L'Araldo di Thule #10

anno 4, Ostara 2248 Er/1998 Ec


Cronache dal Tempio Pagano di Extersteine

Come al solito per leggere un mio articolo è meglio armarsi di atlante o carta geografica...date un’occhiata al Centro-Nord della Germania, lì dove si estende una sottile fascia boscosa in direzione Nord-ovest Sud-est, approssimativamente seguente la linea costituita dalle città Osnabrück - Bielefeld - Paderborn. Quella fascia verde è la mitica Foresta di Teutoburgo , costituita da carpini, faggi, querce e frassini secolari, custode di segreti millenari : qui, per esempio, si erge il possente monumento a Hermann, alto circa cinquanta metri, sulla sommità di un monte boscoso, oggi meta di gite scolastiche, eretto nel secolo scorso per celebrare la battaglia dell’anno 9 d.C. con cui qui i Germani, guidati appunto dal leggendario condottiero Hermann, sconfissero le legioni romane di Augusto.

Invece, a pochi chilometri da qui, vicino alla cittadina di Horn, vi è qualcosa di ancora più interessante : EXTERSTEINE, definito dall’"Atlante dei luoghi misteriosi e leggendari" lo "Stonehenge degli antichi Germani". Qui in Germania viene dato per risaputo che ad Extersteine cresceva IRMINSUL, l’albero centro e perno del mondo (Yggdrasill della tradizione scandinava), distrutto e sradicato da Carlo Magno ( ancora lui !) in una delle sue numerose e spietate spedizioni contro i Sassoni, precisamente nel 772 d.C., non contento di aver già sterminato migliaia di uomini, donne, vecchi e bambini che in questa zona rifiutavano di convertirsi al cristianesimo .

EXTERSTEINE è un luogo straordinario e carico di radiazioni armonizzanti, unico ed irripetibile, anche soltanto visivamente : da un paesaggio collinoso e fitto di boschi, si sbuca improvvisamente in un’ampia radura nella quale svettano e spiccano inaspettati quattro alti pilastri di roccia (le "Extersteine" propriamente dette) come torri naturali di 25/30 metri di altezza, del tutto incongruenti con la morfologia dei luoghi circostanti, che colpiscono l’occhio del visitatore come un fenomeno miracoloso della natura . Non ci si può meravigliare che qui ci fosse il "più sacro dei luoghi sacri". Qui cresceva Irminsul, si è detto, colonna cosmica della Cosmologia pagana. Ne parlano gli antichi storiografi quando riferiscono della campagna di Carlo contro i Sassoni, iniziatasi nel 772 con la distruzione dell’albero (probabilmente un frassino od una quercia) e proseguita a puntate successive con simpatici stermini e incendi di intere città, deportazioni di massa, pulizie etniche e brutalità varie di ogni tipo (che Carlo Magno fosse di origine serba ?). Viene riferito di un luogo nella Foresta di Teutoburgo dove cresceva Irminsul . Qui si trovava Carlo, presso Paderborn, quando venne raggiunto da Papa Leone III fuggito da Roma perché accusato di "adulterio e spergiuro" ( che bel quadretto !)

Nel 1564 per la prima volta (e da parte cristiana) si rende noto che il luogo in cui anticamente sorgeva Irminsul è Extersteine , successivamente convertito da Carlo Magno in luogo di culto cristiano . La rivelazione è opera del parroco di Lemgo, città a poca distanza, nonché appassionato storico Reverendo Hamelmann.

Purtroppo l’archeologia non può fare granchè per aiutarci a saperne di più : nel corso della storia il luogo è stato possedimento della Chiesa prima, di famiglie nobiliari poi ; e tutti hanno proceduto a lavori di vario tipo sul terreno intorno ai roccioni, col bel risultato di distruggere buona parte di ciò che vi si trovava seppellito. Nonostante ciò si possono trovare tracce e reperti che testimoniano la presenza di popoli cacciatori e guerrieri i quali frequentavano Extersteine già dal 10.000 a.C. circa .

