza, mi sento attratto
dalla corenza
In questo mondo di ipocrisia, di false regole e
di moralismi
Mi viene voglia di abbracciare chi ha il coraggio
di sbagliare
Una pena infinita per chi ha bruciato la vita, per
chi non ha rinnegato il suo sogno deviato
Illusioni perdute non si cambia davvero è
già molto tenere il proprio cuore sincero
Ma la vostra rabbia è uguale alla mia in
questa democrazia
se vedo le facce degli uomini illustri provo solo
disgusti
e nessuna pietà
e sono impotente in questa realtà ma un mondo
sbagliato chi lo cambierà?
Ma cosa è giusto cosa è sbagliato
quando il diritto è calpestato
Se non giustifico la violenza, mi sento attratto
dalla coerenza
In questo mondo di ipocrisia, di false regole e
di moralismi
Mi viene voglia di abbracciare chi ha il coraggio
di sbagliare
Buio oltre le sbarre atmosfera irreale resta solo
il silenzio, in silenzio guardare…
Saigon
-
In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un
marines, del Tennessee.
-
Era rosso il grande sole sulle alture di Vientiane, la sua mano la tua
mano insieme e poi
-
di lontano, di lontano, l'urlo cupo degli aerei, quante volte li hai
sentiti su Saigon.
-
Ed ora con gli occhi, con gli occhi nel cielo, rimani distesa in un
campo di riso ed ora hai pagato quel poco d'amore sotto i mitra vigliacchi
del liberatore.
-
Si chiamano sempre liberatori, gli assassini, i più forti, i
nuovi vincitori han lasciato il tuo corpo un po' sporco di sangue, tutto
è rosso ormai la morte, la sua falce e il suo martello.
-
Mentre viene dal mare un profumo d'oriente, tu mi chiedi perché,
tu mi chiedi chi è stato a scavare quel fosso, a distruggere un
sogno di libertà.
-
Sono stati i Vietcong, i Russi, i Cinesi, il menefreghismo dei ricchi
borghesi, sono stati ragazzini dei gruppuscoli assassini, sono stati i
perbenisti, i nuovi moralisti, sono stati i sindacati, servi di molti padroni,
sono stati i comunisti di tutte le nazioni sono stati i pacifisti, sono
stati i progressisti, sono stati i disfattisti.
-
In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un
marines, del Tennessee.
Franco
Tiratore [Amici del Vento)
-
Questa è la ballata di un Franco tiratore caduto giù a
Firenze con una palla al cuore, era aprile cominciava primavera l'hanno
beccato sul fare della sera.
-
Vent'anni Vent'anni son pochi per morire ma è meglio crepare
per vivere che vivere per morire.
-
Aveva una ragazza una ragazza bionda l'han fucilata a Ponte Vecchio
là sull'altra sponda, adesso sono insieme non si voglion più
lasciare e scivolan pian piano nell'acqua verso il mare
-
Vent'anni vent'anni son pochi per morire ma è meglio crepare
x vivere che vivere x morire
-
Passami la mitraglia passa un caricatore scappa bambina scappa bambina
il sangue non deve macchiare il tuo fiore.
-
Il cielo è tutto rosso di fuoco è il suo colore e brucia
anche la vita di chi crede nell'onore ma là sull'altra sponda di
sente ancor sparare qualcuno ancor si batte non ha voglia di mollare.
-
Vent'anni vent'anni son pochi per morire ma è meglio crepare
x vivere che vivere x morire.
Vecchio
Ribelle (Amici del
Vento)
-
Come possono passare mille anni in un sorriso, nel
secondo di un ritorno, nel tuo regno di illusione.
-
Hai trent'anni e già un passato, quasi un
secolo diverso, questo mondo ha colorato i tuoi giorni ormai perduti.
-
Non ti sembra proprio vero, questo sole di libertà,
ma ancora meno vera è questa realtà: cinque anni son passati,
la condanna di un'idea, il regime si è difeso con il solito copione
la tua giovinezza ti ha regalato una galera senza peccato e adesso adesso
che sei tornato vivi in un mondo troppo cambiato; forse fu un sogno ma
non puoi scordare quegli antichi clamori le urla, la lotta.
-
All'Università si combatte, all'università
la politica, l'idea Ed i rossi che non fan paura Si sognavano i trionfi
sulla piazza, Il sacrificio era un mito e l'Europa un illusione; All'università
si combatte, all'Università non si molla neanche un metro alla folla
dei ringhiosi Praga, Budapest le canzoni della rabbia si cadeva col sorriso
di sentirsi dei leoni.
-
Ma i ricordi si sa sono merce invenduta e ti senti
stupito di sentirteli addosso in galera hai sognato quei bei volti ridenti
oggi facce trascorse di sogni perduti.
-
Ed Anna dov'è, dove si è rifugiata?
Voleva combattere sempre al tuo fianco è sposata ad un ricco, così
ha la sua estate, uno yacht, la Sardegna e forse anche un'amante.
