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[LaRedO]
La Redazione dell'Opificio

Ritratto d'artista: Randy

di Frat, Index e Ombra


Compito arduo, quello che i vostri recensori si trovano in cima all'elenco: quello di cercare di definire lo spazio nel quale si muove uno dei piu' interessanti autori di ias, e di farlo utilizzando come campione rappresentativo la nutrita serie di suoi scritti apparsi durante questa settimana. Ricordiamone, a mo' di indice ed in rigoroso disordine cronologico, i titoli:
(1) Testimonianze belliche
(2) Indagine scientifica sulle fenomenologie sociali
(3) Acrilico
(4) Fate largo
(5) La calcificazione dell'italianità
(6) Cyber fantasy.
(7) Si puo' fare un buco, ma non sempre lo si puo' disfare
(8) Mimetica Blues

Gia' al primo esame, appare evidente che queste opere, pur condividendo una comune Randita', sono senz'altro da ascriversi a diversi momenti della produzione Randesca. Dissimili le soluzioni, difforme il linguaggio e le strutture narrative: si spazia dall'iperrealismo di (1) e (8) all'accademia di (2) e (5), dalla favola enigmatica di (6) all'ermetismo amaro ed inquietante di (3) e (4), all'angoscia esistenzialista di (7).

Eppure ciascuno di questi esempi e' espressione della stessa matrice, voce della stessa inquietudine che, talora nascondendosi dietro un ironia fintamente distaccata (2), talora prorompendo violentemente dalle righe (3) e (4), ci rivela il volto sofferto della coscienza di estraneita', quella sensazione che lo stesso Moretti ci esplicita cosi' seccamente in Caro Diario: "qualunque possa essere la maggioranza, io ne sarei comunque escluso". Randy (come suo costume) estremizza anche questa affermazione, portandola fino al suo limite innaturale: "qualunque definizione si possa dare di umanita', io ne sono fuori".

Nei suoi scritti, l'espressione della sua alienazione diventa l'espressione della nostra. Riconducendo a temi archetipici fenomeni "di massa", quale ad esempio il calcio di (5), Randy intende -- riuscendoci -- evidenziare come la sua estraneita' sia in realta' la nostra stessa uniformita', e il suo tono condiscendente e apparentemente distaccato nasconde al contrario la muta richiesta di condivisione di una crescente differenza.

Sotto questo punto di vista, magistrali sono (3) e (4). In essi, nessuna speranza di redenzione e' offerta ad una umanita' ridotta a macchina biologica, costretta dalla sua imperfetta programmazione a ripetere meccanicamente i medesimi gesti stereotipati, vani, irrilevanti da ogni punto di vista cosmico. Nemmeno per se stesso Randy riserva un ruolo salvifico: la sua condanna e' la coscienza (negata a noi comuni mortali) della propria futilita', del proprio essere nel posto sbagliato al momento sbagliato (1) e (8).

Nemmeno l'amore, illusione suprema, e' al sicuro dal sarcasmo Randiano: la sua indagine (2), pur nella veste ammiccante ed ironica, ci rivela cosa davvero la parola "amore" mascheri nella realta' quotidiana dei rapporti sociali.

Ma la massima espressione di questo sentimento Randiano e' (7). In questo breve scritto, dall'inizio dimesso, quasi pulp, si sconfina gradualmente nelle riflessioni esistenzialiste che costituiscono la vera anima di questo artista cosi' interessante perche' cosi' alieno al senso comune. Solo chi sa, ed e' sopravvissuto per ricordarlo, puo' comprendere come tutto sia, in fondo, nulla. E, chissa', "Forse anche Dio e' un buco".


Ed ora, due parole sulle singole opere:

***Fate largo
Una scarica di istantanee gelide, come sempre. Azzeccate, puntuali, aderiscono alla realtà rivelandone il volto deforme. Ancora temi ricorrenti: condanna di un certo abbigliamento, estraneita' alla folla. Il salto finale arriva, come sempre: un po' "triste"? Forse e' solo una mia impressione.
Come dire? Randy, anche se l'avesse postato sotto falso nome. Inequivocabilmente suo.

***La calcificazione dell'italianità
Tematiche non nuove, ma stile brillante e metafore avvincenti. Il richiamo alla lettura archetipica del fenomeno calcio, la messa a nudo di analogie, che potrebbero portare il discorso ben al di la' di una pagina ironica, si venano di leggero sarcasmo, di quella sensazione di distacco tipica di Randy e dei suoi scritti.
Anche in queste considerazioni sul calcio fa capolino l'alieno, tema caro a Randy, che ritroviamo, in maniera più o meno velata, in quasi tutti i suoi scritti. Il dubbio di non far parte dell'ambiente che lo circonda sembra radicato nell'autore; del resto, nello specifico calcistico risulta assai arduo non dargli ragione.
La conclusione:
"sostanzialmente ne risulta che il calcio andrebbe aggiunto alla lista delle droghe pesanti" lapidaria come del resto tutti i giudizi di Randy, potrebbe spaccare il pubblico, ma, a mio modestissimo parere, andrebbe presa seriamente in considerazione.
"Rimane una sola domanda senza risposta: l'Italia e' il calcio o il calcio aiuta ad essere italiani?"
Come rispondere? Vorrei non fosse ne' l'una, ne' l'altra cosa.

*** Cyber fantasy.
In questo "prologo di un romanzo abortito", possiamo rintracciare alcuni dei temi portanti della produzione di Randy: la tecnologia, la descrizione di particolari simbolici che rimandano ad un mondo impenetrabile per il lettore, precluso eppure lasciato intravedere negli spazi tra le parole. Parole forse meno intense di quanto non siano nelle sue ultime produzioni, ma non per questo scialbe, insulse. Parole che si richiamano e saltellano sulle linee di energia, dettagli chiave lasciati scivolare di fronte agli occhi, senza fretta.
Si avverte però la tensione verso gli sviluppi successivi. La narrazione piana, volutamente dettagliata, per chi conosce l'autore e' chiaramente segnale di un colpo di scena, di un salto improvviso in agguato tra una riga e l'altra. E infatti il salto arriva, con uno stacco che lascia il lettore momentaneamente sbigottito. Ritrova le coordinate nello spazio di una riga, certo, ma quel salto e' gia' un'emozione, prevista ma non per questo meno intensa.
E resta li', con un "e poi?" sulle labbra, mentre l'autore se la ride godendosi le sue reazioni.

***Acrilico
Arido, freddo, tagliente. Volutamente crudo. Tematicamente noto. Nessuna speranza sembrano concedere i personaggi dei racconti di Randy all'umanita'. Solo un nero passato e un ancor piu' tetro futuro. Meglio segnere le luci innanzitempo.

***Testimonianze belliche
Un breve pagina di diario, squarcio salace e critico, su una giornata tipo di un militare al servizio di leva.

***Indagine scientifica sulle fenomenologie sociali
Ovvero, come analizzare, senza alcun pregiudizio morale, il fenomeno dell' "amore" nei molteplici aspetti in cui si manifesta. L' "'indagine", ironica e tagliente, ci rivela cosa la parola "amore" mascheri nella realta' dei rapporti sociali.

***Fate largo
Con la solita verve, ironica e tragica al tempo stesso, Randy traccia il quadro impietoso di un'umanita' robottizzata. Al gran supermercato del mondo, e' possibile compare di tutto.

Frat - Index - Ombra - in ordine sparso


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