Soltanto nel 1934/35 "qualcuno" si è mosso per fare scavi archeologici approfonditi in loco. Risultato : si è trovato nel terreno circostante resti di una cella funeraria a volta arcuata, un "tavolo" in pietra, un sarcofago ricavato da un tronco d’albero cavo , un pozzo riempito con strati alternati di terra e carbone e i resti di una area delimitata cosparsa di sabbia bianchissima... Il mistero si infittisce ... Ma attenzione che il bello deve ancora venire !

Nei vorticosi eventi legati alla 2^ Guerra Mondiale i reperti frutto di questi scavi vanno misteriosamente persi o distrutti.

C’è da dire che gli studiosi (quelli da parte cristiana, naturalmente) hanno sempre continuato, e continuano tutt’ora, a sostenere che non vi sono prove sicure del fatto che Extersteine sia il sito in cui si trovava Irminsul . Alla chiesa di qui Externsteine ha sempre dato fastidio e non è un caso che i primi studi seri sul posto siano stati attuati soltanto nel 1934/35, da ambienti cultural-politici in forte odore di paganesimo ariano-germanico . Di questi scavi resta soltanto qualche foto e dei documenti dai quali sappiamo che era stato trovato anche del vasellame , punte, lame, pietre focaie catalogati come "pre-cristiani".

Oggi Extersteine, pur mantenendo intatto il suo fascino, accresciuto dalla scarsità di notizie e dalla sua bellezza primigenia, racconta la storia di ripetute profanazioni. La prima di queste, la più grave, è bellamente e spudoratamente spiattellata davanti agli occhi del visitatore : un gran bassorilievo, inciso sulla viva roccia, alla base del torrione maggiore, raffigura Irminsul, esattamente uguale nella sua rappresentazione grafica a come lo vediamo nelle pagine dell’Araldo di Thule, però spezzato, piegato mentre una teoria di santi e figure preganti piantano al suo posto una grande croce.. Subito sotto pare di vedere mostri e draghi urlanti contorcersi ( sicuramente "demoni pagani ricacciati giù nell’Inferno"). Non occorre commentare il significato di questo bassorilievo, inciso dai monaci cristiani che, dopo Carlo Magno hanno abitato il posto, diventato un eremo, fino al 1200 circa. Costoro ricavarono delle cripte dalle grotte poste sotto al pilastro principale, scavate nella viva roccia e che in epoca pagana avevano sicuramente ( almeno secondo me) un uso rituale. I monaci ricavarono anche una suggestiva cappella sopraelevata in cima al roccione di mezzo e un sistema di scale intagliate nella roccia dei due pilastri più importanti. Oggi, tutto ciò è visitabile, ad eccezione delle cripte dentro cui si può solo dare uno sguardo.

A proposito della conversione di Extersteine da tempio pagano in luogo di culto cristiano mi sembra utile citare qui le parole di Papa Gregorio Magno in una sua lettera alle missioni cristiane presso i Sassoni : "Non si deve assolutamente distruggere i santuari in cui questi popoli hanno i loro idoli bensì gli idoli stessi che lì si trovano . Poiché, se questi templi sono ben costruiti , possono essere trasformati da luoghi di culto nei demoni in luoghi in cui si serve il vero Dio. Se il popolo stesso non vede distrutto il suo tempio, è più propenso a togliere l’errore dal suo cuore , riconosce il vero Dio e prega e si ritrova, secondo vecchia consuetudine, in quel posto. ".

