Verona, 2 Maggio 2000

 

Dagli iscritti FISTel-CISL:

Dott. Marcello Gardani, Via Cima Carega 22/3, 37030 Lavagno (VR)

Mario Ceglie, Via Scuderlando 383, 37135 Verona

e dai cofirmatari riportati in allegato

 

A:

Collegio Nazionale dei Probiviri Confederali CISL

Via Po 21

00198 Roma

 

Ai sensi dell’art.22 del Regolamento:

Signor Renato Lunardi (Segretario Provinciale FISTel-CISL di Verona)

Lungadige Galtarossa, 22/d

37133 VERONA

 

Signor Francesco Fazzalari (Presidente Collegio Nazionale dei Probiviri FISTel-CISL)

Signor Girolamo Alotta (Collegio Nazionale dei Probiviri FISTel-CISL)

Signor Romano Rambaldi (Collegio Nazionale dei Probiviri FISTel-CISL)

Signor Marcello Troiani (Collegio Nazionale dei Probiviri FISTel-CISL)

Via Palestro, 30

00185 ROMA

 

Per conoscenza:

Dott. Sergio D'Antoni

Segretario Nazionale CISL

Via Po 21, 00198 Roma

 

Oggetto:

1) Ricorso al Collegio Confederale dei Probiviri CISL contro i quattro provvedimenti dei Probiviri Fistel CISL (notificati successivamente al 18/3/2000):

1a) Gardani contro Lunardi del 14/12/1999, lodo del 2/3/2000.

1b) Gardani contro Lunardi del 9/2/2000, lodo del 27/3/2000.

1c) Bellomi, Mattinzioli e Sabaini contro Gardani del 21/12/1999, lodo del 17/3/2000.

1d) Bellomi, Mattinzioli e Sabaini contro Gardani del 4/1/2000, lodo del 27/3/2000.

2) Denuncia contro i signori Alotta, Fazzalari, Rambaldi, Troiani, per complicità con una delle parti in causa ed evidente incapacità professionale nella funzione di Probiviri FISTel-CISL.

3) Pronunciamento sulla liceità di insulti personali ed antireligiosi da parte di alti dirigenti CISL.

4) Pronunciamento sulla liceità di censura e sanzioni sulle idee politiche degli associati da parte di strutture istituzionali della CISL.

5) Pronunciamento sulla liceità di impedire agli iscritti la consultazione dei bilanci.

6) Pronunciamento sulla liceità di impedire agli iscritti la consultazione degli atti congressuali.

 

Sommario

Premessa *

L’atmosfera che si respira a Verona *

Scioperi *

Corruzione? Nessuna prova *

I permessi di federazione *

Democrazia in federazione *

Disastro in Mondadori *

Disprezzo verso l'Assemblea Generale Mondadori *

Disprezzo verso la Stampa Rotocalco *

Disprezzo verso le Redazioni Libri *

Disprezzo verso la Stampa Offset *

La denuncia del 14/12/1999 *

Testo della denuncia *

Impedita la spiegazione dettagliata della denuncia *

L'ordine del giorno del 20/12/1999 *

Vietato l'accesso ai dati di bilancio *

Vietato l'accesso agli atti congressuali *

Limite dei 12 anni di mandato *

Diritto di iscrizione di Lunardi alla Fis-Fistel *

Inciso sull'Ordine del Giorno del 17/12/1997 sull'art.17 dello Statuto *

Denuncia rispetto all'art. 2 del Regolamento *

Violazione degli atti congressuali *

Bassa "Marea" per Lunardi *

La denuncia del 9/2/2000 *

Testo della denuncia *

La mancanza di democrazia e le violazioni statutarie in merito *

Denunce di Bellomi, Mattinzioli e Sabaini contro Gardani *

Un paragone illuminante *

Mancata spedizione delle denunce *

I denuncianti *

La denuncia del 21/12/1999 *

Il testo della denuncia *

La deposizione di Lunardi *

Il sonno della ragione genera mostri *

Aggressioni & aggrediti *

Le testimonianze *

Il diritto al contraddittorio *

Ingiurie antireligiose, odiose e razziste *

La denuncia del 4/1/2000 *

Il testo della denuncia *

Che c’entra l’art. 1? *

L’art. 6 *

Scritti su Internet *

Invito alla diffusione firmato Lunardi *

La Repubblica Sociale Italiana e gli Ignoranti della Repubblica *

Voliamo alti *

Gli organi della CISL possono censurare le idee politiche degli iscritti? *

Incapacità o complicità dei Probiviri Fistel *

Il giallo della barra retroversa *

Richieste al Collegio dei Probiviri Confederali *

Richiesta di pronunciamento urgente *

Conclusione *

Allegati *

 

 

Egregi componenti del Collegio dei Probiviri Confederali CISL,

con la presente, riproponendo "in toto" le denunce presentate contro di lui, chiediamo la decadenza del signor Renato Lunardi dalla carica di Segretario Provinciale FISTel-CISL di Verona e la sua espulsione dalla Fistel; la deplorazione con diffida dei Probiviri FISTel-CISL, signori Girolamo Alotta, Francesco Fazzalari, Romano Rambaldi e Marcello Troiani; l’annullamento dei lodi da loro emessi contro il signor Marcello Gardani.

Premessa

Riteniamo che, per informarvi compiutamente, affinché possiate prendere una decisione urgente ed equilibrata, sia opportuna un’ampia premessa che risponda, per quanto possibile, ai quesiti che vi potreste porre sulla situazione esistente nella Mondadori di Verona e nella FISTel-CISL, sia Veronese sia Nazionale.

Chiediamo scusa per l’apparente prolissità di questo documento, ma, poiché il presidente dei Probiviri FISTel-CISL, avvocato Francesco Fazzalari, ci ha impedito per due volte, all’atto della convocazione del 2/2/2000, di leggere la memoria scritta che ci eravamo preparati sulla denuncia contro il signor Lunardi, è consigliabile chiarire subito quanto possibile, riservando eventuali precisazioni all’atto della convocazione presso codesto Collegio.

Infine, non stupisca il fatto che tutti i quattro ricorsi e la denuncia contro i Probiviri Fistel siano riuniti in un solo documento. Infatti sono legati dalla - per noi evidente e scandalosa - complicità dei Probiviri Fistel, la cui funzione è stata proprio quella di dare credito alle denunce create dagli "amici" di Lunardi contro Gardani, con lo scopo di bocciare quelle ben più serie presentate contro Lunardi. Queste non sono accuse gratuite, ma ci proponiamo di provarle nel seguito e contiamo sulla vostra onestà ed indipendenza di giudizio per fare finalmente ed urgentemente giustizia.

L’atmosfera che si respira a Verona

Il 31 Gennaio 2000 ha avuto luogo l'Assemblea Generale dei dipendenti Arnoldo Mondadori Editore di Verona, tenuta dal signor Renato Zambelli, della Segreteria Nazionale FISTel-CISL. L'Assemblea è stata molto contestata, in almeno un punto per ragioni inconfutabili: quando il signor Zambelli ha affermato che l'AME è l'unica azienda grafica in Italia in cui le Assemblee sul rinnovo del CCNL siano state tenute non solo dopo la definizione della piattaforma, ma addirittura dopo l'inizio delle trattative, adducendo a motivo che non c'è stata la possibilità di tenerle prima, a causa della situazione Mondadori, conseguente allo scorporo della Mondadori Printing.

Quest'affermazione non è piaciuta a nessuno, sia perché falsa (in quanto tempo a disposizione ce n'era, e si misurava a mesi), sia perché rappresenta una vera e propria débâcle, rispetto ai tempi in cui erano il Sindacato e i dipendenti della Mondadori a determinare in anticipo il CCNL per le altre aziende grafiche. Nessuno dei presenti all’Assemblea intendeva rinverdire quei fasti, ma essere trattati come pària in quel modo è stato vissuto assai male dai lavoratori più anziani ed ha determinato reazioni di grande disgusto verso il Sindacato, anche da parte dei giovani che non avevano mai vissuto un rinnovo contrattuale.

E’ evidente per chiunque dotato di un minimo di buonsenso che così stiamo andando a fondo.

 

La situazione creatasi quel giorno non è episodica, ma deriva da anni di disinteresse, o di interesse clientelistico, operato nella nostra realtà, che è ancora la maggiore impresa produttiva grafico-editoriale in Italia. Per qualcuno, quando l'iscritto ha pagato la tessera, tutto va bene. Meglio ancora se tiene la bocca chiusa e non disturba il manovratore. Inutile dire che quel "qualcuno" è imparentato con il "manovratore"...

 

E' vero che il Sindacato si è trovato di fronte ad una situazione recessiva, nel nostro settore. Ciò non dal punto di vista dell'andamento economico, ché, anzi, il gruppo Mondadori si trova in una situazione economica invidiabile, ma dal punto di vista della forza occupata, con la necessità di subire un declino nelle dimensioni dell'Azienda.

D'altra parte, è anche vero che tutto è stato gravemente peggiorato da una gestione da un lato arrogante verso gli iscritti ed i lavoratori, dall’altro succube delle volontà Aziendali, come se la Fistel di Verona fosse un feudo del Segretario Provinciale Fistel, Renato Lunardi ed egli... un feudatario della Direzione. Così, almeno, questa situazione viene vissuta da molti nostri colleghi. In questo modo si instilla nei lavoratori la convinzione che l'attuale Sindacato non abbia più alcun ruolo autonomo, ma sia solo subalterno alle scelte aziendali.

A tale proposito, un paio d’anni fa è stato pubblicato un articolo, in cui l’attuale Amministratore Delegato della Mondadori Printing, Angelo Barrel, intervistato dall’allora Segretario Provinciale CGIL, Gaetano Grazioli, gli dichiarava senza peli sulla lingua che, secondo lui, la funzione del Sindacato in azienda è quella di fungere da cinghia di trasmissione presso i lavoratori delle decisioni aziendali, senza che Grazioli avesse alcunché da obiettare. Tale articolo è stato pubblicato dalla stampa CGIL e non da quella della Confindustria, quindi non sono possibili fraintendimenti.

Bene, la situazione è proprio questa, non solo in CGIL e UIL, ma soprattutto in CISL, responsabile al 100% il Segretario Provinciale.

A ciò si aggiungano le numerose occasioni in cui, pur di fronte ad un preciso pronunciamento della maggioranza dei lavoratori, il Segretario Provinciale di Verona, dando prova di poco rispetto e di nessuna lungimiranza (argomento su cui torneremo), ha affermato, con il linguaggio grossolano che tanto gli piace e gli si confà, che chi non era d'accordo con lui era un "musso" (cioè un somaro) e che, in ogni caso, egli avrebbe firmato l'accordo che aveva già stabilito con la Direzione. Ciò è avvenuto sia nei confronti dei dipendenti di reparti singoli, sia nei confronti dell'Assemblea Generale Mondadori (!) e persino - assurdo per un Sindacato - nei confronti dei Delegati RSU eletti da tutti i lavoratori, trattati come burattini e sistematicamente scavalcati nelle trattative aziendali, di cui sarebbero teoricamente titolari.

Scioperi

Per illustrare il grado di subalternità della segreteria Lunardi alla Direzione del personale Mondadori, è opportuno accennare al tema degli scioperi. Decine di lavoratori ci chiedono ironicamente: "Come mai una volta si scioperava per ogni nonnulla, mentre ora non si fa più un’ora di sciopero, per nessun motivo?"

La risposta è che, ormai, lo sciopero viene vissuto come un dramma, ma più ancora dalle Segreterie Provinciali che dalla Direzione aziendale! Gardani ricorda vividamente scene quasi isteriche del signor Giannantonio Bellomi, membro di Segreteria Fistel ed emissario di Lunardi in Mondadori, quando (il 18/5/1999) firmò uno sciopero di... un’ora (non una settimana!) in Stampa Rotocalco, su esplicita e giusta richiesta dei lavoratori interessati.

 

Né è andata meglio per le alte gerarchie della CISL. A quanto ci hanno raccontato, e vi preghiamo di correggerci se le informazioni forniteci fossero errate, tre o quattro anni fa, quando il Segretario Nazionale Sergio D'Antoni venne in Mondadori, per propugnare uno sciopero, l'Assemblea dei lavoratori lo approvò, ma poi Lunardi si mise d'accordo con la Direzione Mondadori e lo fece saltare.

 

Addirittura si è arrivati al punto che persino gli omicidi dei sindacalisti non siano rispettati dal Sindacato di Lunardi & C. Lo sciopero del 21/5/1999, indetto per l’uccisione del sindacalista Massimo D’Antona (CGIL) ad opera delle Brigate Rosse, non è stato applicato per motivi che, se non fossero attinenti ad un assassinio, sarebbero comici. Ancora il signor Bellomi, sempre in sintonia con gli ordini di Lunardi, mostrò a Gardani il volantino emesso dai Sindacati Nazionali Confederali dopo il delitto. Esso prevedeva uno sciopero simbolico di 15 minuti. Gli chiese il favore di ribattere il comunicato, ma senza indicare lo sciopero. Gardani gli domandò perché non si indicesse. Gli rispose che aveva provato a chiederlo alla Direzione Mondadori (testuale) e quando Gardani gli chiese cosa avessero risposto, disse: "Te lo puoi immaginare".

Ovviamente lo sciopero non si fece. Non si fece nulla, eccetto pubblicare il volantino "purgato". D’Antona "requiescat in pace".

Figurarsi se si può dispiacere alla Direzione del Personale per motivi meno importanti di un omicidio, come prestare ascolto, così, tanto per cambiare, alle ragioni dei dipendenti...

Corruzione? Nessuna prova

Ci si può chiedere quali siano i moventi dei comportamenti suesposti e perché Lunardi & C, indipendentemente dalle idee professate inizialmente (almeno in apparenza), abbiano sempre un punto di vista finale coincidente con quello iniziale della Direzione Mondadori.

Molti lavoratori hanno una risposta già confezionata: sono corrotti. Però non portano alcuna prova provata di ciò. Ma non è con le illazioni e le accuse non provate che si possono onestamente mettere in atto le proprie battaglie politiche (anche se Lunardi ci riesce benissimo...). Prima bisogna procurarsi le prove, poi esporre le accuse. Se esistessero le prove di una corruzione, con denaro, regali, favoritismi od altro, dei quadri dirigenti sindacali ad opera della Direzione Mondadori, chiunque ne fosse in possesso avrebbe il dovere morale di denunciarli pubblicamente. E’ vero che chi facesse un tale passo verrebbe ghettizzato dal Sindacato e perseguitato dalla Direzione, ma questa non sarebbe una scusante per coprire la corruzione, anche a costo di gravissime ripercussioni personali. Dato che queste accuse non sono ancora state provate da nessuno, fino a prova contraria, non è ammissibile accettare la "vox populi" per diffamare nessuno, neppure Lunardi.

Però esiste un argomento molto consistente su cui la Direzione può far leva per imporre il rispetto delle proprie decisioni alle segreterie del Sindacato: quello dei permessi di federazione.

I permessi di federazione

Lunardi ha a più riprese (l’ultima il 7 Aprile 2000) ricordato ai delegati della RSU che "se il Sindacato disfacesse la fabbrica, la Direzione non ci darebbe più né i permessi per voi (delegati RSU) né quelli per la federazione, che li usa nelle piccole aziende."

Un’ambiguità nasce da ciò che per Lunardi significa "disfare la fabbrica": non "farla andare in fallimento", cosa su cui saremmo tutti d’accordo, a maggior ragione quelli che all’interno della fabbrica lavorano e si guadagnano onestamente il pane, rispetto ai pensionati come lui, bensì anche "opporsi con i fatti a qualsivoglia volere aziendale" o "chiedere una lira in più per i lavoratori". Ma allora il Sindacato che ci starebbe a fare? Per tutelare soltanto i propri diritti legali, ai dipendenti basterebbe pagarsi collettivamente un avvocato, al bisogno, spendendo molto meno. Se invece il Sindacato dovesse fare da "cinghia di trasmissione delle decisioni aziendali", come ipotizzato nell’intervista citata, a pagarlo non dovrebbero essere i dipendenti, ma si dovrebbero iscrivere le Direzioni aziendali...

Torniamo ai permessi. In Mondadori, accordi precedenti hanno concordato un numero di delegati RSU e di ore di permesso maggiori di quelli minimi loro riservati dall’art. 23 della legge 300 del 1970. La legge prevederebbe, "salvo clausole più favorevoli dei contratti collettivi di lavoro", per la Mondadori Printing di Verona, un minimo di 15 delegati (sono 22), con un minimo di 1440 ore di permesso annuo (sono 4800) e, per la Mondadori Editore di Verona, un minimo di 6 delegati (sono 5) con un minimo di 576 ore di permesso annuo (sono 1200). Il fatto che questi numeri siano superati non è però da considerarsi illegale, anche se, purtroppo, qualcuno utilizza le ore di permesso sindacale per eludere i suoi doveri lavorativi e, quindi, il timore di perdere questo privilegio compromette la sua doverosa indipendenza di giudizio e l’impegno verso i suoi elettori.

 

Completamente diverso è il problema legale connesso ai permessi di Federazione.

Infatti la Mondadori concede a CGIL, CISL e UIL un rilevante numero di ore di permesso, si dice 10.000 all’anno. Inoltre ci venne riferito che esiste una specie di "mercato delle vacche", in cui la UIL, bisognosa di denaro, vende alla CISL, bisognosa di ore di permesso, parte delle ore regalate alla UIL dalla Mondadori. Quando, nel 1998, chiedemmo al Segretario Lunardi chiarimenti in proposito, e quante ore venissero regalate alla FISTel-CISL di Verona dalla Mondadori, egli rispose: "Non te lo dico". Cortese e trasparente come sempre. Ma se, non altro, ammetteva che queste ore regalate esistono.