-
Anche Gianni è partito con la moglie e i
bambini per un mondo a colori, una grande TV.
-
Pochi amici rimasti, sempre pochi i fedeli per passar
le serate con in mano un bicchiere per cercare un ricordo che ti scaldi
le ossa dal ghiaccio inutile di questo presente per scrutare nell'ombra
di serate ormai stanche un ricordo, un dolore, un antico clamore...
-
All'università si combatte....
-
Non dar fastidio mio vecchio ribelle il tempo cambia
lo sai anche tu persino i tuoi nemici, le figure più agguerrite
son tristi immagini del tempo sono pecore pentite.
-
Alzati in piedi, guardati in viso i tuoi occhi non
si devono abbassare del domani sii fiero, ma voltati indietro, quel passato
lo hai vissuto per davvero.
-
E non son più le sbarre che ti stringono
il cuore ma come si può scordare quell'antico clamore.
-
All'università si combatte...
Amici
del Vento (Amici del Vento)
Se mille son le storie che il vento porta via,
questa è la nostra storia, generazione
mia.
Venuti dall'inferno col fuoco nelle vene
innalzeremo al cielo le nostre catene.
E torneremo Europa... lo promettiamo a te.
Europa torneremo uniti per te.
Svegliatevi fratelli, su, non dormite più,
giocatevi oggi stesso la vostra gioventù.
Se la maledizione ce la portiamo addosso,
la bruceremo insieme col primo straccio rosso.
E torneremo Europa.... lo promettiamo a te.
Europa torneremo uniti per te.
Se scioglieranno il nodo che oggi ci tiene uniti,
andremo in altri posti a costruire i nidi.
Ci bruceran le case ma che importanza ha,
in casa dei fratelli un posto ci sarà.
E torneremo Europa... lo promettiamo a te.
Europa torneremo uniti per te
Han fatto leggi e imbrogli per chiuderci la bocca,
dei nostri nomi il muro del carcere ribocca.
Ma mille volte mille il canto si udirà
di chi stasera canta la sua libertà.
E torneremo Europa... lo promettiamo a te.
Europa torneremo uniti per te
E mille braccia alzate il mondo rivedrà,
dentro alla mia bandiera una croce brucerà.
E tremeranno ancora i farisei di sempre
e i loro soldi allora non serviranno a niente.
E torneremo Europa..... lo promettiamo a te.
Europa torneremo uniti per te
E chi oggi fa il padrone domani striscerà,
lo troveremo allora a chiederci pietà.
Chi oggi ci disprezza, domani tornerà,
vigliacco come sempre, da noi con umiltà.
E torneremo Europa lo promettiamo a te,
Europa torneremo, uniti per te.
Su questa nostra terra un vento soffierà
e noi semineremo la nostra libertà
Lontano spazzerà i figli del tradimento,
ma noi saremo in piedi: siamo Amici del Vento
A
Carlo (Amici del Vento)
Nelle notti fredde, per riscaldarci
il cuore abbiam parlato per delle ore, abbiam vissuto come nel fango di
una trincea, facendo della vita una cosa vera, trovandoci le idee sulla
pelle, lanciando sempre il cuore oltre le stelle.
Essere capiti anche quando si
diceva di amare una donna quand'era andata via, fuggendo col miraggio di
una vita più borghese, lasciandoci nel cuore l'amarezza più
le spese.
E non dover spiegare che il cuore
batte ancora, negli occhi non c'era la pietà che non consola. Non
dover spiegare che nell'amore, anche qua, hai dato un senso alla parola
Fedeltà.
E non dover giustificare la voglia
di coraggio che ci ha fatto sempre amare i fiori colti a maggio;
senza inseguire il mito della
sopravvivenza, amare più il pericolo, un poco meno la prudenza.
Ma il vento tra i capelli forse
ci perderà, ma il sogno nei miei occhi non morirà.
Nelle notti fredde, per riscaldarci
il cuore abbiam parlato per delle ore, abbiam vissuto come nel fango di
una trincea, facendo della vita una cosa vera, trovandoci le idee sulla
pelle, lanciando sempre il cuore oltre le stelle.
Scavare nelle note alla ricerca
di emozioni per dimostrare al mondo come un fascista sogni, guardandoci
negli occhi con la nostra ironia, bruciando il pregiudizio della democrazia.
E non aver paura di amare la sconfitta,
brindare in faccia al mondo e non cercar consolazione.
Non dover spiegare che al successo
che non dura era molto meglio sostituire l'avventura.
E non aver bisogno d'interpretare
le opinioni, con la sicurezza di non essere fraintesi.
Una giovinezza di anni bene spesi
ad inseguire un senso ed una vocazione.
Ma il vento tra i capelli forse
ci perderà, ma il sogno nei miei occhi non morirà.
Amici
miei (Amici del Vento)
Buonanotte a te, amico mio, questa
notte di guardia ci se tu, là nel tuo Paese che non conosco, là
sarai di guardia anche per me.
