Rischio secessione: e se finisse male? Riflessioni sulle possibili conseguenze di una separazione delle regioni del nord dal resto dell'Italia
Si fa un gran parlare di secessione negli ultimi tempi. Anche troppo. Quasi vi sia una regia che tenti di abituarci a queste tematiche. Come se familiarizzare con la parola "secessione" possa facilitare in futuro la realizzazione del significato del termine stesso. Ma qui qualcuno fa male i conti. Il rischio è che a scherzare con certi argomenti alla fine ci si faccia molto male, ma male davvero. E chi lo spiega alle cosiddette popolazioni padane che dietro una parola come quella si celano morte, distruzioni e rovine ? Non certo un Bossi. Ma anche nel Polo si notano personaggi che cercano di ammiccare verso le camicie verdi: d’altronde per costoro tutto ciò che può crear problemi a Prodi e all’attuale coalizione è ben accetto ! E chi lo va a spiegare ai bravi abitanti del Nord-Est, toccati da un boom economico senza uguali in Europa ? Verosimilmente la secessione, il tentativo violento di separazione, provocherà la distruzione delle loro belle villette, l’annientamento delle loro prosperose aziende, l’impoverimento, la fame, le uccisioni, le atrocità. Perché questa è la guerra civile (incivile), questo il fuoco con cui scherzano. Lo Stato sovrano non assisterà impassibile al proprio smembramento. Si scaverà tra le macerie, si piangerà sulle proprie perdite, si malediranno i cialtroni colpevoli di tale tragedia. E’ come assistere aduna follia collettiva, quasi che anni di pace sfianchino le popolazioni e le indirizzino ad un diversivo al loro benessere, come se fossero esauste di accumulare ricchezze. Con un colpo di testa distruggerebbero e perderebbero tutto. Nessuno di noi si augura che questi eventi si avverino, ma tanto grave è la colpa di Bossi e compagnia, quanto stupefacente ed allarmante il seguito che costoro hanno. Tanto più che siamo vicini a paesi che si sono sterminati, brutalizzati, violentati e distrutti vicendevolmente per motivi che alla fine nessuno ha più voglia di ricordare, talmente sono impegnati a piangere e seppellire i propri morti, a cercare di rimediare un pezzo di pane per se e per i propri figli, a curare ferite e mutilazioni, a sgombrare macerie, a ritrovare le tracce delle loro case, dei loro luoghi. Tutto ciò non è bastato viverlo a due passi da casa nostra. Rischiamo di riprodurre il male. La ragione sembra uscirne sconfitta... Che "dio" ce la mandi buona !