GENNAIO. Avvocati,
giornalisti e imputati eccellenti ricevono anonimamente un cruciverba già
compilato, con nomi, allusioni e sigle legate alle amicizie pericolose
di Di Pietro ("San Siro", "Rea", "Gorrini", "Atm"...). Chiaro invito del
mittente invita tutti ad intrupparsi nell'esercito anti-Mani Pulite.
FEBBRAIO. Craxi,
sepolto dagli avvisi di garanzia, si dimette da segretario del Psi. Berlusconi,
sgomento, raduna i giornalisti Fininvest ad Arcore e li lancia all'assalto
di quel "giudice in cerca di prime pagine": cioè Di Pietro. Fa il
suo esordio la Falange armata (oggi sospettata di legami con i servizi),
con le prime minacce contro Mani Pulite.
MARZO. Claudio
Martelli, nei guai per il conto Protezione, si dimette da guardiasigilli.
Il governo Amato vara il primo colpo di spugna (decreto Conso sul finanziamento
illecito), subito respinto al mittente da Scalfaro. E, in contemporanea
con la rogatoria di Di Pietro a Hong Kong sui conti di Craxi, riecco la
Falange armata: "A Di Pietro uccideremo il figlio". Un mese dopo, la Camera
nega l'autorizzazione a procedere per Craxi.
MAGGIO. Esce
un libello anonimo, GLI OMISSIS DI MANI PULITE, pubblicato da un misterioso
editore irlandese e scritto - lo si scoprirà più tardi -
da Filippo Facci. Parla di Di Pietro, dei suoi amici Gorrini, D'Adamo,
Rea, Lucibello, Prada, e persino di un conto in Austria.
GIUGNO. Finisce
dentro per tangenti il primo manager Fininvest, Aldo Brancher, prete spretato
e molto devoro a Fedele Confalonieri. Nel covo di Arcore si lustrano le
armi.
LUGLIO. Il
giorno 12, Berlusconi ordina via fax al suo GIORNALE di sparare a zero
sul pool. Montanelli e Orlando rifiutano: la pagheranno. In compenso, il
17, il SABATO ciellino-sbardelliano pubblica un succulento dossier sulle
innumerevoli malefatte di Di Pietro in combutta con gli amici Claudio Dini
(ex presidente della metropolitana milanese), Rea, Radaelli, D'Adamo. C'è
la garçonnière, c'è il telefonino cellulare, c'è
il presunto favoritismo pro Radaelli: tutta roba che tornerà utile
più tardi, spacciata per nuova nel '97. Manca solo una precisazione:
tutti i suddetti sono stati arrestati o inquisiti da Di Pietro e dal pool.
Il mese si conclude con un gaio scoppiettio di bombe a Milano e Roma.
NOVEMBRE. Mentre
Craxi, Forlani e tutto il Caf prendono sberle al processo Cusani e il duo
Berlusconi-Dell'Utri dà gli ultimi ritocchi all'operazione Forza
Italia, il Gico di Firenze raccoglie fuori verbale le molto presunte confidenze
di un pentito, Salvatore Maimone, sulle molto presunte coperture gentilmente
offerte alla mafia dell'Autoparco da mezza procura di Milano: Di Pietro,
Spataro, Di Maggio, Nobili. Ma l'indomani Maimone scappa a Milano e confida
a Borrelli che il Gico e qualche pm fiorentino fan domande pressanti sui
suoi uomini per incastrarli. Il processo Autoparco dimostrerà che
il Gico non ne aveva azzeccata una.