Il rifiuto della risposta da parte del Segretario Provinciale Lunardi implica che non sia possibile controllare tale dati, pertanto effettueremo alcune stime ipotetiche. 10.000 ore all’anno, al costo stimato di 50.000 lire all’ora, significherebbero un regalo di mezzo miliardo di lire all’anno che la Mondadori effettuerebbe a favore di CGIL, CISL e UIL. Come chiarito ai Delegati dal Segretario Lunardi, tale regalo è condizionato al fatto che "il Sindacato non disfaccia l’azienda", cioè ad un comportamento del medesimo accondiscendente nei confronti della Direzione aziendale. Questo comportamento si è effettivamente manifestato, almeno negli ultimi anni, a detta della stragrande maggioranza dei dipendenti Mondadori, per cui ci si può chiedere se esso sia moralmente e legalmente accettabile.

Dal punto di vista morale, riteniamo che siffatto regalo, condizionando, di fatto, il rispetto dei diritti e degli interessi dei lavoratori Mondadori alla benevolenza retribuita di terzi (Segreterie Sindacali Provinciali, che ne usano per motivi nobili o meno, ma comunque diversi dalla tutela dei dipendenti Mondadori), non sia moralmente accettabile. Le gravi violazioni dei voleri espressi dai lavoratori perpetrate da Lunardi & C confermano che, per l’antica logica del "do ut des" (ti regalo qualcosa perché tu mi regali qualcos’altro), queste ore si trasformano in un danno inferto alla tutela dei lavoratori Mondadori.

Dal punto di vista legale, l’art. 17 (Sindacati di comodo) della legge 300 del 1970 recita: "E’ fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori". Si può essere o meno in accordo su questo articolo, ma lo scopo è evidente ed il testo è inequivocabile: il regalo delle ore di permesso fatto dalla Mondadori a CGIL, CISL e UIL veronesi non è legale, sia che si consideri il suo controvalore economico ("mezzi finanziari") sia che se ne consideri la disponibilità di ore uomo ("o altrimenti"). Il fatto denunciato da tanti colleghi, che, cioè, i nostri Sindacati Provinciali si comportino come sindacati di comodo del datore di lavoro è un’ulteriore conferma di quanto sopra.

Un’ultima nota a margine. Benché anche l’elenco degli iscritti CISL in Mondadori ci sia stato esplicitamente rifiutato dal Segretario Provinciale Lunardi (il 25/2/1999), stimiamo in circa 500-600 i nostri colleghi iscritti alla FISTel-CISL e 1000 quelli complessivamente iscritti a CGIL, CISL e UIL. Poiché la tessera media costa all’iscritto circa 25.000 lire al mese, cioè 300.000 all’anno, ne consegue che il totale dei versamenti a CGIL, CISL e UIL effettuati dagli iscritti ammonta a circa 300 milioni annui. Confrontando questa stima con i 500 milioni annui stimati come controvalore dei permessi di federazione, ne consegue che i tre sindacati riceverebbero più "mezzi finanziari o altrimenti" dalla Direzione Mondadori che da tutti i propri iscritti Mondadori!

In conclusione, tali ore di permesso dovrebbero essere girate ai delegati della RSU, unici titolati a ciò dalla legge, o restituite all’Azienda. Perché non dividere il loro controvalore tra i dipendenti Mondadori, che ci hanno vigorosamente manifestato la loro insoddisfazione per gli aspetti economici del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro firmato in questi giorni?...

Democrazia in federazione

Da un Segretario come Lunardi, che, per imporre il suo uomo Giannantonio Bellomi alla RSU Mondadori, afferma con arroganza (Ottobre 1998): "Bellomi entrerà in Esecutivo e sarà il capo della RSU Mondadori, perché l’ho deciso io", fregandosene altamente del fatto che la RSU, essendo eletta da tutti i lavoratori, sia totalmente autonoma nel decidere di dotarsi o meno di un gruppo Esecutivo (che, tra l’altro, non è esplicitamente previsto dalla normativa in proposito) e, in tal caso, eleggerselo senza imposizioni esterne, non ci si aspetta una grande democrazia neppure in Federazione.

Per inciso, dopo quattro mesi di stallo Lunardi riuscì a farlo eleggere in Esecutivo RSU, stringendo un patto in proposito con la CGIL, che in altre occasioni aveva qualificato "avversari politici". Avversari, eccetto quando gli fanno comodo…

Per quanto riguarda la democrazia, ci sono state almeno tre occasioni in cui, in dispregio della democrazia, con evidente discriminazione nei confronti di Gardani, il signor Renato Lunardi e il Segretario Nazionale FISTel-CISL, Armando Giacomassi hanno convocato riunioni che trattavano di Gardani, senza mai permettergli di essere presente per dare la sua versione dei fatti.

Sempre il signor Giacomassi, invitato da 159 dipendenti Mondadori, tra cui 60 iscritti CISL, a mantenere l'unità della RSU Mondadori di Verona, in analogia a quanto avviene da anni per le numerose aziende presenti nella Mondadori di Segrate, ed a prendere provvedimenti contro Lunardi, non intervenne, violando così l'art. 16 dello Statuto: "Quando le Segreterie di categoria e/o confederali nell'ambito della specifica competenza territoriale sono a conoscenza di violazioni statutarie, hanno l'obbligo di intervenire per far cessare tali violazioni e, qualora tale intervento sia inefficace, hanno l'obbligo di denunciare tali comportamenti al Collegio dei Probiviri. L'omissione di intervento e di denuncia può essere a sua volta oggetto di ricorso ai Probiviri competenti." Inoltre non reputò neppure necessario rispondere, come semplice atto di cortesia a questi 60 suoi iscritti! E' così che vuole rafforzare l'Organizzazione? Disprezzando i propri iscritti? Anzi, si adoperò in ogni modo per parare le accuse rivolte a Lunardi. Forse ciò è legato al fatto che fu Lunardi a garantirgli i voti necessari alla sua elezione alla carica che ricopre? Non presentiamo denuncia contro Giacomassi in questa sede, perché il termine statutario dei 60 giorni dall'omesso intervento è scaduto.

Le riunioni incriminate sono avvenute il 9/9/99, poi il 3/11/99 e, perfino dopo la raccomandata di Gardani a Lunardi, con cui esigeva di essere informato e coinvolto, ai sensi dell’art. 6 dello Statuto CISL:"Gli iscritti hanno il diritto di essere adeguatamente informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano e ad esercitare il diritto di critica nei confronti dei dirigenti sindacali, nei limiti previsti dal presente Statuto, ed in termini democraticamente e civilmente corretti", ciò è avvenuto ancora nella riunione del 20/12/99, in cui Gardani era l’unico delegato RSU FISTel-CISL di tutta la provincia di Verona che non fosse stato invitato ad assistere al Consiglio Generale ed al cosiddetto "scambio d’auguri", come invece era avvenuto l’anno precedente. Si allega copia della lettera d’invito del 1998.

E’ una vergogna che Gardani sia stato così platealmente discriminato e che proprio la Segreteria che ha commesso questa azione abbia sfruttato la sua assenza per spargere menzogne su di lui e impiantare una farsa di processo in contumacia.

Il Sindacato si adopera per combattere il "mobbing", cioè la persecuzione dei lavoratori nelle aziende, solo perché invisi a capi o colleghi. Possibile che esistano dirigenti sindacali come Lunardi & C, che praticano il mobbing contro i propri iscritti e che per questo se ne vadano arrogantemente in giro, sicuri della propria impunità, garantita dalle alte gerarchie FISTel-CISL?

Ricordiamoci che non è ammissibile che chi occupa una carica faccia dipendere le sue azioni istituzionali dalla simpatia od antipatia verso gli altri membri. Per esempio, non è ammissibile che il Presidente della Camera tolga il diritto di parola o di replica a chi non gli fosse simpatico. A maggior ragione Lunardi, nella veste ufficiale di Segretario, non può indire riunioni, invitando tutti i delegati, meno quello che vuole accusare di ogni nefandezza durante la riunione.

Disastro in Mondadori

Mentre Lunardi difende con le unghie e coi denti i suoi privilegi, anche se non gli competono più da anni, e mentre gli uomini a lui vicini si agitano per appoggiarlo con comportamenti illegittimi ed antistatutari, i lavoratori della Mondadori stanno sfiduciando con gli atti la sua egoistica condotta.

Citiamo 4 esempi:

Disprezzo verso l'Assemblea Generale Mondadori

Luglio 99. Viene firmato un accordo per lo scorporo della Mondadori Printing dall’Arnoldo Mondadori Editore. Contro quanto affermato dallo stesso Lunardi (!) un anno prima, egli si mette d’accordo con la Direzione per spaccare in due la RSU, infliggendo un danno permanente al Sindacato di fabbrica per la smania di colpire alcuni delegati a lui invisi, tra cui Gardani. La RSU vota una mozione che chiede, in analogia a quanto avviene a Segrate, che venga mantenuta l’unità della RSU. Lunardi se ne frega platealmente, anche di fronte alla controparte aziendale (!), e firma un accordo che prevede esattamente il contrario. L’Assemblea Generale AME, su proposta di Gardani, ne censura l’operato, con il 95% dei voti (oltre 700 persone) e chiede il ritiro della firma dall’accordo sulla spaccatura della RSU. Lunardi se ne frega di nuovo e va avanti contro il 95% dei lavoratori. Il prestigio del Sindacato, non solo di Lunardi, crolla.

Disprezzo verso la Stampa Rotocalco

Ottobre 99. In Stampa Rotocalco, come da documentazione allegata agli atti, i lavoratori sono stati truffati del risultato referendario, con cui avevano bocciato, 97 a 41, l’accordo sui turni notturni sottoscritto da Lunardi e C. Risultato: la considerazione del Sindacato in Rotocalco e nei reparti vicini è franata ulteriormente e decine di tessere sono state disdette. Lunardi, con l’onestà che lo contraddistingue, non ha trovato di meglio che accusare Gardani, con un documento vergognoso ("Ordine del giorno" del 3/11/1999, allegato), non firmato e diffuso in azienda su carta non intestata, di cui Gardani ha cercato invano, scrivendogli una raccomandata, che egli o qualcun altro si assumesse la responsabilità penale.

Disprezzo verso le Redazioni Libri

Dai lavoratori delle Redazioni Libri è stata scritta una lettera (allegata) di critiche severe all’evidente accordo Lunardi-Direzione sull’armonizzazione normativa tra Mondadori Verona e Mondadori Segrate, lettera lasciata cadere nel vuoto da lui. Il risultato di questo disprezzo verso gli iscritti è che sono state restituite quasi tutte le tessere CISL (una decina).

Disprezzo verso la Stampa Offset

In Stampa Offset, il 24 Gennaio 2000, è stata firmato da molti lavoratori un altro documento (allegato). Si noti che è indirizzato all’Esecutivo, in cui la "longa manus" di Lunardi è proprio quel Giannantonio Bellomi che è stato da lui posto a capo dell’Esecutivo stesso, con le modalità sopra narrate. Quindi le critiche rivolte all’Esecutivo sono da intendersi, con l’interposta persona di Bellomi, rivolte a chi ne determina completamente l’operato, cioè Lunardi.

Gli scriventi accusano: "Il ruolo del Sindacato negli ultimi anni è stato troppo accondiscendente alle scelte Aziendali" e affermano "a Voi premeva solo fermare la lotta che avevamo intrapreso da soli". Ruolo guida del Sindacato, insomma.

Ancora: "Ci sembra che da parte vostra ci sia l'intenzione di frammentare la Fabbrica anche su decisioni che comunque possono poi influenzare tutti (vedi Rotocalco, orari di lavoro) senza poi neanche tenere conto del parere degli addetti." Ma la divisione dei lavoratori, vien da chiedersi, non era la tattica favorita della controparte? Bel risultato d'immagine!

Ma il peggio è quando si chiedono, sarcasticamente: "ma da chi dobbiamo difenderci?". Domanda, a ben riflettere, amarissima.

La denuncia del 14/12/1999

Il lodo di assoluzione per Lunardi è stato firmato dai signori Fazzalari, Rambaldi e Troiani.

Testo della denuncia

Verona, 14 Dicembre 1999

 

Collegio Nazionale dei Probiviri FISTel-CISL

Via Palestro, 30

00185 ROMA

 

Egr. Sig. Renato Lunardi

Segretario Provinciale FISTel-CISL

Lungadige Galtarossa, 22/d

37133 VERONA

 

Oggetto: Richiesta urgente di espulsione dalla FISTel-CISL e di decadenza dalla carica del Segretario Provinciale di Verona, Renato Lunardi.

 

Egregi componenti del Collegio dei Probiviri,

noi sottoscritti Marcello Gardani (Mondadori) e Giovanni Zamboni (Telecom), iscritti alla FISTel-CISL di Verona,

 

PREMESSO CHE

 

  1. Il signor Renato Lunardi ci ha ripetutamente (il 28/7/1999 e il 30/8/1999) impedito di prendere visione degli atti relativi al bilancio ed ai congressi provinciali FIS[TEL]-CISL del 1985 e 1989, ordinando (il 25/2/1999 addirittura alla presenza del signor Gardani) alla segretaria, signora Milena Brunelli, di negargli l'accesso a tali informazioni.
  2. Egli afferma di essere Segretario dal 1989, cioè da meno di 12 anni, ma non abbiamo potuto verificare tali informazioni, perché ci sono state rifiutate, come spiegato al punto precedente.
  3. Il signor Lunardi è in pensione dall'1/2/1996, si è iscritto alla Federazione Pensionati CISL, poi, l'1/1/1997, ha dato le dimissioni da questa e si è reiscritto alla Fistel, senza averne i requisiti.
  4. Egli, dopo aver concluso il precedente mandato di Segretario nel Marzo 1997, (essendo già pensionato), si è candidato nuovamente ed è stato eletto Segretario Fistel, come se fosse un lavoratore attivo, ma senza esserlo.
  5. Nella Relazione del Segretario Generale Renato Lunardi al 1° Congresso Territoriale FISTel-CISL (votata ed approvata dal Congresso di Costagrande, 13/14 Marzo 1997), egli stesso prometteva per iscritto: "La mia sostituzione avverrà entro e non oltre i prossimi due anni. Questo è l'impegno che dichiaro formalmente di rispettare dinanzi a questo Congresso, nel candidarmi per l'ultima volta alla guida della Categoria".
  6. Già il 30/7/1999 era stato chiesto, da sessanta iscritti Mondadori, al Segretario Provinciale Confederale, Sergio Soprani, ed al Segretario Nazionale Fistel, Armando Giacomassi, un intervento per dichiarare la decadenza dalla carica del signor Lunardi, ma essi, nonostante ne avessero l'obbligo (ai sensi dell'art.16 dello Statuto) non l'hanno effettuato.
  7. Il signor Lunardi ha reagito alle denunce nei suoi confronti promuovendo o diffondendo lettere false e offensive verso i firmatari alla richiesta di decadenza dalla carica ed il signor Gardani.

 

AL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

CHIEDIAMO

 

  1. Che venga sanzionato, se illegittimo, il ripetuto rifiuto del signor Renato Lunardi di far accedere ai dati di bilancio ed agli atti congressuali.
  2. Che si esegua un controllo ufficiale sull'eventuale suo superamento del limite di 12 anni di mandato e, se l'avesse superato, venga dichiarata la sua decadenza immediata dalla carica, ai sensi dell'art. 17 dello Statuto.
  3. Che il signor Lunardi, per essersi reiscritto alla Fistel ben sapendo di doverlo fare alla FNP, ai sensi dell'art. 2 del Regolamento, venga espulso dalla FISTel-CISL (con eventuale iscrizione d’autorità alla FNP-CISL) e, quindi, dichiarato decaduto dalla carica di Segretario Provinciale Fistel, con effetto retroattivo dal 14/3/1997 o, in subordine, con effetto immediato.
  4. Che le sopra citate delibere dell'ultimo Congresso siano rispettate e inoltre, per il discredito derivante anche dalla loro violazione ed i danni che già ora vengono subiti dall'Organizzazione a Verona, che siano applicati al signor Lunardi i provvedimenti cautelari della sospensione dalla carica entro 15 giorni, ai sensi dell'art. 13 dello Statuto.
  5. Che si controlli se sia vero quanto ci è impossibile controllare, ossia che sia stata acquistata una vettura (Fiat Marea Week-end) con il denaro (38 milioni) degli associati Fistel e che poi questa sia stata ceduta gratuitamente al signor Lunardi.
  6. Che, se verranno accertate irregolarità nella sua posizione, la FISTel-CISL, per tutela propria e dei propri associati, pretenda, dal signor Lunardi, la restituzione integrale delle somme e dei beni da lui irregolarmente percepiti durante l’intero ultimo mandato.

 

Le precedenti richieste vanno intese come indipendenti, cioè senza che il mancato accoglimento di una rechi pregiudizio all'accoglimento delle altre.

 

Disponibili a qualsiasi chiarimento e sottolineando l’importanza che le Vostre decisioni avranno per il futuro della FISTel-CISL a Verona, attendiamo fiduciosamente il Vostro intervento, Vi ringraziamo per l'attenzione prestataci e Vi porgiamo fraterni saluti.

