DIFESA E RESA DELLA SOSTANZA IMMATERIALE ©
by keroppi
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Prima premessa: "Ogni entità fisica è necessariamente un'entità fisica." Si intende, essenzialmente, de re. Un sasso non avrebbe mai potuto essere immateriale. Un sasso ha tra le sue proprietà essenziali quella di essere un oggetto fisico. È plausibile questa premessa? Secondo alcuni non ha alcun senso parlare di proprietà essenziali. Costoro asseriscono che la necessità e la possibilità vertono unicamente a proposito di una frase, di un enunciato - de dictum - non di una cosa, di un sasso, per essemppio. Eppure tu che leggi hai delle proprieta essenziali. Naturalmente essere un lettore di questo testo non è una tua proprietà essenziale, non è condivisa da tutte le tue controparti nei mondi possibili in cui esisti. Ma forse il sesso a cui appartieni è una tua peculiarità essenziale. Forse non avresti potuto appartenere al sesso opposto. O forse no. Ma presumibilmente essere un individuo pensante è una tua proprietà essenziale: avresti mai potuto essere un sasso?
E questo ci conduce rapidamente alla seconda premessa: "Ogni entità pensante non è necessariamente un'entità fisica." Laddove un sasso non può che essere un ammasso di materia, un pensiero non è necessariamente materiale. Che il pensiero non sia neanche possibilmente materiale? Questo mio sentimento di vaga disillusione che provo nell'ascoltare l'eco dei rintocchi del campanile della chiesa metodista, ha un suo fondamento materiale? È il neurone #245 che si attiva nell'area #B della corteccia? Esiste un mondo possibile dove un neuroscienziato ridescrive in modo prosaico anche la sensazione più riposta e indistinta. Non so tu, ma io non mi sentirei a mio agio se questo mondo fosse il nostro. Tuttavia non possiamo escludere che avrebbe potuto esserlo, o che un giorno lo sarà.
Accontentiamoci dunque della premessa più debole - che è sì possible che il pensiero sia materiale, ma che non è necessario che lo sia, e proviamo a stabilirla. Puoi immaginare che i tuoi pensieri sopravvivano alla distruzione del tuo corpo materiale in un modo in cui non puoi immaginare che il tuo corpo materiale sopravviva alla distruzione di sé stesso. Forse adesso stai sognando, stai allucinando l'universo. Forse non esiste null'altro che il tuo pensare queste parole che leggi. Puoi dubitare dell'esistenza di ogni oggetto materiale, dell'intero l'universo fisico - ma non puoi dubitare dell'esistenza del tuo pensiero. Dunque è concepibile che almeno una entità pensante, la tua mente, non sia una entità fisica. Questo sembra giustificare la seconda premessa.
Conclusione: "Ogni entità pensante è distinta da ogni entità fisica." L'argomento è valido. È impossibile che le prima e la seconda premessa siano vere e la conculsione falsa. Dunque è proprio così? Il ricordo della sfumatura di rosso dei capelli di Jeanne illuminati dai bagliori che tralucono in primavera tra gli olmi del parco, la misteriosa ombra di malizia che si depositava agli angoli della sua bocca ognivolta che fingeva un broncio capriccioso, l'eco dei rintocchi del campanile che hanno accompagnato la sua risata cristallina l'ultima volta che l'ho sentita trepidare tra le mie braccia, non sono le ombre cinesi di un processo neurochimico che si attiva da qualche parte del mio sistema nervoso centrale! L'irriducibilità delle sensazioni e dei ricordi più profondi del mio animo è rivendicata!
Così sembra, finché non sopraggiunge il logico modale che strappa via questa consolazione correggendo la seconda premessa: "Ogni enità pensante, per quanto ne sa Cartesio, può non essere un entità fisica." E nel correggerla, sorride deplorando l'incauta confusione tra la modalità aletica della prima premessa e la modalità epistemica della seconda. I sogni, le allucinazioni, i demoni perversi e ingannatori che può concepire la più fervida delle immaginazioni, non stabiliscono nulla riguardo lo statuto metafisico delle entità pensanti. Una interprepatazione non unifome delle modalità non salva dalla disfatta questo nostro povero argomento dualista che ha cercato eroicamente di sottrarre gli ultimi moti più riposti dell'animo all'avanzata prosaica e solenne del materialismo.
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Copyright© 1999 by keroppi <rosacrux@mail.com>