Una poesia di
Fabio Dainotti
Autore di
"L'araldo nello specchio", Avagliano editore, 1996
"Sera", Pulcinoelefante, 1997
"La ringhiera", Book editore, 1998
"Campane di Lombardia"
Campane di Lombardia,
gravi, solenni, alte, meste, ansanti,
assecondate il colloquio interiore
degli uomini per via,
li rendete pensosi dei novissimi:
morte giudizio inferno malattia
tra i marosi cavalcano del cielo,
i cavalieri dell'apocalisse.Voi riandate a una vita anteriore,
ricordi ormai sopiti risvegliate:
l'amore della madre,
sempre rimorso, pena
oscura, la nonna pregava
inginocchiata ai piedi del lettone
davanti alla Vergine dalle sette spade;
aveva perso come lei il suo unico figlio,
morto giovane in fondo a u nlago oscuro,
e era rimasta sulla riva ore e ore con lui in braccio,
di pietra, come la pietà Rondanini.
Solo l'Addolorata poteva comprenderla.La sera si giocava sull'incerata di plastica
con le carte bresciane dei tarocchi.Compagne di nostalgia,
Mi svegliavate, giovane, di notte,
Chiuso nell'abbaino-pensatoio,
Dove leggevo il romanzodi Prévost
E di Margherita la lacrimevole fine.
Come sembrava lunga la mia vita,
come sembrava piena di promesse!
Adesso che è quasi finita,
e di allori non c'è ricca messe,
(quelli che un tempo amavo, son morti quasi tutti,
e gli altri vivono così lontani:
nelle pianure di Lombardia,
dove non fan più caso alle campane;)
restate nel ricordo voi soltanto,
campane di nostalgia.