 

In fede

Marcello Gardani Giovanni Zamboni

 

Per approfondire la comprensione del clima esistente a Verona alleghiamo i seguenti documenti:

 

  1. Estratto dalla relazione "Negoziamo il futuro" di Lunardi
  2. Mozione RSU del 15/7/1999
  3. Copia dell'accordo sottoscritto contro la mozione RSU del 19/7/1999
  4. Mozione assembleare del 23/7/1999
  5. Lettera a Giacomassi con 159 firme
  6. Lettera di Lunardi agli iscritti.
  7. Lettera di Lunardi ai non iscritti
  8. Lettera di Lunardi ai firmatari
  9. "Se Arnoldo lo sapesse..." n.2
  10. Risultati del referendum in Rotocalco.
  11. Lettera che accetta il risultato del referendum in Rotocalco.
  12. Lettera che viola il risultato del referendum in Rotocalco.
  13. "Se Arnoldo lo sapesse..." n.5
  14. "Ordine del giorno" diffamatorio
  15. Lettera accompagnatoria firmata Lunardi.
  16. Raccomandata di Gardani a Lunardi.

q) "Se Arnoldo lo sapesse..." n.6

Impedita la spiegazione dettagliata della denuncia

I Probiviri scrivono: "All'udienza del 2 febbraio, si presentava, per parte ricorrente, il sig. Gardani che, invitato a fornire precisazioni in ordine al ricorso, ne ribadiva il contenuto".

Ciò è falso, in quanto, come già affermato, il signor Fazzalari ha impedito per due volte al signor Gardani, che si era preparato un memorandum di chiarimenti sul ricorso, di leggerlo, pretendendo invece che Gardani dicesse solo se intendeva cambiare qualcosa del ricorso, che egli (Fazzalari) giudicava chiaro e comprensibile.

L'impossibilità di spiegare nei dettagli il ricorso e di ricevere e fare domande in proposito dai Probiviri è una chiara dimostrazione del fatto che non si volesse prendere sul serio questo ricorso e si volesse impedire al ricorrente di chiarire punti poi (volutamente?) fraintesi dai Probiviri nella sentenza.

Questo atteggiamento, insieme con la notizia che erano usciti a pranzo con Lunardi, ha compromesso fin da subito la fiducia che Gardani nutriva nei confronti dei Probiviri Fistel.

L'ordine del giorno del 20/12/1999

Ai Probiviri Fistel non par vero di riportare l'intero testo dell'Ordine del Giorno unilaterale che Lunardi si fece approvare alla fine del Consiglio Generale Fistel di Verona del 20/12/1999.

 

Infatti esso condanna fermamente il calunniato Gardani (a cui non era stata data la possibilità di intervenire e di difendersi!) ed approva entusiasticamente l'operato di Lunardi.

 

Tra l'altro, contiene due falsi clamorosi (al solito): gli insulti di Lunardi a Gardani e l'offesa alla religione cattolica, presentati come un'aggressione di Gardani a Lunardi, vengono datati 15/12/1999. Poi, afferma: "Come ultimo atto, in ordine cronologico, Gardani ha presentato ricorso al collegio dei Probiviri Fistel, addebitando una serie di comportamenti scorretti e di violazione dello Statuto da parte del Segretario Lunardi". Falso. Il ricorso è stato firmato, non solo da Gardani, ma anche da Giovanni Zamboni (Fistel Telecom) il 14/12/1999, cioè il giorno prima. Anche la sua spedizione è avvenuta la mattina del 15, come facilmente rilevabile dalle ricevute postali, quindi prima dello scontro con Lunardi. Questa menzogna di Lunardi, Bellomi e Sabaini è funzionale a presentare la denuncia ai Probiviri contro Lunardi come un'iniziativa personale di Gardani, successiva e motivata dallo scontro del 15, mentre è precedente ed è firmata da due persone.

Se il signor Giovanni Zamboni, dopo aver caldeggiato, chiesto di affrettare e firmato, il 14/12/1999, la denuncia con Gardani contro Lunardi, ha approvato, il 20/12/1999, questo Ordine del Giorno, di tenore opposto, presentato da Lunardi e Giacomassi, sarà affar suo spiegare i motivi di questo voltafaccia.

Citiamo il fatto perché i Probiviri dicono falsamente (anche loro) che: "E' stato accertato, attraverso i chiarimenti forniti dal Lunardi e dal Gardani, che lo Zamboni ha partecipato alla riunione e che il predetto O.d.G. ha riportato il voto contrario del sig. Fochesato e quello di astensione del signor Zenotti".

Come poteva Gardani chiarire cose avvenute ad un Consiglio da cui si lamentava di essere stato deliberatamente escluso, nonostante si discutesse di lui, tanto da denunciare per questo il signor Lunardi ai Probiviri? Kafkiano.

Vietato l'accesso ai dati di bilancio

I Probiviri sentenziano: "Ai sensi dell'art. 40, 4° comma dello Statuto, "l'informazione agli iscritti in merito alla gestione delle risorse è assicurata attraverso la pubblicazione dei bilanci sulla stampa della Federazione". Pertanto il sig. Gardani non aveva titolo per pretendere dal Segretario Generale la consegna di copia dei bilanci e, per converso, il rifiuto opposto da quest'ultimo non appare illegittimo".

 

Comunque fosse, Gardani chiedeva di poter consultare i bilanci Fistel di Verona. Ovunque fossero stati stampati, localmente o sulla stampa della Federazione. Perché negarglieli? Perché sentenziare che gli iscritti non hanno il diritto di mettere il naso nella gestione dei soldi che versano all'Organizzazione? Quello che hanno scritto i Probiviri Fistel è molto grave. Enormemente grave, per un'organizzazione democratica.

 

A questo proposito, il fascicolo "Cos'è la CISL" (Edizioni Lavoro, copyright 1985, ottava edizione del 1995), riporta a pagina 15: "Democrazia interna. La CISL ha posto sempre una estrema attenzione ai problemi di rappresentanza e di democrazia interna. (…) Per questo nella CISL questi temi sono sempre stati considerati perno di tutta l'organizzazione. (…) Proposte di canali di informazione che funzionino nei due sensi (organizzazione - iscritti e viceversa), di meccanismi di rappresentanza che permettano a tutti di esprimere le proprie idee (…) accompagnati ad una trasparenza dei bilanci e delle spese, ad una formazione che ha come obiettivo quello di far emergere esperienze ed idee personali, assieme ad altre proposte, sottolineano come tali problemi siano di fondamentale importanza per la CISL".

Trasparenza dei bilanci e delle spese.

Chi inganna gli iscritti alla FISTel-CISL? Chi ha scritto che i bilanci e le spese sono trasparenti per gli iscritti o i Probiviri Fistel che negano loro questo diritto?

 

Riteniamo opportuno e chiediamo ufficialmente un pronunciamento dei Probiviri Confederali che chiarisca agli iscritti CISL di tutta Italia se è vero che può essere impedito loro di consultare i bilanci della propria Organizzazione.

Nel caso ciò non sia vero, chiediamo per il signor Lunardi la sanzione della destituzione immediata dalla carica e per i Probiviri FISTel-CISL Fazzalari, Rambaldi e Troiani la sanzione della deplorazione con diffida.

Vietato l'accesso agli atti congressuali

I Probiviri non hanno neppure risposto al quesito se fosse illegittimo, per Renato Lunardi, impedire di accedere agli atti congressuali della Fistel al signor Gardani, che intendeva verificare da quanti anni Lunardi fosse Segretario.

Questa è un'altra prova della loro negligenza? O della loro complicità con Lunardi?

La deposizione di Lunardi recita: "Il Gardani si è iscritto alla CISL nel gennaio '97, in occasione dell'elezione dei RSU Mondadori, per cui nei congressi '85 e '89 egli non era associato alla CISL".

Intanto è falso (al solito) che Gardani sia iscritto alla CISL dal Gennaio 1997, perché lo è dal Dicembre 1997.

Poi non si capisce cosa significhi la frase citata, in questo contesto.

Può darsi - poiché non c'è stata risposta al quesito - che Lunardi intendesse affermare (come pare abbia detto a Giovanni Zamboni) che gli iscritti alla CISL possono consultare solo gli atti congressuali degli anni in cui erano iscritti alla CISL e non quelli degli anni precedenti e che i Probiviri abbiano implicitamente accettato questa interpretazione.

La scusa sarebbe demenziale, perché, in tal caso, dato che la CISL è stata fondata il 30/4/1950 e dato che, per motivi anagrafici, ormai non restano (quasi?) più iscritti di quel periodo, tutti gli atti congressuali della fondazione della CISL dovrebbero essere rinchiusi in un sarcofago di piombo e precipitati nella Fossa delle Marianne, in modo da impedire per sempre la loro consultazione da parte di qualsiasi iscritto CISL.

 

Riteniamo opportuno e chiediamo ufficialmente un pronunciamento dei Probiviri Confederali che chiarisca agli iscritti CISL di tutta Italia se è vero che può essere impedito loro di consultare gli atti dei precedenti Congressi della propria Organizzazione.

Nel caso ciò non sia vero, chiediamo per il signor Lunardi la sanzione della destituzione immediata dalla carica e per i Probiviri FISTel-CISL Fazzalari, Rambaldi e Troiani la sanzione della deplorazione con diffida.

Limite dei 12 anni di mandato

Nella sua deposizione, Lunardi dichiarava ai Probiviri: "che era stato Segretario Provinciale FIS dal Maggio '89 e della FISTEL dal '97, come risulta dalla documentazione consegnata al Collegio."

Non abbiamo mai visto tale documentazione. In ogni caso il problema è se quello del '97 fosse il suo terzo o quarto mandato, perché in tal caso avrebbe dovuto essere considerato decaduto immediatamente dalla carica, ai sensi dell'art.17 dello Statuto.

Visto che abbiamo perso la nostra fiducia nei controlli eseguiti dai Probiviri Fistel, chiediamo che essi vengano effettuati dai Probiviri Confederali CISL e che ci sia permesso consultare gli atti dei congressi FIS e Fistel dal 1985 in poi.

Nel caso in cui Lunardi sia al quarto mandato, chiediamo la sua decadenza immediata dalla carica.

Diritto di iscrizione di Lunardi alla Fis-Fistel

I Probiviri Fistel hanno respinto il ricorso chiedente l'espulsione di Lunardi dalla Fistel, ai sensi dell'art. 2 del Regolamento, con le seguenti motivazioni: "La documentazione prodotta da Lunardi comprova che egli è rimasto iscritto alla CISL nell'anno 1996, in cui, solo per un periodo di alcuni mesi, è stato iscritto anche alla Federazione Pensionati dello stesso Sindacato. L'allegazione dei ricorrenti, secondo la quale il Lunardi si sarebbe reiscritto alla Fistel il 1 gennaio 1997 è, pertanto, smentita sia dai fatti (nel gennaio '97 la Fistel non era ancora venuta ad esistenza) sia dalle citate risultanze documentali."

 

Prima di tutto va rilevata la strumentalità dell'affermazione sulla non esistenza della Fistel il 1° Gennaio 1997. Il rifiuto degli atti congressuali e di ogni altra informazione, opposto a Gardani da Lunardi ha fatto sì che fosse impossibile per il primo conoscere la data precisa di creazione della Fistel. I Probiviri hanno sfruttato questa incolpevole ignoranza delle date per inventarsi un motivo per respingere il ricorso ("smentita dai fatti", che coraggio…). Allora, in tutto il ricorso, parleremo indifferentemente di FIS o di Fistel, intendendo che la seconda abbia sostituito la prima senza soluzione di continuità. Pensino i Probiviri Fistel a mettere le date corrette: si tratta della stessa Organizzazione a cui erano iscritti anche loro!

 

E' assai importante sottolineare l'affermazione di Lunardi, condivisa dai Probiviri, secondo cui egli, per un periodo di alcuni mesi, è stato iscritto anche alla Federazione Pensionati (oltre alla FIS). Quindi, secondo lui, e secondo i probiviri Fistel, iscritto regolarmente a due Federazioni CISL di categoria.

Ma l'art. 2 del Regolamento dice: "L'iscrizione alla CISL va fatta alla categoria lavorativa di appartenenza". Alla categoria. Singolare, non plurale. Non è possibile (naturalmente) essere iscritti a due categorie della CISL contemporaneamente.

Se i Probiviri Confederali invece ritenessero non applicabile l'art. 2 del Regolamento, li preghiamo di esprimersi chiaramente sull'argomento, indicando a quante categorie della CISL (due, tre...) sia possibile iscriversi contemporaneamente e se questa facoltà sia riservata solo ai pensionati oppure anche ai lavoratori attivi.

Secondo lo Statuto, dopo il pensionamento, Lunardi non poteva essere iscritto contemporaneamente alla FNP (Pensionati) ed alla FIS (Grafici), se non commettendo un illecito (un altro?), infatti la sua federazione d'appartenenza avrebbe dovuto essere quella dei pensionati.

Inciso sull'Ordine del Giorno del 17/12/1997 sull'art.17 dello Statuto

I Probiviri Fistel, per giustificare la permanenza di Lunardi in Segreteria, invocano l'Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Generale il 17/12/97, che riporta: "I collaboratori a tempo pieno dell'organizzazione, già in quiescenza, se eletti nella carica di Segretario, a qualsiasi livello, in applicazione del 2° e 3° comma dell'art. 17 dello Statuto Confederale in vigore fino al 22/5/97, possono restare in carica fino alla scadenza del mandato ricevuto e comunque non oltre il 65° anno di età".

L'intestazione di questo documento è infelicemente incompleta, inoltre non è firmato (ma chi è che li scrive?!), per cui non si capisce se sia un documento FISTel-CISL o CISL Confederale! La questione non è banale.

Ricordiamo che l'art.17 dello Statuto CISL, riporta: "Rotazioni e limiti di età. Al fine di favorire la rotazione nelle responsabilità dirigenziali come importante fattore di democrazia sindacale (...) per le Segreterie di settore il periodo massimo è di tre mandati (12 anni) (...). I componenti delle Segreterie di categoria possono mantenere la carica fino al 65° anno di età, a condizione che non siano titolari di pensione. (...). I dirigenti eletti in difformità alle norme contenute nel presente articolo sono automaticamente decaduti dalle relative cariche."

Ciò renderebbe Lunardi automaticamente decaduto dalla carica.

Ma a ciò si opporrebbe l'Ordine del Giorno citato.

Tuttavia l'art. 5 dello Statuto CISL prevede: "Le Federazioni di categoria o organismi similari che intendono aderire alla Confederazione devono rivolgere domanda scritta alla Segreteria Confederale, corredata dai documenti indicati nel regolamento di attuazione e dalla dichiarazione di aver preso conoscenza dello Statuto e del Regolamento della Confederazione e di impegnarsi ad uniformare ad essi la propria azione e ad apportare al proprio Statuto le modifiche necessarie per l'adeguamento a quello Confederale".

Se, quindi, l'Ordine del Giorno fosse FISTel-CISL, i Probiviri Confederali dovrebbero esaminare la sua compatibilità con l'art.17 dello Statuto CISL, ai sensi dell'art. 5 dello Statuto CISL. Questa compatibilità non sarebbe richiesta se esso fosse CISL Confederale.

 

Nell'un caso o nell'altro, la nostra opinione è che la legittimità di questo Ordine del Giorno, introducente un’eccezione, per giunta retroattiva, alle regole generali in materia elettorale, sia dubbia. Pertanto invitiamo i Probiviri Confederali ad esaminarne la validità. Se esso non fosse lecito, ad annullarlo e a dichiarare Lunardi decaduto dalla carica.

Denuncia rispetto all'art. 2 del Regolamento

Tuttavia, in ogni caso, anche se l'Ordine del Giorno fosse legittimo, la denuncia contro Lunardi ne chiedeva l'espulsione dalla Fistel a norma dell'art. 2 del Regolamento, e non la decadenza dalla carica di Segretario a norma dell'art.17 dello Statuto, cui questo Ordine del Giorno si riferisce.

Stupisce che i Probiviri non abbiano capito la differenza.

Anzi, non stupisce...

Quindi, per cercare di difendere Lunardi, i Probiviri Fistel avrebbero dovuto contestare l'accusa, affermando la non applicabilità al suo caso dell'art. 2 del Regolamento CISL e non dell'art.17 dello Statuto CISL. Ma non erano in grado di contestarla, neppure con la risibile scusa sulla data di nascita della Fistel.

Pertanto Lunardi, essendo stato iscritto alla FIS, dal momento in cui era diventato pensionato e quindi regolarmente passato alla FNP, se poteva forse completare il precedente mandato di Segretario FIS, non poteva né continuare a restare iscritto alla FIS, né iscriversi ex novo alla Fistel, tantomeno essere eletto suo Segretario!

Egli era perfettamente al corrente dell'illegittimità della sua posizione, nel Marzo 1997, quindi ha commesso un illecito, violando dolosamente l'art. 2 del Regolamento CISL per i suoi interessi personali. Giustizia esige che sia punito per il suo dolo anche nei suoi interessi personali. Pertanto chiediamo ai Probiviri Confederali di dichiararlo immediatamente decaduto dalla carica, con effetto retroattivo dal Marzo 1997 e con l'obbligo di restituire alla Fistel tutte le somme fino ad ora illecitamente percepite (ammontanti, secondo le sue stesse deposizioni, ad almeno 73 milioni di lire).

Per inciso, egli non può invocare l'art. 22, comma 1, del Regolamento (termine di 60 giorni dalla violazione per la presentazione della denuncia), perché il comma 2 prevede: "I limiti di cui sopra, ai fini della decadenza dei termini (60 giorni), non valgono per violazioni in atto al momento del ricorso".

