L'Araldo di Thule #11

anno 4, Ostara 2248 Er/1998 Ec


Per un moderno culto della Fecondità (e per una sessualità libera da pregiudizi)

Tesi : i nostri progenitori, prima dell’avvento dell’assolutismo dogmatico del cristianesimo, avevano una concezione, della sessualità molto più completa e naturale della nostra.

Se abbiamo delle testimonianze, come quelle tratte dalla Germania di Tacito, che ci mostrano la consuetudine germanica della verginità dobbiamo, comunque, "ripulirla" dalle intenzioni con le quali la Germania stessa era stata scritta, un opera di propaganda per un impossibile ritorno alle origine iperboree prodotta per un popolo meticcio ed in decadenza. L’opera può rientrare in un facile parallelismo con ciò che viene spesso propagandato da una certa destra sciovinista ( modello DioPatria&Famiglia ) e machista ...."nessuno dei Germani, infatti, irride l’adulterio , e non si definisce un fatto di moda il corrompere ed il lasciarsi corrompere. Ancor meglio si comportano quelle tribù dove soltanto le vergini possono sposarsi, e la si fa finita una volta per tutte con la speranza e l’aspirazione della donna al matrimonio."( Tacito, Germania, 19-2) : in questo brano è evidente il senso di compiacimento per una certa condotta morale : altresì non ci viene detto quante e quali tribù praticassero la verginità forzata per le giovani donne, possiamo dunque ritenere che fosse un fatto tutt’altro che consueto presso i Germani.

La nostra Dea Freyja è la Signora patrona della fecondità e della libera sessualità , attraverso questa ella può avere accesso alla magia, che ha tramandato agli Aesir. Il suo stupefacente monile Brísingamen è ottenuto come dono per una notte d’amore con quattro nani.

Un altro aspetto del culto della fertilità nell’Ásatrú è il culto delle Dísir, entità femminili spesso citate come abitatrici delle pietre o dei tumuli ( a questo riguardo vi sarebbero molti esempi da apportare a questa discussione, al riguardo delle numerose pietre della fecondità presenti in Piemonte, anche qui i menhir vengono accomunati dalla tradizione popolare ai riti della fertilità, così come sono molti, in area Svedese e Norvegese, i toponimi legati al loro culto ). Le Dísir vengono ricordate nella festa Ásatrú delle "Notti d’Inverno", la festa cade in corrispondenza del Samhain celtico e viene anche chiamata "Totenfest", per assimilarla al concetto di culto dei morti ( anch’essi, secondo un’antica tradizione germanica e precristiana, abitanti delle pietre) . secondo la lettura della Chiesa-Isnardi, infine, il culto delle Dísir è legato profondamente al concetto organico della Sippe, come regolatore dei cicli della Comunità ). Se ammettiamo, dunque, che il culto di queste divinità fosse praticato a livello famigliare apparirebbe evidente il loro radicalmente nel tessuto più intimo della popolazione.

Tornando al punto d’incontro tra culto della fecondità

(intesa anche nella sua forma di sessualità portata all’estremo)e culto dei morti, ricordiamo come i nani vengano spesso citati quali abitatori, anch’essi, dei tumuli e delle profondità granitiche della terra, nella quale sono custodi di tesori d’ogni sorta. I nani artigiani del monile Brísingamen, abitano anch’essi in una pietra, proprio lì dove Freyja li vide forgiare il magnifico monile. Si tratta di Álfrigg (non dimentichiamo che il nome significa "Elfo potente") , Dvallin, Berlingr e Grérr, i quali stabilirono di donare alla meravigliosa Dea questa collana, in cambio di una notte d’amore con ognuno di loro. Non dimentichiamo che la figura del nano può essere intesa simile a quella dell’Elfo per le sue qualità straordinarie oppure accomunata agli spiriti elementali per le caratteristiche telluriche ( come nel caso del nano gettato nel fuoco da Thór in occasione della consacrazione della pira rituale di Balder) .

