
5. Arrastre Le spoglie del
toro, in attesa del successivo lavoro di un altro matador, vengono trascinate fuori dal ruedo
da una pariglia di cavalli. |
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 Antonio Ordoñez in un remate
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Tra i protagonisti delle storie di quella estate uno solo non ha avuto
modo di esprimersi in parole in queste pagine. Al di fuori del trascendentale mitico,
soggetto di azioni e non di racconti e di commenti, di Antonio Ordoñez, in
quellanno migliore matador, non ci rimangono che le testimonianze solo
accennate. James A. Michener nellintroduzione a Unestate pericolosa
(p. 55) sostiene di non averlo visto più battersi bene dopo il 1959 e racconta di un
evidente terrore di fronte alla fiera. Antonio appare per pochi attimi in un documentario
di Orson Welles (anche lui torero in gioventù) sulla Spagna, mentre brinda e dedica un
toro al regista. |
Sappiamo che a fatica si allontanò dal ruedo tornando più e
più volte a combattere fino al 1972 e seguendo, negli ultimi anni della sua vita, il
nipote Francisco Rivera, prima novillero e poi matador.
Peraltro qui piace ricordarlo in una immagine scattata durante i festeggiamenti per i
sessantanni di Hemingway, nella quale, incapace di sottrarsi, seppure per gioco, al
rischio, si dispone come bersaglio, stolido, la sigaretta in bocca, alla mira dello
scrittore. |
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