RISPOSTA ALL'APPELLO DI QUEL VECCHIO RIMBAMBITO DI BOBBIO
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-----Messaggio
originale-----
Da: sergio
Chiarloni [mailto:chiarlon@cisi.unito.it]
Inviato: giovedì 3 maggio 2001
22.38
A: tutti cisi
Oggetto: Appello di Bobbio per la
democrazia
Appello
di Bobbio per la democrazia
Data: lunedì 1 maggio 2001
10.30
E' l'appello di Bobbio:
leggilo.
Se
lo condividi, firma con il tuo nome e fallo
girare in nome di una diffusa
solidarietà ai valori e alle pratiche di un
paese che vuole la modernità con
il concorso solidale di tutti. Se non lo
condividi é soltanto
un'informazione e la fiducia che tu possa contribuire
a non rendere possibili le preoccupazioni
che il documento esprime.
In
calce una piccolissima parte delle firme già ottenute e un testo divertente di
Dario Fo
Sergio
Chiarloni
----------
E'
necessario battere col voto la cosiddetta "Casa delle
libertà".
Destra
e sinistra non c'entrano: è in gioco la democrazia.
Berlusconi
ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, e cioè i
valori fondamentali su cui poggia la Repubblica italiana. Ha annunciato una
legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità
dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al
potere politico,abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di
diritto.
Oltre
a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato in Italia e all'estero,
per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca
di delegittimarli in tutti i modi, un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma
siamo ancora un paese civile?
Chi
pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo:
nei sette mesi del 1994 il governo Berlusconi dette una prova
disastrosa.
Gli
innumerevoli conflitti d'interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo
governo sia in Italia sia, e ancora di più, in Europa.
Le
grandiose opere pubbliche promesse dalla "casa delle libertà" dovrebbero essere
finanziate almeno in gran parte col debito pubblico: ciò ci condurrebbe fuori
dall'Europa. A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare a
votare, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi.
Una
vittoria della "casa delle libertà" minerebbe le basi stesse della
democrazia.
1)
Norberto Bobbio
2)
Alessandro Galante Garrone
3) Paolo
Sylos Labini
4) Paola
Amendola
5)
Giovanni Bachelet
6) Roberto
Benigni
7)
Margherita Hack
8) Rita
Levi Montalcini
9) Antonio
Giolitti
10) Andrea
Camilleri
11) Diego
Novelli
12)
Antonio Tabucchi
13) Elena
Gianini Belotti
14) Paolo
Flores d'Arcais
15) Nino
Caponnetto
16)
Clotilde Pontecorvo
17)
Massimo Caviglia
18) Dino
Foa
19) Elio
Veltri
20) Enrico
Modigliani
21) Lucio
Pietrantoni
22)
Gennaro Sasso
23) Renata
Gaddini
24) Laura
Grassi
25) Aldo
Visalberghi
26)
Cristina Russo
27)
Cecilia Cagnola
28)
Michele Girardi
29) Luca
Battaglini
30)
Giovanni Mirabella
31) Anna
Paola Ercolani
32)
Angioletta Sereni
33) Diego
Zani
34)
Camillo Pregnolato
35) Emilia
Bitossi
36)
Roberta Pizzullo
37) Sergio
Cossu
38) Magda
Mandrioli
39)
Alessandro Piccolo
40)
Susanna Bianconi
41)
Fabrizio Fassio
42)
Elisabeth Boeke
43) Nicola
Mazzarotto
44)
Eduardo Missoni
45)
Giorgio Dall'Aglio
46) Laura
Novelli Dall'Aglio
47) Wanda
Botti
48) Bruna
Rambaldi
49) Carla
Rambaldi
50) Paola
Bottoni
51)
Loredana Giani
52) Andrea
Frova
53) Cesare
Biondelli
54)
Piergiorgio Battistelli
55)
