Come è nato l'esperanto
L'idea, alla cui realizzazione ho dedicato la mia vita,
l'ho avuta fin da quando ero bambino e non mi ha più lasciato.
Sono nato a Bjelostok, in Polonia, allora sotto il dominio dello zar di Russia. A Bjelostok la popolazione consisteva di quattro diversi elementi: russi, polacchi, tedeschi e ebrei; Ognuno di questi elementi parlava una diversa lingua e aveva un rapporto di inimicizia con gli altri elementi. In quella città più che altrove si vedeva come persone, che altrimenti avrebbero potuto tranquillamente convivere, arrivavano a odiarsi a causa della diversità linguistica e io mi convinsi sempre più , che la diversità delle lingue è la principale causa, che divide l'umanità.
Di solito, ai sogni dell'infanzia si rinuncia crescendo, convincendosi che le cose non sono così semplici come appaiono a un bambino, ma il sogno di una lingua comune per l'umanità non mi ha mai abbandonato. Abbastanza presto mi convinsi che la lingua in questione poteva essere solamente una lingua neutrale, appartenente a nessuna delle nazioni esistenti. Cominciai così a pensare a una nuova lingua, una lingua artificiale.
Da bambino mi avevano insegnato il tedesco e il francese; Ma quando cominciai a imparare l'inglese mi colpì, a parte i problemi di fonetica, la semplicità della sua grammatica specie in confronto alla complicazione di quella latina e della greca; Mi fù chiaro allora, che la ricchezza di forme grammaticali, era solo un'inutile complicazione dovuta storicamente al cieco caso, ma non era assolutamente necessaria per la lingua. Cominciai allora a studiare la lingua sotto questo punto di vista e eliminando dalla lingua le forme inutili notai che la grammatica si assottigliava sempre più fino a ridursi, senza danno per la lingua, a non più di qualche pagina. Rimaneva però il problema del vocabolario; Anche con una grammatica così semplificata c'era pur sempre il problema, nello studiare una lingua, di un'enorme quantità di parole.
Un giorno, per caso, osservavo la scritta "Ŝvejcarskaja" (portineria) e poi l'insegna "Konditorskaja" (pasticceria), questo "skaja" di colpo lo trovai interessante perchè mi suggeriva la possibilità di formare delle parole con dei suffissi da aggiungere alla radice di altre parole, riducendo così il numero di parole da imparare. Questo pensiero mi illuminò; Mi misi subito al lavoro e i vocabolari così terribilmente spessi cominciarono ad alleggerirsi..."
Nota: per vizualizzare correttamente alcune lettere dell'alfabeto della lingua esperanto (quelle con l'accento circonflesso) occorre aver installato i font relativi; Potete avere gratuitamente questi font da vari siti su internet, per esempio all'indirizzoesperanto.agoranet.be/tiparoj.html |
in italiano chiamiamo le lettere dell'alfabeto A, Bi, Ci, ecc. E in esperanto? cliccare qui se volete sentire l'alfabeto in Esperanto
C = si pronuncia come la Z in MARZO;
Ĉ = come C in CIELO;
K = come la C in CASA
G = sempre come G in GATTO;
Ĝ = come G in GELATO;
H = leggermente aspirata come nell'inglese HOUSE;
Ĥ = fortemente aspirata come nel tedesco ICH; (Questa lettera non viene quasi mai usata)
J = non accentata, come la I in PAIO;
Ĵ = come la J francese in JOURNAL;
S = sempre come S in SOMARO;
Ŝ = come SC in SCENA;
Z = come S in ROSA; Es: Rozo = Rosa;
Ŭ = non accentata, come U in UOMO.
Es: in Reĝo (Rè) l'accento cade sulla E;
in Ĉevalo (Cavallo) l'accento cade sulla A.
NOTA: J e Ŭ non sono vocali.
cliccare qui se volete sentire alcuni esempi di pronuncia
Es: LA REĜO (il rè); LA REĜINOJ (le regine).