Sarà in mezzo al grano
o sulla sabbia o cornice ti farà la neve bianca, ma anche se nessuno
avrai vicino, tu ricorda che solo non sarai.
Ricorderemo insieme i nostri anni
e gli occhi verdi di chi ci donò la forza, il cuore e una frase
d'amore, che resta il credo della nostra gioventù.
Tu che tra i grandi cedri aspetti
l'alba, tu che fischi un canto di Siviglia, tu che aspetti dietro a quelle
sbarre, primavera tornerà anche per te.
Per difendere il sole d'Occidente
dalla rossa montagna di menzogne, ci siam messi coi nostri pochi anni,
sui confini della nostra civiltà.
Uomo libero ricorda questa notte
a chi devi questa tua libertà. Ragazzina stanotte un tuo pensiero
fa' che arrivi a chi non dormirà.
Buonanotte a te, amico mio, questa
notte di guardia ci se tu, là nel tuo Paese che non conosco, là
sarai di guardia anche per me.
Anni
Settanta (Amici del Vento)
Li hanno chiamati anni di piombo,
anni scuri, anni di lotta nel mondo. Li hanno chiamati anni di fuoco, ma
c'ero anch'io a fare quel gioco. E adesso che son finiti sui giornali a
colorar le righe dei servizi speciali, mi sembra di non esser più
della generazione mia, quella nutrita d'odio e un poco di pazzia.
Anni Settanta, anni nel cuore,
anni spezzati tra gioie e dolore. Anni scolpiti a memoria, anni passati,
anni di storia. Anni di razza per chi non deve scuse, per chi non è
un pentito, per chi non teme accuse, per chi ha vissuto sempre col cuore
nella mano, giocando i suoi vent'anni, in primo piano.
M'è rimasto poco e non
certo l'allegria, ma la storia non toccatela, quella è storia mia.
Al diavolo le scuse, le ragioni e i piagnistei, son sempre gli stessi che
fanno i filistei. La mia storia ha troppi nomi, troppi amici che hanno
lasciato troppe macchie sull'asfalto e dell'odio non m'importa un accidente,
ma non riesco proprio a dire che non è successo niente.
Anni Settanta, anni nel cuore,
anni spezzati tra gioie e dolore. Anni scolpiti a memoria, anni passati,
anni di storia. Anni di razza per chi non deve scuse, per chi non è
un pentito, per chi non teme accuse, per chi ha vissuto sempre col cuore
nella mano, giocando i suoi vent'anni, in primo piano.
Me ne frego, te lo dico, se la
mano che ha ammazzato oggi è un bravo professore, ce n'è
anche uno deputato...L'assassino è un assassino, anche quando chiede
scusa; il perdono glielo lascio, ma non è partita chiusa.
E fino a quando in gola avrò
la voce, smaschererò i ruffiani dal ricordo fugace. Le immagini
del tempo sono qui nella memoria e non possono barare come han fatto con
la storia.
Anni Settanta, anni nel cuore,
anni spezzati tra gioie e dolore. Anni scolpiti a memoria, anni passati,
anni di storia. Anni di razza per chi non deve scuse, per chi non è
un pentito, per chi non teme accuse, per chi ha vissuto sempre col cuore
nella mano, giocando i suoi vent'anni, in primo piano.
Adesso tutti vogliono capire,
si fruga la storia, si continua a mentire. I giudici complici, i giornali
potenti si eran sbagliati, adesso sono contenti. Ma le note di sangue non
si possono fermare e i fantasmi di ieri non son merce da buttare, ogni
giorno passato è scolpito nel tempo, la menzogna di sempre sarà
persa nel vento.
Anni Settanta, anni nel cuore,
anni spezzati tra gioie e dolore. Anni scolpiti a memoria, anni passati,
anni di storia. Anni di razza per chi non deve scuse, per chi non è
un pentito, per chi non teme accuse, per chi ha vissuto sempre col cuore
nella mano, giocando i suoi vent'anni, in primo piano.
Berlino
(Amici del Vento)
Cos'è che è cambiato,
in un mondo impazzito, con Stalin scappato e Lenin sparito
Ma i figli rimasti, le statue
di gesso, son lindi e puliti, ma nemici lo stesso.
E non han più le barbe
e i capelli arruffati, in giacca e cravatta, progressisti patinati,
Non piangon più per Vietnam,
per Cina ed Angola, ma di morti e di profughi non l'insegnano a scuola
Berlino, Berlino, il muro è
crollato, il mondo è cambiato, il rosso è passato
Berlino, Berlino, un soffio nel
tempo, una storia che continua così.
Se il paradiso socialista se n'è
andato alla malora, riscrivon la storia arroganti più di allora
La falce e il martello son nel
mondo che c'era, anche il rosso è più rosa sul far della
sera
E se dirigon la borsa, le aziende
e i giornali, son compagni d'assalto ma con bei capitali
Il potere, il denaro, la menzogna,
la viltà, sono i figli partoriti dalla loro civiltà
Berlino, Berlino, il muro è
crollato, il mondo è cambiato, il rosso è passato
Berlino, Berlino, un soffio nel
tempo, una storia che continua così.
