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LA "CARA" ESTATE SCOGLITTESE
Lira
più, lira meno, l’estate scoglittese è costata al contribuente vittoriese
quasi un miliardo. A tanto infatti ammonta la spesa complessiva prevista da
altrettante delibere della giunta Aiello per finanziare i mille spettacolini
della stagione appena conclusa. Ed
a stagione finita si tirano le somme, è tempo di consuntivi e riscontri. A
fronte di tanta munificenza era lecito attendersi un bilancio quantomeno
lusinghiero in termini di presenze turistiche che, lo ripeteremo fino alla
noia, non sono quelle vittoriesi, di crescita delle attività commerciali,
d’incremento dei volumi d’affari di ristoratori e albergatori. Ed
invece è proprio dagli operatori di Scoglitti che arriva una lapidaria
sconfessione delle iniziative della giunta Aiello. Affermano gli stessi
operatori che la stagione turistica ha vissuto più di ombre che di luci, le
presenze sono state soltanto locali e per lo più inferiori agli anni scorsi e
di turisti veri e propri non s’è vista traccia. Lo
scorso anno avevamo denunciato l’inutilità di programmare mille
spettacolini di nessuna valenza artistica e culturale che, come rileva anche
la dr.ssa Rita Simoncini, fiorentina ed ospite occasionale, servono ad
alimentare un clima di fiera strapaesana, ma nulla hanno a che fare con una
reale promozione turistica. Si lamentano un po’ tutti, quindi, meno che
l’assessore al ramo ed il sindaco Aiello, che continuano imperterriti a
vagheggiare di una Rimini del Sud, un sogno cui loro stessi non credono più. A
Settembre, sostiene Paolo Porcelli, già presidente del Circolo di An, ed
esponente di spicco della destra vittoriese, con il supporto di iniziative
promozionali adeguate e possibilmente concertate con gli operatori locali, il
nostro clima favorirebbe un prolungamento della stagione turistica ed invece
la frazione di Scoglitti ripiomba nell’oblio, insieme ai suoi tremila
abitanti, trascinandosi dietro i problemi di sempre. Questa amministrazione, che pretenderebbe di sperperare l’astronomica cifra di 700 milioni per comprarsi lo “scoglio di Papandrea”(quando invece, per impedirne la cementificazione, basterebbe un parere negativo di impatto ambientale e negare licenza edilizia), non riesce a progettare per Scoglitti e per il turismo nient’altro che quattro canzonette ferragostane. Anche
per Scoglitti quindi, come per la città di Vittoria, appare inevitabile una
svolta di tipo culturale-progettuale che la sinistra non è in grado di
formulare, e che sarà invece una priorità assoluta del programma di governo
della nuova amministrazione di centro-destra che i vittoriesi sapranno darsi. Vittoria
24 settembre 2001 torna a COMUNICATI STAMPA vai a MENU PRINCIPALE
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