Claudia Terracina
56)
Rosetta Mazzone
57) Marta
Fiore
58)
Antonio Monari
59) Lara
Bellini
60)
Pierangelo Borsa
61) Silvia
Borsa
62)
Stefano Borsa
63)
Annalisa Iannacci
64)
Gabriele Pallotti
65) Paola
Muscetta
66) Mario
Mattioli
67) Maria
Antonietta Casamassima
68)
Rosella Melis
69)
Claudia Finzi
70)
Comitato Giuseppe Lazzati per la Costituzione
71) Enrico
Onofri
72) Lucia
Mason
73) Carlo
Montenegro
74) Gianni
Mula
75) Diana
Goldschmied
76) Paolo
Aite
77) Sergio
Rostagno
78) Sonia
Ercolani
79)
Donatella Diamanti
80) Elena
Gallo
81) Carlo
Gallo
82)
Gabriele Gallo
83)
Annarosa Luzzatto
84)
Rebecca Pambianco
85) Ines
Vedovato
86) Elena
Lorenzoni
87)
Stefano Lorenzoni
88)
Alberto Lorenzoni
89) Loris
Mazzer
90) Silvio
Della Torre
91)
Daniela Foray
92)
Erminio Capitani
93) Lella
Costa
94)
Bortolo Centeleghe
95) Paolo
Centeleghe
96)
Giuseppe Golini
97) Sara
Cornali
98) Chiara
Furiani
99) Marco
Musella
100)
Lavinia Azzone
101)
Alessandro Azzone
102)
Massimiliano Azzone
103) Mario
Colombo
104)
Rossella D'Alfonso
105)
Teresa Calvano
106) Greta
Spagnoli
107)
Giulia Migliaccio
108)
Stefano Rosso
109)
Massimo Gentile
110)
Francesca Pico
111) Pablo
Armellino
112) Vera
Orano
113)
Gianni Rigamonti
114)
Giacomo D'Urso
115) Adele
Mazzotti
116)
Gabriella Fabbricino Trivellini
117) Luciano
Celi
118) Carlo
Natali
119) Paolo
Pontiggia
120)
Fabrizia Marangon
121)
Stefano Minardi
122)
Claudio Lamberti
123) Irene
Carlone
124)
Luciana Arnulfo
125)
Umberto Arru
126)
Bartolomea Alasia
127)
Francesco Lisa
128)
Tommaso Lisa
129)
Sergio Lisa
130)
Monica Fiorini
131) Giusy
Lauriola
132)
Filippo Fossati
133)
Cristina Coiutti
134) Paola
Placidi
135)
Sabrina Pasquini
136)
Francesco Di Cataldo
137)
Edisetta Pozzati
138)
Alessia Folcio
139) Sara
Veronesi Drews
140) Piera
Maggi
141) Marco
Minelli
142)
Enrico Peppe
143)
Viviana Tarantino
144)
Eleonora Fioravanti
145) Luca
Bergamo
146) Mario
Cambi
147) Diego
Papaccio
148) Maria
Antonietta Nigro
149)
Giulio Mozzi
150)
Angelo Ferrarini
151) Maria
Elda Muzzani
152)
Emmanuele Ferrarini
153)
Angelo Fiocco
154)
Marinella Lombini
155)
Franco Bomprezzi
156)
Andrea Pedrana
157)
Simonetta Sulis
158) Ester
Forno
159)
Giuseppa Michela Contini
160)
Chiara Ottaviano
161)
Stefano Musso
162)
Augusto Cherchi
163)
Giorgio Rosental
164) Fabio
Fiore
165)
Sergio Chiarloni
L'IMPOSSIBILITA'
DI ESSERE BERLUSCONI
Al di la' dei guai giudiziari del Cavaliere, al di la'
del
giudizio sul suo proposito di autoassolversi da molte accuse
con un
condono fiscale tombale e la modifica della legge
sul falso in bilancio, la
verita' e' che Berlusconi e
ineleggibile per una questione
tecnica.
L'uomo piu' ricco d'Italia non puo' amministrare il paese
in
modo disinteressato: ogni decisione del suo eventuale
governo, gli puo' far
guadagnare o perdere miliardi.
Questo problema si e' posto pesantemente nel
periodo
in cui e' stato primo ministro. E' chiaro che desta dubbi il fatto
che lui sia stato uno dei principali beneficiari della legge
Tremonti,
che permetteva di reinvestire gli utili delle
aziende godendo di ingenti
facilitazioni fiscali. E' chiaro
che nascano voci e sospetti su massicci
acquisti di marchi
tedeschi avvenuti appena prima che il Cavaliere
annunciasse la svalutazione della lira. C'e' chi ha
sussurrato che
comprando marchi prima della svalutazione
e rivendendoli mezz'ora dopo si
sarebbe potuto
guadagnare cifre colossali, migliaia di miliardi...