Io non so se nel mondo si farà
mai giustizia della rossa menzogna, della vera sporcizia
Il muro è crollato, il
Cremlino è inghiottito, ma il compagno riciclato non è certo
sparito.
E attenti ragazzi del mondo che
viene, difendete la coscienza da quel branco di iene
Che cambiano d'abito e cambian
colore, ma per simbolo han sempre un uomo che muore.
Berlino, Berlino, il muro è
crollato, il mondo è cambiato, il rosso è passato
Berlino, Berlino, un soffio nel
tempo, una storia che continua così.
Canto
di galera (Amici del Vento)
Basta prendere una chitarra, farci
sopra quattro accordi, attaccarci due parole, iniziare a cantar storie.
Il segreto per riuscire, per piazzarsi
sul mercato è cantare le ingiustizie del povero e del diseredato.
c'è chi canta il disperato
che è finito a S.Vittore perché un giorno sul mercato rubò
per fame un cavolfiore.
c'è chi canta quel vecchietto
che è finito a S.Vittore perché un litro di Barbera gli mise
in gola troppo buonumore.
c'è chi canta quella signora
che e finita a S.Vittore perché per sfamare i figli vendeva a tutti
un po' d'amore.
E la gente si commuove, e la gente
ha il cuore in mano, compra il disco e si risente quel pietoso caso umano.
Ma io invece canto gente che non
fa pietà a nessuno, perché questa e la mia gente, li conosco
ad uno ad uno.
E io canto il camerata che è
finito a S. Vittore perché in piazza un dì difese dagli sbirri
il tricolore.
E io canto il camerata che è
finito a S. Vittore perché voleva che cambiasse questo mondo senza
onore.
E io canto i camerati che finiscon
sempre dentro, perché il regime senza paura, possa vivere contento.
E io canto i camerati che son
dentro senza accusa, se non quella di esser vivi senza averne chiesto scusa.
E io canto, camerati, che stasera
siete soli perché dietro a quelle sbarre avete insieme i nostri
cuori.
Droga
(Amici del Vento)
Centomila lire per favore me le date per comprarmi
cento grammi di felicità.
Sì, sono drogato, forse un poco spaventato.
Il sistema mi ha donato questa mia viltà.
Ma vi sono grato dei bellissimi ideali che mi
avete regalato: siamo tutti uguali, discendiamo dai maiali, viva la comunità.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via.
Sono vostro figlio, pacifista, comunista, nella
stanza ho gli adesivi da Guevara all'Atom Kraft.
Sono vostro figlio, diplomato antifascista,
e mi sono laureato a pieni voti in delusioni.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via.
Sono un po' frustrato, anche il sesso mi ha
piantato, penso d'essere fregato.
Voci senza senso, ma in fondo son contento,
non ricordo la mia età.
Mi fa solo un po' rabbia, quando son rincoglionito,
mi trattate come un cucciolo smarrito.
Costa nulla la pietà e vi salvate per
l'eternità.
Lucidità, un altro buco e si ritroverà.
Lucidità, un altro buco e si ritroverà.
E adesso cari amici, moralisti e spacciatori,
vi saluto e me ne vado.
Forse questa volta l'eroina l'ho corretta con
un po' d'ilarità.
Ed alla faccia vostra torno nella mia stanzetta
e riprovo il funerale che mi si farà.
Ed alla faccia vostra torno nella mia stanzetta
ì e riprovo il funerale che mi si farà.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via.
Lucidità, un altro buco e si ritroverà.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via.
Il
nostro tempo (Amici
del Vento)
Veniam da mille strade, non abbiamo età
né storia e nessuno canterà la nostra gloria.
Sognando età dell'oro giochiamo con la
vita, ma con il nostro tempo abbiamo aperto una partita.
Ci spiace per i poveri, meschini benpensanti,
ma adesso noi dobbiamo andare avanti.
Perché è giunto il nostro tempo,
tempo da disperati, ma questo è il nostro tempo: camerati.
Per noi che non vogliamo, né Marx, né
il capitale e la democrazia ormai sappiamo cosa vale, non bastan le parole
di vecchi ciarlatani, con voi abbiamo chiuso, oggi e già per noi
domani.
Per noi non c'è più posto in un
mondo di relitti, ma non saremo noi quelli sconfitti.
Perché è giunto il nostro tempo,
tempo da disperati, ma questo è il nostro tempo: camerati.
E senza ipocrisia sappiamo anche peccare, ma
poi non contiam balle, noi, per farci perdonare.
Non siamo eroi, né santi, portiam la
nostra croce, ma il mondo avrà domani un'altra voce.
Con la rabbia in mezzo ai denti sembriamo senza
cuore, ma Fedeltà si chiama il nostro Onore.
