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4. Tercio de la muerte Armato
dei propri strumenti di morte, la spada e la muleta, luccisore, dopo aver brindato,
dà inizio ad una danza di soggiogamento della bestia alla
conclusione della quale la "inquadra", ponendola ferma, con le zampe a piombo,
nella posizione voluta per la suerte suprema. |
«Non si può, a parole, esprimere lintimità» (Bataille, Teoria
della religione, p. 72). Larena e il suo cerchio mitico. Lo spazio creato
artificialmente della messa a morte che va oltre la ritualità del sacrificio religioso,
per tramutarsi, attraverso la parola e limmagine, nel racconto mitico, ripetuto, del
combattimento archetipo, della morte recitata, ma con troppa verosimiglianza.
Larena: il circolo vizioso del mito trasformato nel reale spazio circolare che
separa in modo definitivo linterno del racconto, disposto nellordine,
anchesso mitico, regolato dai tercios, dallesterno dei ricordi, della
aspettazione di coloro che assistono. |
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Lintimità insiste
sullidentificazione che regna tra spettatore e artefice, ma, in modo più degno e
più pericoloso, nel legame più e più volte ricreato che si realizza tra i due
contendenti e tra essi e lesito definitivo inevitabile per almeno uno dei due.
Questa intimità richiama il principio del sacrificio rituale a cui la tauromachia moderna
è imparentabile banalmente per molti aspetti: il cerchio del sacrificio, il sacrificante
nel cerchio, gli spettatori irretiti nello spettacolo dellannientamento. Lo
spettacolo richiama gli astanti, che partecipino o meno, nel mondo separato del mito
particolare, del quale la corrida presenta tutte le caratteristiche. La
circolarità viziosa degli avvenimenti, la rigidità e stabilità delle movenze al di là
del tempo e, soprattutto, linsorgenza del racconto, nel confronto con altri
combattimenti e nel rimpianto costante del passato: i tori una volta erano più grossi,
avevano corna più lunghe e più aguzze, erano mas bravos; i matadores dei
tempi andati erano più coraggiosi, più abili, più eleganti. |
La tauromachia moderna risponde di un ulteriore paradosso: spettacolo
turistico, folkloristico, per eccellenza, richiama tuttavia, nel tempo della
spettacolarizzazione tecnica, landamento nostalgico delle antiche feste, la cui
caratteristica principale era leffettuazione di un contatto tra mondo reale e mondo
divino, tra la consuetudine abituale delle movenze terrene e la sacralità separata di una parentela impossibile. In questo tratto di unione
invisibile che vuole ricostituire un legame paradossale, si installa lintimità tra
limmanenza del flusso animale dalla coscienza offuscata e la razionalità consolidata delle regole del combattimento. |
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