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Francesco Cossu e la sua collezione di foto antiche

 

ORTUERI IN BIANCO E NERO

 

Francesco Cossu, 41 anni, sposato con Fadda Ignazia, papà di 3 bambini, amante del pennello, cultore e conoscitore degli strumenti della civiltà contadina, appassionato ricercatore di documenti antichi, fotografo e collezionista di una Ortueri che continua a vivere magicamente impressa nella ricca collezione fotografica che custodisce quasi con amore filiale. Lo abbiamo pregato di parlarci di questo mondo in bianco e nero. Ascoltiamolo.

Francesco, quando nasce questa passione e collezione per le foto di una Ortueri del passato?

Nel 1964 sono andato via dal paese. Per ben 7 anni sono stato presso l’Istituto Santa Maria Bambina del Rimedio (Or). Una volta rientrato (1971), sentivo nascere in me il vivo desiderio di conoscere ogni aspetto del mio paese natio.

Quante foto sei riuscito a recuperare in tutti questi anni?

Più di un migliaio. Purtroppo tante sono andate perdute. Non se ne capiva il valore. Si buttavano o si bruciavano... mi piange il cuore. Ma tante persone, per lo più anziane, sono ancora custodi ignare di un patrimonio che rischia di fare la stessa fine. Occorre che se ne rendano conto in tempo.

La foto più antica?

Risale al 1860 e ritrae il dr. Raimondo Musu col papà Giovanni.

E’ vero che di ogni foto conosci vita e miracoli?

Non m’interessa avere una foto e non sapere chi sono le persone, che cosa hanno fatto, qual’è stata la loro storia. Ho scoperto un’infinità di di vicende, di piccoli e grandi racconti. Insomma, queste foto ci parlano ancora oggi. Ci fanno comprendere chi siamo, da dove veniamo. Sono vive. La mia collezione l’ho sempre vista così.

Parlaci dei soggetti della collezione.

vi si ritrovano tutti i personaggi ortueresi più importanti del ‘900; i paesaggi, a partire dal 1880; l’arrivo dei carabinieri nel 1904; la lavorazione del sughero; classi scolastiche, dal 1918; il rancio offerto dalle damine; le processioni di san Nicola, l’Addolorata e santa Maria; il funerale del rettore dr. Murru; immagini dell’asilo e delle suore; scene di vita di ogni giorno: tessitura, filatura, zappatura,vendemmia, lavanda dei panni al fiume... etc.; interni di abitazioni e di vita domestica. E si potrebbe continuare. Inoltre, va detto che compaiono la quasi totalità delle famiglie ortueresi.

Una foto curiosa?

Sono tante. Mi limito a quella del sig. Eustachio Cammedda e del suo cane postino. Era davvero in gamba. Infatti, partiva al pomeriggio da Ortueri per Lanusei e l’indomani alle 5 del mattino era di nuove in paese con la corrispondenza. Non ha mai scioperato!

Chi furono i fotografi di Ortueri?

Antonio Villaminar, cagliaritano, parente dei Mura. Silvio Casula, figlio del notaio Francesco. Siamo attorno al 1920. Aveva un vero e proprio hobby per la foto. Fotografava di tutto. Realizzò anche della cartoline. Lillicu Demontis, fratello di dr. Francesco; Ciccitu Sotgiu, provvedeva pure alla stampa in paese. Infine, dal 1975, il sottoscritto. E’ raro l’avvenimento che mi sia sfuggito.

Hai un sogno nel cassetto?

Sì. Realizzare un libro a fumetti su Ortueri attenendomi scrupolosamente alle immagini fotografiche in mio possesso. Spero tanto di poterlo realizzare.

Tanti auguri.

Grazie. In ultimo, desidero ringraziare pure la famiglia Demontis-Mura e la signora Peppina Musu per le tante foto donatemi e che sono a disposizione di tutti.

Ignazio Serra

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