CULTURA DEVIATA
Come previsto, il presunto spettacolo
di giovedì 16 maggio 2002, "Storia di un giuramento rifiutato", altro non è stato che un semplice
comizio politico, privo di qualsiasi forma di teatralità. L’abilità oratoria manifestata
nel corso del monologo era un’emulazione dell’abilità dialettica dei candidati
in periodo elettorale.
L’obiettivo della pseudo-rappresentazione non è stato solo quello
di ironizzare, schernire e denigrare il Regime Fascista e l’intera società
italiana degli anni Venti e Trenta, ma ha assunto una chiara connotazione
politica attuale: con maestria si è riusciti a ironizzare sull’attuale
Presidente del Consiglio; l’imitazione in chiave ironica della voce dell’On.
Silvio Berluconi è stata decisamente fuori luogo. È stato questo uno
stratagemma per suscitare le risate nel non molto numeroso pubblico,
realizzando così l’effetto “caretera”, evocato nel corso dello stesso monologo.
L’allestimento aveva il dichiarato intento di riprodurre con
rigore scientifico una vicenda storica italiana, ma il taglio apparentemente
scientifico (lettura di citazioni, declamazione con dati numerici, rievocazione
di momenti precisi della vita dei soggetti raccontati) è scaduto in una
spocchiosa ironia sulla cultura italiana dell’epoca e di oggi.
L’Associazione Culturale TeatrIrrequieti si presenta dichiarando
che:
“Per noi fare teatro non significa fare spettacolo, ma soprattutto
stimolare la curiosità e la riflessione della società su temi attuali ma spesso
dimenticati, per disinteresse o distrazione”
ma in pratica, con “Storia di un giuramento rifiutato” ha dato
prova di limitarsi a cavalcare l’onda della pseudo-cultura politica torinese,
tradizionalmente ostile alla cultura di Destra ed ancor di più a quella
Fascista.
Per onorare il passato ed il presente della nostra Amata Patria,
occorre rammentare che insigni intellettuali vissuti nel Ventennio hanno
fulgidamente esaltato il valore tecnico-scientifico-filosofico dell’Italia:
Marconi, Pirandello, Gentile, D’Annunzio, Martinetti, Piacentini, solo per
nominare alcuni dei più noti nomi che possono, con onore, tutt’oggi risuonare
nelle aule di ogni Facoltà universitaria dell’intero Pianeta.
Un vero “teatro irrequieto”, nel rispetto della summenzionata
citazione, dovrebbe orientarsi verso la messa in scena di rappresentazioni
capaci di far conoscere al grande pubblico, ad esempio, il pensiero di Giovanni
Gentile, filosofo e politico bistrattato per la sua adesione ed il suo supporto
culturale al Fascismo.
“Irrequietezza” sarebbe avere il coraggio di non sottostare alle
cariatidi accademiche (leggasi tra gli altri “Bobbio”, citato nel corso del
monologo) che censurano per opportunità partitocratriche la cultura ed il
pensiero politico italiano, stimato ed apprezzato all’estero. Quest’ultima
affermazione non è gratuita, ma è anzi corroborata da un momento dello stesso monologo;
quel passaggio in cui si ironizza sull’apprezzamento riscosso dal Regime
Fascista, nella liberale Gran Bretagna degli anni Trenta. Un apprezzamento che,
illo tempore, fu amplificato dalle colonne della libera stampa britannica, ma
che viene svilito e reso oggetto di ludibrio al fine di esaltare la liberalità
di qualche professore italiano di allora (o di oggi!).
La ricostruzione è scientifica solo a convenienza: perché è stato
citato il numero degli anni di reclusione inflitti agli oppositori politici del
Regime, il numero di arresti compiuti, le precise modalità seguite per trarre
in arresto qualche illustre professore, ma non si enuncia il numero di sentenze
capitali eseguite in Italia, nel corso del Ventennio? Perché ci si limita a
dire che sono stati condannati a morte coloro che non assecondavano il Regime,
ma non si pronuncia il numero delle esecuzioni? Forse, il numero sarebbe risultato
pari a zero? Ricordiamo che il numero si sarebbe dovuto riferire ai soli
condannati politici! Eppure degli imprigionati si producono, nomi, cognomi e citazioni
testuali; dei presunti morti sulla forca: nulla! Si evoca il sangue, ma non se
ne indica l’origine e la quantità!
In ogni circostanza, compreso il messaggio di divulgazione inviato
attraverso questa lista di distribuzione, gli organizzatori si sono impegnati a
ribadire che “l'Associazione TeatrIrrequieti ha realizzato lo spettacolo
(testo, allestimento e scenografie) senza alcun contributo finanziario pubblico”;
ebbene, come deve esser contabilizzata dall’Università la messa a disposizione
di una propria aula a fini non accademici? Usufruire di un bene pubblico, qual
è un’aula universitaria, non equivale a fruire di uno stanziamento pubblico non
pecuniario? I contribuenti italiani, così come la totalità degli studenti dell’Ateneo,
pagano per tutti i servizi ed i costi connessi alla gestione ed al mantenimento
di un’aula (costi di ammortamento, costi di pulizia, costi per il mantenimento
delle strutture fisse e mobili, ecc.).
E che dire dell’utilizzo improprio di questa lista di
distribuzione della posta elettronica? Essa non dovrebbe avere fini
propagandistici, bensì il solo intento di permettere la conoscenza e di
favorire il contatto tra i soci del Club Optime; un mezzo per ampliare le
conoscenze personali e culturali e non per svolgere propaganda politica, a cui
sono deputate ben altre sedi.