Violazione degli atti congressuali

"Questo Collegio non ritiene di dover entrare nel merito dell'impegno morale assunto dal Lunardi con le "promesse" contenute nella relazione al Congresso FISTel-CISL di Costagrande del 13/14 Marzo 1997(…) Quel che rileva è che detta carica sia stata da lui legittimamente assunta e mantenuta, restando gli impegni morali (eventualmente) assunti dal Lunardi nei confronti dell'elettorato confinati nella sfera delle scelte politiche del medesimo e dei vertici dell'organizzazione sindacale. Alla legittima permanenza del Lunardi nella carica di Segretario Generale, non può pertanto, ricollegarsi alcun pregiudizio, né concreto né di immagine, per l'Organizzazione sindacale di Verona; e, in ogni caso, dei danni paventati dai ricorrenti non è stata fornita prova."

Così si esprimono i Probiviri Fistel.

Come sono comprensivi, soprattutto con le "promesse" tra virgolette e l’ "eventualmente assunti" sugli impegni "morali"!

Per loro "La mia sostituzione avverrà entro e non oltre i prossimi due anni. Questo è l'impegno che dichiaro formalmente di rispettare dinanzi a questo Congresso, nel candidarmi per l'ultima volta alla guida della Categoria" non è altro che un impegno morale. Per giunta "eventuale". "Eventuale", perché a Lunardi, così sensibile, non possano neppure lontanamente venire scrupoli di coscienza, che lo portino a chiedersi se ha fatto bene a fare il contrario di quanto promesso. E non promesso all'osteria, ma al Congresso Provinciale Fistel, ai componenti del Consiglio Generale di categoria.

Ma questi "eventuali impegni morali" sono stati non solo promessi, ma anche votati dal Consiglio Generale, rappresentante di tutti gli iscritti Fistel di Verona.

Quindi il loro disprezzo da parte di Lunardi (dal 14/3/1999 si può tranquillamente dire ciò, questo documento firmato da lui ne è la patente, aggravata dalle dichiarazioni del 25/2/1999 a Gardani: "quello che c'è scritto sugli atti congressuali non conta niente"!) significa disprezzo verso tutti i componenti del Consiglio Generale Fistel e di tutti gli iscritti di Verona. Se ad alcuni componenti del Consiglio Generale non importa di essere disprezzati, questa è una libera e legittima scelta. Ma almeno gli iscritti hanno il diritto di essere rispettati dalle gerarchie dell’Organizzazione!

Pertanto chiediamo ai Probiviri Confederali che dimostrino agli iscritti che le delibere Congressuali sono una cosa seria e quindi facciano quanto in loro potere per far dichiarare decaduto dalla carica di Segretario il signor Renato Lunardi.

 

C’è da rilevare che Lunardi non aveva promesso cose al di fuori delle sue possibilità, non aveva promesso di risolvere il problema della disoccupazione nel Mezzogiorno, ma solo di firmare le dimissioni entro due anni, cosa perfettamente alla sua portata.

Infine, i Probiviri Fistel dichiarano: "dei danni paventati dai ricorrenti non è stata fornita prova.". Controllino l’andamento delle iscrizioni e delle disdette Fistel in Mondadori e ne verifichino la corrispondenza con la realtà; poi ne riparleremo. Per chi non l’avesse immaginato, Lunardi ci tiene nascoste anche quelle...

Bassa "Marea" per Lunardi

Veniamo all'autovettura Fiat Marea, ceduta dalla Fis(Tel)-CISL al signor Lunardi, per cui, nella nostra denuncia, si chiedeva ai Probiviri FISTel-CISL una verifica sulla regolarità della cessione.

A leggere la deposizione ai Probiviri del signor Lunardi c'è da restare trasecolati. Infatti, secondo lui, l'Organizzazione avrebbe comprato, come "vettura di servizio acquistata dalla FIS, per contenere i costi dei rimborsi delle trasferte del personale viaggiante", non una Fiat "Panda" da 10 milioni, ma una Fiat Marea ELX 1600 cc familiare a benzina, con condizionatore, del costo di 34.800.000 lire. Per contenere i costi? Ovvio che sono fandonie, l’auto era destinata a Lunardi fin dal primo momento, ma i Probiviri Fistel vi hanno creduto...

Ciò li avrebbe dovuti far riflettere su un altro punto: se la vettura era fin dall’inizio destinata a Lunardi, per quale motivo egli ha fatto fare alla Fistel questo giro di fatture e di passaggi di proprietà? Ogni passaggio si paga. Chi l'ha pagato? Lunardi o la Fistel? Questo significa che il guadagno che Lunardi si riprometteva avrebbe dovuto più che compensare il costo dei vari passaggi, altrimenti si sarebbe semplicemente fatto dare i "suoi" soldi e si sarebbe comprato l’auto da solo. Ma allora, chi è stato defraudato del denaro guadagnato da Lunardi? La Fistel o il Fisco? La puzza di bruciato si avverte lontano un miglio…

Inoltre "Il progetto operativo sul territorio della Fistel Verona, per il quale era stata acquistata la vettura, non si era potuto attuare, il che aveva imprevedibilmente reso inutile la disponibilità della vettura stessa". Così, imprevedibilmente, senza uno straccio di motivo, neanche inventato al momento. Ma i Probiviri vi hanno creduto...

Infine "La vettura, immatricolata nel Gennaio '97, era costata 34.800.000 (come da fattura 99/96) e gli è stata ceduta, nel luglio '97, a saldo dei suoi compensi ammontanti a lire 35.000.000". Quindi Lunardi avrebbe regalato 200.000 lire alla Fistel. Sant'uomo. Del resto, il suo disinteresse per il vile denaro è ben noto a tutti i lavoratori Mondadori. Spiace rilevare che i Probiviri Fistel, pur credendo ad ogni parola da lui pronunciata, non ne abbiano proposto la beatificazione…

Ebbene, i Probiviri Fistel hanno preso questa allucinante deposizione per oro colato e le hanno dato veste di ufficialità, confermandola nella loro sentenza a nome della nostra Organizzazione!

Ciò senza verificare nulla, come sarebbe stato loro dovere. Senza chiedere alla Segreteria Nazionale un’ispezione nella sede di Verona, ai sensi dell’art. 43 dello Statuto Fistel. Niente. Non sono stati neppure insospettiti dal fatto che Lunardi avesse citato o prodotto la fattura di acquisto della vettura, da parte dell’Organizzazione, ma non quella di vendita! Cos’aveva quella di vendita, di poco chiaro, per non essere citata o prodotta?

Se avessero effettuato una semplice visura al Pubblico Registro Automobilistico, avrebbero scoperto in cinque minuti che la vettura era stata sì pagata 34.800.000 dalla CISL, ma era stata ceduta a Lunardi non ai 35.000.000 citati nella sua deposizione e nella sentenza, ma per 500.000 lire, come da certificazione PRA che si allega agli atti!!!

Poiché nessuno dotato di un minimo di discernimento può credere che una vettura nuova, in perfetta efficienza, usata solo da Lunardi, abbia perso in 6 mesi valore da 34.800.000 a 500.000 lire, ne consegue che qualcuno ha compiuto un imbroglio.

Come può la Fistel aver iscritto a bilancio i 35.000.000 ricevuti per l’autovettura, se il prezzo pagato è stato di 500.000 lire? O, se il prezzo pagato fosse stato di 35.000.000, qual è stato il motivo di denunciare il falso al PRA? Evasione fiscale di Lunardi? Evasione IVA di Lunardi o della Fistel? Truffa ai danni della Fistel o dell’erario? Emissione di fatture false?

Per la proibizione del signor Renato Lunardi di accedere a qualsiasi informazione, compresi i bilanci, in Fistel (e adesso hanno capito tutti perché ce lo proibisse), non siamo in grado di rispondere a queste domande. Chiediamo che lo facciano i Probiviri Confederali CISL, verificando anche i movimenti bancari relativi, e che la falsa dichiarazione sia denunciata nelle sedi opportune, facendo subire ai responsabili le eventuali conseguenze di legge.

Restano una serie di fatti gravissimi:

  1. Lunardi, come Segretario Fistel di Verona, è il primo responsabile di aver dolosamente denunciato il falso (al PRA o in documenti fiscali) a nome della Fistel, per i suoi interessi privati. Egli ne deve sopportare le eventuali conseguenze civili e penali, in quanto sarebbe inammissibile che sanzioni per questo suo dolo venissero pagate con i fondi Fistel, cioè con i soldi degli iscritti.
  2. Inoltre Lunardi, sapendo di mentire, il 2/2/2000, ha effettuato una deposizione falsa al Collegio dei Probiviri FISTel-CISL.
  3. Ancora, sapendo di mentire, il 20/12/2000, ha indotto i creduloni del Consiglio Generale Fistel di Verona ad avallare questa cessione irregolare.
  4. Inoltre, i Probiviri Fistel non hanno effettuato nessuna verifica seria, su queste affermazioni, accettandole per buone: "ritiene il Collegio che la regolarità dell’operazione - sia sotto il profilo della convenienza per il Sindacato sia sotto quello della regolarità contabile - sia, allo stato, da assumersi come dato incontestabile". Così facendo hanno dimostrato la propria incapacità professionale o complicità con gli illeciti perpetrati dal signor Lunardi. La prima meriterebbe la destituzione dalla carica, la seconda l’espulsione dalla Fistel. Lo sanno, i Probiviri Fistel, che l’emissione di fatture false è un reato? Gli stessi Probiviri che hanno approvato la proibizione di Lunardi della consultazione dei bilanci a Gardani? Almeno il Presidente Fazzalari, che è avvocato?
  5. Infine i Revisori dei conti FISTel-CISL si sono prestati a falsificare documenti ufficiali dell'Organizzazione o, avendo omesso le necessarie verifiche, hanno dato prova di grave incapacità professionale nell'esercizio della loro funzione.

 

Né ci fanno una grande figura i trenta componenti del Consiglio Generale che, (con la notevole eccezione di due componenti avveduti, i signori Fochesato e Zenotti), il 20/12/1999 hanno avallato col proprio voto la regolarità di questa cessione, con le parole testuali: "In merito all'acquisto dell'automobile personale del Segretario Lunardi, il Consiglio Generale odierno ha avuto modo di riscontrare a tutti i livelli la trasparenza e correttezza politica e organizzativa della FISTEL Verona e del proprio Segretario Generale".

Bravi. Ciò senza conoscere i fatti, ma solamente fidandosi delle parole di Lunardi & C. Imprudenza fatale. Quando si renderanno conto di essere stati presi in giro ancora una volta, dopo la presa in giro degli impegni congressuali violati? Quando si sveglieranno e chiederanno di ascoltare "l'altra campana", prima di votare tutto quanto viene loro propinato? E Lunardi, in cambio, li avrà portati almeno a fare un giretto sull'autovettura generosamente fornitagli dagli iscritti alla CISL?

 

Alla luce di quanto scoperto, assume una luce grottesca il trionfante volantino (allegato) che Lunardi ha diffuso ovunque l’8/5/2000, in cui dice:

"Agli amici associati Fistel Cisl Mondadori

e p.c. a tutti i Lavoratori Mondadori.

Conoscete tutti, attraverso la diffusione dei Comunicati, i ricorsi ai Probiviri della Fistel isl Nazionale prodotti dal Sig. Marcello Gardani. Questi sono stati entrambi rigettati all’unanimità dal Collegio dei Probiviri, dichiarando e riscontrando nel contempo la piena regolarità di tutto quanto evidenziato".

Evidentemente era convinto di averla fatta franca, con l’aiuto dei Probiviri.

 

Oltre alla verifica indicata sopra, da attuarsi eventualmente con un’ispezione, ai sensi dell’art. 64 del regolamento CISL, chiediamo ai Probiviri Confederali CISL che, per queste irregolarità e deposizioni false, al signor Lunardi sia comminata la sanzione della decadenza dalla carica e dell’espulsione urgente dalla FISTel-CISL, in modo da impedirgli anche l’inquinamento delle prove; ai Probiviri Fistel firmatari del lodo, Fazzalari, Rambaldi e Troiani, la sanzione della deplorazione con diffida. Inoltre che il Collegio dei Probiviri Confederale denunci o faccia denunciare alla magistratura competente le irregolarità eventualmente rilevate (emissione di fatture false, false dichiarazioni al PRA, falso in bilancio, ecc.), dando ordine all'Organizzazione di rivalersi sui responsabili di questi fatti (Lunardi, Collegio dei Revisori dei conti, ecc.), per il recupero integrale di quanto perduto dalla Fistel.

La denuncia del 9/2/2000

Il lodo di assoluzione per il signor Lunardi è stato firmato dai signori Fazzalari, Alotta e Rambaldi.

Testo della denuncia

Verona, 9 Febbraio 2000

 

Da:

Dott. Marcello Gardani

Via Cima Carega 22/3

37030 Lavagno (VR)

 

A:

Collegio Nazionale dei Probiviri FISTel-CISL

Via Palestro, 30

00185 ROMA

 

Egr. Sig. Renato Lunardi

Segretario Provinciale FISTel-CISL

Lungadige Galtarossa, 22/d

37133 VERONA

 

Oggetto: Richiesta di sanzioni per il comportamento antidemocratico ed antistatutario del signor Renato Lunardi.

 

Egregi componenti del Collegio dei Probiviri,

io sottoscritto Marcello Gardani (Mondadori), iscritto alla FISTel-CISL di Verona,

 

PREMESSO CHE

 

  1. Ormai da molti mesi (con un’unica eccezione per il rinnovo del CCNL), nonostante desideri partecipare, non vengo più sistematicamente convocato per le riunioni degli attivisti CISL, benché io sia Delegato RSU della Mondadori e l’art. 6 dello Statuto preveda la partecipazione all’attività sindacale addirittura come un dovere dell’iscritto.
  2. Già due volte (il 9-9-1999 e, in particolare, il 3-11-1999) il signor Renato Lunardi aveva convocato riunioni che trattavano del sottoscritto, evitando deliberatamente di convocarmi, allo scopo di perseguire i suoi obbiettivi senza che io potessi neppure esprimere le mie ragioni, violando così le più elementari regole della democrazia e l’art. 6 dello Statuto, ove si sancisce: "Gli iscritti alla CISL hanno diritto a partecipare all’elaborazione delle linee di politica sindacale (omissis...). Gli iscritti hanno il diritto di essere adeguatamente informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano e ad esercitare il diritto di critica nei confronti dei dirigenti sindacali, nei limiti previsti dal presente Statuto, ed in termini democraticamente e civilmente corretti"
  3. In data 14-11-1999 gli avevo spedito una raccomandata (già agli atti di codesto Collegio), ove, tra le altre importanti domande, gli chiedevo ragione del perché non avesse applicato per me l’articolo sopra citato.
  4. Il Segretario Provinciale FISTel-CISL Renato Lunardi aveva mancato ai suoi doveri, come minimo di educazione, ignorando del tutto la mia raccomandata, cioè non rispondendo né per iscritto, né verbalmente.
  5. Nonostante quanto sopra, il 20-12-1999, il signor Lunardi ha convocato un’altra riunione del Consiglio Generale FISTel-CISL di Verona, invitando anche tutti i delegati RSU della Fistel, eccetto me (mentre ero stato invece invitato l’anno precedente, come da lettera allegata, ed avevo assistito a tutta la seduta del Consiglio), ancora una volta allo scopo di spargere affermazioni false e diffamatorie nei miei confronti, per indurre così il Consiglio Generale ad approvare, contro il sottoscritto, un documento (di cui sono venuto a conoscenza solo il 2-2-2000, presso la sede del Collegio dei Probiviri, perché non mi era stato neppure inviato!), privandomi del diritto democratico di replica e violando di nuovo l’articolo citato nella mia raccomandata.
  6. Oltre ai casi già noti, il 3-6-1999 si svolse un incontro, a Segrate, tra le RSU Mondadori, le Segreterie Territoriali e Nazionali CGIL, CISL e UIL, per definire la linea sindacale sull’importantissimo tema dello scorporo "Mondadori Printing", coinvolgente tutti i lavoratori Mondadori di Verona, in preparazione dell’incontro con la Direzione del 4-6-1999. Il signor Lunardi, temendo voci contrarie alla sua linea, portò solo i Segretari Bellomi e Sabaini, evitando non solo di convocare i Delegati e l’Esecutivo Mondadori, ma tenendo loro nascosta addirittura l’esistenza della riunione! Il giorno successivo un Delegato CGIL di Melzo mi chiese perché non avessi partecipato alla riunione del 3 e, quando gli risposi che Lunardi & C ce l’avevano nascosta, rimase stupito ed osservò: "Nella vostra Organizzazione c’è qualcosa che non va". Aveva ragione. Si chiama Democrazia.
  7. Chi occupa una carica istituzionale delicata come quella di Segretario Provinciale della FISTel-CISL non può usare la sua posizione come un istituto di prebende, dal cellulare ai permessi sindacali, ai corsi di istruzione, o addirittura far dipendere il rispetto dei diritti degli iscritti e dei dirigenti sindacali dell’Organizzazione che ha l’onore di guidare dalle sue personali simpatie, come se la CISL fosse un suo feudo privato.

 

CHIEDO AL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

 

  1. Che, per le reiterate pratiche antidemocratiche ed antistatutarie del signor Renato Lunardi, per i suoi continui abusi di potere, gli venga inflitta la sanzione della destituzione dalla carica, ai sensi dell’art. 14 dello Statuto.
  2. In subordine, che gli venga inflitta la sanzione della deplorazione con diffida o del richiamo scritto, ai sensi dell’art. 14 dello Statuto, riservando la sanzione maggiore della destituzione dalla carica al caso in cui egli si renda di nuovo recidivo in questo comportamento illegittimo.