L'articolo indeterminativo non esiste;
Es: Viro = uomo, un uomo; Virinoj = donne, delle donne
O = il sostantivo; Es: Patro (patr-o) = Padre
A = l'aggettivo; Es: Patra (patr-a) = Paterno
E = l'avverbio; Es: Patre (Patr-e) = Paternamente
J = il plurale; Es: Patroj (Patr-o-j) = Padri;
Patraj (Patr-a-j) = Paterni
N = l'accusativo; L'accusativo serve per indicare meglio chi "subisce" l'azione; Es: Nella frase "Questa è la foto del leone che ha ucciso vostro padre" non è chiaro se è l'uomo che ha ucciso il leone o viceversa; In esperanto l'aggiunta di una N al nome di chi subisce l'azione rende tutto immediatamente più chiaro; Es: Mi amas ŝin = io l'amo; Min amas ŝi = lei mi ama
Ni = noi; Vi = voi; Ili = essi.
Con l'aggiunta della terminazione -a (aggettivale) si ha:
Mia = mio, mia; Via = tuo, tua;
Lia = suo, sua (di lui); Ŝia = suo, sua (di lei); ecc.
Es: Manĝi = Mangiare
L'imperativo con u
Es: Manĝu = mangia! Mangiate!; Ni manĝu = Mangiamo!
Il condizionale con us
Es: Mi manĝus = Io mangerei; Vi manĝus = Voi mangereste
ecc.
Il presente con as
Es: Mi manĝas = Io mangio; Li manĝas = egli mangia
Il passato con is
Mi manĝis = Io mangiai, ho mangiato
Il futuro con os
Mi manĝos = Io mangerò
La frase interrogativa si fà precedere dalla particella ĈU
Es: Ĉu vi manĝas? = Mangi? Mangiate?
Il verbo ausiliare è solo Esti = Essere
Es: Ella era amata = Ŝi estis amata
Io avevo scritto = Mi estis skribinta
Nota: I tempi composti (ausiliare + participio) sono poco usati; Di solito si usano i tempi semplici.
Es: Io ho mangiato = Mi manĝis
I participi si formano con i suffissi ANT per il presente, INT per il passato e ONT per il futuro.
Es: Dormanta = che sta dormendo,
Dorminta = che ha dormito,
Dormonta = che dormirà
I participi passivi si formano con i suffissi AT, IT, OT
Es: Amata = che è amato/a, Amita = che fù amato/a, Amota = che sarà amato/a
Cent, Mil, Nul (zero)
Le decine e le centinaia si formano con la semplice unione dei numerali
Es: Undici = Dekunu (dek + unu), dodici = dekdu (dek + du),
Venti = Dudek (du x dek), Ventuno = Dudekunu (2 x 10 + 1),
Centotrenta = Centtridek (cent + tri x dek)
Gli ordinali si formano aggiungendo l'aggettivale -a
Es: Primo = Unua, Secondo = Dua, ecc.
Es: da Krono (corona) si ha Kronado = incoronazione
da Manĝo (pasto) si ha Manĝado = Abbuffata
-aĵ = cosa concreta
Es: da Mola (molle) si ha Molaĵo = Polpa
-ec = qualità astratta
Es: da Amiko (amico) si ha Amikeco = Amicizia
-an = membro di un gruppo
Es: da Ĝenovo (Genova) si ha Ĝenovano = Genovese
-ar = gruppo
Es: da Arbo (albero) si ha Arbaro = Foresta
-ebl = possibilità
Es: da Vidi (vedere) si ha videbla = visibile
-eg = accrescitivo
Es: da Varma (caldo) si ha Varmega = caldissimo, scottante
-ej = luogo per
Es: da Kuiri (cucinare) si ha Kuirejo = cucina
da Lerni (imparare) si ha Lernejo = scuola
-em = tendenza, propensione
Es: da Timo (paura) si ha timema = pauroso/a
-er = elemento di un insieme
Es: da Mono (denaro) si ha Monero = moneta, spicciolo
-et = diminuzione
Es: da Ridi (ridere) si ha rideti = sorridere
-id = discendente
Es: da koko (gallo) si ha kokido (pollastro) e kokideto (pulcino)
-ig = far diventare
Es: da Ruĝa (rosso) si ha ruĝigi = far arrossire
-iĝ = diventare
Es: Ruĝiĝi = arrossire
-il = strumento
Es: da Razi (radere) si ha Razilo = rasoio
-ind = merito, degno
Es: da Admiri (ammirare) si ha Admirinda = ammirevole
