1-
An diventa un "partito di programma" (un patto da sottoscrivere con i cittadini-elettori).
Non sarà né il padrone né il suddito della società
civile, ma sarà complementare alla società civile.
Resta
un "partito pesante", organizzato su basi di massa, ma si affiancherà,
tramite le associazioni culturali e i circoli territoriali e d'ambiente,
alle parti sociali e alle associazioni di categoria;
2- An si strutturerà in partito "regionale" per consentire, con la trasparenza interna, le scuole di partito, il ricorso alle primarie per scegliere i propri candidati alle elezioni, un rapporto più efficace e diretto tra il centro e la periferia, tra i cittadini-elettori e la classe dirigente;
3- An intende farsi carico delle domande e delle aspettative dei cittadini per costruire un moderno sistema-Italia. Per le politiche economiche sarà un partito popolare al Sud e un partito del ceto-medio al Nord. Nazionale al Sud, federalista al Nord;
4- An è una forza patriottica in linea con le tradizioni risorgimentali italiane. I suoi valori sono: l'uomo, la libertà, la famiglia, la giustizia, la nazione, lo Stato. L'uomo come essere complesso, religioso, politico ed economico. La libertà non nei siginificati di emancipazione e liberazione, ma come diritto e facoltà di partecipazione alla cosa pubblica. La nazione come risultato vivente di sedimentazioni culturali, vicende storiche, legami generazionali che vincolano il passato al presente, identificazione religioso-linguistica (la religione cattolica è tutt'uno con la tradizione italiana), costumi locali che arricchiscono e non vulnerano la sua unitarietà.
5- An si batte per il senso dello Stato (dal punto di vista etico, culturale, legislativo e amministrativo). Stato che significa consapevolezza dell'interesse generale, delle regole e dei valori condivisi. L'interesse generale non è la somma aritmetica degli interessi particolari. L'idea di autorità non è assimilabile all'idea di potere. E' la garanzia e tutela dei deboli rispetto ai forti. An è per una soluzione istituzionale che contemperi le istanze del presidenzialismo con quelle del federalismo.
6- Bisogna ripensare lo Stato centrale come camera di decompressione tra le spinte regionalistiche, quelle localistiche e quelle sovranazionali, distinguendo tra materie di interesse generale (di competenza del centro), e materie di interesse locale (di competenza delle singole autonomie). No allo Stato imprenditore di tutto, no allo Stato burocratico ed elefantiaco, no allo Stato dell'oppressione fiscale, sì allo Stato che promuove attività primarie in aggiunta alle classiche (difesa, ordine pubblico, moneta), attività legate all'istruzione, alla formazione e protezione della famiglia.
7- An è per l'Europa non solo economica, ma anche culturale, politica e militare. Il graduale processo (Europa federale) di integrazione del continente dovrà avvenire conciliando le sovranità degli Stati nazionali (accettando limiti, dei vincoli e delle regole superiori), con le culture di ogni popolo. Sì alla Nato, ma con dignità nazionale ed europea.
8- L'Italia deve entrare nell'Europa di Maastricht da partner paritario rispetto alle altre nazioni. Il sistema economico italiano dovrà quindi attrezzarsi alle nuove sfide imposte dalla globalizzazione dei mercati. La mobilità del sistema economico può essere la risposta. L'immobilismo e il provincialismo sono incompatibili con lo sviluppo.
9- Tutela delle piccole e medie imprese e del made in Italy
10- La destra è per la persona, non per l'egoismo individuale. La società, per la destra, va considerata come una "struttura d'opportunità" capace di sfruttare le potenzialità sociali e le risorse professionali di ogni cittadino.
11- An è non per lo smantellamento, ma per la riforma dello Stato sociale. Ecco i punti principali: patto tra produttori di ricchezza vincolati a un progetto-nazione che saldi i ceti-medi (professionisti, artigiani, commercianti, imprenditori), con le tradizionali classi lavoratrici (dipendenti pubblici, presatori d'opera). Defiscalizzazione dei redditi prodotti, economia della partecipazione e affermazione del principio di sussidiarietà. Sussidiarietà non nel senso liberista (lo Stato lascia fare e interviene dove i soggetti privati falliscono), o nel senso statalista (lo Stato rimane "regista assoluto" delle politiche sociali), ma nel senso comunitario (welfare community): la valorizzazione, attraverso il decentramento delle risorse, delle autonomie locali e dei corpi intermedi, orientati al bene comune.
12- Regionalizzazione della contrattazione e del collocamento, incentivando forme alternative di lavoro (flessibilità, lavoro interinale, part-time) per creare nuova occupazione. Creazione di Agenzie del lavoro a livello regionale, incentivazione dei patti territoriali e dei contratti d'area
13- An è per una prudente politica delle privatizzazioni, a patto che tale scelta non comporti la svendita di beni pubblici italiani al capitale straniero, ma avvenga basandosi sull'azionariato diffuso (public company), non sulle concentrazioni, e che vengano salvaguardati gli interessi generali e vitali del Paese (la sua sovranità democratica).
14- Questione meridionale: "progetto Sud per il lavoro" (promozione delle politiche agricole, politica per le infrastrutture, riproposta della legge Tremonti). Questione settentrionale: "progetto Nord per l'autonomia" (gestione locale delle risorse tributarie e dei fondi, alleggerimento del peso fiscale per spostare le ricchezze in ambiti produttivi, difesa del ceto medio)
15- Istruzione come bene pubblico che lo Stato ha il dovere di sostenere e incentivare. Progetto di una scuola che non trasmetta solo nozioni tecnico-scientifiche, ma anche i valori culturali e spirituali che sono alla base dell'identità nazionale. Sostegno selettivo alle scuole private che rispettino dei parametri di affidabilità, per consentire alle famiglie di scegliere tra pubblico e privato, in concorrenza al rialzo tra loro. Riforma dell'Università su basi meritocratiche, di impengo, libertà, partecipazione e responsabilità. Articolazione della carriera del corpo docente accademico su tre livelli, con valutazioni periodiche della produzione scientifica. Regole più rigide per selezionare gli studenti.
16- Centralità della famiglia attraverso concrete politiche di sostegno (assegni familiari, asili nido gratuiti, detrazioni fiscali), per combattere la tendenza demografica all'invecchiamento costante della popolazione. Innalzamento dell'età pensionabile. Lotta all'usura e ad ogni tipo di droga (leggera e pesante).
17- Politica immigratoria di tipo pragmatico, che valuti di anno in anno, secondo un attento monitoraggio, le esigenze, disponibilità e capacità di assorbimento del nostro mercato del lavoro (occupazione, case, scuole, strutture, sanità, sbocchi professionali), controlli rigorosamente gli ingressi e favorisca con una forte politica di aiuti internazionali lo sviluppo economico delle nazioni sottosviluppate;
18- Lotta alla criminalità (sopratutto la micro-criminalità), tutela dell'ordine pubblico, potenziamento degli stanziamenti alle forze di pubblica sicurezza, istituzione del poliziotto di quartiere nelle grandi città.