COMUNICATO STAMPA

Alla cortese attenzione degli organi di stampa

 

Vittoria, 13 gennaio 2001

 

Quello compiuto dal Presidente Provinciale di AN, dr.Licitra, nel procedere allo scioglimento del circolo “Terzo Millennio” di Vittoria, è un errore gravissimo. Ritenere di potersi appropriare del Partito attraverso le dimissioni forzate dei Presidenti dei circoli territoriali o addirittura sciogliendo i circoli stessi ed inviando oscuri commissari esterni( come avvenuto a Comiso, Chiaramonte, Santa Croce e Vittoria), vuol dire semplicemente disconoscere e disprezzare il cammino faticoso intrapreso da Alleanza Nazionale, all’indomani della svolta di Fiuggi, per traghettare il Partito verso lidi di autentica democrazia.

Ed il percorso faticoso compiuto da AN per legittimare agli occhi della pubblica opinione la sua moderna vocazione democratica, non può essere interrotto dalle bramosie personali di qualche nostalgico personaggio periferico minore, quale è appunto il dr.Licitra, che in questa vicenda brancolando tra autoritarismo e ripensamenti, riesce a smentire se stesso, rimediando alla fine una figura barbina.

La vocazione democratica di AN è anche democrazia interna e rispetto delle regole e dello Statuto di Fiuggi.

La violazione delle norme dello statuto ed ancor peggio delle regole non scritte, ma inviolabili, dei valori e dei principi ispiratori della azione politica di AN, costituisce un attentato imperdonabile alla esistenza stessa di Alleanza Nazionale.

Ho più volte detto che all’interno di un gruppo, di un partito, nella società degli uomini, la emersione delle singole individualità deve avvenire attraverso il metodo del confronto dialettico, politico e culturale.

A chi è incapace di questo, non può essere consentito di cercare spazio a gomitate, come purtroppo accade a Licitra ed alla sua minoranza.

E’ da ricordare come lo stesso presidente FINI abbia in passato provveduto a dimissionare il citato dr.Licitra, tornato poi in sella grazie ad un congresso anomalo di due anni fa.

E’ auspicabile che questa volta lo stesso non sia costretto a semplici dimissioni, ma si prenda in seria considerazione l’opportunità di allontanare realmente dagli  incarichi operativi del Partito, ad ogni livello, chi attenta impudentemente alla sua integrità ed identità, al solo fine di rincorrere improbabili successi personali.

 

                                                                                                                  

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