-ing = oggetto in cui si introduce parzialmente qualcosa
Es: da Kandelo (candela) si ha Kandelingo = candeliere
-uj = contenitore
Es: da Inko (inchiostro) si ha Inkujo = calamaio
-in = femmina
Es: da Viro (uomo) si ha virino = donna
-ul = individuo avente una data qualità
Es: da Simpatio (simpatia) si ha Simpatiulo = una persona simpatica
-ist = indica chi svolge una data professione o segue una data teoria
Es: da Ŝuo (scarpa) si ha Ŝuisto = calzolaio
da Nacio (nazione) si ha Naciisto = nazionalista
-ism = teoria
Es: da Imperio (impero) si ha Imperiismo = Imperialismo
-estr = capo
Es: da Urbo (città) si ha Urbestro = sindaco
-aĉ = disprezzo materiale
Es: da Homo (uomo) si ha Homaĉo =omaccio
PREFISSI
Es: Alveni = arrivare (veni = venire)
Aldoni = aggiungere (doni = dare)
Bo = parente aquisito
Es: Bofrato = cognato (frato = fratello)
Ek = azione momentanea o iniziale
Es: Ekkrii = esclamare (krii = gridare)
Ekiri = avviarsi (iri = andare)
El = movimento dall'interno all'esterno o azione fino in fondo
Es: Eliri = uscire; Ellerni = imparare a fondo
En = movimento dall'esterno all'interno
Es: Eniri = entrare
Fi = disprezzo morale
Es: Fivirino = donnaccia
For = via
Es: Foriri = andar via
Ge = due o più persone di ambo i sessi
Es: Gepatroj = genitori (patro = padre)
Mal = contrario
Es: Malbono = male (bono = bene)
Ne = negazione
Es: Neutila = inutile (utila = utile)
nota: Malutila = dannoso
re = ritorno dell'azione
Es: Redoni = restituire; Reveni = ritornare
Sen = mancanza
Es: Senfadena telefono = telefono senza fili (fadeno = filo)
PRONOMI |
individuo |
cosa |
qualità |
possesso |
|
-u |
-o |
-a |
-es |
||
indeterminati |
i- |
iu |
io |
ia |
ies |
qualcuno |
qualcosa |
qualche tipo |
di qualcuno |
||
interrogativi e relativi |
ki- |
kiu |
kio |
kia |
kies |
chi (?) |
che cosa (?) |
che tipo (?) |
di chi (?) |
||
dimostrativi |
ti- |
tiu |
tio |
tia |
ties |
quello |
quella cosa |
quel tipo |
di quello |
||
universali |
ĉi- |
ĉiu |
ĉio |
ĉia |
ĉies |
ognuno |
ogni cosa |
ogni tipo |
d'ognuno |
||
negativi |
neni- |
neniu |
nenio |
nenia |
nenies |
nessuno |
nessuna cosa |
nessun tipo |
di nessuno |
motivo |
tempo |
luogo |
modo |
quantità |
||
-al |
-am |
-e |
-el |
-om |
||
indeterminati |
i- |
ial |
iam |
ie |
iel |
iom |
per qualche motivo |
una volta |
in qualche luogo |
in qualche modo |
un poco |
||
interrogativi e relativi |
ki- |
kial |
kiam |
kie |
kiel |
kiom |
perchè (?) |
quando (?) |
dove (?) |
come (?) |
quanto (?) |
||
dimostrativi |
ti- |
tial |
tiam |
tie |
tiel |
tiom |
perciò |
allora |
là |
così |
quella quantità |
||
universali |
ĉi- |
ĉial |
ĉiam |
ĉie |
ĉiel |
ĉiom |
per ogni motivo |
sempre |
dovunque |
in ogni modo |
del tutto |
||
negativi |
neni- |
nenial |
neniam |
nenie |
neniel |
neniom |
per nessun motivo |
mai |
in nessun luogo |
in nessun modo |
per nulla |
Per approfondire la conoscenza della lingua potete contattare la: FEI, Federazione Esperantista Italiana, via Villoresi, 38 - I - 20143 Milano oppure su internet La Gioventù Esperantista Italiana è raggiungibile per posta elettronica all'indirizzo: gcastelli@enjoy.it oppure potete rivolgervi ai gruppi esperantisti locali. |
Sempre su internet potete trovare corsi di esperanto, per esempio all'indirizzo: www.cs.chalmers.se/~martinw/esperanto/veb/lerni.html
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