E Fedeltà vuol dire giurare senza inganni
e non tradire mai per mille anni, cantar la giovinezza e il tempo che va
e muore, avere sempre un sogno dentro al cuore.
Con il vostro progresso avete ucciso il cielo,
ma il sole brucerà quel vostro velo.
Perché è giunto il nostro tempo,
tempo da disperati, ma questo e il nostro tempo: camerati.
La
Luna ed il cavaliere del Sole (Amici
del Vento)
"Vai cavaliere per il tuo sentiero, dipingi il
tuo scudo d'argento e di nero.
Vieni vicino, ti voglio parlare: la via per
il cielo ti voglio indicare.
Aspetta che il giorno reclini la testa e che
la notte accenda luci di festa;
e sotto la Luna risplende la sera, risplende
forte in questa notte nera.
Se vuoi regnare sulla notte e sul gelo uccidi
il tuo re: sarai padrone del cielo, ed il suo sangue -il sangue del Sole-
racchiudi in uno scrigno ricoperto di viole.
Poi la tua spada getta dentro il lago: sarà
trasformata in smeraldi dal mago.
Ed io -la Luna- regnerò in eterno: il
sangue scioglierà il ghiaccio dell'inverno".
"No, Luna, no, io sono un cavaliere, non posso
al tuo calice, avido, bere!
Io al Sole devo questo corpo, il potere sul
mondo, le cose più belle, ma ancora più bella per me è
la mia fede, la spada e la terra che calpesta il mio piede, il Sole e il
calore che inonda la terra: questo è il mio re, per lui farò
la guerra!
Io l'ho giurato alla primavera: difenderò
i suoi fiori dalla fresca sera;
Io l'ho giurato all'estate calda: avrà
i suoi giorni dix fresco e fiorirà la malva;
Io l'ho giurato all'autunno mite: avrà
le foglie gialle e crescerà la vite;
Io l'ho giurato anche al vecchio inverno: con
il ghiaccio e con il gelo combatterò in eterno!
Io sono nato con il Sole nel cuore non morirà
il mio re ma il cavaliere muore".
"No, non aprirti le vene stasera, chiudi la
ferita il tuo sangue m'accieca, ne Sole ne sangue tornerà la primavera
ecco che albeggia e muoio io con la sera".
CAMICE
BIANCO (Amici del Vento)
In questo letto bianco d'ospedale
Farai tornar stanotte primavera
E quando il giorno sorgerà domani
Il sole scalderà un nuovo fiore
Come sei bella donna questa sera
Mentre il tuo amore diventa una cosa vera
Mentre il dolore già si scioglie in pianto
Si compie il tempo che hai amato tanto
E questa notte noi saremo insieme
A dimostrare al mondo che la vita
Dall'uomo mai può essere tradita
Dall'uomo mai può essere tradita
Dentro il mio bianco camice da medico
Si fa destino il vecchio giuramento
E nei tuoi occhi stanchi questa sera
Leggo perchè giurai di dar la vita
Stringi le mani a chi ti fece madre
E sigillò per sempre un "si" lontano
Poi chiudi gli occhi e lascia che i tuoi sogni
Seguano già il ricordo di domani
Ma questa notte noi saremo insieme
A dimostrare al mondo che la vita
Dall'uomo mai può essere tradita
Dall'uomo mai può essere tradita
Lettera
ad un bambino buttato via (Amici
del Vento)
Ciao bambino, piccolo uomo, forse no, sei solo
poche cellule. Non sei bello in quel sacco d'immondizia, ma che vuoi, c'è
anche la crisi degli alloggi.
Bambolotto, sei già rotto, chi ha giocato
col tuo seme s'è stufato. Non è il caso, ha detto, di metterti
al mondo, il partito ha detto no, mi spiace tanto.
Occhi azzurri, manine fredde, ti sei fatto due
mesetti in questi mondo, era caldo il ventre dolce della mamma, fuori è
freddo, ma che vuoi, manca il petrolio.
Non lo sai, ma tu sei già importante,
per ucciderti si son messi d'accordo i partiti, i sindacati e quella donna...ti
va bene, non dovrai chiamarla mamma.
Ciao bambino, piccolo uomo, non saranno tue
le gioie ed i dolori, non vedrai tramonti, albe e giorni uguali, non sciopererai
con i parastatali.
Non vedrai bandiere tinte col tuo sangue, non
dovrai dire di sì a chi ti mente, non dovrai raccoglier firme per
l'aborto, non dovrai portare fiori a chi è già morto.
Poche cellule, ma occhi troppo blu, scusa se
ti lascio, ma adesso torno giù.
Ciao amico non rimpiango la tua sorte: sei riuscito
a restar puro fino alla morte.
Lettera
ad un ragazzo della classe '80 (Amici
del Vento)
Caro ragazzo del tempo che viene, com'è
difficile affrontare il domani, senza bandiere, senza frontiere, senza
una ragione per la quale morire.