Antitesi : con questa ricerca si può arrivare a provare tutto ed il contrario di tutto . Il culto della fecondità non può essere confuso con un culto della sessualità. E’ vero, lo abbiamo detto in passato e lo ribadiamo ora : non abbiamo nulla in comune, noi Ásatrúar, con la magia sessuale ( di stile crowleyano etc...) od altre pratiche del genere. Secondo noi la pratica della propria sessualità va vissuta nel suo apsetto Solare : è impossibile distogliere quasta pratica dall’istinto e dai sensi che la dominano. Solo nell’azione puramente "animale" dell’azione sessuale vi è una vera magia. Come avrete capito, non gradiamo le orge, o le masturbazioni di gruppo. Perbenismo ? Certamente nop : è ora che cadano certe barriere, nei gruppi tradizionalisti in particolare, al riguardo della sessualità ( che può solamente essere "libera") nel senso esteso del termine e dell’omosessualità ( che rimarrà un dogma per tutti i buoni cattotradizionalisti...) che, laddove non è ostinatamente caricaturale ( è la discriminante che emerge costantemente nel mondo nordico come "omosessualità passiva", intesa -naturalmente- non nel senso meccanico del termine) è degna del massimo rispetto. A questo scopo è decisiva la figura di Loki, simbolo di una certa ambiguità sessuale, al contempo distruttore e rinsaldatore dell’ordine cosmico, e proprio Loki, da eterna controparte, rimproverò Freyja per la sua incontrollabile sessualità, per così dire "esternata" anche con gli Elfi : " Taci Freyja ! Io ti conosco a fondo / e non mancano i rimproveri da farti ! / Degli Asi e degli Elfi che sono in questa sala, / ciascuno è stato il tuo amante " - Lokasenna, str.30). Odin stesso rivolge alcune parole a Loki dicendogli " sette anni sei rimasto sotto terra,/a mungere vacche come una donna ; / tu hai partorito figli / ed io ho pensato che questo è proprio da "invertiti" " ( Lok., 23) . E’ anche vero che, il codificatore del Lokasenna era certamente un pagano "non certamente devoto, sembra che detronizzi gli dèi e giudichi la loro condotta come farebbe per quella di un vicino dai costumi rilassati, per il quale l’inversione fosse da considerare indegna di un uomo", e - come ci avverte più in là l’autore - presso l’antica comunità islandese, l’omosessualità passiva (ergi) era considerata un crimine e, per la legge islandese, tre epiteti dipingevano l’invertito ( ragr, strodhinn, sordhinn), crimine considerato tale anche nell’antica legge svedese. L’omosessualità sembra che avesse posto in alcuni culti particolari ...ma le argomentazioni al riguardo sono vaghe.

Cosa offende in un concetto di sessualità libera ? La decadenza dei costumi ( ma semmai questo è implicito del mondo moderno),la prostituzione ( ma il problema sta altrove ...semmai, non certo in un rapporto di offerta e domanda che prescinde dall’incontrollabilità del fenomeno sulle nostre strade), la rappresentazione ostentatamente meccanica della pornografia ( che, personalmente, mi offende solo nella sua variante mondialista : nella martellante propaganda per un meticciamento e per uno sradicamento delle peculiarità etniche... ma si tratta di un problema interno ai Media e, dunque, anche nei loro sottoprodotti ( e del resto anch’essa è sempre esistita ed esiste nelle società tradizionali sotto forma di rappresentazione "dal vivo").

Insomma : incominciamo a ragionare scevri da ogni pregiudizio bacchetto e moralista dalle radici cristiane ...così

-allo stesso modo - non riduciamoci ad essere la sterile controparte dei cristianucci, diventando la caricatura di noi stessi e dei giustizieri del 2000.

Il culto della Fertilità presso i Winnili/Langbärten

A tutti è noto l’episodio della vittoria donata ai Winnili da parte di Wotan e per intercessione di Frea, questo momento viene identificato dagli antropologi come un momento di passaggio dalla fase

Vanica a quella Asica e con il corrispondente inizio della volkerwanderung . In ogni caso, l’universo religioso dei Winnili apparirebbe dominato da divinità femminili ( "la Dea Cagna", dispensatrice di abbondanza, dalla quale deriverebbe un’interpretazione del nome Winnili "Cani valorosi").

Lo stesso nome della gyðia (sacerdotessa) dei Winnili, Gambara, deriverebbe da "valorosa" o "portatrice di scettro o asta". Con il cambiamento del nome da Winnili a "Lunghe barbe" il nostro popolo diventa figlio di Wotan . E, spesso, proprio la figura della Gyðia, viene associata al culto di Freyr ; nella Storia di Gunnar Helming, Gunnar, profugo dalla Norvegia verso la Svezia, rifugiatosi nella Casa di Freyr, si pose sotto l’egida della "moglie di Freyr" e divenne conduttore del "carro di Freyr" che portava, cioè, in processione la sua effige ed -accanto- sua moglie, in modo da donare fertilità ai raccolti.

Karl Hauck interpreta nell’episodio del ritrovamento del piccolo Lamissione da parte del primo re longobardo in Langbard, Agilmuldo un punto di collegamento con il culto della dea Frea come "Dea Cagna" - animale simbolo di fertilità ed incarnatore della forza longobarda. Il citare la meretrice che abbandona il piccolo ( in tedesco Hudin = cagna) non sarebbe che un modo ( ben noto in tutti i culti indoeuropei) di celare la discendenza divina .

Non dimentichiamo che, come in tutti i popoli germanici ( e torniamo alla Germania di Tacito), anche nella tradizione longobarda, la donna ha un posto centrale e decisivo nella vita sociale del Volk, non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche nella guerra : dal momento dello schieramento delle forze al fianco dei loro uomini, le donne dei Langbärten divennero delle combattenti vere e proprie . A questo proposito vale la pena ricordare l’eroica resistenza delle donne dei Cimbri accerchiate nell’accampamento, sole senza i loro uomini uccisi dall’usurpatore romano. Esse combatterono sino alla morte o si suicidarono per sfuggire alla violenza dei tozzi omuncoli inquadrati nel più potente(nonché ricco ed organizzato...) esercito del mondo. Così finiva, proprio nella nostra terra lòa vicenda dei Cimbri, una disfatta segnata da grandi vittorie contro l’esercito dell’Imperium.