 

Ciò, salvi restando gli altri procedimenti pendenti nei suoi confronti.

Disponibile a qualsiasi chiarimento, Vi porgo i migliori saluti.

 

Marcello Gardani

 

Allegati:

  1. Lettera di convocazione alla riunione del 1998 (non 1999).
  2. Raccomandata a Lunardi del 14-11-1999

La Raccomandata del 14-11-1999

Verona, 14 Novembre 1999

 

Da: Marcello Gardani

Via Cima Carega 22/3

37030 Lavagno (VR)

 

A: Egr. Sig. Renato Lunardi

Segretario Provinciale Fistel-CISL

Lungadige Galtarossa, 22/d

37133 VERONA

 

e Ai responsabili del volantino in oggetto.

 

Oggetto: Volantino intitolato "Ordine del giorno" del 3/11/1999.

 

Egregio signor Lunardi,

in questi giorni è stato affisso, in Mondadori, il volantino che Le allego.

Esso riporta affermazioni false (ad esempio, una frase al condizionale sulla disdetta delle tessere viene deliberatamente travisata in un’istigazione a stracciarle) e diffamatorie nei miei confronti.

Il volantino è anonimo e su carta non intestata, però fa esplicito riferimento ad una riunione tenutasi il 3/11/1999 nella sede della Fistel-Cisl di Verona su convocazione della Sua Segreteria. Ora Le chiedo:

  1. Le consta che questo volantino abbia qualche attinenza con la discussione tenutasi nella riunione da Lei convocata?
  2. Se il volantino è autentico, chi lo firma, cioè si assume tutte le responsabilità di quanto riportatovi? Io ho sempre firmato i miei comunicati. Pertanto ritengo che sia mio diritto conoscere chi diffonde falsità su di me ed invito formalmente chi abbia stilato o approvato questo volantino ad avere il coraggio delle proprie azioni, uscire allo scoperto e convalidarlo pubblicamente, sottoscrivendolo con nome, cognome, firma e inviandone una copia al sottoscritto.
  3. Se il volantino è autentico e c’era già l’intenzione di discutere su di me (salvo smentita, mi è giunta voce che, contrariamente a quanto riportato nel volantino, esso sia stato proposto nientemeno che dal signor Armando Giacomassi, Segretario Nazionale Fistel CISL, da Lei invocato a Verona), perché non sono stato convocato alla riunione? Lei ha fatto invitare solo i componenti della RSU Mondadori dipendenti dalla Mondadori Printing e non dall’Arnoldo Mondadori Editore. Perché non ha applicato l’art.6 dello Statuto "Gli iscritti hanno il diritto di essere adeguatamente informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano e ad esercitare il diritto di critica nei confronti dei dirigenti sindacali, nei limiti previsti dal presente Statuto, ed in termini democraticamente e civilmente corretti"?
  4. Il volantino afferma ambiguamente che la "RSU Fistel" (e quindi non solo la componente sindacale Mondadori Printing) avrebbe approvato un ordine del giorno calunnatorio nei miei confronti, all’unanimità. Se il volantino è autentico, la "RSU Fistel" è solo quella dei Delegati dipendenti dalla Mondadori Printing? Allora non si capisce doppiamente perché non sia stata convocata anche quella dei Delegati dipendenti dalla Mondadori Editore (di cui faccio parte). Oppure era la somma delle due? Allora quanto scritto implicherebbe che avrei votato contro me stesso! Una simile affermazione si commenterebbe da sola.
  5. La riunione è stata regolarmente verbalizzata? Posso accedere ai verbali?

 

Attendendo un Suo urgente chiarimento in proposito, La ringrazio per l'attenzione e Le porgo distinti saluti.

 

Marcello Gardani

(iscritto Fistel-CISL e delegato RSU Mondadori)"

La mancanza di democrazia e le violazioni statutarie in merito

I Probiviri Fistel hanno rigettato (figurarsi) il ricorso, sentenziando: "E’ del tutto fuori luogo il riferimento all’art. 6 dello Statuto CISL fatto dal ricorrente, per sostenere il suo preteso diritto (anzi, a suo dire, "il dovere") di essere convocato a tutte le riunioni indette dalla Segreteria Provinciale di Verona della Fistel. (...) Infatti la citata norma (...) di certo non intende conferire ad ogni iscritto alla CISL il diritto di partecipare a tutte le riunioni che avvengano, a qualsiasi livello e per qualsiasi motivo, nell’ambito del sindacato".

 

Cominciamo con due falsi.

  1. La parola "dovere" non se l’è inventata Gardani, ma sta scritta nell’art. 6, che riporta: "Ogni iscritto ha il dovere di essere coerente con i valori richiamati nel presente Statuto, ad operare nell’attività sindacale in coerenza con le decisioni assunte dagli organi statutari ed a partecipare all’attività sindacale". Possibile che i Probiviri Fistel non si rileggano mai lo Statuto che dovrebbero applicare?
  2. Gardani non ha mai chiesto di essere convocato a "tutte" le riunioni indette dalla Segreteria Fistel di Verona, men che meno "a qualsiasi livello" e "per qualsiasi motivo". Queste sono parole inventate di sana pianta dai Probiviri! Ha chiesto di non essere discriminato, invitando gli altri attivisti CISL, meno lui. Ha chiesto che, nelle riunioni in cui si sa benissimo che si parlerà di lui, magari per processarlo in contumacia, questo non avvenga, ma sia invitato per dare la sua versione dei fatti e potersi difendere dalle accuse.

 

Possibile che i Probiviri Fistel non abbiano letto bene la denuncia? Oppure l’hanno volutamente travisata?

 

Infine, è stato possibile denunciare Lunardi solo per il "processo in contumacia" del 20/12/1999, in quanto, negli altri casi, i termini erano già scaduti.

Questi ultimi sono stati citati solo per dare un’idea delle reiterate pratiche antidemocratiche ed antistatutarie di Lunardi.

A titolo di informazione, però, dato che i Probiviri si dilungano sull’incontro di Segrate del 3/6/1999, è falso (al solito) che "le 13 RSU [Fistel] siano state puntualmente informate dell’iniziativa prima (...)", come affermato da Lunardi ed avallato dai Probiviri, in quanto Gardani e Mura (in Esecutivo) e parecchi altri in RSU (quelli scomodi) non ne sapevano nulla. Quindi l’Esecutivo e la RSU, come organismi collegiali, non erano informati.

Sulla frase dei Probiviri: "I vertici del Sindacato hanno assolto al dovere di puntuale informativa e di coinvolgimento del Gardani (...) tant’è che quest’ultimo ha ritenuto di essere in grado, in data 12/7/1999, di sottoscrivere l’accordo" c’è da rilevare che, a testimonianza del fatto che fosse mancata l’informazione e il coinvolgimento verso la RSU e verso i dipendenti, Gardani, che il 12/7/1999 non era stato avvertito che ci sarebbe stato da firmare un accordo, che si era piegato a firmarlo solo dopo promesse (introduzione della quattordicesima mensilità e recupero "sul territorio" dell’unità della RSU Mondadori di Verona) fattegli personalmente dal Segretario Generale Fistel Armando Giacomassi (e poi regolarmente vanificate), dopo essersi scusato con tutti i dipendenti Mondadori, di fronte alle tre Assemblee Generali del 23/7/1999, ha ritirato la firma da quell’accordo, con lettera del 30/7/1999. Lunardi, che lo sapeva perfettamente, avrebbe potuto avvertire i Probiviri di questo fatto, ad evitar loro di usare, nella loro sentenza, un trionfale grassetto del tutto ingiustificato...

 

Pertanto ribadiamo ai Probiviri Confederali la richiesta che accolgano la denuncia presentata contro Lunardi e condannino le sue discriminazioni antidemocratiche con la decadenza dalla carica, richiamando nel contempo i Probiviri Fistel ad un comportamento imparziale nello svolgimento della loro funzione.

Denunce di Bellomi, Mattinzioli e Sabaini contro Gardani

Per quanto riguarda le denunce contro Gardani, firmate dai signori Andrea Sabaini, Angelo Mattinzioli e Giannantonio Bellomi (e non "Giancarlo Belloni", come scritto erroneamente nella convocazione dai Probiviri Fistel: altra loro negligenza), rileviamo quanto segue.

Un paragone illuminante

E’ istruttivo paragonare il fatto che Gardani venga contro denunciato ai Probiviri dai collaboratori di Lunardi ad un caso ipotetico. E' come se, "mutatis mutandis", il testimone di una rapina corresse dai Carabinieri per denunciare il rapinatore, e gli amici dello stesso denunciassero ai Carabinieri il testimone, perché porta calze biancocelesti anziché giallorosse. Inoltre pretendessero due cosucce di poco conto:

Che sia assolto il rapinatore.

Che sia condannato il testimone!

Come, poi, hanno effettivamente fatto i probiviri Fistel...

Mancata spedizione delle denunce

All’atto della presentazione delle due denunce contro di lui, al signor Gardani non è stata inviata né la copia degli atti allegati alla denuncia ai Probiviri Fistel del 4/1/2000, né l’intera denuncia del 21/12/1999, né l’ordine del giorno del 20/12/99, né le pagine di Internet, stampate dai ricorrenti il 13/10/1999, con cui i firmatari pretendono di sostenere la loro denuncia di ritorsione o si arrogano il pericoloso ed antidemocratico diritto di giudicare e censurare addirittura "la filosofia di vita" (testuale!) del prossimo, entrando nella sfera delle sue convinzioni.

Il mancato invio di questa documentazione viola l’art. 22 del Regolamento CISL, (o l’art. 16 di quello Fistel), che sancisce: "A tutte le parti va inoltre notificata, a cura del ricorrente e a pena di improcedibilità, copia del ricorso avanti ai Collegi".

Solo durante l’unica udienza di fronte ai Probiviri Fistel del 2/2/2000, al signor Gardani sono state mostrate le due denunce complete presentate contro di lui dai ricorrenti!

Pertanto Gardani, rilevando la dolosa illegittimità che anche in questa occasione ha contraddistinto l’operato dei collaboratori di Lunardi (e suo, visto che il committente è chiaramente lui), ha eccepito che il ricorso presentato contro di lui doveva essere rigettato già per questa violazione del Regolamento.

I denuncianti

E’ opportuna qualche considerazione sulle persone che hanno firmato la denuncia contro Gardani.

Manca la firma esplicita di Renato Lunardi, ma è come se ci fosse, e si capisce perché: va di mezzo la sua mangiatoia. Che non gli creda ormai più nessuno, tra quanti lo conoscono bene, è testimoniato anche dal fatto che si è dovuto far aiutare da testimoni compiacenti. Per chi non lo conoscesse, basta la patente di bugiardo che si è firmato da solo, scrivendo negli atti congressuali Fistel del 13/3/1997 che avrebbe lasciato l'incarico a Sabaini entro due anni ("questo è l'impegno che dichiaro formalmente di rispettare"), salvo poi infischiarsene.

Da Giannantonio Bellomi ci si deve aspettare questo ed altro, viste le sue "affinità elettive" con Lunardi, come avrebbe detto Goethe.

Da Andrea Sabaini, che sembrava essere, al contrario del suo capo, una persona aperta al dialogo, ma a cui è stato sempre rimproverato un eccessivo grado di sudditanza, nei confronti di Lunardi, francamente ci si attendeva che non si prestasse ad un’operazione di bassa lega come questa. Una sorta di Nemesi ha però fatto sì che Lunardi, come segno di riconoscenza, gli abbia impedito finora per 38 mesi su 48 di entrare in carica al suo posto e ne stia coscientemente screditando ogni giorno di più l’immagine presso iscritti e lavoratori…

Lasciamo per ultimo il signor Angelo Mattinzioli, perché riteniamo la sua firma persino più significativa delle altre.

Infatti è quasi stupefacente (il "quasi" è legato ad anni di esperienze "Lunardiane") che il ricorso contro Gardani sia stato firmato anche dal signor Angelo Mattinzioli. Infatti Gardani non ha mai avuto il piacere (ora dubbio...) di conoscerlo! Qualsiasi persona dotata di buonsenso, prima di firmare una denuncia che accusa un collega sconosciuto, citando fatti a cui non era presente, dovrebbe sentirsi in coscienza il dovere di interpellarlo, per scambiare almeno due parole con lui. Il signor Mattinzioli non ha avvertito questo dovere. Senza conoscere i fatti, senza conoscere l’interessato, senza aver sentito la sua versione, ha firmato il documento che gli veniva presentato. Lunardi ci vorrebbe tutti così…

La denuncia del 21/12/1999

La denuncia è stata firmata da Bellomi, Sabaini e Mattinzioli.

Il lodo di condanna a tre anni di sospensione contro Gardani è stato firmato dai signori Fazzalari, Troiani e Rambaldi.

 

Per quanto riguarda la pretesa aggressione a Lunardi, lasciamo la parola a Gardani:

"Il testo della denuncia datata 21/12/1999 è un limpido esempio di falsità, omissioni ed esagerazioni, che forse può essere superato solo dalle deposizioni di Lunardi ai Probiviri e che merita di essere pubblicizzato totalmente. Le evidenziazioni sono mie."

Il testo della denuncia

"Verona, 21 Dicembre 1999.

 

Spettabile Collegio dei Probiviri della Fistel Nazionale.

Oggetto: Aggressione fisica da parte di un componente la RSU associato Fistel nei confronti del Segretario Generale di Categoria.

 

La presente per informarvi di un fatto estremamente grave accaduto nei giorni scorsi che ha coinvolto il Segretario Generale della Fistel di Verona, Renato Lunardi e il componente la RSU (di parte Fistel) dell’Arnoldo Mondadori Editore, Marcello Gardani.

Mercoledì 15 Dicembre u.s. in una riunione sindacale, convocata dalla Direzione del Personale della Mondadori, con all’ordine del giorno temi derivanti da un accordo quadro firmato nel luglio scorso da tutta la delegazione presente (Segreterie Provinciali di Fistel/CISL, SLC/CGIL, UILSIC/UIL e RSU), Marcello Gardani decideva di rafforzare la divergenza tra le sue opinioni e quelle di Renato Lunardi aggredendo fisicamente, lo stesso, con violenza.

L’azione si è sviluppata durante una pausa dell’incontro: Marcello Gardani ha dovuto percorrere circa cinque metri per poi prendere letteralmente per il collo Renato Lunardi, sbattendolo violentemente contro la parete che divide la sala trattative, situata al 5° piano dello stabile uffici della AME, dall’ufficio del Direttore del personale. Il fatto che il Segretario Generale non abbia reagito minimamente ha sicuramente contribuito a calmare gli istinti primordiali di Marcello Gardani, rimane comunque inammissibile che normali rapporti dialettici anche divergenti vengano trasformati da qualcuno, in particolare della nostra organizzazione sindacale, in scontro fisico.

Per questa ragione tale informativa riteniamo debba essere allegata al corposo fascicolo, riguardante il Sig. Marcello Gardani, già inviato da questa Segreteria Provinciale al Collegio in indirizzo in modo che contribuisca con maggior dettaglio ad inquadrare il problema ed aiuti a prendere, dopo quanto accaduto, urgenti provvedimenti. Distinti saluti.

la Segreteria Provinciale Fistel di Verona

Andrea Sabaini

Bellomi Giannantonio

Angelo Mattinzioli

 

P.S.: Data la gravità del fatto, che ha coinvolto emotivamente in maniera trasversale tutti i presenti, i componenti della delegazione che hanno assistito al deplorevole episodio hanno deciso di sottoscrivere la presente a supporto di quanto sopra riportato:

Andrea Sabaini (Segreteria CISL)

Giannantonio Bellomi (Segreteria CISL)

Emanuelli Giancarlo (Segretario UIL Verona)

Salvetti Gabriella (Delegata UIL nella RSU AME)

Adami Luciano (Delegato CGIL nella RSU AME)

Mura Mario (Delegato CISL nella RSU AME)

Luciano Stefanelli (Segretario CGIL Verona)"

 

"L'unico dei presenti che non abbia firmato la denuncia sarebbe quindi il Delegato UIL Gianfranco Brunelli. La denuncia precedente non è stata firmata da Lunardi, che manda altri a sporcarsi le mani. In cambio, ecco la sua deposizione del 2/2/2000 ai Probiviri Fistel:"

La deposizione di Lunardi

"Il giorno 15 Dicembre 1999, di cui all’aggressione, eravamo in trattative su problemi di uniformazione del trattamento contrattuale dei dipendenti tra AME Verona e AME Segrate.

Gardani è un quadro e insisteva perché a Verona si facesse come a Segrate, il che avvantaggiava solo le categorie più alte, mentre io cercavo di fare gli interessi delle categorie più basse e spiegavo che il Gardani stava fregando le categorie più basse.

A un certo punto, mentre la discussione si era fatta molto accesa, il Gardani si è alzato, ha girato intorno al tavolo a elle cui eravamo seduti, e mi è venuto ad afferrare per il collo e a sbattermi contro il muro.

Ritengo che l’aggressione fosse motivata da ritorsione per la resistenza ferma che stavo opponendo alle sue idee."

Il sonno della ragione genera mostri

Ora gli estremi dell'orrendo crimine sono totalmente noti.