Prenditi un popolo a cui appartenere, non solo
una curva dalla quale gridare, una divisa, una croce, un'idea, il futuro
è più grande di un campionato.
Prenditi un sogno con rabbia e poesia, che non
sia sballo da discoteca, insegui il brivido senza pazzia, che non sia una
fuga a 200 all'ora, e non ti buttare via;
Prenditi un ideale ma con lealtà, con
coraggio, orgoglio e fedeltà, poche parole di cui essere fiero,
ed un esempio per il tuo pensiero, prenditi un mito su cui costruire, ed
un amico con il quale parlare, un padre, un maestro che ti insegni una
via, una sfida in salita su cui camminare, trova un nemico contro cui lottare,
basta coi sorrisi pieni di rancore, bisogna combattere senza odiare, per
dimostrare quanto vale il cuore, e non ti buttare via;
Prenditi un futuro in cui sperare, senza pensioni
da ripagare, trova un lavoro per il tuo domani, da costruire con le tue
mani, e tieni la rotta verso l'avventura, non farti vincere dalla paura,
fai i tuoi sbagli quando sei sicuro, ma mantieni sempre il tuo cuore puro,
e tieni in alto la tua gioventù che compromessi non vuole più,
e stendi al sole la tua bandiera che abbia il segno di un'idea vera, e
non ti buttare via;
L'identità
(Amici del Vento)
In questo tempo sento un'esigenza che mi assale
piano senza far rumore fino a dentro il cuore, di non essere uguale, di
sentirmi diverso, senza essere strano, senza sentirmi disperso, senza dover
fuggire dal nostro quotidiano, ma senza mischiamenti senza troppe pernici
che fan democrazia, ma solo ipocrisia, perché‚ quello che sono lo
devo inventare, non c'è evoluzione senza tradizione
Cerco un senso un motivo una ragione, e tu;
che vai verso il futuro sai che non puoi far senza giusto cambiamento e
che la coerenza non è deficienza ma ci deve stare per provare la
propria identità
Identità‚ un'esigenza di sapere a chi
appartiene un'anima che cerca un'avventura
Identità‚ il bisogno di non tradire per
paura senza confonder l'oggi al ieri al poi...
Ho salutato con il braccio teso tante volte
ma non era folklore‚ una cosa del cuore non si deve capire, se la vuoi
accettare ne possiamo parlare non la devi buttare ma non la devi sprecare
vedi la situazione la tua vita non è un fenomeno da baraccone...
tu non devi aver paura di sembrare normale che
la giacca e cravatta ed anche il cellulare non sono ideologie e la differenza
è una cosa tua non è la biancheria ma il modo di pensare
continuare a cercare e tenere la propria identità.
Identità è un'esigenza...
Ho ritrovato tanti e tanti amici sotto la bandiera
una cosa vera un momento d'amore a volte era dolore, non ne puoi fare a
meno ma devi modulare l'emozione del cuore la proposta di fare il progetto
di dare ma non devi scordare che tu sei diverso tieni la distanza la peste
in fondo al cuore non è l'apparire è la differenza è
una cosa dentro un modo di comportare tu non sei un giullare da studiare
E tu... non devi aver paura di sembrare normale
che il giubbotto e il cappello e pure lo stivale non sono ideologia ma
comportamento è una cosa tua non è la biancheria‚ un modo
di trovare a volte di rinnovare di tenere la propria identità
Identità è un'esigenza...
L'identità è la speranza di non
cambiare in fondo al cuore ma senza far baccano e far rumore.
L'identità è un'esigenza di cantare
una canzone per potersi ritrovare fra di noi.
L'identità è il bisogno di cantare
una canzone per potersi ritrovare fra di noi.
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Scudiero
(Amici del Vento)
Bianco scudiero che stai nella tua stanza a
pensare che quando l'alba sarà, tu cavaliere sarai, anche se trema
il tuo cuore non siano lagrime a cingerti il viso, nella preghiera, lo
sai, ritroverai questa notte il sorriso
E quando l'alba verrà, solo la vita varrà,
e la parola tua sacra sarà per un'eternità.
Dolce da esser fanciullo ma il Sole un uomo
domani vedrà, potrai partire tranquillo, per dove onore portarti
vorrà.
Solo pero non sarai, al fianco una spada tu
avrai, essa ha due tagli perché, giustizia lei vuole da te
La lancia che tu porterai tienila sempre con
te, dritta come e il tuo cammino, ti segnerà il tuo nuova destino
E tua compagna sarà, una madonna chiamata
umiltà, e la tua spada corazza sarà, per chi bisogno ne avrà
e sarà spada di fuoco contro chi predica
solo empietà, e sarà spada di ghiaccio, contro chi vuol far
morir Verità
Se sposerai povertà, mille tesori tu
avrai,la terra tuo letto sarà, l'acqua ed il fuoco amerai
e come Nostro Signore, tunica sola addosso tu
avrai, col dolore del mondo intessuta, col tuo valor decorata l'avrai.
