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Le società occidentali, in questi ultimi anni, hanno elevato a loro simbolo il consumismo.
Tutto viene consumato con una rapidità sorprendente: cultura, musica, solidarietà e perfino la guerra.
A questa ferrea logica non poteva sottrarsi la politica: anch'essa tende a diventare schizofrenica e a mutare con una velocità incredibile le tesi e gli obiettivi.
È una malattia che investe tutti i partiti politici, tanto che si può parlare tranquillamente di politica “usa e getta”.
Mutano i programmi, si modificano i simboli, si alternano gli uomini, si creano incessamente nuovi partiti.
In una corsa al rinnovamento che lascia spesso trasecolati gli iscritti e gli elettori, impedendo la sedimentazione dei ragionamenti e la giusta valutazione dei fini. In questo continuo divenire, le spinte più strampalate ed i personaggi più pittoreschi tendono ad avere una loro collocazione e poco importa se gli elettori, sempre più disorientati ed incapaci di ritrovare in essi i loro bisogni, si allontanano sempre più dalla politica, disertandone le urne. La politica ormai è Cosa Loro, lontano dalla società civile e chiusa in un ambito aperto solo agli iniziati o pseudo-tali.
Questo modo di agire non è esclusivo dei politici nazionali, ma l'epidemia si va estendendo anche ai più piccoli, i quali, speranzosi di calcare il proscenio, si inventano quotidianamente come apparire sui giornali e nelle TV locali.
Un esempio che sta a confermare quanto testè detto è dato dalla nascente volontà di autonomia che alcuni politici locali stanno cavalcando.
Si è passati nel giro di un anno dalla richiesta di decentramento, alla invocazione della costituzione di un comune metropolitano, per arrivare, più veloci della luce, alla raccolta delle firme per un referendum che determini il comune autonomo di Ostia-Ostia Antica, scorporando Acilia ed i suoi 120mila abitanti. Buttando, in tal modo, i programmi politici, sostenuti fino all'altro ieri con grande enfasi, nel cestino della spazzatura.
Tale disinvoltura, per non dire trasformismo, mi spaventa e mi chiedo: come si può pensare di governare questo nostro territorio in maniera efficace, quando si cambiano le idee e gli obiettivi al pari dei vestiti?
Ma è serio tutto ciò? E fin quando i cittadini, invero troppo pazienti, ce lo consentiranno?
Mi piacerebbe che facessero sentire la propria voce tramite Zeus. Attendo fiducioso.
Carlo Barretta - consigliere D.S. in XIII
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