Dunque, ricapitoliamo. Secondo Lunardi e i suoi testimoni, sono accertati i seguenti fatti:

1) Essendo un "quadro", volevo fregare le categorie più basse, a tutto vantaggio di quelle alte. Questo, semplicemente applicando l’accordo del 12/7/1999, che Lunardi aveva firmato, che non voleva più applicare, d’accordo con l’azienda, e da cui io avevo ritirato la firma cinque mesi prima, su mandato dell’Assemblea Generale Mondadori.

2) Lunardi stava cercando di fare gli interessi delle categorie più basse (come notoriamente sanno tutti, in Mondadori, specialmente in Rotocalco, Offset, Confezione... E’ per questo che gli restituiscono le tessere).

3) Io non ero in grado di controbattere le vette di pensiero Lunardiane, facendo solo uso di argomentazioni logiche. Naturale, e il resto di questo ricorso dimostra la mia incapacità di opporre riflessioni razionali alle folgorazioni di Lunardi...

4) Senza provocazione alcuna, venivo preso da un raptus di "istinti primordiali". Infatti non c’è stata una serie di insulti gravi ed irreligiosi, da parte di Lunardi, ma solo "normali rapporti dialettici". Infatti Lunardi afferma: "Ritengo che l’aggressione fosse motivata da ritorsione per la resistenza ferma che stavo opponendo alle sue idee."

5) Ero solo io ad alzarmi e ad andare incontro a Lunardi. Lui, quindi, sarebbe rimasto seduto. Per questo, avrei dovuto sollevarlo di peso, prima di afferrarlo per il collo e sbatterlo contro il muro.

6) Per fortuna "Lunardi non ha reagito minimamente".

 

Queste, ripetiamo, sono affermazioni desunte dalla denuncia sottoscritta dai testimoni e dalla deposizione di Lunardi, come riferita ed accettata dai Probiviri Fistel.

Aggressioni & aggrediti

"La realtà è un’altra. Il 15 Dicembre 1999, alle ore 11:00, durante una pausa delle discussioni con l'Azienda, stavo chiacchierando con il Delegato UIL Gianfranco Brunelli, quando Lunardi, seduto a lato, senza neppure essere direttamente interessato dalla nostra conversazione, prima interloquì nel nostro discorso, poi, dopo un breve scambio di battute, iniziò ad inveire contro di me. Mi chiamò ripetutamente "cattolico di merda".

Profondamente stupito ed offeso da questi oltraggi unilaterali ed inaspettati, ingiunsi a Lunardi di non azzardarsi mai più ad insultarmi, ma egli ripeté l'insulto, aggiungendo anche "faccia di merda". Allora mi alzai e gli andai vicino, preso da grande rabbia. Lunardi si alzò a sua volta e mi sfidò con tono tracotante. Stavo per misurargli un ceffone adeguato alla sua maleducazione, ma mi trattenni e mi limitai ad allontanarlo, appoggiando la mano sulla sua faccia arrogante e spingendola via dal mio tiro, senza colpirlo, né fargli del male.

Si mise a strepitare e ad insultarmi di nuovo, chiamandomi anche "Fascista" e farneticando che io desiderassi diventare Segretario Provinciale, ma che non ce l'avrei mai fatta (sic). Evidentemente la paura di rimetterci la poltrona di Segretario, per cui si affanna disperatamente almeno dal 1983, deve far perdere il sonno a Lunardi... Io gli ingiunsi di nuovo di non azzardarsi mai più ad insultare me e la mia Fede. Poi tutto ritornò gradualmente alla normalità, tant'è vero che proseguimmo regolarmente con la riunione, prima col Sindacato, poi con la Direzione, fino alle 12:10, cioè un'ora dopo i fatti. Alla fine della riunione firmammo persino degli accordi con la Direzione.

Ma, il giorno dopo, Lunardi ricevette copia della mia denuncia ai Probiviri, così, il 20/12/1999, per ritorsione, mise in piedi, con l'ausilio dei suoi fedeli, quella farsa di processo in contumacia presso il Consiglio Generale a cui io non venni deliberatamente invitato. Durante quella riunione mi fu riferito che affermò che io l'avessi picchiato, gli avessi fatto tanto male da dover essere ricoverato al pronto soccorso, ma avesse preferito non farlo per non drammatizzare la vicenda! Vaneggiamenti degni di lui e dei suoi testimoni compiacenti, ma i Probiviri Fistel, evidentemente, o gli hanno creduto o hanno finto di credergli.

Le testimonianze

Sempre Gardani racconta: "Durante l’udienza con i Probiviri Fistel del 2/2/2000, rimasi stupito di alcune delle testimonianze firmate.

Che Giancarlo Emanuelli (Segretario UIL) e Luciano Stefanelli (Segretario CGIL) si affrettassero ad avallare le invenzioni Lunardiane, deformando l’accaduto per trasformare l’aggressore in aggredito, pochi dubbi esistevano (purtroppo): pensionati solidali con lui, sono abituati a firmare insieme tutte le loro gloriose imprese, compresi gli accordi bocciati dai lavoratori. Per inciso, Stefanelli, ex dipendente Mondadori, è stato soprannominato "Bugìa" dai suoi stessi ex compagni del reparto Spedizione Periodici...

Osserviamo, con più sarcasmo che stupore, che la non ingerenza nella questioni interne delle altre organizzazioni, così sbandierata quando serve ai suddetti signori, non valga per loro.

Si veda la lettera (aperta) del 23/8/1999, indirizzata a Nicola Burato ed ai firmatari della petizione, in cui proprio Lunardi chiedeva, accoratamente: "Ti rendi conto di cosa significhi coinvolgere lavoratori non iscritti alla CISL o iscritti ad altri sindacati nella nostra vita interna?"

Si vedano le lettere (segrete) "caro compagno" (ma Lunardi non era iscritto a Forza Italia?!), indirizzate da Lunardi ai Segretari CGIL (Grazioli) e UIL (Emanuelli) il 26/8/1999, in cui chiamava "imbarbarimento senza precedenti" il fatto che le firme sulla petizione chiedente la sua destituzione fossero state raccolte anche da iscritti alle altre Organizzazioni.

Evidentemente non è "imbarbarimento senza precedenti" il fatto che iscritti ad altre organizzazioni (addirittura anche i Segretari UIL e CGIL) si prestino a firmare denunce ai Probiviri FISTel-CISL (!), purché a suo favore, oppure Lunardi non si rende conto di cosa significhi coinvolgere… come diceva?

Invece lo stupore veniva dalle firme di Gabriella Salvetti (Delegata UIL), Luciano Adami Delegato CGIL) e Mario Mura (Delegato CISL).

La signora Gabriella Salvetti (UIL), anche se criticando la mia reazione, mi aveva detto testualmente: "Se al posto tuo ci fosse stato mio marito, pur essendo una persona pacifica, l'avrebbe [Lunardi] buttato giù dalla finestra". Non mi aspettavo, da una persona che, in faccia, mi parlava così, che mi avesse nascosto, per 43 giorni (cioè finché non me la mostrarono i Probiviri!), di avere sottoscritto la denuncia ai Probiviri FISTel-CISL promossa dagli amici di Lunardi contro di me e piena delle falsità ed esagerazioni citate.

Complimenti.

 

Invece, il signor Luciano Adami ammetteva onestamente di aver superficialmente firmato un documento falsante la verità e, il 3/2/2000, rilasciava la seguente dichiarazione di smentita:

"Ho letto attentamente il documento che avevo firmato, forse con superficialità, il 21/12/1999 e relativo all’incidente tra Gardani e Lunardi del 15/12/1999, e devo ammettere che contiene delle inesattezze. Non è vero che il signor Gardani ha deciso di punto in bianco di aggredire il signor Lunardi, perché Lunardi l’aveva ripetutamente offeso per primo, ad esempio chiamandolo "cattolico di merda", "faccia di merda", "fascista" eccetera. Allora il signor Gardani si è arrabbiato, gli si è avvicinato e l’ha spinto via, ma senza fargli del male. Poi noi ci siamo interposti tra i due e tutto è finito lì.

Luciano Adami

(Delegato CGIL Mondadori)"

Dunque Adami testimoniava i gravi e ripetuti insulti unilaterali di Lunardi, offensivi per me e per la religione cattolica, e chiariva che la montatura dell’aggressione si riduceva ad uno spintone stizzito per le ingiurie, senza alcuna conseguenza fisica.

 

Era presente ai fatti anche il signor Gianfranco Brunelli (UIL), che ascoltò gli insulti a me rivolti e mi disse, subito dopo: "Non devi abbassarti al suo livello: Lunardi ha fatto apposta per provocare la tua reazione". Convinzione, questa, condivisa da molti. Inoltre non firmò la denuncia contro di me.

 

Interessantissima, poi, meno che per i Probiviri Fistel, la testimonianza del signor Mario Mura, che ritirò la firma dalle accuse il 7/2/2000:

"Egregi signori, solo ora sono venuto a conoscenza di un documento firmato da Sabaini, Bellomi e Mattinzioli, speditovi il 21 Dicembre scorso, su cui è riportata la mia firma. Escludo di aver mai letto tale documento e presumo che mi sia stato fatto firmare sfruttando un mio momento di distrazione. In realtà, il 15 Dicembre, sono stato presente al fatto indicato. Mentre stavo uscendo dalla stanza, ho sentito i signori Gardani e Lunardi discutere animatamente, poi il signor Lunardi ha iniziato ad insultare il signor Gardani, e sono rimasto colpito dalla singolarità dell’espressione usata, cioè "cattolico di merda".

Non ho visto o sentito altro.

Mario Mura (Delegato Mondadori e Consigliere Provinciale Fistel)"

Infatti egli, oltre a confermare che Lunardi iniziò ad insultarmi, con i termini citati, ha escluso per iscritto di aver mai letto la denuncia riportante la sua firma, che gli era stata fatta firmare sfruttando un suo momento di distrazione. Mura ritiene che il signor Giannantonio Bellomi (sempre lui) gliela sottopose, presentandola come firma di routine, durante il Consiglio RSU Mondadori per lo scambio d'auguri di Natale (quando tutti sono più buoni…). Questi sono i mezzi che gli amici di Lunardi usano quotidianamente, contro i lavoratori Mondadori e contro chi cerca di smascherarli.

 

Però, benché io, il 2/2/2000, avessi citato anche Mario Mura e Gianfranco Brunelli come testimoni del fatto e dei gravissimi insulti da me subiti, i Probiviri Fistel non li convocarono. In retrospettiva, ha senso domandarsi perché?

Inoltre almeno tre persone (Gardani, Mura, Adami) dichiarano che Lunardi mi insultò per primo. Eppure egli testimoniò ai Probiviri che non c’erano stati insulti, da parte sua: "Ritengo che l’aggressione fosse motivata da ritorsione per la resistenza ferma che stavo opponendo alle sue idee."

Dunque ha testimoniato il falso ai Probiviri."

Il diritto al contraddittorio

Per bocciare l'eccezione di improcedibilità, i Probiviri scrivono: "La notifica del ricorso alle parti controinteressate è imposta dai richiamati artt. 16 e 22 al solo fine di garantire a quest'ultime il diritto al contraddittorio: diritto che, nella specie, il Gardani ha avuto modo di esercitare sia in sede di comparizione all'udienza del 2 febbraio 2000 - ove, di fatto, l'ha ampiamente esercitato -, sia nel successivo termine di 10 giorni concessogli dal Collegio (che il Gardani non ha ritenuto di utilizzare).

 

Invece l'art. 22 dice "A tutte le parti va inoltre notificata, a cura del ricorrente e a pena di improcedibilità, copia del ricorso avanti ai Collegi". Quindi "al solo fine di garantire a quest'ultimo il diritto al contraddittorio" non è altro che un'illazione personale dei Probiviri.

 

Per quanto riguarda il diritto al contraddittorio, durante l'udienza del 2/2/2000, benché Gardani dichiarasse ripetutamente ai Probiviri che rifiutava recisamente di parlare ufficialmente delle due denunce presentate irregolarmente contro di lui, per non legittimarle e per poter discutere con cognizione di causa sulle accuse rivoltegli, in seguito alle insistenze del Presidente Fazzalari si rendeva disponibile a parlarne a titolo di chiacchierata informale. Il Presidente Fazzalari gli assicurava che era d'accordo su questo approccio, ma, in pratica, utilizzando quest'unica "chiacchierata informale" nella sentenza, violava il "gentlemen's agreement" con Gardani e gli impediva di difendersi compiutamente in una seduta successiva. A proposito, il termine inglese vuol dire "Accordo tra gentiluomini…". Non solo, ma i Probiviri scrivevano nella sentenza queste falsità: "Quindi, esaminato il ricorso e la documentazione, il Gardani riteneva di dover precisare al Collegio..." . Come poteva Gardani esaminare oltre 190 pagine di documentazione in due minuti? Invece aveva chiaramente e con pieno diritto rifiutato di entrare nel merito e accettato la "chiacchierata informale", ma precisandone bene le condizioni.

 

Infine, questa è la lettera di Gardani del 16/2/2000:

"Verona, 16 Febbraio 2000

Egregi componenti del Collegio dei Probiviri,

vi preciso quanto segue:

  1. Ribadisco quanto già affermato a codesto Collegio il 2-2-2000, cioè che, per il deliberato mancato invio a me, a cura dei ricorrenti, del ricorso del 21-12-1999, all’atto della sua presentazione a codesto Collegio, esso va ricusato perché improcedibile, ai sensi dell’art. 22 del Regolamento.
  2. Per l’incompletezza della documentazione, anche il ricorso del 4-1-2000 va ricusato ai sensi del medesimo articolo.
  3. Solo dopo l’udienza del 2-2-2000, presso codesto Collegio, la Segreteria Fistel di Verona, che si era prima rifiutata (signor Bellomi), si è affrettata a spedirmi una copia della documentazione allegata ai ricorsi!
  4. Non ritengo che l’invio tardivo possa sanare tale vizio, in quanto tutto il ricorso avrebbe dovuto essere ripresentato a norma di Regolamento. Inoltre, così facendo, alcuni dei sottoscrittori si sarebbero rifiutati di firmare, rendendo quindi impossibile una riproposizione pedissequa delle fantasie precedenti.
  5. La documentazione inviatami non è identica a quella spedita al Collegio.
  6. Se, nonostante le palesi illegittimità sopra esposte, codesto Collegio decidesse di non accettare l’istanza d’improcedibilità e di entrare nel merito dei due procedimenti contro di me, salva restando la mia totale opposizione, non avendo potuto consultare gli atti prima dell’udienza del 2-2-2000, chiedo di essere avvisato e poi ricevuto in udienza, concedendomi qualche settimana per studiare il caso.
  7. In tal caso segnalo che, in data 11-2-2000, vi sono pervenute, tramite fax, le allegate dichiarazioni di rettifica alle testimonianze sulla denuncia del 21-12-1999, firmate dai signori Mario Mura e Luciano Adami. Ciò permette di cominciare a ristabilire la verità dei fatti, falsata, esagerata, occultata con mezzi assai discutibili dai proponenti (si veda la dichiarazione del signor Mura!).
  8. Ritengo opportuno informarvi che ho già consegnato la pratica al mio avvocato, con il mandato di tutelare i miei diritti legali e civili."

 

Quindi è falso dire che Gardani non ha ritenuto di utilizzare il successivo termine di 10 giorni. Infatti ha spedito una raccomandata in cui chiedeva, tra l'altro, di essere avvisato e riascoltato, se il Collegio avesse deciso di non accogliere l'eccezione di improcedibilità. Per cui Gardani, fidando in questo minimo di correttezza ed educazione dei Probiviri, attendeva un avviso e una riconvocazione che non arrivarono mai.

 

Invece i Probiviri, senza convocare Brunelli, senza dar peso alle testimonianze a discarico di Mura e Adami ("Prescindendo dalle perplessità indotte dalle dichiarazioni del Gardani e dei due predetti testimoni"), ma dando peso a quelle dei testimoni a carico, amplificando al massimo delle loro capacità le motivazioni della sentenza, senza riascoltarlo, irrogavano una sanzione di tre anni di sospensione a Gardani.

Tre anni, quando il massimo è un anno…

E a Lunardi? Un anno di sospensione? Sei mesi? Tre?

No: niente.

Missione compiuta.

Ingiurie antireligiose, odiose e razziste

Gardani aggiunge: "Le parole pronunciate da Lunardi sono un insulto non solo per la mia persona, ma anche per la religione in cui credo e per tutti i Cattolici.

E' un segno di inciviltà e di razzismo, esattamente come chiamare un ebreo "sporco ebreo" è un insulto intollerabile non solo per la persona interessata, ma per tutti gli ebrei, esattamente come chiamare un negro "pezzente negro" significa insultare lui e tutta la sua razza. Non sono comportamenti ammissibili da nessuna parte, men che meno è tollerabile che siano pronunciate e ribadite pubblicamente da alti dirigenti di un'organizzazione come la CISL, che della lotta al razzismo ha fatto una bandiera.

Quindi, in realtà, il vero aggredito sono io."

 

Invece i Probiviri Fistel hanno sorvolato sulle ingiurie pronunciate dal signor Lunardi, come se esse fossero inesistenti (nonostante le testimonianze) o, peggio, legittime!

Pertanto chiediamo a codesto spettabile Collegio dei Probiviri che si pronunci sull'argomento, chiarendo che la CISL si dissocia pubblicamente da ingiurie contro la dignità ed i sentimenti religiosi di chiunque e condannando il comportamento di chi le ha proferite, cioè il signor Lunardi, almeno con un severo richiamo scritto.