L’episodio e la sua valenza sacra, vengono ricordati da Stephen A. McNallen in questo modo : " Le donne al lavoro invocano Frigga e Freya ed il loro potere di dare la vita si estende così a tutta la Natura, per questo noi la onoriamo quando la corrente della vita fluisce forte nella Primavera. Tempi addietro, tuttavia :la sua attività si collocava in altre questioni ; ella era colei che indusse Odin a dare il nome ai Langobardi (le "Lunghebarbe" o Lombardi) così da essere obbligato a dar loro la vittoria nella battaglia" . Come ammette l’autore, pioniere dell’Ásatrú in Vinland e nel mondo, è molto facile confondere Frigga e Freyja, visto che hanno caratteristiche molto simili . Questo è ancora più vero nella storia Longobarda, visto che è difficile identificare Frea, anche se Paolo di Warnefrido la cita come moglie di Wotan/Godan.

C’è spazio, ad ogni modo, per ogni "ambiguità". Se ammettiamo che i nostri padri rientrassero nel grande bacino del culto di Nerthus, sarebbe interessante analizzare la valenza, per così dire "sessuale" di questo genere di culti . La Madre Terra ha una notevole importanza per tutti noi e per la nostra più intima weltanschaunng : tant’è che essa viene invocata durante ogni Blot. Analizzando il culto secondo le interpretazioni più sterili ( "scientifiche) . Quale rapporto intercorre tra Njörd e Nerthus ? L’ipotesi storico antropologica ha - sostanzialmente - due interpretazioni :

Comunque sia, a questo punto incontriamo - se così si può dire - la prima discriminante tra noi ed il "mondo moderno" : e cioè la sessualità vista sotto il suo aspetto di fonte di vita. La figura della Madre ( ed, in particolare della "madre germanica" ) come summa del principio originario generatore della "Grande Dea Madre" è una costante dell’antico e del nuovo paganesimo. L’esaltazione o meno di questa figura appartiene a strumentalizzazioni politiche e non alla nostra cultura e fede : per noi questo riferimento costante non pregiudica in nessun modo un approccio al sesso gioioso e giocoso.

Un approccio di questo tipo : sacro e dissacrante, è riscontrabile nelle usanze tribali dei Rus, riferiteci dalle fonti arabe ( e che vengono anche citati dal vescovo di Cremona Liutprando come "Normanni"). Secondo una descrizione di un Rituale funerario rus, viene dettagliatamente spiegato come " la schiava si adornò e andò ai padiglioni dei parenti del defunto, e il padrone di ciascuna tenda si unì carnalmente a lei, dicendo ad alta voce : "Dì al tuo padrone che ho compiuto il dovere ( oppure : ho esercitato il diritto ) dell’amore e dell’amicizia " . E così, via via che ella andava di padiglione in padiglione fino all’ultimo, tutti avevano rapporti con lei ." Al termine di questa pratica vennero sacrificati un cane ed un gallo, per preparare il sacrificio e la cremazione del giorno dopo. Si possono dare molteplici interpretazioni di queste azioni, in particolari relative ad una sorta di comunione carnale di tutta la comunità ...una porta verso l’Aldilà nella quale poteva essere sacrificata, insieme alla vittima, tutta la comunità ( e, in particolare, la cerchia dei parenti del defunto). Non dimentichiamo, poi, che i Rus o Vareghi, oltre ad essere famosi per aver costituito la guardia scelta dell’imperatore di Costantinopoli e per i loro commerci, lo erano anche per le loro abitudini sessuali " a tinte forti " (era noto, in particolare, il loro costume di far l’amore con le schiave appena vendute, in modo che ogni compratore doveva aspettare il temine dei rapporti di gruppo prima di poter portare via la sua schiava !).

Questo è tutto, per ora, ognuno tiri fuori la sintesi che preferisce noi siamo ben disposti per scambi di opinioni, polemiche ecc....Una sola cosa vorrei aggiungere : per chi, come il sottoscritto , spera di spassarsela, una volta deceduto, alla Corte di Freyja, non esiste alcun paragone con l’eternità di preghiere offerta in premio dal dio straniero ai suoi fedeli...Pensateci bene : l’Ásatrúar è diametralmente opposto all’intellettuale ; e se qualcuno di questi fosse tra i nostri lettori, sappia che nessuna filosofia orientale di prostrazione e pentimento può eguagliare l’estasi di una buona bevuta in "compagnia" di una bella donna. Se poi, tra noi, volessero nascondersi dei moralisti, possiamo già sin da ora indicar loro alcune belle chiese....

Paolo Gauna


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