L’ idealismo hegeliano

una filosofia “sconcertante”



L’idealismo assoluto hegeliano era ed è una filosofia sconcertante, ma comunque la si intenda rimane l’ultima grande metafisica del mondo occidentale. Si è tentato di definirla in vari modi, ecco i più comuni:

  1. monismo immanentistico, in quanto una sola realtà, la Ragione, che si fa, diventa le singole cose;
  2. razionalismo universale, tutto il reale è manifestazione della Ragione e quindi è razionalità in atto con assoluta esclusione dell’irrazionale;
  3. spiritualismo, la Ragione è attività pensante, spirituale; tutta la realtà, che altro non è che manifestazione di tale Ragione, è quindi spirito;
  4. panlogismo, ovvero un logos che è, meglio "pone", tutta la realtà.

La verità è che nessuna di queste definizioni riesce a rendere fino in fondo la complessità e la ricchezza del pensiero hegeliano. Certo è che nel pensiero di Hegel sembrano tornare, sintetizzate e trasformate dal suo genio, tesi già incontrate nel corso della storia della filosofia; qui vengono riportati solo alcuni esempi.

 

Platone

HEGEL

  • la dialettica è salire attraverso i vari gradi della conoscenza per giungere sino ai principi della Verità (le idee o, nelle dottrine non scritte, l’Uno)

  • la dialettica è lo sviluppo della Ragione mediante un "ritmo triadico"

Aristotele

 

  • pensiero e realtà sono separati e distinti (differenza tra logica e metafisica)
  • la logica si fonda sui principi di identità e non-contraddizione
  • la logica è "astratta" perché si fonda sull’astrazione dal contenuto (bada solo alla forma)

  • pensiero e realtà si identificano (identità di logica e metafisica)
  • la logica si basa sulla conciliazione tra tesi e antitesi nella sintesi privilegiando nettamente il negativo rispetto al positivo
  • la logica è "concreta" perché la Ragione si identifica con il reale

Eraclito, Cusano, Bruno

 

  • affermazione della "coincidentia oppositorum"

  • recupero della "coincidenza degli opposti" in una nuova prospettiva logica: a è diverso da non non-a

Spinoza

 

  • tutta la realtà è contenuta in Dio: "Deus sive natura" (monismo panteistico)

  • la Ragione è immanente nella realtà (monismo panlogistico)

Illuminismo

 

  • viene rinnegata la storia ed affermato il cosmopolitismo: gli uomini sono cittadini dell’unica patria che è il mondo al di sopra di tutte le distinzioni)

  • si rivendica il valore della storia e della nazionalità

Kant

 

  • separazione netta tra fenomeno e noumeno
  • nelle antinomie della "dialettica trascendentale" tesi e antitesi si escludono reciprocamente
  • la dialettica è la pretesa della ragione di conoscere la metafisica
  • la morale è formale perché fondata esclusivamente sul dovere, non sull’azione

  • non può esserci alcun dualismo tra pensiero ed essere
  • tesi e antitesi si conciliano nella sintesi
  • la dialettica è lo sviluppo della Ragione nel suo sviluppo triadico
  • l’etica indica il contenuto dell’azione: obbedire alle leggi dello Stato che rappresenta il bene concreto da conseguire

Fichte

 

  • lo sviluppo dialettico dell’Io è un divenire senza termine che non si conclude mai (semiretta)

  • il processo dialettico della Ragione raggiunge il suo termine in quella stessa realtà da cui inizia, il Pensiero (circolare)

Schelling

 

  • l’Assoluto è privo di determinazioni in quanto è unità indifferenziata di natura e spirito (non spiega la realtà)

  • la Ragione si determina nella realtà che assume il carattere ben definito di razionalità

 

"…non la vita che teme la morte, e si mantiene intatta dalla devastazione, bensì quella che la sopporta e si mantiene in essa, è la vita dello spirito. Lo spirito guadagna la sua verità soltanto se trova se stesso nell’assoluta separazione"



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