Segui la Stella del Nord, oltre montagne e città,
finché dal mondo tu avrai, fatto sparir la viltà,
e se la morte verrà, accettala senza
tremar tra boschi e tra gigli lo sai, infine potrai riposar
Nel
suo nome (Amici
del Vento)
Questa canzone è stata dedicata dagli autori al camerata
Mikis Mantakas ammazzato a Roma negli anni Settanta,
le parole riprendono quelle della lettera che la sua fidanzata scrisse
alla redazione del "Secolo d'Italia" il giorno della morte.
Ragazza che aspettavi un giorno come tanti,
un cinema e una pizza, per stare un po' con lui, dai apri la tua porta,
che vengo per parlarti: "Sai, stasera, in piazza... erano tanti, e... il
tuo ragazzo è morto... è morto questa sera".
Vent'anni sono pochi per farsi aprir la testa,
dall'odio di chi invidia la nostra gioventù, di chi uno straccio
rosso ha usato per bandiera, perché non ha il coraggio di servirne
una vera.
La gioventù d'Europa stasera piangerà
chi è morto in primavera per la sua Fedeltà.
Le idee fanno paura a questa società,
ma ancora più paura può far la Fedeltà: la Fedeltà
a una terra, la Fedeltà a un amore, son cose troppo grandi per chi
non ha più cuore.
Un fiore di ciliegio tu porta tra i capelli,
vedendoti passare ti riconoscerò e...
Sole d'Occidente che accogli il nostro amico,
ritorna a illuminare il nostro mondo antico.
Dai colli dell'Eterna ritornino i cavalli, che
portano glieroi di questo mondo stanchi.
Ragazza del mio amico che è morto questa
sera, il fiore tra i capelli no, non appassirà.
Di questo tuo dolore noi faremo una bandiera,
nel buio della notte una fiamma brillerà.
Sarà la nostra fiamma, saranno i tuoi
vent'anni la nostra primavera sarà la libertà.
Patria
Amici del Vento
Vecchio quadro abbandonato con più muffa
che colori, piume al vento e tricolori: quadro di cent'anni fa.
Occhi pieni d'emozione quando passa la bandiera,
occhi bassi di ragazze alla loro prima sera.
Certo un po' d'ipocrisia infarciva la morale,
ma alla gioventù restava una speranza e un'ideale.
E l'Italia era così e la Patria era anche
lì, e l'Italia era così e la Patria era anche lì.
Santi, eroi, navigatori in soffitta son finiti,
dalla cenere è risorta quest'Italia dei partiti.
Nata già da un grosso imbroglio, dallo
sconcio di una piazza, dove crebbe l'erba voglio, dei vigliacchi di ogni
razza.
Negli sguardi della gente cui non gliene frega
niente, nello stupido ideale di un ritorno all'animale.
Se l'Italia è questa qua come Patria
non mi va. Se l'ltalia è questa qua come Patria non mi va.
Nelle assurde processioni per le liste di assunzione,
nell'inutile realtà della mia Università.
Come unico solvente per la tua disperazione
il Sistema ti regala l'eroina al limone.
E ti metton le stellette per giurare a dei buffoni
che han finito per fregare anche la tua fedeltà.
Se l'Italia è questa qua come Patria
non mi va. Se l'Italia è questa qua come Patria non mi va.
La mia Patria è mille voci che si uniscono
alla mia, la mia Patria è un'idea non è più una geografia.
Ritorno
(Amici del Vento)
Un giorno dopo l'altro e cadono le foglie. Autunno
alla stazione, non c'è tua moglie.
Saluti i vecchi amici che han visto la battaglia,
ti muovi per le strade piano piano,
Sentirsi come un cane, di tuo una divisa, due
gladi ed il tuo onore, il cuore e una ferita.
Tornare dal deserto, sentirsi ancor più
solo: il vecchio bar dell'angolo, la chiesa rasa al suolo.
E sguardi ostili intorno, neppure una parola,
qualcuno che ti osserva, già vorrebbe la tua gola.
E gli occhi di una donna che fissano pietosi,
i vent'anni di chi ha perso, nei tuoi gesti un po' scontrosi.
Perché
i tuoi diciott'anni li hai giocati con la morte, ogni giorno, ogni istante
hai costruito la tua sorte.
Per difendere un'idea, un onore calpestato,
perché chi tradì in settembre non sarà mai perdonato.
Continuano a fissarti dal fantasma di un portone,
fai paura anche da vinto, son vigliacchi senza nome.
Perché ora che il tuo mondo l'han bruciato
gl'imboscati, tu ricordi ancora sogni che non saran dimenticati.
Ti sei portato dietro la tua primavera, quegli
anni ancora verdi nella tua camicia nera.
Domani, domani dovrai ricominciare a dimostrare
al mondo cos'è una fede vera.
Ed ora che tuo figlio già reclama la
ricchezza, te la sei giocata allora per un attimo di fierezza.
