A salvaguardia dell'AXA e di Palocco
di Gianluca Morale

Articolo pubblicato su ZEUS N° 19 - Maggio '98

Chi è venuto a vivere a Casalpalocco-Axa l’ha fatto non perché non sapesse dove altro andare, ma per una scelta di vita.
A dispetto della distanza da Roma, dei costi più alti delle case, della cronica mancanza di servizi pubblici, abbiamo scelto di vivere qui per il verde, la pace, il piacere di vedere un quartiere ordinato, pulito, elegante.
Da alcuni anni tutto ciò è minacciato da vari fattori: il principale è la sempre maggiore cattiva educazione della gente.
Il traffico aumenta, i parcheggi intorno ai centri commerciali scarseggiano ed è diventata prassi parcheggiare sui giardini consortili (che paghiamo noi!); che dire poi di chi abbandona quanto non gli serve per la strada (frigoriferi, lavatrici, letti) fregandosene del fatto che l’AMNU (n° verde 167-867035) viene anche a ritirare i materiali ingombranti e che, a qualche chilometro, c’è un centro di raccolta a S. Giorgio?
Bravi anche quelli che lasciano negli spazi consortili riservati alle ramaglie e alle potature anche buste e contenitori di plastica, cassette di legno, vasi rotti e quant’altro.
Ma perché questa gente non se ne va a vivere a Tor Bella Monaca o all’Idroscalo, visto che avere giardini verdi e ordinati o spiazzi pieni di erbacce e rifiuti per loro è la stessa cosa, e le case li costano anche meno?
Che senso ha pagare i rispettivi Consorzi, che spendono decine di milioni per i giardini, quando poi non manca chi vi parcheggia tranquillamente e impunemente sopra? Oltretutto le ruote sui giardini creano un danno al mento erboso, agli irrigatori e ai fiori, che si traduce in un danno economico per i Consorzi, e quindi per noi.
Quelle persone attentano alla proprietà comune, quindi è nostro diritto-dovere chiamare Vigili e Carabinieri (rispettivamente 523.11.351 e 50.90.536)
È bene che questi signori sappiano che siamo in tanti, molti di più di quanto si creda, a non tollerare questa situazione, a rifiutare che il quartiere che abbiamo scelto, visto crescere e migliorare, curato e amato venga distrutto dai barbari.
A chi la pensa come me dico che è giunta l’ora di alzare la voce ed organizzarci.
Non possiamo impedire a nessuno di scegliere di vivere qui, ma è bene che si sappia che qui certe regole si sono sempre rispettate.
Desidero dire qualcosa anche sugli extracomunitari: avercela con qualcuno perché ha un colore di pelle diverso dal nostro è assurdo e incivile.
Non è però accettabile vedere Le Terrazze, lato GS, ridotte a un suk dove si viene abbordati da lavatori di auto, portatori di carrelli, venditori di cianfrusaglie e sempre più numerosi questuanti e notare le auto parcheggiate al centro del piazzale in divieto di sosta (i cui proprietari, su un’altra rivista locale, ci si ostinava a difendere dalle contravvenzioni!).
Visto che in Italia, per comodità ed ipocrisia, si trova sempre una giustificazione per tutto, dobbiamo aspettare che gli zingari si accampino nei nostri giardini per sentirci dire che da qualche parte devono pur andare?
Di molte altre questioni si dovrebbe anche parlare: degli ambulanti abusivi, della sicurezza dei cittadini, dell’assurda tassa del Consorzio di Bonifica di Maccarese, del traffico che ricade su Axa-Palocco dai quartieri sorti di recente intorno.
Pertanto invito chi è stufo di vedere, giorno dopo giorno, deturpare il nostro quartiere a venire all’assemblea del 29 maggio che si terrà in via Tespi 150, ore 20.30, per incontrarci e decidere cosa fare (magari un’associazione a difesa di Axa e Casalpalocco).
Un ringraziamento alle forze dell’ordine che fanno quello che possono.
                                        Gianluca Morale (Tel. 50.93.00.53)




Articolo pubblicato su ZEUS N° 21 - Luglio '98


Sul numero di maggio 1998 abbiamo parlato della necessità di porre un freno all’imbarbarimento continuo del nostro quartiere, lasciato in balia di vandali e maleducati, e di tutti i problemi irrisolti che ci portiamo dietro da anni.
Si invitavano anche coloro che sono stanchi di assistere a questa situazione ad alzare la voce, ad organizzarsi e si dava un appuntamento per parlare di tutto ciò.
Fra telefonate, lettere e presenze di cittadini alla prima riunione, abbiamo ricevuto un consistente numero di adesioni.
Segno che il problema è sentito.
Occorre però che queste adesioni aumentino e fare in modo che questa “maggioranza silenziosa”prenda coraggio ed esca allo scoperto.
Non è vero che non si possa fare nulla contro la maleducazione, l’arroganza o la microcriminalità. Occorre un piccolo contributo in termini di impegno da parte di ognuno, ma soprattutto occorre credere veramente in quello che diciamo.
Superare lo sfogo personale e diventare propositivi, superare l’indifferenza e la rassegnazione e coinvolgere il maggior numero possibile di persone.
Siamo già numerosi: dobbiamo diventare tantissimi.
Telefonatemi al 50.93.00.53, incontriamoci.
Come primo passo stiamo costituendo un’associazione, strumento necessario per poter agire.
Vi aspetto.
                                        Gianluca Morale (Tel. 50.93.00.53)




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Somm. Mag. '98 - N° 19
Somm. Lug. '98 - N° 21
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