Una seconda profanazione, invece, si consuma in tempi moderni ed ora ve la racconto : ci siamo recati in un gruppetto a Etersteine il pomeriggio del 20 giugno, decisi a trascorrere in tenda la notte del Solstizio d’Estate nei luoghi circostanti i pilastri di roccia e festeggiare poi a modo nostro questa importante ricorrenza pagana la cui scadenza precisa era alle 9.02 della mattina successiva. Partendo da casa ci eravamo detti : "Può anche darsi che qualcun altro abbia avuto la nostra idea di trascorrere a Extersteine il solstizio d’estate, ma sicuramente pochissimi e con tutta probabilità persone in gamba, quindi non ci sarà - eventualmente - problema a mescolarsi a loro ." Arriviamo intorno alle 17, parcheggiamo la macchina a un paio di chilometri, ci carichiamo gli zaini in spalla e ci inoltriamo nel bosco ... ma c’è qualcosa di strano nell’aria : come un sordo brontolio di tuono lontano . Guardiamo il cielo : sereno, soleggiato...mah ! Inoltre il brontolio è ininterrotto... Più ci si avvicina, più sembra... un tambureggiare continuo...ma...sono tamburi ! Ci guardiamo l’un l’altro con un misto di meraviglia e preoccupazione . Sbuchiamo finalmente nell’ampia radura che circonda i roccioni : il nostro sguardo raccapricciato fluttua su un mare di tende e un brulicare woodstockiano di straccioni, rimasugli umani dell’epoca dei figli dei fiori, umanoidi vestiti di nero con croce rovesciata sul petto e compagnia brutta ! Tutti lì per il Solstizio !

Passato il primo - comprensibile - momento di smarrimento , decido di avventurarmi in questa Arca di Noè al contrario (cioè : tutto ciò che in caso di diluvio non bisogna salvare ) ben deciso a stendere un fedele rapporto ai lettori dell’Araldo di Thule , anche a costo di questo sacrificio . Prima constatazione : il 90% dei presenti fuma accanitamente canne...Forse hanno letto da qualche parte che i Guerrieri-Lupo di Odino ed anche i Godar (sacerdoti pagani dei Germani) mangiavano qualche fungo allucinogeno per procurarsi l’estasi . Con ragionamento fine ed arguto hanno sicuramente dedotto che "in realtà questi antichi erano dei dritti e se andavano in sballo loro perché non dovremmo andare in sballo anche noi ?".

Molti suonavano bonghi o percussioni africane senza interruzione e con espressione annebbiata e occhi persi nel vuoto . In particolare un gruppo di una decina di percussionisti suonano da quando siamo arrivati , e per tutta la notte non smetteranno (era questo il sordo brontolio che avevamo sentito all’arrivo).

Seconda constatazione : confuso tra questo marasma di bassa umanità, c’è anche qualcuno che pare più sano e mosso dalle nostre stesse intenzioni : ragazzi dal viso pulito e sguardo intelligente che montano le tende con aria sobria e distaccata . Vien quasi da pensare che siano qui per caso se non fosse che un amuleto col Martello di Thór sguscia improvviso da sotto la maglietta . Peccato che questi ultimi descritti siano davvero pochi.

Noi comunque (premesso che abbiamo dormito altrove) la mattina successiva siamo riusciti ad astrarci dalla canea ed a festeggiare a modo nostro sulla sommità di un roccione secondario di Extersteine ; e alle 9.02 precise di una grigia mattina (in cui le previsioni del tempo mostravano una cappa chiusa e omogenea di dense nubi su tutto il Nord-Germania) per pochi secondi è apparso il Sole ; la sua luce ha investito - di tutto il territorio e le cittadine circostanti - soltanto i pilastri di roccia di Extersteine e null’altro. Ma la cosa più indescrivibile è il "come". E’ durato pochi secondi, eppure era il Sole...tra le nubi impenetrabili.

Chiudo con una mia personalissima impressione : ogni volta che sono venuto qui mi sono sempre chiesto dove possa essere il punto preciso in cui cresceva Irminsul. Chi si pone questa domanda solitamente lancia sguardi interrogativi sulla radura circostante o sul bosco. Io credo, invece, (intuizione senza motivi logici , razionali, né prove) che l’Albero crescesse in cima ad uno dei roccioni ( !). Probabilmente quello principale, alla cui base si trovano le cripte. L’impressione che doveva suscitare una stalagmite di roccia di 30 metri con un albero che vi cresceva in vetta come naturale prosecuzione verso l’alto era sicuramente immane e doveva destare un senso di metafisicità così profondo che questa visione da sola mi fa pensare con più autorevolezza di argomenti scientifici al fatto che Irminsul crescesse in cima e non alla base delle Extersteine. D’altronde alberi che crescono dalla roccia ne ho visti ancora ; e che una cosa del genere potesse succedere in un luogo così non può stupire.

Alberto Ambrosi

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