Chiediamo l’annullamento del lodo dei Probiviri Fistel contro il signor Gardani, avvertendo fin d’ora che, a proposito della montatura dell’"aggressione" organizzata da Lunardi & C, riterremmo gravemente ingiusto ed inammissibile il mantenimento della sanzione della sospensione al signor Gardani, anche in misura inferiore ai 36 mesi ignorantemente comminatigli dai Probiviri di categoria.

La denuncia del 4/1/2000

La denuncia è stata firmata dai signori Sabaini, Bellomi e Mattinzioli.

Il lodo con la sanzione del richiamo scritto è stata firmato dai signori Fazzalari, Alotta e Rambaldi.

Il testo della denuncia

"Verona, 4/1/2000

Oggetto: Richiesta di pronunciamento sul deprecabile comportamento del nostro associato Sig Marcello Gardani, in relazione all’art. 1 Principi e Finalità, all’art. 6 Diritti e Doveri dello statuto della CISL.

Egregi componenti il CollegioNazionale dei Probiviri la presente per sottoporre alla Vostra attenzione una serie di documenti pubblicati in INTERNET dal nostro associato, membro della RSU Mondadori di Verona: Marcello Gardani.

Dal nostro punto di vista tale documentazione unitamente al comportamento (agressione [sic] fisica e verbale) sin qui tenuto nei confronti della nostra Organizzazione Sindacale e dei suoi dirigenti ravvisa la necessità di un Vostro pronunciamento sulla compatibilità della filosofia di vita del Sig. Gardani con i principi fondanti della CISL. A rafforzare questa esigenza il Consiglio Generale, riunitosi il giorno 20 dicembre 1999, ha votato l'Ordine del Giorno in allegato.

Per quanto attiene alla richiesta di espulsione pervenutaVi nei giorni scorsi, riguardante: Renato Lunardi, Segretario Generale della Fistel di Verona. Ci è gradito comunicarVi che uno dei due firmatari, Sig. Giovanni Zamboni (l'altro è Marcello Gardani) componente il Consiglio Generale, si è espresso a favore del succitato Ordine del Giorno che aveva e che ha come scopo preciso, anche, quello di fare chiarezza rispetto a tutto ciò che è stato contestato a Lunardi Renato stesso.

In attesa di un Vostro riscontro, cogliamo l'occasione per porgerVi distinti saluti.

La Segreteria FISTel-CISL Verona

Andrea Sabaini

Giannantonio Bellomi

Angelo Mattinzioli."

Che c’entra l’art. 1?

I firmatari dovrebbero chiarire, se ne sono in grado, cosa che dubitiamo, come il comportamento di Gardani sia, come hanno scritto, "deprecabile" in relazione all’art. 1 dello Statuto, che dice testualmente: "E’ costituita la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) con sede in Roma. La CISL aderisce alla Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi (CISL Internazionale) ed alla Confederazione Europea dei Sindacati (CES). Le decisioni assunte dagli organi statutari della Confederazione europea dei sindacati costituiscono un riferimento indispensabile per la definizione delle posizioni sindacali sul piano interno".

Se invece si fossero riferiti allo Statuto Fistel, le cose non sarebbero loro andate meglio. Esso, infatti, recita: "E’ costituita, con sede a Roma, la Federazione Informazione, Spettacolo e Telecomunicazioni, denominata FISTel-CISL,. In essa sono confluite le federazioni dei lavoratori CISL dei settori precedentemente rappresentati dalla FIS e dal SILT".

Questo è un po’ peggio di un errore di battitura: è l’indice che, nella frenesia di scrivere qualsiasi sciocchezza o falsità, come ritorsione per la denuncia circostanziata presentata da Gardani contro Lunardi, non hanno neppure letto gli articoli dello Statuto in base ai quali vorrebbero accusarlo!

Ma per i Probiviri Fistel andava bene anche così.

L’art. 6

Veniamo ad esaminare l’art. 6.

Non si sa a che cosa si riferisca la denuncia, perché i proponenti, al solito, non hanno indicato nessuna accusa specifica, nella loro denuncia, ma hanno chiesto - incredibile - ai Probiviri Fistel:"il Vostro pronunciamento sulla compatibilità della filosofia di vita del Sig. Gardani con i principi fondanti della CISL".

In pratica facevano conto che i Probiviri si mettessero a cercare, tra le centinaia di pagine degli scritti di Gardani, se ci fosse stato qualche appiglio per condannarlo, per qualsiasi motivo!

Strabiliante, ma non troppo, i Probiviri Fistel, invece di rispedire al mittente la denuncia con l’indicazione "Si prega di specificare un’accusa precisa contro il signor Gardani e di chiarire che cosa significhi filosofia di vita", si sono sostituiti ai denuncianti, trasformandosi in investigatori per cercare qualche appiglio, legali di parte per formulare le accuse, per poi ritornare ad essere magistrati sopra le parti (non finiscono mai di stupirci), indicando di propria iniziativa i commi seguenti, che, a loro parere, sarebbero stati violati:

"L’iscrizione alla CISL deve costituire espressione di una scelta libera ed individuale di ciascun lavoratore che di essa condivida principi e finalità. (...) Ogni iscritto ha il dovere di essere coerente con i valori richiamati nel presente Statuto"

Secondo i proponenti è dunque legittima una censura della "filosofia di vita" (senza spiegare che cosa sia) degli iscritti. E Bellomi, Sabaini, Mattinzioli non sono iscritti "normali", ma i Segretari della FISTel-CISL veronese.

A nostro avviso, già l’idea che essi, pur ricoprendo delicati incarichi istituzionali nel Sindacato, si sentano in diritto di censurare "la filosofia di vita" (in realtà le idee politiche, religiose, ecc.) degli altri iscritti rende loro incompatibili con i principi fondanti della CISL.

Scritti su Internet

Dice Gardani: "Gli scritti a cui fa riferimento la denuncia presentata dalla Segreteria nei miei confronti sono ospitati sul server www.Christusrex.org di Michael Olteanu, che vi invito caldamente a visitare. Oltre ad essere uno dei siti Internet più belli del mondo, con riproduzioni di affreschi meravigliosi come quelli della Cappella Sistina, è particolarmente degno di lode perché ospita numerose pagine dedicate alla difesa della libertà, religiosa, politica, di pensiero (il che calza a pennello con questa ignobile denuncia, quindi!). Olteanu è un esule romeno, fervente cattolico, che, per aver organizzato un’associazione di opposizione al regime comunista di Ceausescu, è stato imprigionato, dopo un processo farsa, per molti anni, nei lager romeni. Il suo giovane fratello Victor, 17 anni, è stato gettato dalla finestra del quinto piano ed ucciso dalla polizia, senz’altra colpa che quella di essere suo fratello. Michael è stato liberato solo per l’intervento dell’allora Presidente degli Stati Uniti, Gerald Ford.

Sono molto onorato che i miei scritti politici, compresa "L’Anticostituzione", le mie composizioni di musica sacra ed alcuni racconti di argomento religioso siano ospitati su Christusrex di Michael Olteanu."

Invito alla diffusione firmato Lunardi

"Nella lettera del 14/12/1999, distribuita a tutti gli iscritti e falsamente indirizzata a me (tanto è vero che la ricevetti solo da alcuni iscritti disgustati, ma non a casa, spedita dalla Fistel), il signor Lunardi, che, al contrario del sottoscritto, usa i contributi degli associati per spedire centinaia di lettere e difendere il proprio portafogli, mi invitava a diffondere presso i dipendenti il mio libro "L’Anticostituzione", non tralasciando nessun aspetto del medesimo.

Diceva: "Potrebbe essere illuminante leggere il "libro" che hai scritto e divulgato a mezzo Internet, nel quale, tra le varie tue proposte revisioniste, si legge al riguardo dello Statuto dei diritti dei lavoratori: ... rendersi conto con i propri occhi di come la Costituzione permetta di scrivere impunemente una delle leggi più liberticide della Repubblica Italiana, rivelatasi disastrosa per la nostra economia".

Mi supplicava, infine: "caro Gardani, ti invito ad informare dettagliatamente i lavoratori che "pretendi" di rappresentare, sul tuo pensiero e progetto sindacale (non tralasciando nulla, mi raccomando)."

Assurdo, quindi, che i Probiviri Fistel, su ricorso della Segreteria Fistel di Verona, mi condannino per un’azione che compio con piacere, per sottostare al caldo invito del Segretario Fistel di Verona! Insomma, volevano che diffondessi il mio libro, oppure no? Un po’ di coerenza non sarebbe sprecata."

 

"Fino ad ora mi ero sempre fatto scrupolo di utilizzare la mia posizione di delegato sindacale per diffondere le mie idee, tanto è vero che, vista l’alleanza stipulata da Azienda e Lunardi per strappare i miei volantini dalle bacheche sindacali (vedere la lettera della Direzione che annuncia di aver strappato i volantini critici verso Lunardi, fatto questo che rappresenta una violazione della libertà di espressione sindacale prevista dalla legge), avevo creato un sito Internet ben distinto da Christusrex per diffondere informazioni sulla situazione sindacale in Mondadori, ma ora che l’aiuto nel pubblicizzarle presso tutti gli iscritti Fistel mi è stato offerto dal caro Lunardi, ne seguirò volentieri le indicazioni e le orme ed invito tutti a visitare le mie pagine su:

 

www.ChristusRex.org/www1/gardani

(scritti politici, musica sacra e prosa religiosa)

 

www.geocities.com/CapitolHill/5853

(pagine sindacali).

 

Mi permetto di caldeggiare vivamente proprio la lettura de "L’Anticostituzione", che ritengo - immodestamente - di fondamentale importanza per un dibattito su una radicale riforma della Repubblica Italiana. Un libro tutto teso all'esaltazione della libertà, del rispetto dei massimi diritti di tutti, teso a smascherare le violenze e le ingiustizie che, legalmente od illegalmente, vengono compiute, spesso ipocritamente mascherate, contro gli uomini, tutto un’appassionata esaltazione dell’onestà. Ah, ecco... Onestà. Forse che qualcuno è disturbato da questa parola?

 

Comunque un grazie riconoscente a Lunardi & C per l’aiuto offerto nel pubblicizzare questo libro."

La Repubblica Sociale Italiana e gli Ignoranti della Repubblica

E arriviamo ad un gustoso intermezzo sulla Repubblica Sociale Italiana (1943-1945).

Cosa c’entra la Repubblica Sociale Italiana, chiederete voi?

Non siamo in grado di rispondere, infatti bisognerebbe girare la domanda a Bellomi, Sabaini e Mattinzioli, o alla loro musa Lunardi.

Fatto sta che essi hanno inserito, nella denuncia contro Gardani, ventidue pagine - dicesi ventidue pagine - di indirizzi Internet tratti da Yahoo (un motore di ricerca di Internet), che puntano a siti che parlano della Repubblica Sociale Italiana. Questo perché qualcuno ha costruito una pagina Internet con tutti i documenti che ha trovato che citano le parole "Repubblica Sociale Italiana". Dato che anche "L’Anticostituzione" contiene queste parole, (tra l’altro per criticare il concetto della "responsabilità parentale", per cui i genitori venivano puniti per la renitenza alla leva dei figli), ovvio che uscisse il suo indirizzo Internet.

Chi ha visto ciò ha così pensato bene di inviare ai Probiviri le ventidue pagine di indirizzi, con vistose evidenziazioni in blu elettrico alle parole Repubblica Sociale Italiana, credendo che questa fosse una prova contro Gardani! Di che cosa, non si sa, forse di aver contribuito a fondarla? Come in tutto il resto della denuncia, ha lasciato l’incarico di accusatori a quelli che dovrebbero essere giudici imparziali, cioè i Probiviri Fistel.

L’onestà impone di constatare che, in questa occasione, i Probiviri Fistel non hanno avuto lo stomaco di seguire i proponenti su questa strada ed hanno fatto finta di niente, risparmiandosi così una figuraccia ulteriore.

Il genio di Internet, però, non ha eseguito una ricerca sui termini "Gardani" + "furto" o "Gardani" + "omicidio", perché anche con questi sarebbe uscita "L'Anticostituzione". Una fortuna per Gardani, che ha così schivato l'ergastolo.

Non sappiamo chi, tra Lunardi, Bellomi, Sabaini o Mattinzioli, abbia avuto la brillante idea di allegare al ricorso contro Gardani queste ventidue (*22*) pagine di indirizzi Internet sulla Repubblica Sociale Italiana. Chiunque sia, con questo fatto risibile, ha dimostrato inequivocabilmente due cose:

  1. L'inconsistenza della montatura accusatoria contro Gardani. Non sapendo a cosa aggrapparsi, hanno spedito qualsiasi cosa trovassero, anche senza capirla, contando sul fatto che i Probiviri si trasformassero da giudici ad investigatori privati ed avvocati di parte.
  2. La sua totale ignoranza sui motori di ricerca di Internet. Se si fa vivo, promettiamo di insegnargli gratis come funzionano. Però a patto di poter pubblicare il suo nome…

Voliamo alti

Se volessimo abbassarci al livello dimostrato da Lunardi, Sabaini, Bellomi, Mattinzioli, Alotta, Fazzalari e Rambaldi, che pretendono di censurare le idee politiche degli iscritti, potremmo denunciare il signor Lunardi ai Probiviri, perché, in quanto simpatizzante o sedicente iscritto a Forza Italia, aderisce ad un partito politico contrario a molti princìpi della CISL, magari favorevole al licenziamento dei lavoratori senza "giusta causa". Quindi ciò sarebbe incompatibile con la sua appartenenza alla CISL, che, ad esempio, ha promosso ovunque iniziative per pubblicizzare il NO a questo referendum.

Invece Lunardi può iscriversi al partito che vuole, professare le idee politiche che vuole, votare come vuole, al referendum o alle elezioni politiche: è per le gravi scorrettezze che ha compiuto e compie ai danni dei lavoratori Mondadori e della FISTel-CISL che lo combattiamo. Onestamente, senza abbassarci al livello suo e dei suoi complici censori.

Gli organi della CISL possono censurare le idee politiche degli iscritti?

Al di là del sarcasmo, è veramente criminale la pretesa di impedire agli iscritti CISL di professare liberamente le proprie idee politiche, sia da parte dei ricorrenti Bellomi, Sabaini e Mattinzioli, sia, soprattutto, dei Probiviri Fistel, per giunta abbandonatisi ad illazioni personali come: "poco comprensibili i motivi per cui Gardani abbia liberamente scelto di aderire ad un Sindacato di cui non condivide i principi informatori", quando Gardani aveva loro enumerato, leggendoli ad alta voce ed approvandoli, i Principi fondamentali della CISL contenuti nello Statuto (quello che essi hanno dimostrato di non conoscere). Addirittura infantili e pretestuose, poi, motivazioni come: "Gardani utilizza veicoli di diffusione delle proprie idee a raggio particolarmente ampio e capillare (Internet)" e "Insomma, quel che il Collegio ritiene censurabile non è il contenuto dell’ideologia professata dal Gardani, bensì solo ed esclusivamente il modo e il contesto in cui egli la professa".

Traendo le dovute conseguenze da simili idee, bisognerebbe dedurne che, se "L’Anticostituzione" fosse stato pubblicato non su Internet, ma come libro convenzionale, "di carta", allora non ci sarebbe stato niente da eccepire?

Ma, quasi per confondere gli ipocriti con le loro stesse armi, "l’Anticostituzione" è stato davvero pubblicato come libro "di carta", nel Settembre 1994, tre anni prima dell’iscrizione di Gardani alla CISL! Assurda, quindi, qualsiasi denuncia in proposito. In ogni caso i termini di 60 giorni per la presentazione della denuncia ai Probiviri sono scaduti da cinque anni. Ciò, oltre ad essere scritto a chiare lettere sul libro nelle mani dei Probiviri Fistel, è stato loro fatto rilevare il 2/2/2000, ma questi non ne hanno tenuto conto.

Complici.

Infatti l’art. 22 del Regolamento CISL dice: "I ricorsi ai Collegi dei Probiviri, sia di Federazione nazionale di categoria, sia di Unione sindacale regionale, devono pervenire entro il termine perentorio di 60 giorni dall’evento in contestazione (...)."

Ammesso e non concesso che i termini decorressero dalla scoperta della pubblicazione da parte di Lunardi & C, la copia da loro stampata e inviata ai Probiviri riporta la data del 13/10/1999. La denuncia quella del 4/1/2000. Quindi i 60 giorni per la denuncia sarebbero scaduti anche in questo caso (ipotetico).

Complici.

Queste osservazioni, possibili solo dopo un accurato esame della documentazione e quindi non il 2/2/2000, durante l’udienza dei Probiviri, sarebbero state esposte nella nuova udienza che era stata chiesta da Gardani (al punto 6 della raccomandata del 16/2/2000) in subordine alla dichiarazione di improcedibilità per mancato invio della documentazione. La mancata accettazione di queste richieste e, addirittura, la mancata comunicazione del rifiuto ha comportato l’impossibilità di difendersi dalle accuse, trasformando una montatura di denuncia in un processo staliniano.

Complici.

Simili sentenze vanno pubblicizzate al massimo, e lo faremo, sia perché screditano chi le ha richieste o pronunciate, e non chi le ha subite, sia per far capire a tutti la necessità urgente di un rinnovamento radicale all’interno del Sindacato FISTel-CISL, pena la sua trasformazione in mero centro di potere politico e il suo allontanamento irreversibile dalla "decisa volontà di tutelare la dignità ed il rispetto della persona umana come condizione primaria di vera giustizia sociale" (Statuto CISL, Preambolo, III).

