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![]() La Redazione dell'Opificio |
di Frat, Index e Ombra
Gia' al primo esame, appare evidente che queste opere, pur condividendo una comune Randita', sono senz'altro da ascriversi a diversi momenti della produzione Randesca. Dissimili le soluzioni, difforme il linguaggio e le strutture narrative: si spazia dall'iperrealismo di (1) e (8) all'accademia di (2) e (5), dalla favola enigmatica di (6) all'ermetismo amaro ed inquietante di (3) e (4), all'angoscia esistenzialista di (7).
Eppure ciascuno di questi esempi e' espressione della stessa matrice, voce della stessa inquietudine che, talora nascondendosi dietro un ironia fintamente distaccata (2), talora prorompendo violentemente dalle righe (3) e (4), ci rivela il volto sofferto della coscienza di estraneita', quella sensazione che lo stesso Moretti ci esplicita cosi' seccamente in Caro Diario: "qualunque possa essere la maggioranza, io ne sarei comunque escluso". Randy (come suo costume) estremizza anche questa affermazione, portandola fino al suo limite innaturale: "qualunque definizione si possa dare di umanita', io ne sono fuori".
Nei suoi scritti, l'espressione della sua alienazione diventa l'espressione della nostra. Riconducendo a temi archetipici fenomeni "di massa", quale ad esempio il calcio di (5), Randy intende -- riuscendoci -- evidenziare come la sua estraneita' sia in realta' la nostra stessa uniformita', e il suo tono condiscendente e apparentemente distaccato nasconde al contrario la muta richiesta di condivisione di una crescente differenza.
Sotto questo punto di vista, magistrali sono (3) e (4). In essi, nessuna speranza di redenzione e' offerta ad una umanita' ridotta a macchina biologica, costretta dalla sua imperfetta programmazione a ripetere meccanicamente i medesimi gesti stereotipati, vani, irrilevanti da ogni punto di vista cosmico. Nemmeno per se stesso Randy riserva un ruolo salvifico: la sua condanna e' la coscienza (negata a noi comuni mortali) della propria futilita', del proprio essere nel posto sbagliato al momento sbagliato (1) e (8).
Nemmeno l'amore, illusione suprema, e' al sicuro dal sarcasmo Randiano: la sua indagine (2), pur nella veste ammiccante ed ironica, ci rivela cosa davvero la parola "amore" mascheri nella realta' quotidiana dei rapporti sociali.
Ma la massima espressione di questo sentimento Randiano e' (7). In questo breve scritto, dall'inizio dimesso, quasi pulp, si sconfina gradualmente nelle riflessioni esistenzialiste che costituiscono la vera anima di questo artista cosi' interessante perche' cosi' alieno al senso comune. Solo chi sa, ed e' sopravvissuto per ricordarlo, puo' comprendere come tutto sia, in fondo, nulla. E, chissa', "Forse anche Dio e' un buco".
***Fate largo
Una scarica di istantanee gelide, come sempre. Azzeccate, puntuali,
aderiscono alla realtà rivelandone il volto deforme. Ancora temi
ricorrenti: condanna di un certo abbigliamento, estraneita' alla folla. Il
salto finale arriva, come sempre: un po' "triste"? Forse e' solo una mia
impressione.
Come dire? Randy, anche se l'avesse postato sotto falso nome.
Inequivocabilmente suo.
***La calcificazione dell'italianità
Tematiche non nuove, ma stile brillante e metafore avvincenti. Il richiamo
alla lettura archetipica del fenomeno calcio, la messa a nudo di analogie,
che potrebbero portare il discorso ben al di la' di una pagina ironica, si
venano di leggero sarcasmo, di quella sensazione di distacco tipica di
Randy e dei suoi scritti.
Anche in queste considerazioni sul calcio fa capolino l'alieno, tema caro a
Randy, che ritroviamo, in maniera più o meno velata, in quasi tutti i suoi
scritti. Il dubbio di non far parte dell'ambiente che lo circonda sembra
radicato nell'autore; del resto, nello specifico calcistico risulta assai
arduo non dargli ragione.
La conclusione:
"sostanzialmente ne risulta che il calcio andrebbe aggiunto alla lista
delle droghe pesanti" lapidaria come del resto tutti i giudizi di Randy,
potrebbe spaccare il pubblico, ma, a mio modestissimo parere, andrebbe presa
seriamente in considerazione.
"Rimane una sola domanda senza risposta: l'Italia e' il calcio o il calcio
aiuta ad essere italiani?"
Come rispondere? Vorrei non fosse ne' l'una, ne' l'altra cosa.
*** Cyber fantasy.
In questo "prologo di un romanzo abortito", possiamo rintracciare alcuni
dei temi portanti della produzione di Randy: la tecnologia, la descrizione
di particolari simbolici che rimandano ad un mondo impenetrabile per il
lettore, precluso eppure lasciato intravedere negli spazi tra le parole.
Parole forse meno intense di quanto non siano nelle sue ultime produzioni,
ma non per questo scialbe, insulse. Parole che si richiamano e saltellano
sulle linee di energia, dettagli chiave lasciati scivolare di fronte agli
occhi, senza fretta.
Si avverte però la tensione verso gli sviluppi successivi. La narrazione
piana, volutamente dettagliata, per chi conosce l'autore e' chiaramente
segnale di un colpo di scena, di un salto improvviso in agguato tra una
riga e l'altra. E infatti il salto arriva, con uno stacco che lascia il
lettore momentaneamente sbigottito. Ritrova le coordinate nello spazio di
una riga, certo, ma quel salto e' gia' un'emozione, prevista ma non per
questo meno intensa.
E resta li', con un "e poi?" sulle labbra, mentre l'autore se la ride
godendosi le sue reazioni.
***Acrilico
Arido, freddo, tagliente. Volutamente crudo. Tematicamente noto.
Nessuna speranza sembrano concedere i personaggi dei racconti di Randy
all'umanita'. Solo un nero passato e un ancor piu' tetro futuro. Meglio
segnere le luci innanzitempo.
***Testimonianze belliche
Un breve pagina di diario, squarcio salace e critico, su una
giornata tipo di un militare al servizio di leva.
***Indagine scientifica sulle fenomenologie sociali
Ovvero, come analizzare, senza alcun pregiudizio morale, il fenomeno dell'
"amore" nei molteplici aspetti in cui si manifesta. L' "'indagine", ironica
e tagliente, ci rivela cosa la parola "amore" mascheri nella realta' dei
rapporti sociali.
***Fate largo
Con la solita verve, ironica e tragica al tempo stesso, Randy traccia il
quadro impietoso di un'umanita' robottizzata. Al gran supermercato del
mondo, e' possibile compare di tutto.
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