Mi permetto di concludere, rilevando l’assenza di parità di
trattamento: presso l’Ateneo torinese e nei suoi ambienti: è impensabile
promuovere iniziative tese ad approfondire scientificamente temi politico-filosofici,
considerati di Destra, ma le porte sono sempre aperte per rievocare eventi in
funzione anti-Fascista ed anti-Patriottica.
Se qualcuno, qualche settimana fa, avesse solo proposto di
discutere, senza pregiudizi, da un punto di vista politologico il successo della
Destra in Francia avrebbe rischiato il linciaggio e neanche l’intervento delle Forze
dell’Ordine avrebbe garantito lo svolgimento del dibattito (chi è stato in
Palazzo Nuovo negli anni Novanta ricorderà certamente atti d’ignobile insipienza,
che hanno impedito lo svolgimento di lezioni su temi storici), se si distrugge
l’immagine dell’Italia del secolo scorso o di questo secolo: tutto è permesso!
Un saluto romano (italica tradizione da millenni) a tutti.
A presto
Umberto
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gattoumb@freemail.it u.gatto@tin.it
http://www.umbertogatto.gozzilla.it
-------------------------------------------------------------------------------------------------
-----Messaggio
originale-----
Da: Dott. Umberto GATTO
[mailto:u.gatto@tin.it]
Inviato: sabato 11 maggio 2002
0.30
A: cento10elode@yahoogroups.com;
Oggetto: R: [cento10elode] Teatro
a Palazzo Nuovo
Mi
auguro sinceramente che non sia la solita propagandistica rappresentazione
anti-Fascista o anti-Patriottica.
A presto
Umberto
-------------------------------------------------------------------------------------------------
gattoumb@freemail.it u.gatto@tin.it
http://www.umbertogatto.gozzilla.it
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-----Messaggio
originale-----
Da: Miriam Ricci
Inviato: venerdì 10 maggio 2002
13.23
A: teatrirrequieti@libero.it
Oggetto: [cento10elode] Teatro a
Palazzo Nuovo
Lo spettacolo teatrale "Storia di un giuramento rifiutato"
ha debuttato il 25 aprile scorso con grande successo di pubblico, presso il
Teatro Juvarra di Torino.
Con grande piacere, lo riproponiamo giovedi
16 maggio 2002 alle ore 18:00 presso l'Aula Magna di Palazzo Nuovo,
via S. Ottavio 20, Torino. L'ingresso è
libero. Per informazioni, si può telefonare ai seguenti numeri:
011 835114 oppure 011 540675
Vi invito a diffondere questa notizia anche a vostri amici, colleghi ecc
Un'ultima piccola nota: l'Associazione TeatrIrrequieti ha realizzato lo
spettacolo (testo, allestimento e scenografie) senza alcun contributo
finanziario pubblico.
A presto e grazie per l'attenzione!
Segue locandina dello spettacolo
Miriam Ricci (Vicepresidente di TeatrIrrequieti)
Dopo il successo ottenuto il XXV aprile 2002
presso il Teatro Juvarra di Torino,
l’Associazione Culturale TeatrIrrequieti è lieta di ripresentare:
Storia
di un Giuramento Rifiutato
di e con Angelo Scarafiotti
scenografie di Michele Calìa
16
maggio 2002 ore 18:00
Aula Magna Palazzo Nuovo Ingresso libero
Info Tel. 011 540675 oppure 011 835114
É il 1931. Siamo in Italia. Il giorno è l'otto di ottobre.
Il regime fascista impone ai docenti universitari un giuramento:
"Giuro di essere fedele al Re, ai suoi reali successori e al Regime
Fascista, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, di
esercitare l'ufficio di insegnante ed adempiere tutti i doveri accademici col
proposito di formare cittadini operosi, probi e devoti alla Patria e al Regime
Fascista. Giuro che non appartengo né apparterrò ad associazioni o partiti la
cui attività non si concili con i doveri del mio ufficio."
Questa era la formula che i professori universitari dovevano sottoscrivere. Più
di 1200 professori sono chiamati a giurare. Rifiuteranno solo in dodici.
Chi erano questi signori?
Angelo
Scarafiotti
Dopo aver
frequentato il corso di recitazione teatrale, diretto da Anna Bolens, presso il
Teatro D’Uomo di Torino, si trasferisce a Roma dove si diploma nel 1996 presso
l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.
Ha collaborato con varie compagnie teatrali e registi del calibro di Ugo
Gregoretti, Eugenio Allegri, Lorenzo Salveti e Mario Ferrero. Lavora inoltre
con il Teatro Stabile Abruzzese ed il Teatro Stabile del Veneto.
Nell’ottobre 2001 fonda l’Associazione Culturale TeatrIrrequieti, di cui è
Presidente e Direttore Artistico, per occuparsi principalmente di teatro
storico-sociale e di impegno civile. Cura anche un corso di Espressione
Corporea per disabili fisici e mentali.
TeatrIrrequieti è un’associazione
senza scopo di lucro, nata per salvaguardare e promuovere il patrimonio
culturale, storico e sociale italiano, attraverso il linguaggio del teatro.
TeatrIrrequieti ha realizzato questo spettacolo
senza alcun contributo finanziario pubblico
teatrirrequieti@libero.it
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