Tyr non gode certo della popolarità di suo fratello Thor, ma non per questo è da considerarsi un Dio minore (anzi è senza dubbio uno degli Dei supremi: prova ne è che il suo nome preso come nome comune significa "Dio", mentre il suo plurale "tivar" ricorre a indicare gli Dei supremi) e lo stesso "Signore del Tuono" non è in grado di eguagliare in coraggio il Dio mancino; si narra, infatti, che il lupo Fenrir (figlio di Loki) cresceva in Asgard così velocemente che "Tyr era l'unico che avesse il coraggio di avvicinarlo per porgergli il cibo". La profezia secondo la quale Fenrir sarebbe stato causa di rovina per gli Asi (a lui si dovrà, infatti, la morte di Odin al Ragnarokkr), spinse gli Dei a renderlo inoffensivo legandolo a una catena forgiata magicamente, ma il lupo, fiutando l'inganno nelle lusinghe divine che gli proponevano una prova di forza solo in apparenza alla portata di un bambino (gli venne, infatti, chiesto di spezzare la catena Gleipnir, liscia e soffice come un nastro di seta, dopo essersi fatto legare con essa), cercò di aver garantita la libertà rispondendo agli Asi " invece di rimproverarmi lo scarso coraggio, uno di voi mi metta la sua mano in bocca a garanzia che ciò è fatto senza inganno.". Fu allora che Tyr diede un'ulteriore prova del suo coraggio, egli, infatti, vedendo gli altri Dei ammutolire a tale frase e volgere lo sguardo in cerca di un prode disposto a tale sacrificio, non esitò a stendere la destra tra le fauci del lupo. "Quando il lupo cominciò a cimentarsi, il legame si strinse e, più forte egli lottava, più stretto si faceva il nastro. Allora risero tutti tranne Tyr; egli perse la mano." (a memoria di tale evento il polso è detto anche "giuntura del lupo").
Tyr, dunque, è privo della destra e per tale motivo è bene non invocarlo come protettore di una riconciliazione (risulta abbastanza scomodo e offensivo tendere la mano in segno di pace a un monco!).
L' imprigionamento di Fenrir da parte di Tyr rappresenta la vittoria dell'ordine sul caos e cosa meglio della sapienza può prevalere sul disordine? Ecco, dunque, la seconda qualità di Tyr: la saggezza; si dice, infatti, " egli era così saggio che si chiamava "savio come Tyr" il sapiente ".
La figura di Tyr come Dio guerriero e sapiente appare simile a quella di Odin/Wotan, figure simili ma diverse come i due emisferi del cervello: Tyr rappresenta l'aspetto luminoso e giuridico (è, infatti, la divinità che presiede all'assemblea, il toponimo danese "Tislund" cioè "Bosco di Tyr" indicava il luogo in cui si svolgevano le assemblee) della divinità suprema del cielo, mentre Odhinn ne incarna il lato oscuro, magico e terribile; entrambi sono Dei della guerra ma Tyr ne incarna il lato "tattico" mentre Wotan presiede al furore cieco e selvaggio. Altra somiglianza con Odhinn è data dal fatto che entrambi scendono in battaglia armati di lancia (non a caso nelle assemblee era usanza piantare tale arma all'interno del cerchio in cui esse si svolgevano, inoltre la stessa runa tiwaz raffigura una lancia); non ci si deve, inoltre, scordare che entrambi gli Dei hanno subito delle mutilazioni: Odhinn donò un occhio alla fonte del gigante Mimir per poter bere il liquido capace di donare la conoscenza, mentre Tyr perse la mano per preservare l'ordine cosmico.
Intendere l'assemblea come una "guerra verbale" ci permette di capire meglio la bivalenza di Tyr in quanto guerriero/saggio; se poi pensiamo che il consiglio degli Asi, che si tiene giornalmente in Urdharbrunnr (la fonte del destino), si prefigge di mantenere l'ordine del cosmo ci appare ovvio che solo un Dio coraggioso e votato al sacrificio come Tyr merita di presiedere a tali adunanze.
Tyr cadrà al Ragnarokkr combattendo contro il cane Garmr (" è il più grande dei mostri: combatterà contro Tyr e sarà la morte di entrambi."), figura speculare al lupo Fenrir.
Che i valorosi l'invochino! Che i vili lo temano! Heil
Tyr!!
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