CINEMA
Music Graffiti (That thing you do !)
Tom Everett Scott - Liv Tyler - Johnathon Schaech - Steve Zahn - Ethan Membry - Tom Hanks - Sceneggiatura e Regia Tom Hanks - Distribuzione Twentieth Century Fox
Per
una volta la traduzione italiana del titolo del film è - in qualche
maniera - "illuminante" su un film che per Tom Hanks è
stato poco più che un divertissment. A differenza, però,
di American graffiti e di altre pellicole ambientate negli anni Sessanta,
Tom Hanks ricorda soltanto l’ingenuità di fronte alla vita, al successo,
alle innovazioni tecnologiche e così via. Lontano dai fax, dai telefoni
cellulari, dai computer e con la televisione a colori considerata come
un "prodigioso ritrovato" della scienza e della tecnica, Hanks
racconta la storia di quattro ingenui ragazzi della provinca americana,
lanciati verso le vette delle classsifiche dei dischi venduti che all’epoca
erano a 45 giri e non compact disc. Music Graffiti è un film divertente,
melanconico al punto giusto, curato nei minimi particolari (dalle acconciature
delle donne fino ai modelli di lavatrice) che assomiglia più a un
documentario che a una vera e propria riflessione sul successo. E non possiamo
rimanere immuni di fronte
alla
grande sensibilità piena di humour del Tom Hanks attore, regista
e sceneggiatore di questo film, che nel suo indugiare sui particolari ci
regala l’immagine di un’epoca ormai perduta da tempo perfino nella memoria
cinematografica americana. I film sui favolosi sixties più recenti
che abbiamo visto fino adesso, non avevano questa vena di spensieratezza
più vicina a Happy days che a Bronx o allo stesso già citato
American Graffiti dove il Vietnam e i problemi sociali non erano semplicemente
latenti nelle parole dei protagonisti. Music Graffiti è un film
spensierato, sereno e allegro. Fa divertire, fa piangere e fa soprattutto
sorridere per la sua grande verve ironica che affronta le piccole e antiquate
manie di persone appartenenti a un’altra epoca. Un film pieno di grazia,
che con leggerezza e simpatia racconta una storia inventata di uno dei
tanti gruppi che, sulle orme dei Beatles riuscì a scalare la classifica
dei dischi per poi tornare nell’anonimato.
Lilli & il Vagabondo (Lady & the Tramp)
Cartoni Animati - Voci dei doppiatori : Margherita Buy (Lilli), Claudio Amendola (il Vagabondo), Whisky (Marco Columbro), Gilda (Nancy Brilli), Fido (Riccardo Garrone) - Regia Hamilton Luske, Clyde Geronimi, Wilfred Jackson - Distribuzione Buena Vista International
Diciamocelo
subito : all’interno del panorama smisurato dei film di Walt Disney, Lilli
e il Vagabondo è uno dei più belli e commoventi. Tratto dal
romanzo Ward Greene e girato nel 1955 come il primo cartone animato in
Cinemascope, la storia di Lilli e dei suoi amici e del suo grande amore
Biagio/il Vagabondo, è una delle più affascinanti insieme
a quelle di Biancaneve (1937), Cenerentola (1950), La carica dei 101 (1961),
La spada nella roccia (1963), Gli aristogatti (1970) e Le avventure di
Bianca e Bernie (1977). E’ quello che normalmente si vuole definire come
un "classico" di Walt Disney e lo è a tutto tondo perché
non ha mai una caduta di tono ed è fatto di quel misto di allegria
e tristezza, capace di divertire e commuovere alla stessa maniera. Un film
che racconta storie divertenti di animali dolci e simpatici e - contemporaneamente
- serve a far riflettere sul triste destino di questi cani quando vengono
a contatto con le cattiverie del genere umano. Che dire poi di questa edizione
restaurata ? Le voci sono molto azzeccate. Margherita Buy è una
Lilli molto aristocratica così come la Brilli è - all’opposto
- una perfetta "cagnetta di strada" e Marco Columbro è
un simpaticissimo "canuccio arrabbiato" . Chi merita un plauso
è , invece, Claudio Amendola che nei panni "vocali" del
vagabondo ci fa riscoprire una simpatia che ricorda molto quella del miglior
Renzo Montagnani - Romeo de Gli aristogatti. Davvero una bella performance
per uno degli attori italiani più impegnati del momento. Al film
Lilli & il Vagabondo è inoltre associata la campagna del Comune
di Roma contro la vergogna dell’abbandono degli animali per l’estate. La
città eterna è tutta tappezzata da poster del film con una
scritta che invita a non abbandonare i nostri amici domestici per la strada.
Mentre la capitale è in attesa che si ultimino i lavori del nuovo
canile municipale costato oltre dieci miliardi, chiunque - tra i nostri
lettori romani o laziali - volesse segnalare casi o semplicemente adottare
un cane o un gatto (anche a distanza pagando 20.000 per la pappa di un
mese) può
rivolgersi ai numeri che seguono. Comune di Roma - Ufficio Diritti Animali
- Tel. 67103149 - 67102613 FAX 6797826 - Ufficio dell’onorevole Monica
Cirinnà, Consigliere comunale delegato dal Sindaco Rutelli per i
diritti degli animali ARCA (Associazione Romana Cura Animali)- Viale Medaglie
d’Oro 163 - Tel. 35453756 Centro Adozioni Feline - Largo Argentina - Roma
(Non c’è telefono, ma ci sono duecento gattini in attesa di padroni
e amici)
Marco Spagnoli