LA COSMICOMICA DELLE EPIFANIE ©

Dove Si Racconta di Quei Misteriosi Fenomeni della Coscienza Detti "Epifanie" e di Come Essi Siano Legati ai Corpi Celesti Che sulla Terra Sono Chiamati "Pulsar"

by keroppi

----

Vela Pulsar

Cosa sono le epifanie? La maggior parte di noi ne ha provata almeno una qualche volta nella vita. Una epifania è un momento intimo di improvvisa rivelazione, scatenato da una concomitanza apparentemente casuale di sensazioni esteriori, che ci trasporta al di fuori del tempo, nei regni della memoria, delle possibilità irealizzate e, occasionalmente, della creazione artistica. Proust la chiamava "l'intermittenza del cuore", Virginia Woolf "the moment of being", Joyce, per l'appunto, "epiphany". Ciascuna epifania, anche se sembra unica e irripetebile, è sempre accompagnata da un inspiegabile sentimento di déjà vu.

Ecco un esempio di epifania: Maria siede in riva al mare, contemplando un irreale tramonto finlandese. Un'onda si infrange sulla scogliera e impregna l'aria dell'odore della salsedine, la brezza marina spira in ogni direzione, un venditore ambulante urla in lontananza: "haluta!". In quell'istante, per un inspiegabile scherzo dell'immaginazione, Maria sente sulle labbra un vivido sapore di mandorla, una sensazione dimenticata che non ha assaporato da più di quindici anni. Maria vede se stessa bambina con una manciata di mandorle che le ha dato nonna, vede i propri viaggi incessanti intorno al mondo, vede il proprio passato, presente e futuro dispiegati davanti ai propri occhi, e decide che è giunto il momento di andar via da Turku e tornare definitivamente nella casa in cui è nata (poi magari questa risoluzione si rivelerà impraticabile e Maria resterà lì, ma nel momento dell'epifania la decisione ha un'imperiosa aria di definitività). La luce del tramonto, l'odore della salsedine, la carezza del vento, l'urlo del venditore: la concomitanza casuale di queste sensazioni ha misteriosamente cospirato per innescare in Maria il ricordo vivido del sapore della mandorla, un sapore dolciastro che per di più contrasta nettamente con quello della salsedine. Perché? Da dove viene l'epifania di Maria?

Dopo lunghi studi e ricerche, adesso sono finalmente in grado di svelare il mistero: la causa di tutto sono le pulsar.

Crab PulsarCosa sono le pulsar? Tanto per cominciare, come suggerisce il nome: una pulsar pulsa. È una trottola stellare immensamente densa, ma così densa che tutta l'energia che emette viene condensata in un unico sottile raggio di luce. Poiché la pulsar gira vorticosamente, il raggio appare intermittente, come quello proeittato da un faro. Non per nulla, gli abitanti della città di Euforbia, nella galassia che sulle vostre carte stellari appare con la sigla "M106", le chiamano hai-tahilalhai, che pressapoco vuol dire "il faro che squarcia il silenzio dell'astronauta" (infatti le pulsar, mentre pulsano, emettono un suono armonico regolare). E questo secondo me è il più bel nome con cui in tutte le galassie siano mai state battezzate le pulsar. Le pulsazione di ogni hai-tahilalhai è talmente regolare (spacca il secondo dell'orologio atomico) che quando viene rilevata per la prima volta dagli astronomi di un pianeta isolato come il vostro viene identificata come una alterità aliena e considerata la prova definitiva dell'esistenza, altrove, di una civiltà cosciente. Ma alla fine per qualche motivo gli scettici prevalgono, gli scienziati si ricredono (come è avvenuto sul pianeta Terra) e le pulsar vengono ridimensionate allo stato di corpi astronomici inerti, catalogate con un'arida sigla alfanumerica e lasciate lì dove stanno, a battere incessantemente come cuori abbandonati al proprio destino. E poi lasciatevelo dire: non avete proprio nessuna fantasia: "pulsar", "quasar" ... i vostri nomi suonano tutti uguali! senza contare che le quasar sono intere galassie, non stelle. Persino la vostra lessicografia astronomica tradisce un animo provinciale.

E invece no: esattamente come vi aveva suggerito la prima intuizione, che poi è sempre quella giusta, le hai-tahilalhai sono proprio entità senzienti. O meglio, quasi-senzienti. Ogni hai-tahilalhai infatti racchiude nel proprio raggio sottile un'unica sensazione. (L'immensa densità impedisce loro di condensare più d'una singola sensazione alla volta). Cosicché nel cosmo c'è una hai-tahilalhai che proietta il "sollievo di ritrovare il sentiero nel bosco", quella che proietta "l'allegria nell'udire una ballata tzigana" eccetera eccetera. Come vedete ogni hai-tahilalhai condensa in sé stessa una sensazione molto specifica e la dardeggia nello spazio alla velocità della luce. La principale attività degli abitanti della città di Zadoria, in una galassia che ormai già da un pezzo è schizzata via al di fuori del vostro orizzonte degli eventi, consiste nel tracciare la mappa astronomica di tutte le costellazioni di sentimenti cosparsi nell'universo.

In alcuni punti del cosmo due o più raggi si incrociano mescolando le sensazioni che ciascun raggio porta con sé a spasso per l'universo. In effetti esiste un'immensa ragnatela di raggi di hai-tahilalhai intessuti nello spazio-tempo. Questa intessitura sottile è la coscienza dell'Universo. (Sappiate che l'Universo è uno squisito conversatore, io ci ho fatto splendide chiaccherate). Se volete potete pensare a ciascuna hai-tahilalhai come a un neurone cosmico e alla rete formata dai loro raggi come a un sistema nervoso.

X-Ray PulsarCosì nel caso di Maria quel che è successo è questo: il raggio emesso dalla pulsar della "malinconica contemplazione del tramonto finlandese", quello dell'"odore acre della salsedine", quello della "carezza del vento nordico", quello del '"suono 'haluta'! che rieccheggia in lontanza" e quello del "sapore dolciastro della mandorla" sono arriavati a incrociarsi da qualche parte in un punto remoto dello spazio-tempo. Poiché l'intessitura cosmica li ha resi un sentimento indissolubile, quando Maria lo ha provato non ha potuto fare a meno di provare con esso anche la sensazione del sapore di mandorla e di compartecipare, anche se per un solo ineffabile istante, all'ebbrezza della coscienza cosmica. Il senso di déjà vu deriva dal fatto che ciascun crocevia di raggi di pulsar, essendo intermittente, ritorna a verificarsi periodicamente ogni ciclo cosmico nello stesso punto dell'universo.

Ecco: è questa l'origine cosmicomica dell'epifania di Maria.

----

Copyright© 2002 by keroppi <rosacrux@mail.com>

La parola "cosmicomiche" naturalmente è di Italo Calvino, al cui stile mi sono liberamente ispirato.

Cliccando sulle immagini potrai ascoltare "in tempo reale" il suono della pulsar corrispondente.

Le pulsar riprodotte nelle immagini sono Vela (PSR B0833-45) e Crab (PSR B0531+21), al centro dei nebulosi resti della supernova che fu osservata nel 1054 dagli astronomi cinesi. La terza è una riproduzione artistica cui ho associato il suono di PSR B0329+54, una pulsar tipica con un periodo 0.714519 secondi. La quarta immagine più sotto è uno spaccato.

More Sounds of Pulsars
More Images of Pulsars at the Nasa High-Energy Research
X-Ray Pulsar Harvard Java Animation

Exploded View of a Pulsar

1