Domani, domani...
VECCHI
AMICI (Amici del Vento)
Non si contano i cipressi sulla strada dell'addio
Non si contano le spine sulla rosa dell'amor
mio
Non si contano gli amici che la terra ha già
inghiottito
Non si contan le catene che le spalle mie han
ferito
Troppo azzurro è questo cielo forse non
sarà mai sera
Nella Taiga del disgelo non verrà la primavera
Non si contano le sbarre che han tagliato il
mio orizzonte
Non si contano gli inverni che han rigato la
mia fronte
L'occidente si è scordato che esistiamo
ancora noi
Ci ha venduto per tre lire per non farsi disturbare
Son milioni le mie croci sotto tanta neve bianca
Inghiottite nella fossa della grande bestia rossa
Vecchi amici vi saluto non si vive troppi inverni
Ma non voglio restar muto canterò la libertà
Vecchi amici vi saluto non si vive troppi inverni
Ma non voglio restar muto forse il mondo capirà
Vecchi amici vi saluto voi vedrete primavera
Comunismo tu hai perduto vincerà la libertà!
LA
CANZONE DEL LAGO (Amici del Vento)
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Questa è una storia che non frutta milioni, non faranno un bel
film per Tv, ma farà sbadigliare di noia, i ragazzi alla Gucci e
Cardin
Perché parla di un vecchio sereno, con gli occhi sempre fissi
nel sole, con il viso coperto di luce, e il sorriso più dolce del
mondo
Viveva un pò fuori città, sulle rive del lago di mezzo,
parlava di giorno coi cigni, e di notte ripensava al passato
ma quando quel giorno in aprile, per avere creduto in un uomo
la donna gli avevano ucciso, contro un muro in Piazza del Duomo
Era stato Lupo, il gappista, con tre colpi nel mezzo del petto,
si diceva che fosse un artista dell'agguato e del colpo alle spalle
Gliel'han detto che era il tramonto, anche il sole lo lasciava da
solo
ma voleva saldare quel conto, Lupo morto! Lo avrebbe giurato
Ma quel sole così eterno e lontano, solo un attimo si fermò
all'orizzonte, per guardarlo in fondo negli occhi, illuminargli un momento
la fronte
Ha lasciato cadere il fucile, per quel raggio di fuoco lontano
E sapeva che a colpire quei vile, non sarebbe mai stata la sua mano
Ed un giorno sulle rive dei lago mentre stanco se ne stava un pò
assorto, dopo un tonfo ed un gemito vago, la corrente gli portò
lì un morto
Era il corpo di Lupo, il gappista, si l'artista di agguati e menzogne
Un raggio gli aveva abbagliato la vista, mentre in Jaguar passava
quel ponte
L'ha guardato un secondo od un giorno, non saprebbe mai dirlo davvero,
e poi fece verso i cigni ritorno, verso il sole li portò un veliero
Questa è una storia che il lago racconta, no, non c'è
sui tuoi libri di scuola, non la sentirai narrar sulle piazze, perché
solo sul lago ora vola.
La
Rivolta (Amici del Vento)
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Sento soffiare un vento e non so dove porterà Sento scoppiare
il cuore la sua forza mi prenderà
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Suona la rivolta presto il tempo arriverà La nuova generazione
pronta al mondo presto brucerà
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Canta la tua rabbia canta e rida insieme a me, non fermare il vento
un'aria nuova arriverà
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canta la tua rabbia non fermare le tue idee sei ancora in tempo a cambiar
la società
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Prenditi il futuro non restare fermo qua, brucia nel tuo cuore un'idea
di libertà
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libertà di urlare "questo mondo non mi va", non si vende l'anima
solo per comodità
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Basta con i grandi vecchi, rifacciamo le istituzioni Facciamo piazza
pulita degli scandali e dei parrucconi
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Basta con le ammucchiate, uccidiamo il consociativismo Liberiamo la
politica dalla peste dell'arrivismo
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Riprendiamoci lo Stato, diventiamo una Nazione, stracciamo la vecchia
immagine del paese un po' coglione
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basta con il buonismo e con l'assistenzialismo freniamo il capitale
noi rivogliamo uno Stato Sociale
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E suona la rivolta questo mondo cambierà Suona suona suona il
futuro arriverà.
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Sento nell'aria fresca un odore di cambiamento, sento che dentro il
cuore il fuoco sacro non s'è ancora spento
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tengo nelle mie mani una voglia di distruzione la voglia radicale di
ripulire questa nazione
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Canta la tua rabbia canta e grida insieme a me, prendi questo attimo
di gloria e di follia
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non si può cambiare senza lotta e senza amore, la forza del pensiero
non è nulla senza il cuore
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prendi il tuo coraggio non è tempo di mollare, dei soliti potenti
ci possiamo liberare
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il tempo ormai è giunto ora basta sopportare chiudiamo i vecchi
giochi questo è il tempo di cambiare.
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Basta con i grandi vecchi....