Riteniamo fermamente che la CISL non possa censurare le idee politiche degli iscritti e chi lo fa, al suo interno, non possa ricoprire incarichi istituzionali che ingenerino il sospetto, questo sì, che tali posizioni illiberali siano patrimonio dell’Organizzazione, nata invece per "la necessità di respingere un sindacalismo fondato, ispirato e diretto da correnti politiche ed ideologiche" (Statuto CISL, Preambolo, II).

Si veda anche lo Statuto Fistel, art. 3: "La Fistel (...) viene costituita per la tutela e la difesa dei diritti dei propri aderenti, nel pieno rispetto del metodo democratico, della libertà e personalità umana, contro ogni discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua e di sesso".

Per questo i tre proponenti ed i Probiviri "censori" della Fistel dovrebbero dimettersi subito dalle rispettive cariche.

 

Chiediamo pertanto al Collegio dei Probiviri Confederali che si esprima pubblicamente e chiaramente sulla liceità, per gli appartenenti ad organi istituzionali della CISL, di mettere in atto, a nome dell'Organizzazione, attività censorie sulle idee politiche degli iscritti.

Se, come crediamo, esse non sono ammissibili, chiediamo una condanna ferma ed esplicita di quanto attuato dai Probiviri FISTel-CISL e, non potendo irrogare loro la sanzione della destituzione dagli incarichi, che sia comminata ai signori Fazzalari, Alotta e Rambaldi la sanzione della deplorazione con diffida.

Ovviamente chiediamo anche l’annullamento della loro sentenza.

Chiediamo una chiara presa di distanza dell'Organizzazione per la censura tentata dai proponenti della denuncia, signori Bellomi, Sabaini e Mattinzioli.

Incapacità o complicità dei Probiviri Fistel

Ricordiamo alcune delle prove dell'incapacità professionale o complicità con Lunardi & C dei Probiviri FISTel-CISL.

  1. Durante l'udienza del 2/2/2000 hanno impedito a Gardani di leggere il memorandum sulla denuncia contro Lunardi, per passare subito alle controdenunce di Sabaini, Bellomi e Mattinzioli.
  2. Durante l'udienza del 2/2/2000, benché Gardani dichiarasse ripetutamente ai Probiviri che rifiutava recisamente di parlare ufficialmente delle due denunce presentate irregolarmente contro di lui, per non legittimarle e per poter discutere in seguito con cognizione di causa sulle accuse rivoltegli, il Presidente Fazzalari fingeva di accettare la "chiacchierata informale", ma poi violava tale "gentlemen's agreement".
  3. Fino all’udienza dei Probiviri del 2/2/2000, Lunardi & C se n’erano fregati, delle ripetute richieste di Gardani di ricevere la documentazione sulla denuncia (l’unica che conoscesse) contro di lui. I Probiviri, dopo tale udienza, hanno avvisato Lunardi & C che Gardani aveva chiesto l’improcedibilità per i ricorsi del 21/12/1999 e 4/1/2000, per questo motivo, consigliandoli di porvi urgentemente rimedio, comportandosi come legali di parte. Risultato: il 4/2/2000, due giorni dopo, Lunardi & C avevano già provveduto!
  4. Hanno accettato l'invio tardivo della documentazione (dopo un mese e mezzo!) come valida: "soddisfa pienamente la citata prescrizione regolamentare", premiando così la scorrettissima e dolosa violazione dello Statuto da parte dei ricorrenti. Inoltre i signori Mura e Adami avevano ritirato la firma dalla denuncia del 21/12/1999, quindi essa non avrebbe potuto essere riproposta tardivamente come nell'originale!!
  5. Hanno inviato a Gardani una lettera (datata 8/2/2000, partita il 9/2/2000) per avvertirlo che i ricorrenti gli avevano spedito la documentazione (il 4/2/2000), ancora prima che egli la ricevesse (l’8/2/2000). Come potevano saperlo, se non si fossero tenuti in contatto con il loro "cliente" Lunardi?
  6. Dopo aver rifiutato, a sua insaputa, l'eccezione di improcedibilità ex art.22, nonostante il signor Gardani avesse loro chiesto per raccomandata di essere in tal caso avvertito e riascoltato in udienza, non l'hanno riascoltato, né l'hanno avvertito, impedendogli la difesa.
  7. Secondo quanto riferito a Gardani il 2/2/2000 da una fonte della Segreteria Nazionale, i Probiviri Fistel sono andati a pranzo con Lunardi, dopo la sua udienza del mattino e prima di quella di Gardani del pomeriggio, forse per meglio perfezionare la loro strategia comune. Non è possibile provarlo, ma, se fosse vero, cosa scriverebbe, la stampa, se i giudici del processo a Totò Riina fossero usciti a pranzo con lui prima di vedere il pubblico ministero ed a sua insaputa?
  8. La denuncia del 4/1/2000 di Bellomi, Sabaini e Mattinzioli contro Gardani era per violazione degli art. 1 e 6 dello Statuto CISL. Sbagliata grossolanamente, tra l'altro, perché l'art. 1 non ha alcuna attinenza con gli argomenti trattati. I Probiviri hanno autonomamente convertito tali capi d'accusa nella violazione dell'art. 38. Ancora una volta, si sono comportati da legali dei ricorrenti.
  9. La denuncia del 4/1/2000 di Bellomi, Sabaini e Mattinzioli non indicava nessuna accusa precisa. Ci hanno pensato i Probiviri ad aggiungerla, come avvocati di parte.
  10. Non hanno risposto al quesito se Lunardi potesse impedire l'accesso agli atti congressuali a Gardani.
  11. Hanno sbagliato persino ad irrogare la sanzione della sospensione, che, a norma di statuto, va da 3 a 12 mesi, e non 3 anni, come applicato da loro. E’ vero che l’art. 38 dello Statuto Fistel riporta che la sospensione può andare da 3 a 12 anni, ma questo, come dovrebbe capire chiunque, è un evidente refuso tipografico, in quanto la sospensione di 12 anni sarebbe più grave dell’espulsione, in seguito alla quale il socio espulso può essere riammesso dopo 5 anni. Infatti l’art. 22 dello stesso statuto FISTel-CISL riporta la corretta dizione: la sospensione può andare da 3 a 12 mesi. Quindi i Probiviri Fistel non hanno letto l’intero Statuto che dovrebbero applicare! Se fossero stati scrupolosi, si sarebbero accorti dell’errore. In tal caso avrebbero dovuto consultare lo Statuto CISL, a cui si deve obbligatoriamente rifare quello Fistel. Anch’esso, all’art. 14, riporta correttamente che la sospensione va da 3 a 12 mesi. Invece il loro scopo non era quello di essere preparati o scrupolosi, ma solo quello di essere complici di Lunardi & C.
  12. Non hanno verificato la correttezza della cessione dell'autovettura a Lunardi, neppure con la minima visura al PRA, avallandone addirittura la regolarità!!!

 

Rilevando tutte queste prove di incapacità professionale o di complicità mostrate dai Probiviri Fistel sorge spontanea una domanda: per loro la lettura e l'applicazione dello Statuto CISL sono ripugnanti? Perché, in tal caso, sarebbe meglio si astenessero dal ricoprire un incarico che non si confà loro...

Il giallo della barra retroversa

La barra retroversa ("\") rappresenta una delle prove più sottili della complicità esistente tra i Probiviri, Lunardi e i suoi amici. Prova indiziaria, certo, ma proprio perché sfuggita ai "congiurati", più significativa.

Infatti essa è di utilizzo comune in informatica, ma quasi nessuno la usa negli scritti normali o nelle date. Molti usano il trattino ("-") e scrivono, ad esempio, 31-12-1999, altri la barra diritta ("/") per 31/12/1999, ma quasi nessuno 31\12\1999, forse perché antiestetico. D’altra parte, la forza dell’abitudine è tale che, quando qualcuno scrive la data in un certo modo, di solito lo fa sempre. Ad esempio, la Segreteria Fistel di Verona usa di solito il punto ("."), cioè scrive 31.12.1999.

Eppure questa barra retroversa si trova in documenti provenienti dalla Federazione Fistel di Roma.

Ad esempio, nella lettera dell’8/2/2000, spedita a Gardani dalla Segreteria Nazionale, a nome dei Probiviri, si indica "il plico racc.to A.R. del 04\02\2000".

Ancora, a pagina 1 del lodo del 27/3/2000, su ricorso Gardani contro Lunardi del 9/2/2000, si trovano "9\9\1999" e "20\12\1999"; a pagina 2 "4\6\99"; a pagina 3 "9\9", "3\11", "20\12\1999", "12\7\1999".

Invece gli altri tre lodi riportano tutti la barra diritta. Ne possiamo concludere che i quattro lodi, benché per lo stile siano presumibilmente da attribuirsi al presidente del Collegio, avvocato Fazzalari, siano stati battuti almeno da due persone vicine ai Probiviri della Segreteria Fistel di Roma.

E veniamo al punto cruciale.

Nella lettera di Lunardi a Gardani e a tutti gli iscritti Fistel Mondadori del 14 dicembre 1999, viene riportato "... è iscritto alla CISL da più di trent’anni (tu dal 05\12\97)."

Bingo! Ritrovate le barre retroverse! Le illazioni degli iscritti che consegnarono questa lettera a Gardani, mai arrivata a casa sua, che, cioè, lo stile educato tradisse che non l’aveva scritta Lunardi, suo firmatario, sono confermate. Questa lettera non è stata scritta da Lunardi, ma dai suoi complici romani, che avevano preso in mano la situazione e stavano tramando con lui e per lui.

Quindi la stessa mano, ed è una mano di Roma legata ai Probiviri ed alla Segreteria Nazionale, ha battuto a macchina sia le sentenze dei Probiviri, sia la lettera di Lunardi.

Prova indiziaria di una complicità reale.

Richieste al Collegio dei Probiviri Confederali

Per quanto riguarda il signor Renato Lunardi, i suoi comportamenti sarebbero di per sé molto gravi e riprensibili in un Segretario che fosse statutariamente legittimo. Diventano una fonte di scandalo quando si consideri che il signor Lunardi, ai sensi degli articoli dello Statuto citati nel ricorso, non ha neppure il diritto di occupare tale posto, anche se ha cercato con ogni mezzo di occultare questo fatto, negando reiteratamente a Gardani (iscritto Fistel e delegato RSU) qualsiasi accesso alla documentazione ufficiale della Fistel, come se la nostra associazione fosse - ripetiamo - un suo feudo privato.

A maggior ragione, dopo le promesse da lui solennemente scritte all'ultimo Congresso e da lui solennemente violate, la perdita di credibilità di questo signore si estenderà, se voi non interverrete, all'immagine della nostra Federazione. Già lo hanno fatto la complicità del signor Armando Giacomassi e quelle dei Probiviri di categoria.

Mentre la FISTel-CISL di Verona frana per colpa di Lunardi e dei suoi, egli pensa soltanto ai propri interessi egoistici ed a nascondere l’illegittimità della carica che occupa.

Signori del Collegio, vi chiediamo di porre termine a questo sconcio, per la parte che Vi compete, accogliendo tutte le richieste della denuncia, rimuovendo il signor Lunardi dalla carica ed espellendolo dalla nostra Federazione di categoria.

 

Chiediamo che vengano rigettate, per vizi formali, falsità sostanziale, tentazioni censorie, pericolosità democratica ed irrilevanza giuridica, le controdenunce promosse dai signori Giannantonio Bellomi, Andrea Sabaini e Angelo Mattinzioli contro Gardani ed i relativi lodi dei Probiviri Fistel.

A questo proposito, per quanto riguarda i proponenti Giannantonio Bellomi, Andrea Sabaini e Angelo Mattinzioli, sarebbe apprezzato che codesto spettabile Collegio esprimesse una valutazione di censura, per la copertura da loro offerta alle irregolarità di Lunardi. Anche questo ha screditato l'Organizzazione.

 

Per quanto riguarda i componenti del collegio dei Probiviri Fistel, Francesco Fazzalari (presidente), Girolamo Alotta, Romano Rambaldi, Marcello Troiani, la complicità con Lunardi & C, le violazioni dell’imparzialità della loro alta funzione ed il discredito che hanno gettato sulla medesima, la loro clamorosa incapacità professionale nelle verifiche richieste e nell’applicazione dello Statuto che dovrebbero difendere, a tutela dell’Organizzazione e di tutti gli iscritti, indurrebbero a chiedere che venissero puniti almeno con la decadenza immediata dalla carica, se non con l'espulsione. A ciò sembra opporsi l’art. 12 dello Statuto, il quale sancisce che il mandato dei Probiviri non è revocabile. Pertanto chiediamo a codesto spettabile Collegio Confederale che esso, valutando eventualmente le diverse responsabilità dei quattro membri suddetti nelle vicende citate, irroghi loro la sanzione della deplorazione con diffida o del richiamo scritto, con la raccomandazione di dimettersi dalla carica, nella speranza che questo li porti a rassegnare le dimissioni da una funzione che, con il loro comportamento, hanno provveduto sufficientemente ad infangare.

Richiesta di pronunciamento urgente

Poiché il collegio dei Probiviri Fistel, con lo scopo evidente di permettere al signor Lunardi di occupare la sua poltrona il più a lungo possibile, ha procrastinato fino al termine massimo di 90 giorni il proprio verdetto, in modo da ritardare anche il successivo ricorso ai Probiviri Confederali, sapendo che il termine per la pronuncia di questi ultimi è di 180+45 giorni, il che comporterebbe il raggiungimento pratico dello scopo per Lunardi & C, anche in caso di accettazione di questo ricorso, preghiamo vivamente codesto spettabile Collegio di fare uno sforzo particolare, pronunciandosi con procedura d'urgenza o, al massimo, entro due mesi dal ricevimento del medesimo.

Conclusione

Egregi componenti del Collegio, crediamo di aver dimostrato che le accuse iniziali non erano gratuite, ma ben fondate. Crediamo di aver dimostrato la complicità con Lunardi e l'incapacità professionale dei Probiviri Fistel. Crediamo di aver dimostrato l'irrilevanza giuridica e lo squallore delle contro denunce di ritorsione presentate da Bellomi, Sabaini e Mattinzioli.

Per questo speriamo ardentemente che il vostro intervento porti la pulizia necessaria al mantenimento di un Sindacato forte, onesto, responsabile, cristallino e rappresentativo nella Mondadori ed in Italia.

Siete l'ultima possibilità che lo Statuto CISL ci garantisce per ottenere questi risultati all'interno dell'Organizzazione.

Abbiamo fiducia che non permetterete che vada persa.

 

Vi ringraziamo per la vostra attenzione.

Cordiali saluti.

 

I firmatari

Marcello Gardani, Mario Ceglie e gli altri in allegato.

 

Allegati

Quasi tutti i documenti citati ed i lodi si trovano già depositati presso la Segreteria di Verona, per il signor Lunardi e presso il Collegio dei Probiviri FISTel-CISL per i signori Fazzalari, Alotta, Troiani, Rambaldi, per cui è inutile rispedirli.

Per comodità del Collegio Confederale dei Probiviri CISL li alleghiamo ugualmente.

Qualora qualche documento mancasse ad uno degli interessati, ce lo comunichi e sarà nostra cura inviargliene una copia.

 

  1. Estratto dalla relazione "Negoziamo il futuro" di Lunardi.
  2. Volantino sull’omicidio D’Antona, senza sciopero.
  3. Mozione RSU del 15/7/1999.
  4. Copia dell'accordo sottoscritto contro la mozione RSU del 19/7/1999.
  5. Mozione assembleare del 23/7/1999.
  6. Lettera a Giacomassi con 159 firme.
  7. Lettera di Lunardi agli iscritti.
  8. Lettera di Lunardi ai non iscritti.
  9. Lettera a Burato ed ai firmatari del 23/8/1999.
  10. Lettere di Lunardi ai "Cari compagni" del 26/8/1999.
  11. "Se Arnoldo lo sapesse..." n.2.
  12. Lettera della Direzione Mondadori che ha strappato i manifestini critici su Lunardi dalle bacheche sindacali.
  13. Risultati del referendum in Rotocalco.
  14. Comunicato che accetta il risultato del referendum in Rotocalco.
  15. Comunicato che viola il risultato del referendum in Rotocalco.
  16. "Se Arnoldo lo sapesse..." n.5.
  17. "Ordine del giorno" diffamatorio del 3/11/1999.
  18. Lettera accompagnatoria firmata Lunardi.
  19. "Se Arnoldo lo sapesse..." n.6
  20. Raccomandata a Lunardi del 14/11/1999
  21. Lettera d'invito alla riunione del 21/12/1998 (non 1999).
  22. Lettera "di Lunardi" agli iscritti del 14/12/1999.
  23. Lettera di sfiducia delle Redazioni Libri.
  24. Lettera all'Esecutivo della Stampa Offset.
  25. Dichiarazione del delegato RSU Mario Mura.
  26. Dichiarazione del delegato RSU Luciano Adami.
  27. Certificazione PRA.
  28. Volantino della Segreteria Provinciale Fistel dell’8/5/2000.

 

In qualità di iscritto alla FISTel-CISL, prego i Probiviri Nazionali Confederali CISL di considerarmi, a tutti gli effetti, cofirmatario integrale dei ricorsi e delle denunce datate 2/5/2000 contro il signor Renato Lunardi ed i Probiviri FISTel-CISL, spedite dai signori Marcello Gardani e Mario Ceglie.

 

Cognome

Nome

Firma

 

 

 

1