Sapere se questo sia avvenuto veramente e' secondario.
La legalita'
democratica impone che chi governa debba essere
al di sopra di ogni
sospetto.
Per evitare anche l'ombra di un possibile dubbio e' risaputo
che la legge americana impone che chiunque governi debba
affidare tutti
i suoi beni a operatori neutri attraverso un
meccanismo raffinatissimo che
fa si' che l'amministratore
non sappia di chi sta amministrando il denaro.
Ovviamente
questo comporta la liquidazione di tutti i beni la cui
identificabilita' sia certa e la trasformazione di quasi tutte
le
ricchezze in denaro liquido e quindi in fondi finanziari.
Restano escluse
giusto le case di abitazione e poco altro.
Ovviamente questo non riesce a
escludere realmente che il
presidente degli Stati Uniti approfitti di
informazioni
riservate per speculare un po' sui futures sul petrolio,
guadagnando in pochi minuti il proprio peso in oro
moltiplicato mille
volte.
Pero' si deve sforzare molto per riuscirci e se lo pescano,
almeno teoricamente, lo fanno a pezzi.
Molti dicono che l'Italia e la
Thailandia sono i soli due paesi
al mondo nei quali sia successo che un
imprenditore sia
andato al governo restando saldamente alla direzione delle
sue imprese. E sinceramente a poche settimane dalle elezioni
non mi
sembra che si sia neppure posto realmente questo
problema.
In effetti una
proposta di soluzione e' stata avanzata...
Qualcuno sostiene che si potrebbe
risolvere tutto da
gentiluomini, all'italiana, se Berlusconi accettasse di
uscire
dalle riunioni ogni volta che si discute di qualche
argomento nel
quale sono coinvolti i suoi interessi.
Potrebbe essere una soluzione
accettabile.
Si parla di televisioni e Berlusconi esce.
Si parla di
finanziarie e lui esce.
Si parla di borsa: l'Onorevole Presidente del
Consiglio,
Silvio Berlusconi e' pregato di uscire dall'aula in quanto si
sta per discutere di argomenti che coinvolgono i suoi
personali
interessi.
Si parla di commercio ed esce.
Si parla di pubblicita',
esce.
Si parla di cinema: l'Onorevole Presidente del Consiglio,
Silvio
Berlusconi e' pregato di uscire... ah...e' gia fuori per
la questione di
prima?
Ci resti anche per la prossima...
Giustizia resta
fuori.
Giornali resta fuori.
Editoria resta fuori.
Edilizia resta
fuori.
Sport resta fuori.
Turismo resta fuori.
Tasse resta fuori.
Ma
quando governa questo Berlusconi?
Ha le mani in pasta dappertutto quando puo'
fare il premier
senza destare vistosi sospetti?
Senza contare che, per
correttezza, visto che meta' dei
deputati della Casa delle Liberta' sono o
suoi diretti
dipendenti o soci o fornitori o comunque emotivamente
coinvolti nelle sue fortune economiche, perche' ospiti
televisivi,
autori editati dalle sue case editrici, tifosi delle
sue squadre,
concorrenti dei suoi quiz, amanti delle sue
vallette... Devono uscire
tutti.
Ci troveremmo cosi' in una situazione paradossale con la
maggioranza di governo perennemente assente e
l'opposizione che
governa.
Beh, a pensarci bene non sarebbe poi male. Converrebbe
anzi.
Visto che Rutelli sembra il solo ad aver voglia di
vincere a sinistra tanto
vale organizzarsi per incassare una
buona sconfitta. Si', votiamo tutti
Berlusconi. Cosi' ci
garantiamo una legislatura nella quale le sinistre
governano
veramente. In fondo il governo dell'Ulivo per il Cavaliere
e'
stato una manna: Berlusconi ha accumulato decine di
migliaia di
miliardi.
Magari stare all'opposizione fa bene anche a noi.
Votate per un
Premier operaio!
Pardon: contadino.
Pardon: imperatore di Bisanzio o
Pontefice a vostra scelta.
Dario Fo e Franca Rame